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	<title>Guida Turistica Napoli &#187; eventi napoletani</title>
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	<description>Arte, passione e fantasia</description>
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		<title>Metamorphica</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 16:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi napoletani]]></category>

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		<description><![CDATA[Su iniziativa del Polo delle Scienze Umane e Sociali dell&#8217;Università degli Studi di Napoli Federico II – in collaborazione con il Dipartimento di Discipline Storiche Ettore Lepore, la Sovrintendenza dei Beni architettonici, paesaggistici, storico-artistici ed etno-antropologici per Napoli e Provincia – e la sponsorizzazione del Banco di Napoli s. p. a. , viene presentata METAMORPHICA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.undo.net/Pressrelease/foto/1323963856b.jpg" class="alignleft" width="600" height="299" /><br />
Su iniziativa del Polo delle Scienze Umane e Sociali dell&#8217;Università degli Studi di Napoli Federico II – in collaborazione con il Dipartimento di Discipline Storiche Ettore Lepore, la Sovrintendenza dei Beni architettonici, paesaggistici, storico-artistici ed etno-antropologici per Napoli e Provincia – e la sponsorizzazione del Banco di Napoli s. p. a. , viene presentata</p>
<p>METAMORPHICA</p>
<p>mostra personale di scultura dell&#8217;artista irpino Egidio Iovanna, nel Complesso di Sant&#8217;Antonio delle Monache a Portalba (detto “Sant&#8217;Antoniello”), sede della BRAU, Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica. La mostra, patrocinata dalla BAPSAE., costituisce un evento culturale unico perché finora, nelle sedi dell&#8217;Ateneo Federico II, non è mai stata presentata un&#8217;esposizione di opere contemporanee, né c’è stata una manifestazione che unisse il mondo della ricerca scientifica con quello della ricerca artistica contemporanea.</p>
<p>La storica contrapposizione, temporale e storiografica, tra Archeologia e Storia dell&#8217;arte viene superata da una visione culturale più ampia: che, incentrandosi sullo studio della scultura ed in particolare sulla ricerca di materiali e tecniche della lavorazione dei marmi, consente di accostare sul piano teorico il passato archeologico al presente contemporaneo.</p>
<p>Una simile operazione è perciò del tutto singolare: sia sul piano prettamente espositivo &#8211; in quanto inaugura uno spazio di straordinario interesse, destinato alla conservazione e fruizione di un patrimonio librario universitario, ma disposto a fare da contenitore vergine di una mostra &#8211; sia su quello contestualmente critico. Si pone così in risalto l&#8217;incontro tra diverse Storie delle Arti: passate, presenti e (forse) future.</p>
<p>L&#8217;iniziativa espositiva, curata da Maria Rosaria di Virgilio e Riccardo Fusco, è stata presa dal Presidente del Polo umanistico della Federico II, Mario Rusciano, e avallata da un Comitato Scientifico, composto dai docenti dell’Università Federico II, Carlo Gasparri, ordinario di Archeologia Classica e Mariantonietta Picone, ordinario di Storia dell&#8217;arte contemporanea, e da Angela Tecce, direttore di Castel Sant&#8217;Elmo.</p>
<p>Nel bellissimo Chiostro, di recente restaurato, del Complesso monumentale di Portalba, tra le volte affrescate e le letture dei giovani studenti, verrà presentata una selezione di opere dello scultore Egidio Iovanna, in particolare quelle che hanno segnato alcune delle più importanti tappe del suo percorso artistico, dagli inizi della sua carriera sino ad oggi.</p>
<p>La mostra è intitolata METAMORPHICA, perché il suo filo conduttore è la coralità mutante delle forme stesse, che apparentemente sembrano nate dall&#8217;incontro di spunti differenti e tuttavia convergenti sul concetto di forma e mutazione, ricercate nella pietra che continua a vivere modificando il suo stato, sia pure con estrema lentezza.</p>
<p>Metamorphica sta per “oltre la forma”, incessante mutazione, ma anche metafisica aspirazione ad un “oltre”, in un continuo esistere della forma stessa, come di qualcosa che perennemente si rinnova, pur conservando quella apparente e monolitica impressione di eternità, quale solo la pietra può dare. Metamorfica è anche la natura geologica dei marmi utilizzati dall&#8217;artista, alcuni dei quali sono quelli che, in passato, circolavano nei confini dell&#8217;Impero romano. Le sue pietre &#8211; scrive l&#8217;archeologo Riccardo Fusco &#8211; sono le colorate irpine, in mezzo alle quali è stato allevato: la breccia grigio-dorata, il calcare verde-grigio e l&#8217;alabastro cotognino. Altre qualità policrome di diversa provenienza arricchiscono la scena: il verde Alpi, il bardiglio di Luni, il portoro ligure, il rosa Portogallo, l&#8217;azzurro Macauba e il marmo rosso, persiano o di Francia. Uno solo il marmo monocromo: il bianco luminescente statuario di Carrara.</p>
<p>La mostra personale di Egidio Iovanna raccoglie una selezione di 15 opere in pietra &#8211; realizzate dall&#8217;artista tra il 1998 al 2011- di varie dimensioni, di cui tre monumentali, ed una sezione bozzetti, adeguatamente collocata nella saletta attigua al porticato del chiostro, una volta Cappella annessa alla Chiesa di Sant&#8217;Antoniello delle Monache, con la presentazione di disegni, immagini, foto e video che documentano le varie fasi ideative ed esecutive.</p>
<p>L&#8217;esposizione napoletana delle sculture di Iovanna si completa con la presentazione di un&#8217;opera inedita, anch’essa monumentale – la scultura è alta più di tre metri – collocata nella Chiesa di Santa Maria la Nova, grazie alla collaborazione tra il Polo delle Scienze Umane e Sociali della Federico II, il Museo Arca e l&#8217;Associazione culturale Oltre il Chiostro.</p>
<p>All&#8217;interno della sala Bozzetti del Complesso di Sant&#8217;Antoniello sarà presentato inoltre, in esclusiva internazionale, il progetto preparatorio di un’altra grande opera monumentale che verrà realizzata con il contributo di artisti provenienti dai paesi del Mediterraneo. La Porta del Mare è l&#8217;ultimo progetto ambizioso dello scultore irpino, che ha incentrato la sua ricerca sul tema del dialogo continuo o ininterrotto tra i popoli .</p>
<p>BRAU, Biblioteca di Ricerca di Area Umanistica<br />
c/ o Complesso di Sant&#8217;Antoniello a Portalba<br />
piazza Bellini, 59-60, 80138 Napoli<br />
Dal lunedì al giovedì, ore 9.00-16.45; venerdì ore 9.00-14.15 </p>
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		<title>Twelve American Artists</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 12:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi napoletani]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 10 novembre al 10 dicembre il CAM, il museo di arte contemporanea di Casoria, presenta American Style, uno sguardo sulla produzione artistica degli Stati Uniti d’America. I dodici artisti in esposizione si esprimono attraverso video, fotografie, pittura e tecniche miste per offrire spunti sui rapporti artistici, sui confronti, sulle analogie e le influenze o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.undo.net/Pressrelease/foto/1320839346b.jpg" class="alignnone" width="600" height="900" /><br />
Dal 10 novembre al 10 dicembre il CAM, il museo di arte contemporanea di Casoria, presenta American Style, uno sguardo sulla produzione artistica degli Stati Uniti d’America. I dodici artisti in esposizione si esprimono attraverso video, fotografie, pittura e tecniche miste per offrire spunti sui rapporti artistici, sui confronti, sulle analogie e le influenze o omologazioni delle produzioni occidentali. per l’occasione il CAM acquisirà le opere degli artisti Joe Davidson, Todd Williamson e Steve Burtch della galleria ART 1307, nota per i suoi stretti rapporti con l&#8217;ambiente artistico statunitense. L&#8217;alta qualità delle opere e gli innumerevoli riconoscimenti ricevuti da questi giovani artisti, come il premio attribuito a Todd Williamson dalla fondazione Pollock Krasner, quello del Department of Cultural Affairs di Los Angeles per Joe Davidson e la collaborazione di Steve Burtch con artisti come Julian Schnabel, sono stati decisivi per l&#8217;inserimento nella collezione permanente del CAM, che vanta attualmente 1000 opere d&#8217;arte contemporanea provenienti da circa 80 nazioni differenti.</p>
<p>All&#8217;evento interverrà il Console degli Stati Uniti d’America Pamela Caplis che visiterà lo spazio del CAM e Campania Senses, la Biennale della Campania attualmente in allestimento al museo. Il Console presiederà, insieme al direttore del CAM, Antonio Manfredi, ad un incontro, fortemente voluto dal Consolato Americano di Napoli, tra gli allievi delle classi del Liceo artistico Statale di Cardito e gli artisti Gary Paller, pittore californiano, e Marco Casentini, americano d’adozione, che, presenti in Italia su invito di Art1307, discuteranno con gli studenti del proprio lavoro artistico e delle differenze tra la produzione europea e quella statunitense</p>
<p>La Biennale Campania, iniziativa speciale del Padiglione Italia, dal titolo Campania Senses, a cura di Vittorio Sgarbi con il coordinamento di Antonio Manfredi e il patrocinio del Comune di Casoria, sarà visibile al CAM fino al 30 gennaio 2012. La sensorialità del titolo fa riferimento alle performance, alle installazioni, ai video, alla sound art e alla fotografia degli artisti campani in mostra che sollecitano con le proprie opere la partecipazione e il coinvolgimento del fruitore, parte integrante del lavoro artistico. Il CAM propone per l&#8217;occasione una speciale visita guidata a Campania Senses sabato 12 novembre alle ore 18.00 (info e prenotazioni 3930283349).</p>
<p>Programma<br />
Dalle ore 10.30 alle 11.30<br />
Incontro con gli artisti Gary Paller e Marco Casentini per le classi del Liceo Artistico Statale di Cardito.</p>
<p>Dalle ore 11.30 alle ore 12.00<br />
Inaugurazione delle nuove acquisizioni di opere di artisti degli U.S.A.: Joe Davidson, Todd Williamson, Steve Burtch. Visita ad una parte di opere statunitensi facenti parte della collezione permanente.</p>
<p>Dalle ore 12.00 alle ore 13.00<br />
Visita guidata alla mostra Campania Senses.</p>
<p>INFO:<br />
CAM Casoria Via Duca D’Aosta 63° Casoria, Napoli Tel/Fax: +39 0817576167<br />
casoriacontemporaryartmuseum@hotmail.com<br />
Press office | P.R. Graziella Melania Geraci cam.pr@hotmail.it +39 3349399870</p>
<p>Opening: 10 novembre 2011, ore 10.30</p>
<p>CAM Casoria Contemporary Art Museum<br />
via Duca D&#8217;Aosta 63 &#8211; Casoria<br />
Orari: martedì / mercoledì / giovedì / domenica 10,00 -13,00<br />
sabato 17.00 &#8211; 20.00<br />
Ingresso 3 euro, ridotto 2</p>
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		<title>Jusepe de Ribera</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 20:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mostra &#8216;Il giovane Ribera tra Roma, Parma e Napoli 1608-1624&#8242;, dedicata al pittore spagnolo considerato tra i maggiori esponenti della pittura di area naturalista e caravaggesca in Italia e in Europa, pone l&#8217;attenzione sui primi anni della sua produzione presentando, in un confronto finalmente diretto, tele spesso oggetto di un appassionato dibattito. Al Museo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.undo.net/Pressrelease/foto/1316610483b.jpg" class="alignnone" width="595" height="842" /><br />
La mostra &#8216;Il giovane Ribera tra Roma, Parma e Napoli 1608-1624&#8242;, dedicata al pittore spagnolo considerato tra i maggiori esponenti della pittura di area naturalista e caravaggesca in Italia e in Europa, pone l&#8217;attenzione sui primi anni della sua produzione presentando, in un confronto finalmente diretto, tele spesso oggetto di un appassionato dibattito. Al Museo di Capodimonte, sono presentati circa 40 capolavori del giovane Ribera, con alcune modifiche rispetto alla precedente esposizione spagnola del Prado.<br />
Sarà possibile ammirare un gruppo di dipinti, alcuni dei quali esposti per la prima volta, che documentano con grande efficacia i momenti diversi dell’attività romana e i successivi sviluppi napoletani, prima che il pittore giungesse a quella svolta stilistica che lo avrebbe portato, dopo il 1624, alla piena maturità, fase alla quale appartengono alcune celebri opere, quali il Sileno ebbro, il San Girolamo con l’angelo del Giudizio e la Trinitas terrestris e santi, esposti abitualmente nelle collezioni permanenti di Capodimonte.<br />
Jusepe de Ribera (Játiva, 1591 – Napoli, 1652), uno dei maggiori esponenti della pittura di area naturalista e caravaggesca in Italia e in Europa, giunse giovanissimo da Játiva, presso Valencia, a Roma intorno al 1608 dove lavorò per committenti e collezionisti sia spagnoli che locali realizzando opere di grandissima intensità. Dopo un breve soggiorno a Parma intorno al 1610 ? grazie alla protezione del marchese Mario Farnese, cugino del Granduca Ranuccio, incontrato nella città pontificia ? sarà di nuovo a Roma, accolto tra i membri dell’Accademia di San Luca, trattenendosi fino al 1616, quando si trasferì definitivamente a Napoli, capitale del viceregno spagnolo in Italia meridionale, dove fu attivo fino alla sua scomparsa, nel 1652.<br />
Museo di Capodimonte<br />
via di Miano, 2 &#8211; Napoli<br />
Orario: ore 10.00 – 19.30 (la biglietteria chiude alle 19,00) / chiuso mercoledì<br />
Ingresso: intero € 8,00; ridotto € 4,00 (7?18 anni e oltre 65)<br />
ridotto gruppi* € 6,00 (min. 20?max 30 persone);<br />
ridotto gruppi scuole* € 3,00 (max 30 alunni); </p>
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		<title>Pina Della Rossa</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 20:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi napoletani]]></category>

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		<description><![CDATA[La fotografia di Pina Della Rossa non ritrae il visibile, ma evoca l’invisibile attraverso suggestioni visive, in cui la ricerca formale non cede mai all’effusione estetica. È proprio la dimensione evocativa a costituire il valore distintivo delle immagini, che nascono dalla sublimazione di frammenti del quotidiano, che subiscono un processo di astrazione ed assumono il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.adrart.it/MOSTRE%202011/out_pina_2.JPG" class="alignnone" width="365" height="550" /><br />
La fotografia di Pina Della Rossa non ritrae il visibile, ma evoca l’invisibile attraverso suggestioni visive, in cui la ricerca formale non cede mai all’effusione estetica. È proprio la dimensione evocativa a costituire il valore distintivo delle immagini, che nascono dalla sublimazione di frammenti del quotidiano, che subiscono un processo di astrazione ed assumono il valore di segni, portatori di significato. Fondamentale in questa ricerca è l’aspetto compositivo, fondato su ardite prospettive, su forti contrasti tonali, su giochi di piani che si sovrappongono e si distanziano in multiple vedute spaziali. Di qui il richiamo allo spazialismo di Fontana, alla necessità di superare la superficie fisica del quadro per includervi la dimensione spaziale e temporale.<br />
La produzione fotografica di Pina Della Rossa si snoda attraverso cicli tematici, che si intersecano in una reciproca contaminazione che investe non solo gli aspetti formali, ma gli stessi contenuti.<br />
Nella serie “I Cantieri” l’artista focalizza l’obiettivo sui materiali per riscattarne la dignità, il valore intrinseco che deriva dal fine per cui sono impiegati e dal lavoro umano che li ha forgiati nella forma più appropriata, che è l’esito di un millenario processo evolutivo. Il valore dei materiali non è solo semiotico, ma persino estetico, data la perfetta geometria di profilati metallici, mattoni forati e barre di acciaio sagomate che, nelle intense fotografie di Pina Della Rossa, definiscono complesse trame di segni. Ognuno di essi assume una duplice valenza: da un lato apre uno squarcio sulla realtà dei cantieri, dove si costruisce il nostro habitat futuro, e da un altro delinea luoghi immaginari, come le onde del mare evocate dal profilo delle lamiere ondulate.</p>
<p>Complesso Monumentale di San Severo al Pendino<br />
 Via Duomo, 286 &#8211;  Napoli &#8211; tel. 081 7956423<br />
Orario: dal lunedì al sabato ore 9,00 -18,30<br />
Ingresso gratuito</p>
<p>Per ulteriori informazioni<br />
Tel. 3339957086<br />
E-mail: pinadellarossa@adrart.i</p>
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		<title>Scatti Distratti</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 13:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi napoletani]]></category>

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		<description><![CDATA[Si inaugura giovedì 16.6.2011 alle 19:00, c/o il Museo dell’Opera di Santa Chiara, SCATTI DISTRATTI, la personale fotografica di STEFANIA POMPILIO. Ingresso gratuito al vernissage. La mostra è visitabile sino al 3 luglio secondo gli orari del Museo e con il biglietto d’accesso allo stesso. Nella solenne location del Museo dell’Opera della basilica di Santa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.guidaturisticanapoli.com/wp-content/uploads/2011/06/apprendista2.jpg"><img src="http://www.guidaturisticanapoli.com/wp-content/uploads/2011/06/apprendista2-e1308059040600.jpg" alt="" title="apprendista" width="90" height="135" class="aligncenter size-full wp-image-1596" /></a><br />
Si inaugura giovedì 16.6.2011 alle 19:00, c/o il Museo dell’Opera di Santa Chiara, SCATTI DISTRATTI, la personale fotografica di STEFANIA POMPILIO. Ingresso gratuito al vernissage. La mostra è visitabile sino al 3 luglio secondo gli orari del Museo e con il biglietto d’accesso allo stesso.<br />
Nella solenne location del Museo dell’Opera della basilica di Santa Chiara, con un allestimento agile, elegante, sobrio ed essenziale, Stefania Pompilio accoglie il suo pubblico, scortandolo in un percorso scandito da 40 tappein bianco e nero, solo 4 a colori, tutte realizzate con camera digitale canon compatta.</p>
<p>“Scatti distratti”, dunque, questo il titolo della prima personale della Pompilio, e che – a dire il vero – di ‘distratto’ non hanno nulla, anzi, sono l’esito di una sapiente e consapevole sottrazione di momenti e spaccati preziosi dall’oblio e dall’indifferenza di un tempo accelerato, qui scomposto in frammenti unici e irrinunciabili, grazie a una sensibilità acuta e cosciente e a un occhio attento, avvezzo all’osservazione, capace di cogliere e immortalare il frutto nascosto, il gioco più autentico, celati dietro la mera sembianza superficiale. E seppur di esordio si tratta, non sfuggendo, perciò, a qualche inevitabile, minima smagliatura tecnica, dovuta a un obiettivo ancora un po’ ‘acerbo’, la composizione d’insieme dei 40 scatti non ne risente affatto, i giochi di luce e ombre si rivelano ben calibrati, la scelta del bianco e nero raffinata ma mai di maniera, i contenuti e i soggetti delle foto preganti e di forte intensità.<br />
Scatti di viaggio, sembrano essere quelli che la Pompilio presenta in questo corpus espositivo, laddove le cornici e le ambientazioni sono diverse in una proposizione dinamica, anche se al tempo stesso, il motivo dominante dell’attesa si pone in apparente antitesti con tale dinamismo. E non è l’unica antinomia che vive nel cuore del progetto della creativa napoletana: spesso al centro dei suoi ritratti, che coprono un arco diacronico di circa due anni, campeggiano contrasti voluti. Un vecchio pescatore solitario su una banchina nelle prime luci del mattino, contraddistinto dalla classica pelle bruna, arsa dal sole, ma da una chioma canuta; i colori accesi e vivi della vetrina di un noto negozio di dolci a Dublino e l’aspetto studiatamente trasandato di un giovane passante in primo piano; la contrapposizione dei colori di due gomene abbracciate, come due amanti, in un nodo indissolubile; la nuance argentea, pura luce naturale, di due pesci bandiera, avvinghiati in una cassetta su di un molo di Ischia, e così a seguire. E se l’attesa nelle sue varie manifestazioni – come già accennato – è una delle voci più ricorrenti nella sintassi visiva della Pompilio, il mare è il controcanto. Un mare che, se non presente, è comunque evocato: nelle gomene di cui sopra, in un’improvvisata edicola votiva sulla spiaggia di Miseno, di vaga reminiscenza ‘verghiana’ per l’atmosfera, nei lungomare di Nizza, Ischia, Napoli o nei canali, nei palazzi e nelle passeggiate di un’inedita e splendida laguna di Venezia. Binomi e dicotomie negli scatti della Pompilio: da un lato, mare in perenne moto, dall’altro attesa statica, che talvolta addirittura sembra aver rinunciato all’oggetto delle proprie aspettative, come nello sguardo di un anziano clochard, protagonista di una foto ripresa a Bologna nel 2010.<br />
Museo dell’Opera di Santa Chiara<br />
via S. Chiara n. 49/C Napoli.</p>
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		<title>Madre Natura</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 11:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi napoletani]]></category>

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		<description><![CDATA[“La mostra, spiega il curatore Rivosecchi, è dedicata a un tema di grande attualità e dalle forti implicazioni politiche, sul quale gli allievi dell’Accademia sono stati invitati a esprimersi ad ampio raggio, per offrire il massimo spazio alle idee”. Tra le opere in corso di realizzazione un Omaggio a Ferrante Imperato, autore nella Napoli del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.undo.net/Pressrelease/foto/1306413779b.jpg" class="aligncenter" width="370" height="437" /><br />
“La mostra, spiega il curatore Rivosecchi, è dedicata a un tema di grande attualità e dalle forti implicazioni politiche, sul quale gli allievi dell’Accademia sono stati invitati a esprimersi ad ampio raggio, per offrire il massimo spazio alle idee”. Tra le opere in corso di realizzazione un Omaggio a Ferrante Imperato, autore nella Napoli del tardo ‘500 della prima Wunderkammer europea (nella foto qui sopra), e una suite di incisioni dal titolo Jungle money, interamente realizzata su carta prodotta con sterco di elefante. Oltre allo spazio della Galleria verrà coinvolto anche il Giardino dell’Accademia, dove nei giorni di apertura si terranno performances e altri eventi collegati al tema.<br />
Secondo una modalità già sperimentata in altre occasioni, la mostra avrà un carattere di laboratorio, con la possibilità di realizzare le opere direttamente in galleria e di modificare l’esposizione anche dopo l’evento inaugurale. Sarà anche l’occasione per stabilire rapporti con l’ambiente scientifico della città, aprendo un dialogo sulla frattura tra cultura umanistica e cultura scientifica.</p>
<p>La Galleria del Giardino</p>
<p>La Galleria del Giardino, affidata alle cure dei proff. Marco Di Capua e Valerio Rivosecchi, ha iniziato la sua attività nel giugno 2007, con un duplice intento:<br />
-presentare al pubblico di Napoli la produzione artistica dell’Accademia<br />
-offrire agli studenti un’occasione per sviluppare varie attitudini professionali, da quelle concernenti la presentazione del proprio lavoro a tutte quelle connesse ai diversi aspetti di una esposizione, dalla progettazione all’allestimento degli spazi, dalla documentazione attraverso depliant, cataloghi ecc, all’ufficio stampa. In questo senso la Galleria del Giardino è concepita come un laboratorio interdisciplinare aperto alla partecipazione di tutti i corsi, teorici e pratici, presenti in Accademia, chiamati di volta in volta a collaborare al buon esito degli eventi espositivi, che comprendono sia mostre di carattere tradizionale, sia eventi legati ai nuovi linguaggi, happening, performance, installazioni, video, new media ecc.<br />
Accademia di Belle Arti di Napoli<br />
Via Costantinopoli, 107/A, Napoli<br />
Orari: lun-ven 10.30-13.30 15-18; Sabato ore 10.30-13.<br />
Ingresso libero</p>
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		<title>Ferruccio Orioli</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 18:32:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi napoletani]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 21 maggio 2011, alle ore 11.30, si inaugura a Castel Sant’Elmo, “Orbita ellittica, le misure mutevoli di Napoli”, mostra di Ferruccio Orioli, a cura di Angela Tecce. L’esposizione è promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, con la collaborazione del XIII Salone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.undo.net/Pressrelease/foto/1305815135b.jpg" class="aligncenter" width="600" height="383" /><br />
Sabato 21 maggio 2011, alle ore 11.30, si inaugura a Castel Sant’Elmo, “Orbita ellittica, le misure mutevoli di Napoli”, mostra di Ferruccio Orioli, a cura di Angela Tecce.</p>
<p>L’esposizione è promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, con la collaborazione del XIII Salone Internazionale del Fumetto Napoli Comicon. La mostra è realizzata grazie al contributo di Metropolitana di Napoli S.p.A., Consorzio per il comparto CD, Archivio Fotografico Parisio e Grotta del Sole.</p>
<p>Nella ricchezza di colori e di particolari della tradizione vedutista, Napoli associata al Vesuvio e vista dal mare è ormai un’icona, sempre più ridotta a pochi segni essenziali. Il mare e il cielo rappresentano lo schermo sul quale si proiettano immagini della città, oppure nostre immagini interiori che emergono dal mare come dal fondo della nostra coscienza. A Napoli pericoli, ansie, allarmi, problemi sembrano seguire un’orbita ellittica: mentre in certe fasi si avvicinano alla soluzione, in altre diventano minacciosi; in altre ancora la minaccia sembra dissiparsi, lasciando comunque segni faticosi da decifrare, spesso contrari alla trasformazione ordinata della città e della società.</p>
<p>Attraverso la tecnica dell’acquarello, Ferruccio Orioli costruisce un racconto di Napoli in schemi fatti di sequenze, distanze fisiche, intervalli di tempi e di spazi, passaggi e paesaggi da rispettare o da omettere, con la presenza costante del mare, i cui mutamenti rendono estremamente difficili le misure a vista, lasciando il tutto molto mobile. Rispetto alla tradizione della veduta, che colloca il punto di vista della città in mezzo al golfo, in queste opere il punto di vista è sulla terra, rivolto verso di esso; anche quando il mare non c’è, è sempre presente: bisogna alzare gli occhi o girarsi, oppure svoltare l’angolo di un edificio per vederlo.</p>
<p>All’interno della mostra, Storie del Golfo, gigantesca rappresentazione di Napoli composta da 185 pannelli 50 x 70 cm che formano un’unica immagine lunga 25 m e alta 4 m, è l’esito di una ricerca che Ferruccio Orioli porta avanti dal 1994, quando per la prima volta sperimenta la possibilità del grande formato accostando più fogli dipinti della stessa dimensione: 25 metri per una veduta immaginaria della città, per descrivere le sue misure imperfette.</p>
<p>Il punto di vista da terra non è unico né fisso, ma viene spostato di continuo, dall’interno delle case di capo Posillipo fino al Porto, mantenendo inalterata la sola linea dell’orizzonte, un cappio che chiude il Golfo da qualsiasi visuale lo si osservi, comprese tutte le storie che contiene: Posillipo da Mergellina, il mare dalla Villa Comunale, Capri da piazza Vittoria, Castel dell’Ovo da via Partenope, il Porto da dentro il traffico di via Marina.</p>
<p>Oltre Storie del Golfo, la mostra si compone di altre 20 opere di vario formato, per un totale di altri 60 pannelli. Saranno esposti inoltre alcuni tra i più significativi taccuini di viaggio dell’artista sul golfo di Napoli e su alcune isole del Mediterraneo.<br />
Inaugurazione: Sabato 21 maggio 2011, alle ore 11.30</p>
<p>Castel Sant’Elmo<br />
via Tito Angelini, 22 (largo San Martino) &#8211; Napoli<br />
Orario: tutti i giorni ore 14.00 – 19.00 (chiuso il martedì)</p>
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		<title>Una notte per l’Ipogeo di Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 13:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi napoletani]]></category>

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		<description><![CDATA[Apertura straordinaria 19.00-24.00 di sabato 14 maggio Ingresso gratuito – In occasione dell’evento si raccoglieranno fondi per il restauro dell’Ipogeo del Complesso Museale di Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco ore 19.00 Presentazione della donazione dell’opera “Puoi mangiare veleno e partorire morte” scultura in marmo di Aniello Scotto. Intervengono: - Daniela d’Acunto, direttore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.lanottedeimusei.it/wp-content/uploads/2011/05/Napoli_SantaMariaDelleAnimeDelPurgatorio_2.jpg" class="aligncenter" width="610" height="225" /><br />
Apertura straordinaria 19.00-24.00 di sabato 14 maggio</p>
<p>Ingresso gratuito – In occasione dell’evento si raccoglieranno fondi per il restauro dell’Ipogeo del Complesso Museale di Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco</p>
<p>ore 19.00<br />
Presentazione della donazione dell’opera “Puoi mangiare veleno e partorire morte”          scultura in marmo di Aniello Scotto.<br />
Intervengono:<br />
- Daniela d’Acunto, direttore amministrativo responsabile dell’Opera Pia Purgatorio ad Arco;<br />
- Francesca Amirante, direttore del Complesso Museale di Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco;<br />
- Lorella Starita, presidente dell’associazione Progetto Museo</p>
<p>0ore 20.00<br />
Visita guidata alla chiesa, al museo e all’ipogeo </p>
<p>ore 21.00<br />
Enzo e Mario Salomone in Il funerale del padre di Giorgio Manganelli</p>
<p>ore 22.15<br />
Visita guidata alla chiesa, al museo e all’ipogeo</p>
<p>Prenotazione consigliata</p>
<p>Contatti:<br />
Progetto Museo<br />
Tel. 3333832561 – fax 081 211929<br />
progettomuseo@email.it</p>
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		<title>Riccardo Carbone</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 14:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi napoletani]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il successo delle mostre “Federico Garolla. In scena e fuori scena” e “Ugo Mulas. La Verifica dell’arte. Da Marcel Duchamp a Vitalità del negativo”, la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano e gli Incontri Internazionali d’Arte rinnovano la loro collaborazione con la mostra dedicata al fotografo napoletano Riccardo Carbone. Nelle sale di Villa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.undo.net/Pressrelease/foto/1304616713b.jpg" class="aligncenter" width="600" height="300" /><br />
Dopo il successo delle mostre “Federico Garolla. In scena e fuori scena” e “Ugo Mulas. La Verifica dell’arte. Da Marcel Duchamp a Vitalità del negativo”, la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano e gli Incontri Internazionali d’Arte rinnovano la loro collaborazione con la mostra dedicata al fotografo napoletano Riccardo Carbone.</p>
<p>Nelle sale di Villa Pignatelli è presentata una selezione di circa 140 scatti del grande fotoreporter partenopeo che nella sua oltre quarantennale attività, principalmente come collaboratore del quotidiano “Il Mattino”, ha documentato la storia dell&#8217;Italia dal Fascismo alla seconda guerra mondiale, dalla ricostruzione post-bellica al boom economico degli anni Sessanta.</p>
<p>La mostra vuole essere un omaggio a Napoli e a uno dei fotografi che meglio ha saputo raccontarne i luoghi, i personaggi, la storia, attraverso le immagini toccanti e penetranti dell’infanzia, della prostituzione e dell’emigrazione, delle macerie e delle trasformazioni urbanistiche e sociali che hanno caratterizzato il volto di una città che non ha mai smesso di attrarre con la ricchezza e complessità del suo tessuto storico, artistico e culturale, generazioni di intellettuali, artisti, scrittori, registi, attori.</p>
<p>Con questa iniziativa gli Incontri Internazionali d’Arte e la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano confermano il loro impegno nella realizzazione di un ciclo di mostre miranti a a fare della Casa della fotografia un punto di riferimento tanto per la conoscenza e valorizzazione degli Archivi fotografici, quanto per la conoscenza e la diffusione della fotografia contemporanea, attraverso l&#8217;apertura alle nuove generazioni e al panorama artistico internazionale. L’esposizione è dedicata a Graziella Lonardi Buontempo recentemente scomparsa, fondatrice degli Incontri Internazionali d’Arte e organizzatrice di mostre memorabili per oltre quarant’anni, di cui Gabriella Buontempo ha raccolto l’eredità culturale e spirituale.</p>
<p>Riccardo Carbone (Napoli,1897-1973) inizia alla fine degli anni Venti a collaborare con “Il Mattino” di Napoli, e presto convince il direttore Eduardo Scarfoglio a dare maggior spazio alle immagini come documentazione giornalistica. Diviene fotoreporter del quotidiano con un’attività ininterrotta fino al 1970.</p>
<p>L’Archivio Riccardo Carbone, custodito dal figlio Renato, è composto da circa 500.000 negativi, oltre ad alcune migliaia di stampe e lastre di vetro che costituiscono una ricchissima fonte iconografica per la ricostruzione della storia di Napoli e dell’intero Paese. Nel 2009 è stato ideato e organizzato dalle associazioni FOTOviva e U.F.O (unione fotografi organizzati) il progetto di digitalizzazione e messa on line delle fotografie dell&#8217;Archivio.<br />
Villa Pignatelli, Casa della Fotografia<br />
Riviera di Chiaia, 200 &#8211; Napoli<br />
Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 14. Chiuso martedi<br />
Ingresso 2 euro</p>
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		<title>L&#8217;Attesa. Frammenti nel tempo</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 16:47:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi napoletani]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Museo dell&#8217;Opera di Santa Chiara ospita L&#8217;Attesa. Frammenti nel tempo prima personale di Pasqualina Caiazzo, a cura di Susanna Crispino e Roberta Cotronei. In mostra circa 20 lavori delle serie I&#038;Me, Me&#038;You e L&#8217;Attesa che propongono un intenso viaggio lungo i sentieri dell&#8217;interiorità, articolato in fotografia e pittura. I dipinti vivono di un cromatismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.undo.net/Pressrelease/foto/1304529053b.jpg" class="aligncenter" width="600" height="361" /><br />
Il Museo dell&#8217;Opera di Santa Chiara ospita L&#8217;Attesa. Frammenti nel tempo prima personale di Pasqualina Caiazzo, a cura di Susanna Crispino e Roberta Cotronei. In mostra circa 20 lavori delle serie I&#038;Me, Me&#038;You e L&#8217;Attesa che propongono un intenso viaggio lungo i sentieri dell&#8217;interiorità, articolato in fotografia e pittura. I dipinti vivono di un cromatismo acceso e vibrante; la bidimensionalità delle immagini, espressa da un disegno accurato e volutamente mai mimetico, scopre la terza dimensione negli enigmatici inserti di piccole tele, che riproducono elementi simbolici e frammenti di volti.</p>
<p>Un&#8217;Attesa che si configura come potenzialità e riflessione sull&#8217;identità, uno specchio pittorico pregno di possibilità in procinto di compiersi. Nelle installazioni fotografiche l&#8217;Attesa diviene quella, gioiosa e densa di promesse, della gestazione. Il centro focale è il &#8220;pancione&#8221;, il nido caldo in cui prende forma una nuova vita ed a cui fanno da contraltare gesti, passi, sguardi. Proprio lo sguardo rappresenta l&#8217;effettivo leitmotiv dell&#8217;artista e la chiave interpretativa dei volti, ovvero della maschera che l&#8217;Io offre al mondo. Lo spettatore è chiamato ad interagire con le singole opere attraverso un percorso iniziatico, che lo conduce dall&#8217;identità del Sé -I&#038;Me, Una di Due, Eros e Tanatos- a quella dell&#8217;Altro, spesso proveniente da paesi lontani -Casuali simmetrie, Simili Disuguaglianze, Coffee &#038; Champagne- e si ricompone nell&#8217;esplosione di decine di minuscole tele sulla tavola de Il Viaggio. L&#8217;esplorazione del Sé e del Sé-nel-mondo alla ricerca dell&#8217;unità fondamentale di desideri, ambizioni e sogni, che accomuna tutti gli esseri umani, culmina nell&#8217;incontro cruciale con la solidarietà: la vendita delle due installazioni fotografiche sarà interamente utilizzata per sostenere i prossimi progetti dell&#8217;associazione Byelo Onlus. Una video installazione realizzata in collaborazione con Chiara Di Donato introdurrà la serata inaugurale. In occasione del vernissage è prevista una performance dell&#8217;artista. Si ringrazia: Byelo Onlus Pasticceria Varriale</p>
<p>Vernissage: giovedì 5 maggio ore 18,30</p>
<p>Complesso Museale di Santa Chiara<br />
via S. Chiara, 49/c (Monastero di S. Chiara) &#8211; Napoli<br />
Orari di apertura: dal lunedì al sabato ore 9.30-17.30, domenica e festivi ore 10.00-14.30<br />
Ingresso consentito fino a trenta minuti prima dell&#8217;orario di chiusura.<br />
Ingresso intero 5 euro, ridotto 3.50</p>
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