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Madre Natura


“La mostra, spiega il curatore Rivosecchi, è dedicata a un tema di grande attualità e dalle forti implicazioni politiche, sul quale gli allievi dell’Accademia sono stati invitati a esprimersi ad ampio raggio, per offrire il massimo spazio alle idee”. Tra le opere in corso di realizzazione un Omaggio a Ferrante Imperato, autore nella Napoli del tardo ‘500 della prima Wunderkammer europea (nella foto qui sopra), e una suite di incisioni dal titolo Jungle money, interamente realizzata su carta prodotta con sterco di elefante. Oltre allo spazio della Galleria verrà coinvolto anche il Giardino dell’Accademia, dove nei giorni di apertura si terranno performances e altri eventi collegati al tema.
Secondo una modalità già sperimentata in altre occasioni, la mostra avrà un carattere di laboratorio, con la possibilità di realizzare le opere direttamente in galleria e di modificare l’esposizione anche dopo l’evento inaugurale. Sarà anche l’occasione per stabilire rapporti con l’ambiente scientifico della città, aprendo un dialogo sulla frattura tra cultura umanistica e cultura scientifica.

La Galleria del Giardino

La Galleria del Giardino, affidata alle cure dei proff. Marco Di Capua e Valerio Rivosecchi, ha iniziato la sua attività nel giugno 2007, con un duplice intento:
-presentare al pubblico di Napoli la produzione artistica dell’Accademia
-offrire agli studenti un’occasione per sviluppare varie attitudini professionali, da quelle concernenti la presentazione del proprio lavoro a tutte quelle connesse ai diversi aspetti di una esposizione, dalla progettazione all’allestimento degli spazi, dalla documentazione attraverso depliant, cataloghi ecc, all’ufficio stampa. In questo senso la Galleria del Giardino è concepita come un laboratorio interdisciplinare aperto alla partecipazione di tutti i corsi, teorici e pratici, presenti in Accademia, chiamati di volta in volta a collaborare al buon esito degli eventi espositivi, che comprendono sia mostre di carattere tradizionale, sia eventi legati ai nuovi linguaggi, happening, performance, installazioni, video, new media ecc.
Accademia di Belle Arti di Napoli
Via Costantinopoli, 107/A, Napoli
Orari: lun-ven 10.30-13.30 15-18; Sabato ore 10.30-13.
Ingresso libero

Ferruccio Orioli


Sabato 21 maggio 2011, alle ore 11.30, si inaugura a Castel Sant’Elmo, “Orbita ellittica, le misure mutevoli di Napoli”, mostra di Ferruccio Orioli, a cura di Angela Tecce.

L’esposizione è promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, con la collaborazione del XIII Salone Internazionale del Fumetto Napoli Comicon. La mostra è realizzata grazie al contributo di Metropolitana di Napoli S.p.A., Consorzio per il comparto CD, Archivio Fotografico Parisio e Grotta del Sole.

Nella ricchezza di colori e di particolari della tradizione vedutista, Napoli associata al Vesuvio e vista dal mare è ormai un’icona, sempre più ridotta a pochi segni essenziali. Il mare e il cielo rappresentano lo schermo sul quale si proiettano immagini della città, oppure nostre immagini interiori che emergono dal mare come dal fondo della nostra coscienza. A Napoli pericoli, ansie, allarmi, problemi sembrano seguire un’orbita ellittica: mentre in certe fasi si avvicinano alla soluzione, in altre diventano minacciosi; in altre ancora la minaccia sembra dissiparsi, lasciando comunque segni faticosi da decifrare, spesso contrari alla trasformazione ordinata della città e della società.

Attraverso la tecnica dell’acquarello, Ferruccio Orioli costruisce un racconto di Napoli in schemi fatti di sequenze, distanze fisiche, intervalli di tempi e di spazi, passaggi e paesaggi da rispettare o da omettere, con la presenza costante del mare, i cui mutamenti rendono estremamente difficili le misure a vista, lasciando il tutto molto mobile. Rispetto alla tradizione della veduta, che colloca il punto di vista della città in mezzo al golfo, in queste opere il punto di vista è sulla terra, rivolto verso di esso; anche quando il mare non c’è, è sempre presente: bisogna alzare gli occhi o girarsi, oppure svoltare l’angolo di un edificio per vederlo.

All’interno della mostra, Storie del Golfo, gigantesca rappresentazione di Napoli composta da 185 pannelli 50 x 70 cm che formano un’unica immagine lunga 25 m e alta 4 m, è l’esito di una ricerca che Ferruccio Orioli porta avanti dal 1994, quando per la prima volta sperimenta la possibilità del grande formato accostando più fogli dipinti della stessa dimensione: 25 metri per una veduta immaginaria della città, per descrivere le sue misure imperfette.

Il punto di vista da terra non è unico né fisso, ma viene spostato di continuo, dall’interno delle case di capo Posillipo fino al Porto, mantenendo inalterata la sola linea dell’orizzonte, un cappio che chiude il Golfo da qualsiasi visuale lo si osservi, comprese tutte le storie che contiene: Posillipo da Mergellina, il mare dalla Villa Comunale, Capri da piazza Vittoria, Castel dell’Ovo da via Partenope, il Porto da dentro il traffico di via Marina.

Oltre Storie del Golfo, la mostra si compone di altre 20 opere di vario formato, per un totale di altri 60 pannelli. Saranno esposti inoltre alcuni tra i più significativi taccuini di viaggio dell’artista sul golfo di Napoli e su alcune isole del Mediterraneo.
Inaugurazione: Sabato 21 maggio 2011, alle ore 11.30

Castel Sant’Elmo
via Tito Angelini, 22 (largo San Martino) – Napoli
Orario: tutti i giorni ore 14.00 – 19.00 (chiuso il martedì)

Una notte per l’Ipogeo di Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco


Apertura straordinaria 19.00-24.00 di sabato 14 maggio

Ingresso gratuito – In occasione dell’evento si raccoglieranno fondi per il restauro dell’Ipogeo del Complesso Museale di Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco

ore 19.00
Presentazione della donazione dell’opera “Puoi mangiare veleno e partorire morte” scultura in marmo di Aniello Scotto.
Intervengono:
- Daniela d’Acunto, direttore amministrativo responsabile dell’Opera Pia Purgatorio ad Arco;
- Francesca Amirante, direttore del Complesso Museale di Santa Maria delle anime del Purgatorio ad Arco;
- Lorella Starita, presidente dell’associazione Progetto Museo

0ore 20.00
Visita guidata alla chiesa, al museo e all’ipogeo

ore 21.00
Enzo e Mario Salomone in Il funerale del padre di Giorgio Manganelli

ore 22.15
Visita guidata alla chiesa, al museo e all’ipogeo

Prenotazione consigliata

Contatti:
Progetto Museo
Tel. 3333832561 – fax 081 211929
progettomuseo@email.it

Riccardo Carbone


Dopo il successo delle mostre “Federico Garolla. In scena e fuori scena” e “Ugo Mulas. La Verifica dell’arte. Da Marcel Duchamp a Vitalità del negativo”, la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano e gli Incontri Internazionali d’Arte rinnovano la loro collaborazione con la mostra dedicata al fotografo napoletano Riccardo Carbone.

Nelle sale di Villa Pignatelli è presentata una selezione di circa 140 scatti del grande fotoreporter partenopeo che nella sua oltre quarantennale attività, principalmente come collaboratore del quotidiano “Il Mattino”, ha documentato la storia dell’Italia dal Fascismo alla seconda guerra mondiale, dalla ricostruzione post-bellica al boom economico degli anni Sessanta.

La mostra vuole essere un omaggio a Napoli e a uno dei fotografi che meglio ha saputo raccontarne i luoghi, i personaggi, la storia, attraverso le immagini toccanti e penetranti dell’infanzia, della prostituzione e dell’emigrazione, delle macerie e delle trasformazioni urbanistiche e sociali che hanno caratterizzato il volto di una città che non ha mai smesso di attrarre con la ricchezza e complessità del suo tessuto storico, artistico e culturale, generazioni di intellettuali, artisti, scrittori, registi, attori.

Con questa iniziativa gli Incontri Internazionali d’Arte e la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano confermano il loro impegno nella realizzazione di un ciclo di mostre miranti a a fare della Casa della fotografia un punto di riferimento tanto per la conoscenza e valorizzazione degli Archivi fotografici, quanto per la conoscenza e la diffusione della fotografia contemporanea, attraverso l’apertura alle nuove generazioni e al panorama artistico internazionale. L’esposizione è dedicata a Graziella Lonardi Buontempo recentemente scomparsa, fondatrice degli Incontri Internazionali d’Arte e organizzatrice di mostre memorabili per oltre quarant’anni, di cui Gabriella Buontempo ha raccolto l’eredità culturale e spirituale.

Riccardo Carbone (Napoli,1897-1973) inizia alla fine degli anni Venti a collaborare con “Il Mattino” di Napoli, e presto convince il direttore Eduardo Scarfoglio a dare maggior spazio alle immagini come documentazione giornalistica. Diviene fotoreporter del quotidiano con un’attività ininterrotta fino al 1970.

L’Archivio Riccardo Carbone, custodito dal figlio Renato, è composto da circa 500.000 negativi, oltre ad alcune migliaia di stampe e lastre di vetro che costituiscono una ricchissima fonte iconografica per la ricostruzione della storia di Napoli e dell’intero Paese. Nel 2009 è stato ideato e organizzato dalle associazioni FOTOviva e U.F.O (unione fotografi organizzati) il progetto di digitalizzazione e messa on line delle fotografie dell’Archivio.
Villa Pignatelli, Casa della Fotografia
Riviera di Chiaia, 200 – Napoli
Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 14. Chiuso martedi
Ingresso 2 euro

L’Attesa. Frammenti nel tempo


Il Museo dell’Opera di Santa Chiara ospita L’Attesa. Frammenti nel tempo prima personale di Pasqualina Caiazzo, a cura di Susanna Crispino e Roberta Cotronei. In mostra circa 20 lavori delle serie I&Me, Me&You e L’Attesa che propongono un intenso viaggio lungo i sentieri dell’interiorità, articolato in fotografia e pittura. I dipinti vivono di un cromatismo acceso e vibrante; la bidimensionalità delle immagini, espressa da un disegno accurato e volutamente mai mimetico, scopre la terza dimensione negli enigmatici inserti di piccole tele, che riproducono elementi simbolici e frammenti di volti.

Un’Attesa che si configura come potenzialità e riflessione sull’identità, uno specchio pittorico pregno di possibilità in procinto di compiersi. Nelle installazioni fotografiche l’Attesa diviene quella, gioiosa e densa di promesse, della gestazione. Il centro focale è il “pancione”, il nido caldo in cui prende forma una nuova vita ed a cui fanno da contraltare gesti, passi, sguardi. Proprio lo sguardo rappresenta l’effettivo leitmotiv dell’artista e la chiave interpretativa dei volti, ovvero della maschera che l’Io offre al mondo. Lo spettatore è chiamato ad interagire con le singole opere attraverso un percorso iniziatico, che lo conduce dall’identità del Sé -I&Me, Una di Due, Eros e Tanatos- a quella dell’Altro, spesso proveniente da paesi lontani -Casuali simmetrie, Simili Disuguaglianze, Coffee & Champagne- e si ricompone nell’esplosione di decine di minuscole tele sulla tavola de Il Viaggio. L’esplorazione del Sé e del Sé-nel-mondo alla ricerca dell’unità fondamentale di desideri, ambizioni e sogni, che accomuna tutti gli esseri umani, culmina nell’incontro cruciale con la solidarietà: la vendita delle due installazioni fotografiche sarà interamente utilizzata per sostenere i prossimi progetti dell’associazione Byelo Onlus. Una video installazione realizzata in collaborazione con Chiara Di Donato introdurrà la serata inaugurale. In occasione del vernissage è prevista una performance dell’artista. Si ringrazia: Byelo Onlus Pasticceria Varriale

Vernissage: giovedì 5 maggio ore 18,30

Complesso Museale di Santa Chiara
via S. Chiara, 49/c (Monastero di S. Chiara) – Napoli
Orari di apertura: dal lunedì al sabato ore 9.30-17.30, domenica e festivi ore 10.00-14.30
Ingresso consentito fino a trenta minuti prima dell’orario di chiusura.
Ingresso intero 5 euro, ridotto 3.50

[Scusi]… Is This Spain?


L’Instituto Cervantes di Napoli ospita il progetto “[Scusi] … Is This Spain?”, un progetto d’arte contemporanea che riflette sugli stereotipi e i luoghi comuni spagnoli e che sarà itinerante per l’intero anno 2011 nei diversi centri della rete dell’Instituto Cervantes: da Roma a Milano, da San Paolo a Brasilia a Salvador de Bahía. Stimolati dalla voglia di esprimere la ricchezza e la diversità di un paese che vuole mostrare al mondo le proprie potenzialità culturali e patrimoniali, il progetto invita ad avvicinarsi – attraverso l’artista e la sua riflessione estetica – alla realtà sociale e politica.

Dalla sua prima edizione, nel 2009 a Londra, “Is this Spain?” è cresciuto dilatandosi e sviluppando molteplici linee di ricerca, generando una versione ad hoc per ogni sede espositiva. Nato come mostra, il formato si è evoluto in una seconda fase: un workshop ad Oporto, che riuniva artisti portoghesi e spagnoli con lo scopo di analizzare le possibili sinergie tra i due paesi. In questa terza fase del progetto si realizzerà un programma studiato per ogni singolo centro, con una selezione di artisti e gruppi che hanno partecipato alle precedenti edizioni. Inoltre, verranno realizzate attività didattiche, workshop e laboratori a cui parteciperanno personalità artistiche di ogni contesto locale in cui si attua il progetto.

L’Instituto Cervantes di Napoli ospiterà “[Scusi] … Is this Spain?” dal 3 maggio al 3 giugno, esponendo l’opera Bandera Negra de la República di Santiago Sierra, proiezioni di videoarte di alcuni artisti che hanno partecipato alle edizioni precedenti e che descrivono in modo critico e ironico la situazione attuale della Spagna. Tra gli autori, María Cañas con il cannibalismo-pop di The Toro’s Revenge, Greta Alfaro con il binomio violenza-identità occidentale In Ictu Oculi; Democracia con Welfare State, ispirata alla distruzione della baraccopoli di El Salobral come spettacolo mediatico che distrugge la cultura gitana, e Carlos Llavata con I Am Not Proud, tra i suoni del mar Mediterraneo e dei fuochi d’artificio. Saranno esposti, inoltre, le riviste di Mapas di UHF, tra il concetto di informazione e l’architettura contemporanea, e il progetto Casas Tristes del gruppo Derivart, sull’enigma sociale moderno del diritto alla casa.

Istituto Cervantes e Accademia di Belle Arti di Napoli. In parallelo, e seguendo la linea di collaborazione del progetto, il gruppo C.A.S.I.T.A. e il duo composto da Diego Ortiz e Pepe Muciergo, editori della rivista “La Más Bella”, realizzeranno due laboratori (Caja Negra e l’omonimo La Más Bella) con gli studenti iscritti ai corsi di Graphic Design e Nuove Tecnologie Digitali dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che sarà la sede ufficiale di entrambe le attività. Il primo taller (laboratorio), che si svolgerà il 3 maggio, attraverso un dispositivo simile alla scatola nera di un aereo, servirà a scoprire alcuni dei concetti rivelatori del lavoro, il contesto e l’incidenza sulla costruzione dell’immagine di una società. Nel secondo appuntamento, invece, dal 6 al 10 giugno, gli autori della rivista che pubblica lavori di artisti contemporanei, poesie sperimentali (visive e fonetiche), arte sonora e videocreazioni, guideranno gli allievi dell’Accademia alla creazione di un’edizione speciale del magazine.

«“[Scusi] … Is this Spain?” affronta il tema del rifiuto degli stereotipi della cultura spagnola e della Spagna – spiega Maribel Serrano, direttrice dell’Instituto Cervantes di Napoli – Questa volta un gruppo di eccellenti artisti contemporanei, con le sue ricerche e riflessioni critiche, da una prospettiva ironica e perfino burlesca, ritrae una realtà diversa del nostro paese. Gli artisti, attraverso le loro opere, mettono in discussione gli stereotipi e i luoghi comuni di una Spagna lontana dalla realtà, forgiati, per la maggior parte, dopo molti anni di dittatura e, quindi, di chiusura di un paese al mondo. Soprattutto all’Europa. Invito il pubblico napoletano ad avvicinarsi a queste opere e a riflettere con noi sul danno che la visione stereotipata della Spagna può arrecare allo sviluppo di un paese, di una città e, quindi, ai suoi cittadini».

“Aprirsi a esperienze di confronto e condivisione con artisti contemporanei emergenti di altre realtà europee è una delle peculiarità della nostra Accademia – dichiara Giovanna Cassese, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli – e siamo davvero lieti di rinnovare la collaborazione con il prestigioso Istituto Cervantes in occasione degli interessanti talleres con il gruppo C.A.S.I.T.A., un modo per offrire ai nostri allievi, in particolare quelli di Graphic Design e di Nuove Tecnologie, un’interessante opportunità d’incontro assecondando anche quella vocazione internazionale che da sempre distingue l’impegno dell’Accademia di Napoli; d’altronde l’Accademia costituisce il target preferenziale per un confronto sui temi della ricerca, sperimentazione e innovazione in campo artistico. Non è la prima volta che l’ABA Napoli collabora con il Cervantes e ci auguriamo rapporti sempre più stretti con un paese di cultura affine come la Spagna, con cui l’Accademia ha già molti contatti nell’ambito del progetto Erasmus”.
Al vernissage di martedì 3 maggio interverranno Diego del Pozo e Eduardo Galvagni di CASITA. “[Scusi] … Is This Spain?” è un’iniziativa di Pensart realizzata con la collaborazione dell’Instituto Cervantes.
Inaugurazione 3 maggio 2011 ore 19

Istituto Cervantes
via Nazario Sauro, 23 – Napoli

Capere for ever


Erano le pettinatrici del popolo, un tempo indossavano un grembiule arrotolato attorno alla cintura e, con la chioma scapigliata, le mani unte, pettinavano per un soldo al giorno, portando di casa in casa, insieme a pettini e forcine, le storie, gli ‘inciuci’ delle loro signore, di un rione, di un quartiere, di un’intera citta’. Alle ‘madri di tutti i gossip’ sara’ dedicato un documentario: ‘Capere’; per la regia di Desiree Klain e Matteo Antonelli; il film vedra’ tra i protagonisti Nicola Vorelli, che oltre ad essere un attore-cantante professionista, e’ figlio d’arte: il padre faceva il barbiere e lui, insieme al lavoro di artista, porta avanti la tradizione familiare, come parrucchiere a domicilio (una moderna capera). Un progetto che parte ‘dal basso’ quello di ‘Capere’ e che, realizzato in collaborazione con il giornalista di ‘Anno Zero’, Stefano Maria Bianchi, sta raccogliendo contributi anche attraverso il sito www.produzionidalbasso.com. L’happening, che si svolgera’ sabato 30 aprile (non-stop 18.30 -21.30) vedra’ la proiezione di alcune immagini di presentazione e la performance di Nicola Vorelli.

Uait


La galleria Nuvole arte contemporanea è lieta di segnalare l’inaugurazione della mostra “uait” dell’artista Giuseppe Piscopo.
Giovedì 21 aprile 2011 ore 17:00 Complesso Monumentale di San Severo al Pendino, in via duomo 286 Napoli. La mostra aperta dal 21 al 7 maggio 2011 potrà essere visitata tutti i giorni tranne la domenica dalle 9:30 alle 18:30.

Giuseppe Piscopo ritorna nel Complesso di San Severo al Pendino con i suoi oggetti “pensanti” di carta e cartone. Uait è il “doppio gioco”, è la combinazione delle parole, è la pronuncia di white, è una pallottola di carta bianca buttata via. Carta bianca per mostrare il contrasto tra i punti di vista, le competizioni sulla diversità, i dubbi sugli schieramenti, la gara del contraddire. Di punto in bianco ci si ritrova ad appartenere ad un gruppo, ad un movimento, ad un modo di pensare.

Ma da una parte o dall’altra, si resta sempre inseriti e omologati nella categoria dei consumatori. Consumiamo e ci consumano, ingoiamo ogni sorta di atteggiamento che serve solo ad alimentare il solito potere. La scelta, apparenza o essenza ?
Continuando sulla strada precedentemente intrapresa, per cui la cultura, e di conseguenza l’arte, sono oggettivi ed occupano un loro spazio autonomo, Piscopo cerca di sorprendersi da solo facendo interagire il suo pensiero con l’opera dell’artista Rinedda/Rino Sorrentino.

Nasce così l’installazione “gravitazionale”. Il ferro, come una calamita, attira a sé ingoiando bocconi di carta. Il corpo, come contenitore di esperienze, con il suo vissuto negativo e positivo.
Cosa rigettare, cosa trattenere ?

Giuseppe Piscopo
Nasce a Napoli dove vive e lavora. Si diploma all’Istituto d’arte Filippo Palizzi di Napoli. Matura numerose esperienze nel campo della grafica e dell’illustrazione. Artista poliedrico, dal 2006 lavora con la carta e il cartone. Ha diverse mostre e collettive al suo attivo. E’ presente in alcuni progetti sul riciclo dei materiali, con interventi didattici.
Inaugurazione Giovedì 21 aprile 2011 ore 17

Chiesa di San Severo al Pendino
via Duomo, 282 – Napoli
orario: tutti i giorni tranne la domenica dalle 9:30 alle 18:30
ingresso libero

CAMMOVIE_Videoart Platform


Il CAM, il museo di arte contemporanea di Casoria, continua ad operare con eventi incisivi all’insegna della ricerca e della sperimentazione presentando CAMMOVIE_Videoart Platform, a cura di Antonio Manfredi, dal 30 aprile, alle ore 18.30, al 30 maggio. L’evento, alla sua seconda edizione, è un recipiente multimediale, un contenitore della video arte proveniente dal mondo, che offre l’opportunità di confrontarsi con il mare di informazioni del mondo virtuale attraverso i mezzi digitali. Anche quest’anno CAMMOVIE ospiterà quattro sezioni e una performance: FOCUS REVOLUTION, TOXIC, GLANCES_AROUND DUMP, MAGMART e l’azione artistica della Fake institution REFF. Confermando l’adesione del CAM ad un’arte/cronaca, la sezione FOCUS REVOLUTION segue la scia degli ultimi avvenimenti politici e mette in mostra, insieme al video dell’artista egiziano Mohamed Alaa, la documentazione visiva delle insurrezioni egiziane che hanno portato alla caduta del regime e quelle dei movimenti rivoluzionari, la cui ventata di autodeterminazione ha scosso e sta ribaltando molte dittature del Nord Africa. Farà da colonna sonora la voce di Sandro Joyeux con le canzoni e la musicalità africana. Una ventata di allegria e di colore che riporta alle origini di un popolo che ora combatte per il riconoscimento dei propri diritti. La sezione TOXIC è una porta aperta sul mondo della video arte orientale e sulla sua prolifica produzione, messa a confronto con i risultati attinti da internet, attraverso le immagini drammatiche del disastro nucleare in Giappone. La visione della poetica artistica viene accostata alla disperazione di un popolo: i video degli artisti giapponesi sono usati quali trasposizione visiva dell’ambivalenza umana, capace di elevazione spirituale o di superficialità e incoscienza civile. Durante la sera dell’inaugurazione, accompagneranno le immagini contrastanti le sonorità elettroniche di Avant-Garde. La musica seguirà l’andamento delle forme che si muovono sullo schermo per ottenere un effetto onirico ed estraniante. Dalle problematiche internazionali CAMMOVIE si sposta nella sezione GLANCES_AROUND DUMP ad analizzare un contesto di maggiore immediatezza territoriale come le aree verdi del Parco metropolitano delle colline di Napoli. La zona in questione, pur conservando un aspetto naturalistico e la qualità di un’area rigogliosa, polmone verde della città, è stata individuata quale sito per la discarica di Chiaiano. L’avvicendarsi delle immagini delle alte pareti tufacee della cava, dove verrà ricavato lo sversatoio, negli scatti del fotografo Camillo Ripaldi, donano leggerezza alla rappresentazione del luogo e ne stemperano l’insito miasma mortifero assumendo quasi la forma di un saluto all’ultimo incanto naturale. Con l’ultima sezione, il museo di Casoria conferma, per il sesto anno consecutivo, il suo partenariato con il noto festival MAGMART_video under volcano. Dopo un’attenta selezione degli oltre 450 video inviati da 45 diversi paesi del mondo, la giuria composta da Abir Boukhari (curatore | AllArtNow), Agata Chiusano (artista, docente | Università Suor Orsola Benincasa), Giuseppe De Marco (artista | Mediavox), Luca Magnoni (giornalista, esperto comunicazione e multimedia | Hydrogen Lab), Antonio Manfredi (artista, curatore | Direttore Artistico del CAM), Enrico Tomaselli (artista, curatore | Direttore Artistico del Festival), proclama i 30 video vincitori che entrano a far parte della collezione permanente del CAM e che sono visibili in occasione di CAMMOVIE.

Il format CAMMOVIE, ideato dal CAM, non poteva esimersi dall’indagare i nuovi linguaggi virtuali attraverso la performance della Fake institution REFF, una falsa istituzione, che, nelle persone di Oriana Persico e Salvatore Iaconesi, mostrerà le nuove possibilità della realtà aumentata. Attraverso l’ironica e provocatoria distribuzione di una droga virtuale, il REFF utilizza i QR code e i fiducial marker per cogliere l’attuale tendenza di internet e del virtuale a spostarsi dal un mondo intangibile a quello concreto. Interattività e scoperta sono alla base dell’azione artistica presentata al museo di Casoria e che propone linguaggi innovativi e ancora inedite narrative dell’arte.
CAM | Casoria Contemporary Art Museum Via Duca D’Aosta 63/A 80026 Casoria/Napoli/Italia Tel/Fax: +39 0817576167

Orari: martedì- mercoledì- giovedì- domenica 10.00/13.00 sabato 17.00/20.00

Paolo La Motta


Emmedueart in collaborazione con La Mediterranea arte, presenta la mostra personale di Paolo La Motta dal titolo “Oltrelosguardo” che avrà luogo dal 16 Aprile al 3 Maggio negli spazi di Castel dell’Ovo – Napoli.
La personale, a cura di Nello Arionte e Milena Grosso, contempla 22 opere recenti dell’artista partenopeo che attraverso un continuum di immagini, dal taglio fotografico, indaga i multiformi aspetti offerti dalla città e dai suoi abitanti proposti con moderno ed intimistico realismo nel loro quotidiano vivere.

Il risultato della sua ricerca, sensibile agli esiti di noti maestri partenopei del secolo scorso, ma anche alle contemporanee ricerche espressive internazionali offerte dalla giovane generazione di artisti tedeschi della “Nuova scuola di Lipsia”( Tim Eitel, David Schnell, Matthias Weischer), è una pacata ma arguta analisi critica della metropoli e del disagio esistenziale indotto dalla contemporaneità che l’autore enfatizzata nelle sue scene con pennellate larghe e spianate in una dimensione atemporale e rarefatta.
Con questa mostra nel luogo simbolo della città, si è voluto pertanto omaggiare la ricerca di un artista in grado di esprimere nei suoi lavori, non soltanto una continuità di “scuola” frutto di una profonda coscienza culturale che non rinuncia alla sua radicata identità, ma soprattutto la capacità di farla convergere verso esiti estremamente attuali e di respiro europeo.
Castel dell’Ovo
via Eldorado, 3 (presso via Partenope – borgo marinaro) – Napoli
Apertura: da Lunedì al Sabato dalle 10:30 alle 13:30
Domenica dalle 10:30 alle 13:30
Biglietti: free admittance

Sislej Xhafa


La ricerca artistica di Sislej Xhafa è un’indagine sulle realtà economiche, politiche e sociali associate alla complessità della società moderna. Nelle sue ricerche, ad esempio, sui fenomeni del turismo, della clandestinità, dell’illegalità forzata Xhafa usa un linguaggio minimale, al tempo stesso ironico e sovversivo, confrontandosi agilmente con una vasta gamma di media, dal disegno alla scultura, dalla performance alla fotografia.

“La realtà è più forte dell’arte. Come artista non voglio riflettere la realtà ma interrogarla. Il mio background sociale non abbraccia una linea d’azione razionale. Affronto il mondo e la vita guidato da un istinto primordiale.”

Le risultanze sociale delle teorie economiche e il risultato che deriva dalle loro complesse relazioni sono state per anni al centro della ricerca artistica di Xhafa, che interroga – ad esempio, lo status legale della sua terra d’origine, il Kosovo, presentandosi lui stesso come Padiglione Clandestino nella Biennale del 1997; o negli abiti di un broker finanziario che non vende quote ma indica ai passeggeri della stazione di Ljubliana come e dove muoversi, nella performance Stock Exchange. In una piazza di Torino, realizza un Job Center temporaneo in cui la realtà è una sorta di palcoscenico; a New York, riflette sul concetto di stabilità e sicurezza mandando in giro un gruppo di giovani su un camion anni ’50 ad urlare l’elenco della voce “avvocati” sulle pagine gialle.

“E’ una politica dell’interruzione, che sconvolge la configurazione delle forze che determinano ciò che è visibile e non, quali forme di discorso sono comprese come discorso e quali solo come rumore, chi è designato come soggetto parlante e chi è semplicemente un destinatario”.
Conferenza stampa sabato 21 aprile ore 12.00
Inaugurazione sabato 21 aprile ore 19.00

MADRE – Museo d’Arte Donna Regina
via Settembrini 79, 80139 Napoli
Orari:
Lunedì, Mercoledì Giovedì, Venerdì 10.30 – 14.30
Sabato e Domenica 10.30 – 14.30
Martedì chiuso
Ingresso:
Gratuito il Lunedí
Intero € 7,00
Ridotto € 3,50
Speciale gruppi prenotati [max 30]: € 4,00

Doppio Senso


Sabato 16 Aprile alle 18,00 il PAN| Palazzo delle Arti Napoli,
presenta la mostra curata da Beppe Palomba per l’Accademia della
Bussola con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di
Napoli dal titolo rivelatore: “Doppio Senso”.

DoppioSenso è la ricerca dell’Armonia tra gli opposti, l’osmosi tra
gli elementi, la conciliazione dei contrari, senso/nonsenso,
tesi/antitesi, caldo/freddo, buio/luce, astratto/concreto,
bianco/nero, verità/bugia, detto/non-detto, reale/irreale,
prosa/poesia, musica/rumore, bello/brutto, yin/yang, pensiero/azione…
Una ricerca che vede in prima linea l’Artista, che degli opposti fa la
propria religione quando con la materia si accinge a riprodurre
un’idea, e vive sulla pelle il doppiosenso di un’opera che è già reale
“in nuce”, quando nasce, cresce e vive nella sua mente, ma che diventa
tangibile, fruibile (quindi materialmente reale) solo quando è
realizzata grazie a un medium che la concretizzi.
DoppioSenso è comprendere al di là delle apparenze, cogliere il lato
oscuro, porsi come altro da sè.

DoppioSenso oggi è anche una Mostra che raccoglie le variazioni sul
tema di un selezionatissimo gruppo di Artisti quali Simone Aimetta,
Valeria Ballestrazzi, Letizia Borelli, Mara Brera, Lorenzo Cataneo,
Alfredo Celli, Alessandra Chiusolo, Marco Circhirillo, Emilio Di
Cerbo, Lucia Gagliardi, Stefano Galli, Francesco Giraldi, Giovanni
Greco, Grelo, Andi Kacziba, Giancarlo Lamonaca, Alessio Lobello,
Rachele Mari-Zanoli, Ronnj Medini, Marianna Mendozza, Marlisa Palomba,
Patrizia Palomba, Vieri Parenti, Chiara Proietti, Gianluca Puglia,
Mary Palomba, Maurizio Palumbo, Gelsomina Rasetta, Enzo Rea, Fabrizio
Ruggiero, Gabriella Russo, Loredana Salzano, Ariane Schuchardt, Danilo
Seregni, Gabriella Tolli, Nicholas Tolosa, Marcello Ursomando ed
Edegildo Zava, tutti impegnati in interpretazioni originali ed
appassionanti.

Inaugurazione sabato 16 aprile ore 18

Palazzo Delle Arti Napoli
via dei Mille, 60
orario lunedì-sabato 9,30-19,30 domenica e festivi 9.30-14.30 martedì chiuso
ingresso libero