Archivio per la categoria eventi napoletani

Luglio 18th, 2008

Le scarpe di Auschwitz

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Si tratta di un percorso espositivo di 12 dipinti realizzati da Prisco De Vivo con tecniche miste, nelle quali l’Artista tenta di dar voce ai personaggi dei suoi quadri.
Nelle varie opere sono protagoniste -le scarpe-. Sono le scarpe dei prigionieri di Auschwitz, che schiacciano le teste di creature private della loro umanità.
La sua tecnica e’ forte, dai colori travagliati e fortemente impastati, tali da rendere una congerie di immagini che sanno di prove di rappresentazione di drammi e tragedie che non sono della cronaca o della storia, ma sono materializzazione di fantasmi della mente che non si lasciano, per nulla, imbrigliare da un’ordinaria e serena tensione della meccanica esistenziale, ma si confondono con la simulazione della narrazione dell’assurdo o con lo squarciamento del velo della finzione.

–Nei quadri di De Vivo ritornano quegli scarponi, a pesare sui volti disperati dei suoi personaggi, con la loro consistenza materica che piu’ di tutto puo’ dar conto della concretezza della sofferenza: anche quello dello spirito, nel momento in cui lo si prova, e’ un dolore concreto che diventa spasmo fisico e senso di nausea– (Enzo Rega).

–Le scarpe di Auschwitz rappresentano la scommessa di aprire la mente ad una riflessione instancabile ed imperturbabile sull’Olocausto, ferita difficile da rimarginare di una umanità che urla il suo dolore– (Prisco De Vivo).

L’esposizione sarà inaugurata mercoledi’ 16 luglio 2008 alle ore 20.30 presso il Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova nell’ambito dell’appuntamento concertistico Holocaust Cantata.

Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova
via Santa Maria La Nova, 44 Napoli

Luglio 8th, 2008

Spirito e spiriti di Napoli

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Una sola anima-due spiriti. Due tecniche, un solo modo di percepire una determinata realtà. Con la serie di foto in 3D viene esplorata un’essenza, qualcosa di impossibile a dirsi con le parole, qualcosa di difficilmente descrivibile, il soffio vitale di una città inafferrabile, l’energia della città di Napoli. Con le foto 3D, quelle attinenti al luogo, allo Spirito, siamo portati ad esplorare, ad entrare dentro, a sentire l’aria, a respirare un’atmosfera altamente suggestiva, fatta di luoghi, ambienti, architetture, dettagli, monumenti, attraverso fotografie che interpretano questo rapporto con una chiave di lettura legata alla particolarità stessa delle foto: la percezione della terza dimensione resa possibile utilizzando opportuni occhiali forniti durante la mostra. In tal modo si vuole attirare l’attenzione dell’osservatore su quei luoghi solitamente adibiti al passaggio, dove distrattamente si transita con il corpo e con la mente. L’altra sezione e’ dedicata, alla gente, agli Spiriti, e’ fatta di bianchi e neri ed accesi colori, contrasti che sottolineano una città strana, paradossale, tacita e vivace.

La gente, gli Spiriti, insolitamente non sono associati a situazioni rumorose, e’ assente la folla, hanno una dimensione privata, non parlano. E’ l’interazione, la simbiosi, fra il luogo, spesso la strada, e l’umano, ad essere presa in esame. La simultanea presenza ed assenza dell’uomo viene fermata dallo scatto immediato e permanente della fotografia. Il colore rappresenta l’attimo che passa, che fugge senza essere visto; la capacità cromatica ha la forza di rendere evidente cio’ che passa inosservato, di rendere l’intangibile dell’essenza umana. Emerge una lettura soggettiva di Napoli che al contempo vuole evidenziare nello Spirito, nel particolare, nello spazio architettonico, l’elemento di oggettività. Quello che si puo’ toccare e vedere, e’ associato, alla parte delle foto sulla presenza umana che appare e svanisce. L’anima di Napoli e’ composta da Spirito e Spiriti, da soggetti ed oggetti consistenti eppure oscuri e misteriosi.

Luglio 8th, 2008

L’uno e i m(v)olti

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Da martedi’ 8 luglio, e fino a venerdi’ 10, riprende vita il progetto -sinTESI, all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che trasforma cosi’ in evento multimediale e pubblico il consueto appuntamento con le tesi di laurea dei suoi studenti. Il tema questa volta sarà -L’uno e i m(v)olti-, e, contrariamente a quanto avveniva nella tranche1 di sintesi di marzo, dove il senso di -percorso- veniva sostenuto principalmente sul piano fisico, puramente -sensitivo- o percettivo (cio’ reso possibile dalla disposizione di 22 -segni- personali), nell’attuale sessione esso si realizzerà principalmente sul piano concettuale e poetico.

I -materiali- messi in gioco dagli studenti (quattro in tutto) che hanno aderito al progetto Sintesi sono:
Il ritratto-l’astratto, (curato dalla prof. Aurora Spinosa) la sezione aurea o meglio la cornucopia, la successione di Fibonacci, il corno etc. etc. (estratti da una ricerca iconografica sul Vasari fatta per la prof. Dalma Frascarelli) ed infine una disponibilità a produrre un -qualcosa- che avesse la capacità di farsi anche media per altro ed altri.

I binomi -astratto/figurativo-, -regola/eccezione-, identità/comunità e altri luoghi comuni come il blu (inteso come un passaggio, possibile per chicchessia, per l’oltre, l’altro, (Klein, Giotto, De Dominicis etc.,) o il tempio come -forma necessaria- per questa -porta-( Ston Age) sono pilastri fondamentali del senso comune dell’Arte e quindi materiali -giusti e democratici- per montare una comunicazione veloce, -sensata-, leggera, di facile lettura.

Grandi ritratti di persone dell’accademia sospesi nei corridoi del primo piano, 10 menhir blu oltremare decorati con tutti i nomi dei tesisti di questa sessione nell’ingresso dei leoni ed in giro la distribuzione di -maschere- riproducenti i soma di alcuni studenti, ci sembrano sufficienti a garantire la -sensazione- dell’uno e dei molti, di un tutt’uno che si mostra sempre diverso. Fanno parte del progetto anche cinque concerti di giovani gruppi musicali che si esibiranno all’interno dell’Accademia: Quartieri Jazz e Picks il 7 luglio dalle 14.30 e fino 19, l’Inguine di Dafne l’8 alle 16.30, Blamage du paradis e Peppe Ska Afrocuba il 9 dalle 16.30 alle 19, Emma Rollin e Donald il 10 dalle 13 alle 18 e infine gli Ameba Factory l’11 dalle 13 alle 18.

Il progetto come sempre e’ coordinato dai professori di Pittura Nini’ Sgambati e Angiolino Armentano.

Accademia di Belle Arti
via S. Maria di Costantinopoli, 107 napoli

Giugno 27th, 2008

Paolo Ricci

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ricci.jpgDalla pittura alla scenografia, dalla fotografia al teatro
A circa venti anni dalla scomparsa di Paolo Ricci, la mostra documenta l’opera e i molteplici interessi di un artista e di un intellettuale che ha rappresentato un importante punto di riferimento per la realtà di Napoli sin dagli anni trenta.

Dalla pittura alla scenografia, dalla fotografia al teatro, Paolo Ricci non si e’ limitato al fare arte, ma, in quanto artista-critico o critico artista non ha mai separato la teoria dall’arte, occupandosi di teatro, di cinema, di folklore e di canzone. La sua riflessione teorica si e’ concretizzata, inoltre, in una intensa produzione saggistica ed in un impegno giornalistico costante.
Circa 90 opere esposte in ordine cronologico, partendo dagli anni ‘20 alla fine degli anni ‘70 documentano l’opera di Paolo Ricci, esponendo i dipinti indicativi delle diverse fasi della sua ricerca: dalla partecipazione ai movimenti d’avanguardia al piu’ accentuato espressionismo del vedutismo e dei ritratti, fino al periodo neorealistico del dopoguerra e a quello iperrealistico e neometafisico tra gli anni ‘60 e ‘70.

Al percorso pittorico si affiancherà la documentazione della sua esperienza scenografica e fotografica: bozzetti scenografici realizzati in particolare per Raffaele Viviani e per il Teatro San Carlo di Napoli; la sua produzione fotografica, che, tra l’altro, testimonia i suoi rapporti con artisti e letterati di tutto il mondo: da Max Ernst a Pablo Neruda, da Nazim Hikmet a Eduardo De Filippo, da Paul Eluard a Joris Ivens, Stephen Hermlin, Nicolas Guillen, fotografati spesso come ospiti nel suo studio di Villa Lucia.

Ad affiancare la mostra, e’ prevista anche l’organizzazione di un convegno di riflessione sulla sua esperienza di artista ed intellettuale meridionale nel contesto storico del Novecento, con l’obiettivo di indagare gli aspetti dei suoi molteplici interessi: critica d’arte, teatrale e cinematografica; attività di studioso del folklore e del mondo popolare napoletano, oltre che conoscitore approfondito della genesi e dell’evoluzione della camorra, che ha anticipato, negli anni Cinquanta, una moderna lettura sociologica del fenomeno.
Inaugurazione 25 giugno 2008 ore 18.00

MASCHIO ANGIOINO
Piazza Municipio - 80133 Napoli
Segreteria Tel. 081 7955877
Orario di apertura dal Lunedi’ al Sabato dalle ore 9,00 alle ore 19,00
La biglietteria chiude alle ore 18,00.
Ingresso a pagamento biglietti: - 5.00 - Gruppi di almeno 15 persone: - 4.00.

Giugno 27th, 2008

Fuga nella verita’

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La galleria Alfonso Artiaco e’ lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra personale di Glen Rubsamen -Fuga nella Verità-, giovedi’ 26 giugno 2008 alle ore 20.00, in presenza dell’artista. La seconda personale di Glen Rubsamen alla Galleria Alfonso Artiaco raccoglie -15 piccoli dipinti di paesaggi dai colori luminosi che si dispongono sui muri della galleria tutti seguendo la stessa linea d’orizzonte, in coppia oppure in gruppi da tre oppure ancora in coppia con un monitor che riproduce lo stesso soggetto. Palme e Lampioni. Le palme e i lampioni fuoriescono dagli angoli dei dipinti, in basso, creando una composizione di insieme complessa che sfida qualsiasi senso di prospettiva e punto di vista.

Le pitture producono un paesaggio che diviene un surrogato della percezione del tempo: il giorno si trasmuta in notte, l’estate in inverno, e l’antico in moderno. La composizione delle immagini suggerisce anche una variabilità arbitraria, potendo una stessa immagine facilmente essere scambiata con un’altra in una sequenza in progressione. I lavori hanno titoli che richiamano un indice, dalla lettera -A- alla -O-, e danno l’impressione di una elaborata equazione matematica generando dalla somma il caos. Questo caos e’ formalizzato dai -quasi’ colori primari contrapposti alla pura calma e tranquillità, quasi come uno stato realista di trance mantrico- (Glen Rubsamen)

L’artista californiano (Hollywood, 1957) pone al centro della sua ricerca un interesse documentaristico nella rappresentazione d’immagini tipiche e di grande forza tratte da paesaggi, privi, pero’, di riferimenti spazio-temporali o di persone. Tutto cio’ crea un’atmosfera di quiete e sospensione. Due temi affrontati da Rubsamen divengono principali nell’evoluzione del suo lavoro: l’idea costante di voler dipingere nei momenti di tramonto e alba, e il suo tenace impegno di rappresentare le diverse tipologie di alberi che si elevano al di là del cielo di ogni parte del mondo. Entrambi questi elementi insinuano, cosi’, forti contrapposizioni tra le figure lasciate in ombra ed i colori intensi dei cieli, cosi’ come opposizioni tra gli stessi elementi figurativi cercati sia nel mondo naturale che nel panorama urbano. Tutti questi concetti inseguiti da sempre dall’artista sono restituiti, nelle opere, tramite inquadrature fotografiche. Glen Rubsamen gioca con l’idea di simulazione fotografica: dalle forme che rimangono sempre in ombra come negativi non sviluppati ai tagli prospettici netti dati ad ogni dipinto.

Inaugurazione 26 giugno 2008

Alfonso Artiaco
piazza dei Martiri, 58-I - Napoli
Orari di apertura: lunedi’-venerdi’ 10-13,30/16-20
Ingresso libero

Giugno 24th, 2008

Brian Eno

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eno.jpgIl MADRE ospita a partire dal 23 giugno fino al 15 settembre due installazioni site specific realizzate dal videoartista e compositore Brian Eno: -Constellations: 77 milion paintings- e -Lydian Bells-. I due progetti sono stati realizzati in collaborazione con Opal Ltd London, il design e la produzione sono a cura di Wom Record, All Saints Records e Lumen London Limited.

Con la videoistallazione Constellations: 77 milion paintings Brian Eno connette all’infinito sequenze di suoni ed immagini, attraverso tutte le possibili combinazioni gestite da un software. Il processo di costruzione dei flussi di immagini trae origine dalla digitalizzazione di circa 300 dei suoi dipinti astratti, in seguito suddivisi in algoritmi e poi tradotti in infinite sequenze visive collegate ai suoni.
Il suono accompagna la forma dell’immagine e viceversa, in un processo senza soluzione di continuità che dà vita a creazioni suono-immagine che si rinnovano continuamente, assicurando in ogni momento l’unicità dell’uno rispetto all’altra.

77 milioni e’ il numero di tutte le possibili combinazioni tra le immagini e i suoni.

Con il progetto -Constellations: 77 milion paintings- Brian Eno trasforma la sala polivalente del Madre in una vera e propria foresta artificiale: 5 grosse betulle in pvc sospese al soffitto si alternano nella sala a grandi coni in vermiculite; sul fondo una quinta autoportante in legno ospita 12 monitor intenti a produrre i 77 milioni di immagini. I suoni vengono diffusi da 6 ghettoblaster, grandi radio portatili posizionati sulle pareti laterali della sala.
Il cortile interno del Museo ospita -Lydian Bells- una installazione sonora basata sul suono prodotto da 8 campane non sincronizzate. I rintocchi, diffusi attraverso 8 ghettobluster, si sovrappongono ad intervalli regolari (da 20 a 30 secondi), creando un armonico/stonato intreccio di diversi suoni che si liberano nello spazio aperto del cortile.

Musicista, compositore, e produttore discografico, Brian Eno nasce nel 1948 nella contea inglese del Suffolk, vicino a una base militare americana, dove cresce ascoltando le trasmissioni radiofoniche delle emittenti militari NATO all’epoca del piu’ puro Rock & Roll. Trasferitosi a Londra nel 1969, comincia la carriera musicale con i Roxy Music (1972), per poi collaborare con David Bowie (1977) e i Talking Heads (1981), fino a creare la Musica Ambientale dando luogo a un vero e proprio fenomeno musicale. A cio’ si aggiunge la produzione con egli U2 (1984), l’elaborazione del suono di avvio di Windows 95 e la composizione di colonne sonore per il Cinema: attività diversificate che lo consacrano un indiscusso Guru della musica contemporanea. Poli-strumentista, scultore e pittore nonche’ video-artista, Eno seguita negli anni 80 e 90 la produzione di opere di ogni tipo, senza lasciare che una forma espressiva precluda l’altra, porgendo sempre un occhio attento alla sperimentazione.

Museo Madre
Via Settembrini, 79 Napoli
Orario:
dal lunedi’ al venerdi’ ore 10.00 - 21.00
sabato e domenica ore 10.00 - 24.00
Giorno di chiusura : martedi’
Biglietti Intero: - 7.00
Ridotto: - 3.50
Audioguide - 4.00

Giugno 20th, 2008

Fruits in Season

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Gli ultimi frutti della stagione espositiva della annarumma404 li ritroviamo nell’ arte giovane dei napoletani Roberto Amoroso e Massimo Pianese e della pugliese Loredana Di Lillo.

Una tecnica antica si ripropone in una versione -street art- nell’assemblage di Roberto Amoroso (): Re - evolution sembra infatti una rivisitazione degli antichi medaglioni quattrocenteschi, dove le immagini fronte sono sostituite, rispettivamente, da donnine d’inchiostro e decorazioni tribali realizzate in grafica vettoriale su silouhette di carta trasparente o colorata. Il risultato e’ una serie di micro - suite dominate da figure umane che, con i loro ghigni ed i loro corpi scomposti si propongono come emancipazioni dal corpo feticcio.

Storie recuperate, storie reinventate e riassemblate sono quelle raccontate nei disegni di Loredana Di Lillo (). Sulla base di collage realizzati con ritagli di giornale che riportano scarti di vite diversamente vissute, la matita dell’artista traccia profili di uomini e donne che ereditano il peso e la frammentarietà esistenziale delle loro matrici, divenendo essi stessi identità spezzate. 25 Years Old e’, invece, un -omaggio a luce spenta- di un’opera di Bruce Naumann. Le parole DEATH, LOVE, HATE, PLEASURE, PAIN che nel 1983 l’artista costrui’ con la luce si spengono nella riproduzione fittile realizzata dalla Di Lillo, per diventare metafora dello sfiorire dei valori nel tempo, integri e genuini in gioventu’, compromessi e vacillanti in età adulta.

La riflessione sull’ uomo viene proposta da Massimo Pianese () nel video Alcantara e in alcuni dipinti che ripropongono in maniera macroscopica l’immagine digitalizzata. Protagonista e’ una natura inquietante, alterata dall’ uso di colori acidi e virata da una luce innaturale, dove le poche figure che la popolano si muovono a fatica, zavorrati, immobilizzati in questa artificiosità. E’ facile riconoscere in essi il ritratto di una umanità condannata a vedersi lacerare dai cattivi costumi, dai falsi valori, contro i quali neppure l’artista puo’ proporre una via di fuga, ma solo limitarsi a documentarne la decadenza.

Inaugurazione Venerdi’ 20 Giugno 2008 ore 19:00

annarumma404
via Santa Brigida, 76 - Napoli
ingresso libero

Giugno 20th, 2008

Emozioni Plastiche

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romano.jpgDopo il successo della mostra -Quarta Fase - Emozioni Plastiche- tenutasi a Roma lo scorso maggio (7-14 Museo Nazionale degli Strumenti Musicali), il 20 giugno alle ore 18.00 Paola Romano si ripresenta con la sua prima esposizione napoletana a Castel Dell’Ovo, realizzata anche questa in collaborazione con Imprinting di Ornella Matassoli.

L’ artista capitolina rende omaggio a Napoli ed al suo mare leggendario, facendo iniziare la sua mostra con un pezzo esclusivo: una scultura alta quattro metri rappresentante 3 vele azzurre ricavate da materiali quali ferro, resine, cristalli e smalti. La Romano alterna plastica, sabbia e metalli su 25 tele nere, rosse, bianche e grigie e 7 sculture a sviluppo verticale con la presenza di alcune opere inedite.

Con la presente personale, Paola Romano testimonia il proprio percorso artistico riaffermando la sua posizione nel panorama dell’Informale.

La padronanza delle materie usate nelle opere esposte e’ ormai totale tanto da poter definire le sue tele -quadri-scultura- : opere astratte mirate a -dare la carica a chi l’ha persa-, che quasi chiedono di essere toccate per completare l’esperienza sensoriale dell’opera rendendo partecipe la percezione del tatto, oltre che della vista. Il catalogo si avvale del contributo di Elio Rumma e degli storici d’arte, Andrea Romoli Barberini, Miriam Castelnuovo, Mehran Zelli.

Castel dell’Ovo
Via Caracciolo di Bella (Borgo Marinari) - Napoli
Orario: 10.30 — 18, domenica 10.30 - 14
Ingresso libero

Giugno 12th, 2008

Napolincroce

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napolincroce.jpgA partire da giovedi’ 12 giugno 2008 fino all’8 settembre, il Museo Madre ospita la mostra Napolincroce. Partendo dalla riflessione piu’ che mai attuale sulla contraddizione bellezza/morte che da sempre (dall’eruzione del Vesuvio alla crisi dei rifiuti) la città di Napoli vive, Antonio Biasiucci, Doriana e Massimiliano Fuksas, Mimmo Paladino e Toni Servillo, propongono nella Chiesa di Donnaregina Vecchia alcune installazioni realizzate ad hoc.

Napoli, come luogo dell’immaginario collettivo, e’ presentata attraverso la rivisitazione di uno dei segni piu’ cari alla storia dell’arte, piu’ rappresentativi della tradizione religiosa e piu’ radicati nel sentimento popolare della città: la croce. Simbolo di unione tra terra e cielo, morte e resurrezione, sofferenza e gioia, la croce riflette l’idea di Napoli, città che crocifigge se stessa, che vede nel proprio corpo morente l’estremo rifulgere della bellezza.

Mimmo Paladino propone una via crucis composta da elementi eterogenei, figurativi e materici, che partendo dal pavimento si arrampicano sulla navata fino a condurre all’abside della chiesa. Qui si erge, come una gigantesca icona oldenburghiana, l’installazione di Massimiliano e Doriana Fuksas, composta da tronchi di castagno tenuti insieme da chiodi e puntelli. Sul lato, nella piccola cappella Loffredo, 28 fotografie di ex voto stampate su lastra di metallo da Antonio Biasiucci, invitano il visitatore a scavare nelle infinite sfumature del bianco e nero alla ricerca di nuove visioni e di nuove prospettive. La voce di Toni Servillo e’ il segno teatrale che si aggiunge alle immagini artistiche per raccontare una città antica, la cui morte eterna e’ lo specchio di una vitalità e una modernità assolute.

Inaugurazione giovedi’ 12 maggio al Museo Madre

Museo Madre
Via Settembrini, 79 Napoli
Orario:dal lunedi’ al venerdi’ ore 10.00 - 21.00; sabato e domenica ore 10.00 - 24.00; Giorno di chiusura : martedi’
Ingresso: Intero: euro 7 - Ridotto: euro 3.50
Audioguide euro 4

Giugno 8th, 2008

Explosion#17 Happy New Year

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Happy New Year e’ il diciassettesimo episodio del percorso Explosion elaborato dall’artista catanese Loredana Longo.

Da qualche anno la Longo lavora sul tema della distruzione in una chiave molto singolare che lei stessa definisce -estetica nella distruzione-: si tratta di una visione romantica del significato della parola (nella sua accezione di fascinazione al tema della morte). Ogni singolo episodio del progetto Explosion, e’ composto da tre momenti fondamentali: la costruzione della scena, l’esplosione della scena, la ricostruzione della scena. Normalmente un’esplosione e’ inaspettata, violenta e porta inevitabilmente alla distruzione di qualcosa.

Le scene della performance sono semplici e rappresentano ambienti della vita di tutti i giorni (una sorta di attentato casalingo e familiare), come se improvvisamente qualcosa distruggesse la normalità delle azioni quotidiane.

Per l’artista la distruzione rappresenta concettualmente il mezzo per una ricostruzione, il tentativo di riportare alla vita qualcosa che ha subito un abuso. Tuttavia, la ricostruzione porta con se’ la memoria della distruzione: «Non vi e’ nulla di bello nella distruzione - afferma Loredana Longo - ma a giudicare dalla quantità di immagini alle quali siamo sottoposti e alla nostra indifferenza si puo’ arrivare facilmente alla conclusione che la nostra soglia di tolleranza si sia notevolmente modificata, si potrebbe addirittura riscrivere un nuovo vocabolario estetico».

Nell’ambito di Napoli Teatro Festival Italia http://www.teatrofestivalitalia.it

Real Albergo dei Poveri
Piazza Carlo III - Napoli
Ingresso libero