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Campania senses


Dal 28 settembre Casoria ospita l’iniziativa speciale del Padiglione Italia Lo stato dell’arte-CAMPANIA al CAM, il museo di arte contemporanea che per l’occasione presenta l’evento con un titolo, unico caso tra le regioni, Campania Senses, a cura di Vittorio Sgarbi con il coordinamento di Antonio Manfredi e il patrocinio del Comune di Casoria. Il nome della manifestazione è da supporto alla scelta di distinzione delle espressioni artistiche presentate, la sensorialità è infatti alla base dell’evento del CAM che vede coinvolti gli artisti campani con performance, installazioni, video, sound art, danza e fotografia.

L’humus territoriale ha dato vita ad opere che affrontano tematiche incisive e taglienti come il fascismo, il nazismo, il ruolo della donna, il sesso, la religione, la politica, la camorra e l’immigrazione. Problematiche che il CAM ha preso in analisi in più di una mostra e che rendono questo museo fuori dai convenzionali circuiti dell’arte. Anche per questo motivo Campania Senses è l’alternativa. La presenza di innumerevoli installazioni rende Campania Senses un evento frizzante e coinvolgente. Il soggetto principale delle opere è il fruitore, tutta la mostra è costruita per sollecitare la percezione dello spettatore che diviene parte integrante del lavoro artistico: senza il fruitore, Campania Senses non esiste. Renato Barisani, uno dei maggiori maestri dell’arte napoletana, scomparso recentemente, aveva aderito a CAMPANIA SENSES. In mostra l’opera che l’artista aveva scelto per l’evento e un omaggio video di Tony Stefanucci e del figlio Fabio Barisani.

Il 30 settembre apre le porte all’iniziativa speciale del Padiglione Italia anche l’ex tabacchificio Centola di Pontecagnano Faiano con una ricca selezione di artisti visivi.

ELENCO ARTISTI CAMPANIA SENSES:
Afterall (Silvia Viola e Enzo Esposito), Renato Barisani, Betty Bee, Angela Barretta, Giovanni Calemma, Antonio De Filippis, Giuseppe De Marco, Giuseppe Desiato, Nicola Di Caprio/Superteste (special guest: Y Liver from Paris), Di Guida & Vargas, Peppe Esposito, Bruno Estevan, Eugenio Giliberti, Iabo, Rosaria Iazzetta, Barbara La Ragione, Pietro Lista, Lello Lopez, Antonello Matarazzo, Gianni Molaro, Giacomo Montanaro, Gloria Pastore, Ivan Piano, Walter Picardi/Sebastiano Deva, Oreste Pipolo, Raffo, Clara Rezzuti, Emilio Rizzo, Roxy in the Box, Antonio Serrapica, Franco Silvestro, Sound Barrier, Vincenzo Starnone, Tony Stefanucci, Paula Sunday, Enrico Tomaselli.
CAM Casoria Contemporary Art Museum
via Duca D’Aosta, 63 – Caspria NA
Orario: martedì-mercoledì-giovedì-venerdì-domenica ore 10.00/13.00 sabato ore 17.00/20.00
Ingresso: intero 3 euro, ridotto 2

Far West


Dal 19 marzo al 24 aprile 2011 il CAM_Contemporary Art Museum di Casoria (NA), spazio alternativo e di ricerca, presenta Far West, la nuova pungente mostra, a cura di Antonio Manfredi, che volge verso un’analisi sociale in bilico tra ironia e oggettività. Il Far West è la terra di frontiera, la periferia napoletana o il centro urbano di una delle tante metropoli internazionali, sobborgo del mondo e realtà a sé, dove il vissuto diventa esperienza esclusiva. Il Far West rappresenta anche il prototipo di conquista faticata, di una nuova terra promessa che, a dispetto di condizioni ambientali e sociali non propizie, esibisce una forte vivacità culturale. Dall’arte di arrangiarsi all’arte contemporanea che strizza l’occhio alla solitudine, ma anche alla delicata bellezza di una vita vissuta ai margini. Nella mostra Far West il degrado diventa ispirazione per chi sceglie di cogliere il fascino della terra di confine per trasporlo in forma d’arte. Il Far West è anche il luogo dove i ruoli si ribaltano, dove lo sceriffo, tutore della legge si confonde con i banditi, dove le “madame” influenzano la vita cittadina dai bordelli del potere, dove la donna oggetto tiene sotto ricatto con un’arma, l’ordine costituito come nell’installazione di Nicola Mette, dai chiari riferimenti al momento politico attuale. È proprio la mancanza di leggi in una terra estrema che spinge all’azione performativa Sebastiano Deva. Dai manifesti pubblicitari stradali affissi lungo le vie di Napoli parte la richiesta di sottoscrivere una proposta di legge: la pena di morte per i camorristi. Deva arriva all’atto finale attraverso un linguaggio diretto e perentorio per poi rimandare ad un sito web (http://www.far-west.eu) che svela il progetto artistico che si conclude al CAM. Una provocazione forte e determinata.

L’indagine sulle periferie metropolitane viaggia, nella mostra Far West, anche attraverso i testi di denuncia del Rock di Provincia dei Letti sfatti e Patrizio Trampetti. Nella canzone corale su Napoli, “Questa città”, scritta con la collaborazione di Erri De Luca (voce narrante, protagonista avatar del video, realizzato e prodotto da Poliovale, e autore di uno dei racconti del libro (ed. Testepiene)che accompagna la canzone, presentati in anteprima al CAM), si delinea un paesaggio di sofferenza e di riscatto. Lo stesso affrancamento a cui aspira “Vincenzo”, il tenero protagonista del film di Alessandro Falco (premiato a Barcellona e proiettato al CAM per la prima volta in Italia), la storia di un ragazzotto di provincia che, cavalcando il proprio motorino, sogna la fuga per sottrarsi al degrado opprimente dell’hinterland napoletano. Diversa, ma altrettanto significativa, è l’evasione silenziosa del barbone di Pozzuoli nella video-installazione proposta da Lello Lopez, il cui racconto senza parole ci immerge in un universo onirico che nasce dall’abbandono e dal degrado. La ricerca di un rifugio, di uno spazio personale che sia ristoro dell’anima dal difficile Far West, appare nella poetica foto del brasiliano Salvino Campos, in cui la religiosità è l’unico mezzo per lenire la sofferenza.

Non manca ovviamente in mostra un’accezione ironica della descrizione del contesto urbano e dei personaggi che lo popolano. La tagliente e polemica installazione del duo artistico Di Guida&Vargas si immette sulla strada della sarcastica consapevolezza della situazione sociale, mentre un’altra video-installazione mostra le immagini di indiani su impennanti cavalli contemporanei e di uno sceriffo che nel suo Far West ha trovato la propria identità, costruendosi un ranch in legno nell’aiuola del Parco Verde di Caivano in provincia di Napoli. Ma qual è il nostro ruolo? Quale quello dei visitatori del museo? Sceriffo o cowboy? L’opera di Peppe Esposito, gioca sull’identificazione, attraverso lo specchio, con l’immagine del pistolero, e pone una domanda sugli atti realmente legali che compiamo. L’uomo riflesso, lo sceriffo, agisce sempre in modo corretto o inconsapevolmente rimane impigliato nella rete dell’illegalità?

Pubblico sfoggio di spazzatura e sfacciato tripudio di avvenenza, il territorio partenopeo viene osservato attraverso il lavoro dei fotografi Luciano Ferrara e del gruppo Wine&Foto che mettono in mostra le contraddizioni di un’area talvolta abbandonata a se stessa ma che non si rassegna ai propri mali.
Casoria International Contemporary Art Museum
via Duca D’Aosta, 63 – Casoria (NA)
Martedì-mercoledì-giovedì-domenica 10.00/13.00 sabato 17.00/20.00
Ingresso 3 euro

Eruzioni Festival

Eruzioni Festival – Il limite della performance, ideato e diretto da Agostino Riitano e organizzato da Officinae Efesti – nelle edizioni precedenti si è contraddistinto come laboratorio e vetrina, un osservatorio che per primo in Campania ha incoraggiato e favorito lo sviluppo delle arti performative indipendenti. Un forum permanente di soggettività progettuali ed artistiche, spazio dell’incontro fortuito e dell’abbandono nel quale lasciarsi catturare e trasportare dalle manifestazioni del mondo, che si vestono, anche solo per un giorno, di promesse e di allusioni tanto incerte quanto irresistibili.
Eruzioni Festival è anche luogo concreto di incontro tra generazioni, addetti ai lavori, maestri e giovani talenti, tra fasce di pubblico diverse per età e formazione.
Il progetto è arrivato alla sua quinta edizione. Nel corso degli anni abbiamo cercato di costruire un progetto culturale forte, condiviso dai cittadini e apprezzato dalla critica, ascoltando i bisogni autentici degli artisti e degli spettatori.
Ci siamo inventati un contenitore, abbiamo modellato ogni volta un contenuto e costruiti un pubblico pensante e pagante. Pratiche oneste e sincere che non sono state riconosciute dalle istituzioni come un valore.
Il Festival ha subito un forte taglio finanziario tale da minarne l’esistenza.
La nostra risposta alla riduzione delle risorse è stata coraggiosa ed entusiastica: abbiamo chiesto aiuto ad artisti, agli intellettuali, cittadini ercolanesi e imprenditori, ed assieme abbiamo creato un denso programma di attività, inaugurando anche una nuova sezione dedicata al paesaggio e un progetto dedicato al pubblico “OGM – ospiti genuinamente mobilitati”.
Il tema dell’edizione 2010 è TREMORI TREMENDI, ovvero: rapporto uomo macchina natura / rapporto dell’arte con la catastrofe / scosse sociali e mutazioni / macerie dell’economia della cultura / l’80’: terremoto cicatrice inguaribile / paesaggio tremendo.

MAV – Museo Archeologico Virtuale
Via IV Novembre Ercolano (Napoli)
Tel. +39.081 19 806 511 begin_of_the_skype_highlighting              +39.081 19 806 511      end_of_the_skype_highlighting

Biglietteria
Il biglietto è unico e giornaliero ed ha un costo di 6 euro.
Gli spettacoli Joy del 14.09 e Wunderkammer soap #3_Tamerlano del 19.9 sono a numero limitato pertanto si consiglia la prenotazione.
A spettacolo iniziato non è consentito l’ingresso in sala anche se muniti di biglietti.

Parcours


Joerg Huber
Passaggio spaziale
Palazzo Spinelli, via dei Tribunali 362

Beatrice Caracciolo
Cercare nella terra
Palazzo Spinelli, via dei Tribunali 362

Salvatore Vitagliano
trovare nella terra
via Atri, 31

Giuseppe Zevola
TRovare casa
Decision! Interattivavideoistallazione di Team:niel
via Atri, 3

Pierre-Yves Le Duc
Rosarno. Desperate house-lives
Terrazza del Purgatorio, Palazzo Marigliano, via San Biagio dei Librai, 39

Se vi e’ una cosa che condividiamo in tanti, e’ che ne abbiamo abbastanza di proseguire nella direzione presa. Molti scenderebbero dal treno, poiche’ hanno capito che non andrà affatto laddove si sperava di arrivare. Allora, come Joerg Huber, si puo’ sognare di andare altrove, fuggire quanto piu’ lontano e’ possibile dal nostro pianeta maledetto, desiderare la luna, o anche, come Beatrice Caracciolo, tornare ai valori della terra, delle stagioni, alle radici delle nostre vite, cercarvi una salvezza fuori dall’arena delle città, in cui bene o male dobbiamo scendere ogni giorno. Si puo’ anche, come Salvatore

Vitagliano, salvare la propria vita scavando nel passato fino alle origini per ritrovarvi il senso smarrito del sacro, e conservarlo un po’, in disparte, o come Giuseppe Zevola nutrirsi del mondo per “riincantarlo”, a cominciare dai muri della propria abitazione, dal pavimento al soffitto, e decidere di aprirla a quanti auspicano di venire per trovarvi un po’ della magia perduta. Ma si puo’ anche, come Pierre-Yves Le Duc, affrontare la realtà per denunciarla, non allontanarsene o rassegnarsi.

Queste cinque esposizioni, concepite indipendentemente l’una dall’altra, formano un percorso molto coerente all’incrocio delle vie Tribunali, Nilo e Atri, esattamente dove si trovava il tempio di Diana Artemide come prima quello di Iside, fra le due antiche vie del Sole e della Luna, dove per secoli si adoro’ la luna sotto i tratti dei loro visi, e la si venero’. Questo percorso mette in evidenza anche una certezza: il nostro cuore va dritto ai ribelli, a quanti cercheranno sempre di andare a prendere la luna, di tentare l’impossibile a costo di fallire, come ieri a Rosario. Ed e’ infinitamente riconoscente a chi, come loro, si sforza di rendere le nostre vite, altre vite, piu’ belle, piu’ libere, piu’ profonde, meno impossibili.

E cosi’ in offerta alla dea Luna nel luogo in cui vi fu il suo santuario, si deporrà un po’ di sabbia del suo pianeta lontano.

Inaugurazione del percorso mercoledi 23 giugno 2010
nel Palazzo Spinelli dalle ore 19 alle ore 21

sedi:
Palazzo Spinelli, via dei Tribunali 362 (all’angolo delle vie Nilo ed Atri)
Via Atri, 31
Via Atri, 3
Palazzo Marigliano, via San Biagio dei Librai, 39 (all’angolo della via San Gregorio Armeno)
Visite su appuntamento

La cartolina di Napoli


Continua la consuetudine del Museo Minimo di presentare saltuariamente una mostra atipica in rapporto alla linea prevalente che favorisce la ricerca non figurativa. Un momento, cioe’, in cui irrompe quella che veniva definita una volta -arte commerciale- con la a minuscola dai soliti noti dal naso che si arriccia laddove individuano il privilegiare, a loro dire eccessivo, della ricerca estetica in una tematica localistica. In realtà la pittura’da cartolina’affonda le sue radici nelle gouaches del sette-ottocento che annoveravano artisti di grande spessore, costituiendo un patrimonio iconografico immenso in relazione all’immagine di Napoli. Basti citare Saverio Della Gatta, PietroFabris, Salvatore Fergola, Antonio Joli, J.Philipp Hackert, Giovan Batista Lusieri, i vari Carelli, Senape e tantissimi altri allo stesso livello che non cito per mere ragiono di spazio. Senza questa pittura che analizzava paesaggi, personaggi e costumi, non avremmo oggi idea dei tesori tramandati e persi, della fisionomia ambientale fino alla moda e al costume degli ultimi secoli.

Oggi esiste ancora la pittura di riflessione e documentazione e, soprattutto, serve ancora? Io credo proprio di si’, seppure non nelle forme tradizionali e nelle gallerie ma distribuita nei veri luoghi di incontro come le grandi librerie, oppure nei negozi di accessori per l’arredamento di buon livello, di merchandising museale o, ancora, utilizzata nella pubblicità. Il piu’ delle volte sotto forma di poster, oggettistica, cartoline, magliette. Da ricordare l’iniziativa dei primi anni novanta dal titolo-Colore e Calore-per una Napoli vista da artisti, grafici e designer su t-shirt e cartoline che pure fu patrocinata da Comune, Provincia e Istitut Francaise de Naples (i francesi la sanno lunga!).

Il Museo Minimo presenta una mostra che, pur nei limitatissimi spazi di cui dispone, illustra un breve escursus che prende le mosse proprio dalla gouache antica, non in originale ma attraverso qualche esempio seppur raffinato di epigoni che rispondono a richieste attuali di mercato. Cioe’ al desiderio di molti che, attraverso una spece di -falso d’autore’, desiderano rivivere un mito.

Accanto, immagini di paesaggi e particolari urbani studiati non solo per un uso tradizionale come il quadro, ma anche come pannellature decorative, accessori per arredamento, calendari, packaging ecc. realizzati in gran parte da Roberto Sanchez per la ditta MACRI’impegnata, quasi filantropicamente, nelle valorizzazione dei dati cultural-visivi di Napoli.

Tutto questo costituisce un modo virtuoso di sfruttare l’immagine migliore del nostro territorio che crea un circuito di valorizzazione reciproca in un momento in cui solo il Cielo sa di quanto ce ne sia bisogno!
Carolina Mantellini

Inaugurazione martedi’ 25 maggio 2010, ore 18,30

Museo Minimo
Via detta San Vincenzo 3 angolo Via Leopardi 47 Fuorigrotta – 80125 Napoli
Orari: lunedi’ e mercoledi’ h. 15-18; Martedi’, giovedi’ e venerdi’ h. 9-12
Ingresso libero

CAMMOVIE


Il  17 aprile alle ore 18.30 il CAM apre le sue porte alla video arte. Già noto per l’attenzione al linguaggio visivo, il museo di Casoria, si trasforma in un recipiente multimediale, una piattaforma su cui passa la video arte di tutto il mondo.  CAMMOVIE è il nome dell’annuale evento/contenitore che ospiterà quattro sezioni GLANCES, CENSURED, MAGMART,  VIDEO LOOP. La prima edizione di CAMMOVIE (17 aprile/30 maggio 2010) a cura di Antonio Manfredi apre con un focus sull’Iran,  con uno sguardo (sezione GLANCES) sulla produzione della video arte persiana. Le metafore visive, presenti in Iranian glances, si trasformano in veicolo di messaggi di protesta contro il potere oppressivo del governo e lanciano forti  spunti di riflessione sulla società iraniana: dalla condizione subalterna della donna, ai giochi economici con le nazioni confinanti, dalla guerra vissuta, alle teorie legate alle torri gemelle. Il fluire delle immagini spazia dal linguaggio documentaristico a quello finemente onirico ed estraniante per 22 video, alcuni dei quali hanno partecipato ad importanti eventi occidentali (come Documenta 11), mentre altri sono il prodotto di artisti dissidenti costretti a fuggire in Europa. Accompagnerà  la visione dei video d’arte un’installazione dedicata a Neda Aqa-Soltan, una delle ragazze uccise durante gli scontri a Teheran contro il governo iraniano, la cui immagine ha fatto il giro del mondo divenendo simbolo dell’onda verde persiana.  Faranno da cornice ironica le sagaci vignette di Simona Bassano di Tufillo che rivelano le difficoltà delle donne che indossano il burqua. Interverrà con una performance Rokhshad Nourdeh, artista iraniana che vive a Parigi. Durante la mattinata del 17 aprile, l’artista camminerà per le strade di Napoli distribuendo volantini con testi da lei prodotti, portando successivamente sul Vesuvio una bandiera colorata, simbolo dell’unità. Il camminare di Rokhshad Nourdeh è come riproporre in un altro luogo l’incedere della fiumana di persone che ha popolato le strade dell’Iran negli ultimi mesi. La performance continuerà in serata (17 aprile ore 19.30) presso il CAM durante l’inaugurazione di CAMMOVIE. L’approfondimento culturale tocca anche un’altra sezione della piattaforma, CENSURED, con la visione dei film di Jafar Panahi vietati in Iran. Il regista iraniano è stato arrestato il primo marzo 2010 per la sua attività di opposizione al regime iraniano, per il progetto di un film sugli scontri. Non manca una strizzatina d’occhio anche alla censura di casa nostra, ai format scomparsi dalla televisione e riapparsi in rete (Raiperunanotte). Le altre due sezioni sono un’altra porta aperta verso la produzione artistica nel campo video, un’ennesima indagine esplorativa del museo di Casoria. La sezione VIDEO LOOP presenta una selezione di video provenienti da alcuni dei più importanti festival internazionali di video arte: Optica Festival_Spagna, Streaming Video Festival_Olanda, Video Play Festival_Argentina, Videoholica Festival_Bulgaria, NamaTRE.BaProject_Bosnia Herzegovina, VideoChannel_Germania e AllArtNow New Media Art Festival_Siria in collaborazione con Visualcontainer_Italia. Mentre la sezione  MAGMART riconferma la presenza al CAM, che ne è partner, del noto festival internazionale alla sua  5° edizione. Saranno presentati i 30 video vincitori del festival che entreranno a far parte della collezione permanente del CAM.

CAM | Casoria Contemporary Art Museum  Via Duca D’Aosta 63/A 
80026 Casoria/Napoli/Italia
Orari: martedì- mercoledì- giovedì- domenica 10.00/13.00  sabato 17.00/20.00

XVIII edizione Giornata FAI di Primavera


È l’appuntamento che da diciotto anni ormai gli italiani si danno all’inizio della primavera. Un appuntamento con le bellezze del nostro Paese, che si trasforma ogni volta in una profonda e collettiva manifestazione d’affetto, di orgoglio e di identità nazionale. Sabato 27 e domenica 28 marzo si svolge contemporaneamente in tutte le regioni italiane la 18a edizione della Giornata FAI di Primavera.

È il momento dell’anno in cui il FAI – Fondo Ambiente Italiano incontra gli italiani, offrendo scenari meravigliosi e sorprendenti. Ed è una grande e ormai tradizionale festa popolare ambientata quest’anno in 590 siti particolari, spesso inaccessibili e segreti, eccezionalmente a disposizione del pubblico. Palazzi, castelli, chiese, giardini, conventi, biblioteche, aree archeologiche, teatri e persino paesaggi da attraversare in bicicletta o sorvolare col parapendio: tante esperienze e tanti linguaggi diversi, tutti legati tra loro dalla bellezza e dalla storia dei nostri territori familiari collettivi.

Il senso di appartenenza che nasce tra coloro che partecipano alle Giornate FAI – fino a oggi, oltre 5 milioni di italiani – è il segnale che nel corso degli anni la sensibilità nei confronti della difesa e del recupero dei nostri tesori ambientali e artistici – che coincide con la missione della Fondazione – è sempre più condivisa e perciò sempre più legata alla responsabilità di ciascuno. Tutti possono contribuire a questa missione, e proprio per questo le visite ai siti aperti eccezionalmente per la Giornata FAI sono a contributo libero. Non esiste un biglietto d’ingresso: ciascuno contribuisce come può e come crede. E sarà un contributo nel senso più vero della definizione, ovvero “ciò che ciascuno dà personalmente per partecipare al raggiungimento di un fine comune” (Vocabolario della Lingua Italiana Nicola Zingarelli). La Giornata FAI di Primavera nel 2010 compie 18 anni e diventa maggiorenne. In tutto questo tempo i partecipanti sono aumentati, i siti visitabili anche. Gli interventi del FAI sempre più presenti. Ma sono anche aumentate le aree e le opere da difendere, recuperare e restituire al pubblico. Per questo il contributo richiesto per le visite non vale solo come gesto simbolico, ma anche e soprattutto come gesto concreto di supporto economico a questo obiettivo comune e al lavoro della Fondazione.
Per conoscere i siti aperti in Campania www.giornatafai.it

Arte dentro e fuori il sistema

Domenica 7 marzo alle 18.30, fino al 7 aprile, il museo CAM presenta negli spazi della CAM’s Factory la mostra POLITIK | arte dentro e fuori il sistema. L’evento propone alcune opere di artisti che si sono espressi in polemica con un’ideologia o con le istituzioni utilizzando molteplici linguaggi. I lavori esposti giocano con i materiali e attraverso grandi metafore Pop pongono domande sulle icone delle ideologie politiche. In mostra svettano bandiere lavorate come patchwork, quale testimonianza dei tormenti subiti dai popoli sotto le dittature, mentre trapela l’angoscia dai volti di chi ha lottato per dire la verità e si e’ dissolto nell’oblio, offuscato dalla forza del potere politico. La testa di Marx irrompe in una vetrina in saldo, lo specchio della libera circolazione delle merci, infrangendone ancora una volta l’integrità. Il bacio gay, dell’opera censurata e mai esposta a Milano nella mostra Arte e omosessualità, si pone sullo sfondo della bandiera italiana, che diviene scenario politico per l’affermazione omosessuale.

In un’altra istallazione una voce recita l’Apologia di Socrate, la famosa difesa del filosofo dalle accuse di contestazione alle leggi divine, mentre una immagine del nostro premier sorride compiacente alle parole che il greco proferi’ in sua tutela. Non manca la provocazione verso le posture degli uomini di potere, dalle sfilate del successo alle improbabili compagnie appariscenti e vacue. L’ironia si concretizza in uno dei video in cui un artista si aggira, ignorato dai passanti, per le strade della città in una macchina lussuosa salutando, come se fosse un presidente in parata. Non mancano i ritratti dei grandi delle nazioni occidentali, i potenti, che insieme alla speranza di un miglioramento politico si portano dietro un passato di conquiste coloniali bagnate nel sangue. L’arte di governare gli stati, la POLITIK, si trasforma al CAM, diventa arte da museo, arte che parla dei governi.
Inaugurazione 7 marzo ore 18.30

Casoria International Contemporary Art Museum
via Duca D’Aosta, 63 – Casoria (NA)
Orario: martedi’-giovedi’-sabato 17.30/20.30 domenica 10.30/13.00 lunedi’-mercoledi’-venerdi’ 10.00/13.00 solo gruppi per appuntamento
Ingresso: 3 euro, ridotto 2 euro

Aumento dei visitatori nei musei statali italiani

Nei giorni di Capodanno compresi tra il 31 dicembre e il 2 gennaio i musei e i siti archeologici statali, molti dei quali aperti anche il 1 gennaio, hanno registrato, in base ai dati finora pervenuti, un incremento del 12,26% di ingressi, con un totale parziale di 185.844 visitatori nel 2010 rispetto ai 165.543 del 2009.

Di grande rilievo risulta il dato del Colosseo, che nel solo giorno di Capodanno in cui è stato aperto eccezionalmente fino alle 14:00 ha avuto 4.823 visitatori, quasi mille in più del giorno di Natale. L’intero circuito archeologico, che ha visto aperti anche il Foro Romano e il Palatino nei giorni di San Silvestro e 2 gennaio, ha registrato 34.811 ingressi, con una crescita del 29,42% rispetto all’anno scorso, quando vi furono 26.898 visitatori.

Importante anche il risultato della Reggia di Caserta, che con 5.718 visitatori nei 3 giorni cresce quasi del 14,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con 926 ingressi nel solo giorno di Capodanno. Premiata anche la scelta di mantenere aperta il 1° gennaio l’area archeologica di Villa Adriana a Tivoli, che nei tre giorni ha avuto 1.805 visitatori, il 23,7% in più rispetto all’anno scorso. I musei di Capodimonte e di Palazzo Reale a Napoli, aperti anch’essi il 1° gennaio, con 1.297 ingressi il primo e 913 ingressi il secondo hanno avuto una crescita rispettivamente del 41,8% e del 94,1%

Significativi anche i dati provenienti a Roma dal Museo e Galleria Borghese, che con 3.889 visitatori cresce dell’8,51% rispetto al 2008, e dal Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, con 8.211 ingressi e un aumento del 69,4% rispetto all’anno scorso, a Milano dalla Pinacoteca di Brera, che ha avuto 2.198 visitatori ossia il 32,7% in più rispetto al 2008, e dal Cenacolo Vinciano, con 2.178 ingressi e una crescita del 2,9%, a Torino dal Museo delle Antichità Egizie, che con 9.673 visitatori registra un aumento del 10,4%, a Firenze dalle Gallerie degli Uffizi, con una crescita del 6,7% di pubblico che porta a 13.389 i visitatori quest’anno, e a Venezia dalle Gallerie dell’Accademia, visitate da 3.282 persone, il 19% in più rispetto all’anno scorso, tutti musei chiusi però nel giorno di Capodanno.

“Questo successo – ha dichiarato il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi – conferma quanto nel nostro Paese sia forte il desiderio di cultura. Tra Natale e Capodanno, grazie all’encomiabile impegno di tutto il personale del Ministero, molti cittadini e turisti sono tornati ad affollare i musei e i siti archeologici statali, un primo, importante frutto delle nuove politiche di questo Governo nella valorizzazione del patrimonio culturale”.

Luminaria01

luminLa rassegna rientra nel progetto -Le luci, i suoni, i colori del Natale- realizzato dalla Regione Campania Assessorato al Turismo, Assessorato ai Beni Culturali e dal Comune di Napoli. L’organizzazione dell’evento e’ curata dall’Ente Provinciale per il Turismo di Napoli.La Prima Municipalità, Seconda Municipalità e Quarta Municipalità di Napoli hanno aderito all’iniziativa patrocinandola moralmente.

Considerato il successo della precedente edizione, l’11 dicembre il Centro Antico di Napoli diventa per la seconda volta un museo en plein air. Dodici artisti contemporanei sono stati invitati ad invadere, pacificamente, con le loro opere le piazze, le vie e i vicoli partenopei, fino al 7 gennaio 2010. La creatività contemporanea contagia e dinamizza cosi’ un percorso urbano già di grande fascino.

Corpi illuminanti sospesi, installazioni, interventi artistici e performance per un totale di dodici segni site specific che creeranno un’atmosfera illuminata con ironia e creatività.

L’itinerario si snoda nel cuore del Centro Antico e presso i gradini di Francesco d’Andrea in Via dei Mille. Quest’anno i dodici segni luminosi animano, non solo l’antica Spaccanapoli, ma anche Via dei Mille con un percorso urbano di visual art in un continuum immaginifico che crea un ponte tra i due volti della città.

L’inaugurazione e’ prevista alle ore 18.30 dell’11 dicembre 2009 in Via dei Mille, ai piedi della scalinata -Francesco d’Andrea-, per proseguire, con una seconda inaugurazione, in Piazza San Domenico Maggiore alle ore 20.00.

Gli artisti coinvolti sono: Barbara Annunziata e Francesca Gattoni con RETROSCENA, AV Ascolti Visivi, Carolina Ciuccio e Sofia Scarano, Riccardo Dalisi, Giada Pagano, Antonio Picardi, Angelo Ricciardi, Vincenzo Rusciano, Chiara Scarpitti, Fabio Scotto di Clemente, Malamu’t unde Malingut Teatr, food design: Tina Conforti.

LUMINARIA, spinge l’osservatore a leggere un’altra possibilità, a guardare la città con il naso in su, un vero e proprio MUSEO D’ARTE all’aperto, fruibile da tutti e gratis per un mese.Le performances e le opere sono a basso consumo energetico e di grande impatto scenico, lungo il percorso sarà distribuito gratuitamente l’itinerario cartaceo.

Inaugurazione 11 dicembre 2009 alle ore 18.30 in via Dei Mille
e in Piazza San Domenico Maggiore alle ore 20

Centro Antico, gradini di Francesco d’Andrea e Via dei Mille, Napoli
ingresso libero

Scorciatoie

SCORCIATOIERiscoprire Napoli, passeggiando -in verticale-: e’ il viaggio del napoletano Simone Florena, fotografo sensibile ai temi sociali e all’urbanistica della sua città, che ha raccontato in venti immagini in bianco e nero le Pedamentine di Napoli, antiche scorciatoie pedonali tutte da scoprire.
La mostra -Scorciatoie’, che fa parte di un piu’ ampio progetto di rivalutazione delle Pedamentine, e’ ospitata dal 27 ottobre al 27 novembre nella restaurata stazione ferroviaria di Mergellina, un luogo simbolico del viaggio.

I venti grandi pannelli, (1,80×3,70 m. quindi quasi a grandezza naturale) che occupano i due saloni principali della stazione, offrono al
visitatore-viaggiatore venti vere e proprie -visioni in verticale’ della città, ne immortalano la memoria (erano passaggi pedonali nati da vecchi corsi d’acqua) svelando il fascino inedito di scorci pittoreschi, paesaggi e architetture.

Ogni immagine della mostra e’ come un gradino su cui soffermarsi attraversando, appunto, le Pedamentine, autentiche bellezze nascoste del tessuto urbano, tesori ancora da valorizzare e che riservano, a seconda delle ore del giorno e della luce, meravigliose sorprese per l’occhio di chi le percorre.

Calata San Francesco, salita Moiariello, il Petraio, Sant’Antonio ai Monti, la pedamentina di San Martino: dal Vomero al mare, da Capodimonte fino alla Sanità e poi piu’ giu’ verso la Marina, nelle foto di Florena appare una città inedita, solcata da scale, scalini, discese, che si offre cosi’ al viandante con uno dei suoi volti piu’ belli e particolari.
‘Percorrerle significa ridurre il tempo e lo spazio da un punto all’altro della città ma, soprattutto, recuperare il piacere di passeggiate lente, scoprendo Napoli sotto una luce diversa’, suggerisce l’artista.

Le fotografie di Simone Florena e gli itinerari proposti sono raccolti in -Scorciatoie’ un prezioso catalogo/guida, concepito e curato come un oggetto di design. Un oggetto da regalare o esporre. Edizioni Pironti, testi di Francesco Durante.

Attivo da anni nel campo della fotografia e dell’immagine, Simone Florena e’ amministratore unico della società di produzione fotografica Momo74 e socio fondatore del LANA, associazione culturale che organizza e cura mostre fotografiche, tra le altre -Tracce di Gomorra’ per la presentazione del libro di Roberto Saviano. Ha gestito le immagini di numerose società e lavorato ai progetti della Fondazione Pascale in associazione con la LILT: il calendario ‘Senza di te la ricerca e’ nuda’(2008) e poi il libro -Se no la magia’ (2009).

L’iniziativa e’ organizzata dall’Ente provinciale del Turismo di Napoli.

Inaugurazione martedi’ 27 ottobre 2009

Stazione ferroviaria di Mergellina, Napoli
Ingresso gratuito

LINEA D’OMBRA

lineadombraAnche quest’anno Salerno ospita Linea d’Ombra—Festival Culture Giovani, progetto ideato e diretto da Peppe D’Antonio, giunto alla quattordicesima edizione. Il tema madre dell’appuntamento che coinvolgerà cittadini campani e turisti dal 14 al 19 aprile 2009 è il caos: nel cinema, nella letteratura, nella musica, nel teatro, e nelle arti performative. Evento cult della primavera campana, come da tradizione ormai da 14 anni, “Linea d’Ombra—Festival Culture Giovani” è anche una speciale occasione di incontro/confronto tra persone, luoghi, esperienze, che rendono Salerno meta della creatività giovanile. Il festival si sviluppa all’interno del centro storico della città e diventa possibilità di crescita del territorio, coinvolgendo alcune delle realtà più avanzate nel campo dell’arte e dello spettacolo.Le location che ospitano l’edizione intitolata al caos sono il teatro Augusteo, la Chiesa dell’Addolorata, il Complesso monumentale di Santa Sofia, la Galleria d’arte Paola Verrengia e il Palazzo Genovese. Per 6 giorni il festival presenta proiezioni, concerti, dj set, spettacoli teatrali, reading, incontri, seminari,  performance, anteprime e una fantasiosa Notte delle Catastrofi, maratona notturna di sette proiezioni con premio finale.

Il festival è organizzato dal Comune di Salerno, co-finanziato dall’Unione Europea, dalla Regione Campania (POR Campania 2007-2013), dalla Provincia di Salerno, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Direzione per il Cinema, dalla Camera di Commercio di Salerno e dalla Fondazione Cassa di Risparmio SalernitanaCinema, musica, letteratura, teatro e arti performative in Campania. Per 6 giorni – dal 14 al 19 aprile – Salerno ospita Linea d’Ombra-Festival Culture Giovani. Il progetto ideato e diretto da Peppe D’Antonio focalizza la sua attenzione sul CAOS, ospitando attori, musicisti, performer, registi, scrittori (italiani e stranieri) che si confronteranno sul tema della XIV edizione.

Tra gli ospiti confermati:

Alessandro Bergonzoni, premio UBU come Miglior Attore italiano del 2008, presenta a Salerno (17 aprile), il suo ultimo spettacolo “Nel”. L’attore/scrittore/pittore/scultore bolognese si muove sulla scena dando vita ad un monologo paradossale in cui analizza l’assurdità  della vita quotidiana, raccontata attraverso i misteri del pensiero umano.

Lenz mette in scena (18 aprile) “Chaos”, una scrittura performativa contemporanea tratta dal Libro Primo de Le Metamorfosi di Ovidio. Il lavoro di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, nato da una ricerca visuale, filmica, spaziale e sonora, indaga con potenza simbolica estrema riferimenti tra mito e materia. In scena: Valentina Barbarici, Giuseppe Barigazzi, Elena Sorbi e Laura Vallavanti.

Mercoledì 15 aprile, Linea d’Ombra-Festival Culture Giovani ospita il punto di riferimento della club culture italiana: Alessio Bertallot. Musicista, dj, conduttore radiofonico e televisivo, è stato il primo a portare il rap al Festival di Sanremo, vincendo il Premio della Critica con “Zitti Zitti (il silenzio è d’oro)”. È tra i pochi dj che compone colonne sonore – dal vivo – per film proiettati sul grande schermo, usando i piatti invece dell’orchestra.

Dalla scena berlinese arriva (16 aprile) Jahcoozi: un trio composto dalla vocalist anglo-cingalese Sasha Perera, dal produttore tedesco Robot Koch e dal bassista israeliano Oren Gerlitz. Nelle loro canzoni mescolano beat elettronici a reggae e hip hop, producendo un ibrido techno-hop a base di ritmi spezzati, scratch e r’n’b.


Info:www. festivalculturegiovani. it
Tel: 349/2679 541 oppure 347/5491215