Archive | aprile, 2010

I nostri omaggi, principe!


Domani, venerdi’ 23 aprile, alle ore 16.30, negli spazi del Museo Cappella Sansevero sarà inaugurata la mostra “I nostri omaggi, principe!”, promossa dal Comitato per le celebrazioni del tricentenario della nascita di Raimondo di Sangro.

L’esposizione dedicata alla figura e all’attività del di Sangro, realizzata con il sostegno del Banco di Napoli e con la partecipazione delle aziende Carpisa e Yamamay, durerà fino al 18 luglio 2010. Per favorirne la visione, fino al 25 maggio, salvo proroghe, il Museo Cappella Sansevero resterà aperto anche il martedi’, suo consueto giorno di chiusura.

L’esposizione intende essere un tributo alla memoria di un uomo che, con le sue opere e la sua instancabile committenza, ha fatto grande la Napoli borbonica. Come tale, l’esposizione non ha la pretesa di illustrare tutte le sfaccettature della personalità del principe di Sansevero, ma persegue il solo intento di ricordare, attraverso opere d’arte, oggetti, libri e documenti, alcuni momenti della sua vita e alcuni aspetti della sua poliedrica attività.

I nostri omaggi, principe! non e’ la prima mostra dedicata a Raimondo di Sangro a tenersi negli spazi della Cappella Sansevero: nel 2006 Chartulae desangriane. Il Principe committente ha fatto conoscere documenti riguardanti perlopiu’ il mecenatismo artistico del di Sangro, mentre l’anno successivo con Parole Maestre. Libri antichi e rari per il principe di Sansevero i visitatori hanno potuto apprezzare le pregiate edizioni, provenienti da collezioni private, di opere a stampa scritte da Raimondo di Sangro e di tante altre che hanno di lui trattato. Mai prima d’oggi, pero’, erano state esposte carte d’archivio originali e opere d’arte conservate presso importanti Enti e Musei pubblici della nostra città.

Diciotto in tutto le opere esposte. A ricordare cariche e onorificenze del principe ci saranno: la chiave da Gentiluomo di camera con esercizio di Sua Maestà, titolo di cui il principe fu insignito da Carlo di Borbone nel 1737; lo statino militare del principe di Sansevero, nominato Colonnello del Reggimento di Capitanata nel 1743; l’uniforme, il manto e la placca da Cavaliere del Real Ordine di San Gennaro, risalenti al XVIII secolo.

Sansevero fu un instancabile mecenate, e tra le opere da lui commissionate vi fu anche il celebre Cristo velato (1753), scolpito da Giuseppe Sanmartino: per la prima volta nella Cappella Sansevero saranno esposti il bozzetto in terracotta del Cristo velato, opera di Antonio Corradini, e una fede di credito attestante un acconto di cinquanta ducati corrisposto dal principe Raimondo di Sangro per la statua. Un fregio a meandro proveniente dalla Villa dei Papiri di Ercolano, al quale con ogni probabilità il principe si ispiro’ per il pavimento a motivo labirintico della Cappella, sarà messo a confronto con un lastra del pavimento settecentesco; i visitatori potranno ammirare inoltre i colori della Madonna con Bambino (1757) di Giuseppe Pesce.

Diverse le opere che documentano le attività di letterato, editore e inventore del di Sangro: l’edizione originale della Lettera Apologetica, capolavoro letterario del principe, il cui frontespizio e’ stampato in piu’ colori con una sola tirata di torchio, e la polizza di pagamento per i caratteri della stamperia; un’edizione clandestina della tipografia di Sansevero, contenente il seicentesco romanzo esoterico Il Conte di Gabali’ di Nicolas Pierre Henri de Montfaucon de Villars e Il Riccio rapito, poemetto eroicomico di Alexander Pope; lo speciale archibugio inventato da di Sangro nel 1739 e donato al Re; un’incisione in rame con l’illustrazione della carrozza marittima progettata dal principe di Sansevero; una rara edizione che riporta una breve descrizione del palco pieghevole, la prima invenzione di Raimondo di Sangro.
Museo Cappella Sansevero
via Francesco De Sanctis, 17 Napoli
Orari
Giorni feriali: 10.00-17.40
Domenica e giorni festivi: 10.00-13.10
Chiuso il martedi’
fino al 25 maggio aperto anche martedi’
ORARI PROLUNGATI
Lunedi’ -in albis-: 10.00-18.40
1 Maggio: 10.00-18.40
ingresso ordinario 7 -, ingresso ridotto 5 -

Sergio Spataro


La vana/gloria di Sergio Spataro
La barba folta e ruvida, i capelli brizzolati che ricadono scomposti sulla fronte, un paio d’occhiali tondi da ragazzo del Sessantotto e quegli occhi spiritati, dall’espressione franca ed energica, che non si stancano mai di scrutare e sviscerare la materia, con l’entusiasmo di un fanciullo alla ricerca di nuove avventure.

Sergio Spataro, in mostra dal 21 aprile alla biblioteca Benedetto Croce di Napoli, e’ un artista eccentrico, irriverente e goliardico, che ha scelto come oggetto della sua indagine l’uomo, nella sua futile vanità e nella sua goffa presunzione. Egli lo rappresenta come golem, il gigante d’argilla della tradizione ebraica, che esegue gli ordini del suo padrone ma non e’ in grado di pensare o di provare emozioni. L’artista spoglia il golem dei suoi attributi magici e gli fa assumere i connotati grotteschi del “mamozio” napoletano, parodia dell’uomo superbo, avido di potere, che si affanna a costruire la sua torre di Babele. Sergio riesce a stabilire un rapporto fecondo con le sue creature, esaltando la funzione del cambiamento di registro e la consapevole contraddizione tra la serietà dell’oggetto e l’ironia della sua interpretazione.

Nella piu’ recente serie di golem, dipinti su carta d’Amalfi, innesti di foglia d’oro mettono in risalto il volto, il cuore e… i piedi, per sottolineare la necessaria coesistenza di sacro e profano, che si fondono nella duplice natura dell’uomo. L’artista ribadisce, con lo spirito ludico e irriverente che lo caratterizza, che non c’e’ sacro senza profano, ne’ spirito senza materia. Per la stessa ragione, il golem e’ spesso raffigurato con il pene scoperto, come gli dei penati, protettori della famiglia e del focolare domestico.
Il golem e’ ancora protagonista in Abel, un trittico a bassorilievo in lana di ferro. Il “mamozio” e’ inserito come una divinità nello scomparto centrale, il suo piccolo regno, che tenta di accrescere forzando i margini della cornice.

Ma l’opera piu’ emblematica di Sergio Spataro e’ Sberleffo: una sorta di maschera apotropaica che, affacciandosi da un sipario, appesa ad un filo come un pupo siciliano, offre al pubblico sgomento la sua lingua tagliente. Qui la maschera non e’ il falso o l’apparire, ma una modalità dell’essere, la traccia residua di una ricerca compiuta dall’uomo, sin dalle origini della civiltà, per definire e ridefinire la propria identità. Probabilmente in Sberleffo puo’ riconoscersi l’autoritratto dell’artista, che recita la sua parte nel variegato “teatro del mondo”, affollato da golem che lottano per affermare il proprio dominio. La stessa poetica ispira Il guardiano, che ci osserva dalla grata della sua garitta, pensando di tenersi fuori da quel “teatro del mondo” di cui, ineluttabilmente, fa parte.
Sotto il profilo stilistico, Sergio Spataro adotta un codice linguistico essenziale e moderno, fatto di segni bruni, corposi, incisivi che “negano” il supporto per affermare un impellente bisogno di esprimere e comunicare. Ma un ruolo decisivo assume l’innesto di oggetti, testimonianze di vita vissuta, in un processo di contaminazione in cui la vita rifluisce nell’arte e viceversa.
Marco di Mauro

Con il patrocinio del Comune di Napoli e del Museo Minimo 5a Municipalità

Vernice mercoledi’ 21 aprile 2010, ore 18,30.

Biblioteca Benedetto Croce
via F.De Mura 2 bis, 80129 Napoli
Orari: 9,00 – 19,00
Ingresso gratuito

L’Ultimo decennio


La mostra e’ un’iniziativa dell’Associazione Augusto Perez e della Galleria Napolinobilissima, che intendono ricordare a dieci anni dalla sua scomparsa il grande artista, siciliano di nascita, ma napoletano di adozione.

Insieme con il grande bronzo di Tebe (1997) sarà esposto un gruppo di sculture della serie delle Meridiane (1991) e del Circo (1995). La novità maggiore sarà costituita da una selezione di 50 disegni su laminato plastico, quasi tutti inediti: non si tratta di appunti o di studi preparatori per le sculture, ma di lavori pienamente autonomi che confermano la centralità della ricerca grafica nell’ultimo periodo di vita di Perez.

L’esposizione delle opere e’ accompagnata da pannelli didattici che documentano il percorso artistico di Perez attraverso l’intera seconda metà del Novecento, fornendo utili elementi di informazione e di conoscenza critica. -Per la generazione di Perez il periodo che dall’infanzia s’inoltra nell’adolescenza passo’ tra l’eco non ancora spenta del primo conflitto mondiale e la tempesta di violenza e di odio scatenata dal nazifascismo.

Poi, negli anni del secondo dopoguerra, proprio quando Perez ando’ maturando la decisione di dedicarsi alla scultura, furono in molti, con lui, a nutrire la speranza che le ragioni dell’arte potessero coincidere con quelle della lotta per la liberazione degli uomini dall’oppressione e dallo sfruttamento. Con il -56 si apri’ per il giovane scultore una nuova stagione che in breve lo porterà ai vertici dell’arte contemporanea. Oggi che il tempo della vita di Perez appartiene al passato, le immagini che popolarono il suo mondo ci appaiono ancora piu’ stravolte dalla visione dell’abisso su cui esse si affacciarono.

È l’abisso di orrore che il Novecento con le sue feroci contraddizioni ha spalancato davanti alla nostra coscienza, senza tuttavia cancellare le tracce di quell’antica luminosa bellezza, che era insieme promessa di felicità, cui proprio l’arte, attraverso la rivoluzione delle prime avanguardie, sembrava aver dato nuovo vigore. In questo orizzonte, il segno di un appassionato, dolente stato d’animo, dove i temi intimamente autobiografici assumono un grandioso accento cosmico, caratterizza quasi tutte le opere realizzate da Perez nell’ultimo decennio della sua vita, con immagini che della funzione monumentale della scultura restituiscono una versione tragica e cupamente notturna- (M. C. estratto dal catalogo della mostra).

L’inaugurazione della mostra sarà preceduta alle ore 17,30 dalla presentazione del catalogo nella sede della Paparo Edizioni, in via Vannella Gaetani 27, a pochi passi dalla Galleria Napolinoblissima.
Inaugurazione Martedi’ 20 aprile 2010, alle ore 18, 30

galleria Napolinobilissima
Piazza Vittoria 6, Napoli
Orari. Dal lunedi’ al venerdi’: ore 10-14; 18-20. Sabato: ore 12-14
ingresso libero

Tutto Continuamente Sgocciola


Il giovane pittore Elio Varuna sbarca nella città partenopea con una mostra personale dal titolo surreale -Tutto Continuamente Sgocciola- che si tiene negli spazi espositivi di Largo Baracche, immersi nei Quartieri Spagnoli, nuovo polo d’attrazione per esibizioni e mostre d’arte di qualità di artisti emergenti e non.

Dopo un 2009 di grandi successi in cui ha esposto nella collettiva -Apocalypse Wow!- al Museo d’Arte Contemporanea di Roma, ed e’ stato l’unico artista italiano invitato a partecipare alla Biennale di Shanghai, Varuna porta ora ventuno opere inedite nel percorso espositivo sotterraneo di Largo Baracche, gestito e curato da Giuseppe Ruffo e Pietro Tatafiore.

Conosciuto ed apprezzato per le sue pitture ed istallazioni dal sapore surreale e pop, l’artista romano figura tra i maggiori esponenti del nuovo surrealismo internazionale che fonde la lezione degli avanguardisti del primo Novecento con immagini ed icone del nuovo Millennio creando opere sorprendenti attraverso accostamenti inattesi che parlano ai sensi cosi’ come al subconscio, riscontrando una crescente schiera di appassionati e collezionisti.

Presentato sui media, trasmissioni radiofoniche e in un documentario su RAI 4, Varuna ha conquistato un grande pubblico di fan in Italia e all’estero.
Per -Tutto Continuamente Sgocciola- Varuna ha generato un inedito ciclo di dipinti che affrontano il concetto dell’umido – il mysterium dei liquidi – elemento indispensabile, fonte di vita, luogo d’incontri bizzarri tra esseri fantasmagorici in uno scenario stellare dai colori brillanti, spunto per mille racconti contemporanei pervasi d’alchimia e codici pop.

Inaugurazione 17 aprile ore 18.30

Galleria di Largo Baracche
piazza Baracche – Napoli
Ingresso libero

The Tourist Syndrome: Napoli


Transient Spaces – The Tourist Syndrome e’ un progetto che verte su temi quali mobilità contemporanea, turismo e migrazione, e che combina ricerca, teoria, pratiche artistiche e culturali, laboratori, seminari, conferenze e mostre d’arte in Italia, Lituania, Romania e Germania nel corso del 2009 e 2010. Il progetto, iniziato da Marina Sorbello e Antje Weitzel, e’ organizzato dall’associazione uqbar di Berlino in collaborazione con Neue Gesellschaft für Bildende Kunst e Kunstraum Kreuzberg/Bethanien di Berlino; E-M Arts di Napoli; ICCA/CIAC di Bucarest; Meno Parkas di Kaunas (Lituania).

Il modulo napoletano del progetto, organizzato insieme a Raffaella Morra e l’associazione E-M Arts e in cooperazione con la Fondazione Morra, la Carlo Rendano Association , il Goethe Institut Napoli e l’Accademia di Belle Arti, consta di una mostra di arte contemporanea, una serie di incontri e conferenze, di un programma di cinema, di residenze d’artisti e di un laboratorio.

Mostra: Transient Spaces – Napoli (inaugurazione 16 Aprile, 20:00), Fondazione Morra

La mostra Transient Spaces – Napoli ha luogo presso la Fondazione Morra sita nella centralissima Piazza Dante di Napoli, presso il Goethe Institut Napoli, e presso il Lanificio25 sede della Carlo Rendano Association, che con il suo programma napoliconnected ha reso possibili due residenze d’artista nell’ambito del progetto.

Transient Spaces – Napoli verte sopratutto sul tema migrazione, declinato grazie a una serie di lavori di artisti contemporanei italiani e internazionali inseriti nel percorso espositivo, e al corollario programma di eventi che accompagna la mostra (conferenze, discussioni, laboratorio, programma di cinema). In particolare, la mostra e la serie di eventi prendono l’Italia come -case study- per osservare criticamente i fenomeni migratori contemporanei (regolari e -irregolari-), la loro rappresentazione mediatica, e le politiche varate recentemente dal paese e dall’Unione Europea a proposito di migrazione e integrazione.
Inaugurazione mostra venerdi’ 16 Aprile 2010, ore 20
c/o Fondazione Morra

Fondazione Morra
Piazza Dante, Napoli
Lanificio25
piazza E. De Nicola, Napoli
Orari di apertura: Lunedi’ – Venerdi’ 10:30 – 18, Sabato su appuntamento
Programma di Discussioni e di Cinema 16 aprile 2010, 12 – 19:30, Lanificio25

La materia in divenire


È un’interessante prospettiva creativa quella di Giovanni Cuofano e vale ad istituire un intrigante processo di analisi del reale del quale non vengono proposte le immediate istanze di una raffigurazione restituiva dell’oggetto, ma le imprese talvolta drammatiche del passaggio della storia.

Il punto di partenza di Cuofano e’ quello,infatti,di un indagine sul dato materico; ma esso non e’ inteso come referente logico-estetizzante di una dimensione astrattamente intellettuale e di una proiezione eidetica del fare, ma si istituisce come proprio analitico di una oggettività pregnante ed invadente, quella piu’ significativamente ingombrante e preoccupante del rifiuto, di cio’ che,insomma, la società contemporanea rigetta da se’,spesso,senza averne addirittura esaurito fino in fondo l’utilizzo funzionale.

Da qui parte Giovanni Cuofano e nelle sue sculture,come nella sua pittura,eleva il rifiuto a spessore materico, a costituente primario dell’ordito espressivo,per farne non certamente la metafora di un mondo, ma l’espressione tangibile dei contenuti alienanti di una civiltà che si vergogna – o che sembra farlo – di cio’ che riduce nel contesto invadente del suo surplus di consumo. L’informale non poteva essere, quindi,che il logico alveo stilistico,per Cuofano, quello entro il quale poter esprimere con pienezza il dato del suo prodotto creativo; e le colorazioni stesse abbrunate e annerite delle sue opere contengono il massimo della pregnanza significativa che la negazione della luce puo’ ingenerare nell’oggetto che ha smesso per sempre d’essere seducente e splendente per ridursi a mero ammasso d’incongrua definizione funzionale. L’arte restituisce non solo per dignità alla materia, ma mostra che il processo evolutivo non s’arresta laddove l’esigenza di conferire l’oggetto a rifiuto attesta la resa incondizionata del mondo economico di fronte all’evenienza dei tempi.

L’arte, con l’opera di Cuofano,mostra di sapere e di potere andare di là,oltre gli stessi confini di un riciclo opportunistico dell’oggetto, cui il rifiuto e’ chiamato per suggerne l’estrema stilla di fonte energetica o d’ulteriore fonte di approvvigionamento di materia prima. L’estetica non riscopre in opere come quelle di Cuofano la mitica del bello, ma crea il passo decisivo per l’appropriazione o, se meglio puo’ dirsi, della ri-appropriazione significativa del nucleo centrale della sua datità pre-baumgarteniana che le appartiene. Questo, tutto cio’, a nostro avviso, e’ una conquista.
Rosario Pinto

Inaugurazione martedi’ 13 aprile 2010, ore 18,30

Museo Minimo
Via detta San Vincenzo 3 angolo Via Leopardi 47 Fuorigrotta – 80125 Napoli
Orari: lunedi’ e mercoledi’ h. 15-18; Martedi’, giovedi’ e venerdi’ h. 9-12
Ingresso libero

CAMMOVIE


Il  17 aprile alle ore 18.30 il CAM apre le sue porte alla video arte. Già noto per l’attenzione al linguaggio visivo, il museo di Casoria, si trasforma in un recipiente multimediale, una piattaforma su cui passa la video arte di tutto il mondo.  CAMMOVIE è il nome dell’annuale evento/contenitore che ospiterà quattro sezioni GLANCES, CENSURED, MAGMART,  VIDEO LOOP. La prima edizione di CAMMOVIE (17 aprile/30 maggio 2010) a cura di Antonio Manfredi apre con un focus sull’Iran,  con uno sguardo (sezione GLANCES) sulla produzione della video arte persiana. Le metafore visive, presenti in Iranian glances, si trasformano in veicolo di messaggi di protesta contro il potere oppressivo del governo e lanciano forti  spunti di riflessione sulla società iraniana: dalla condizione subalterna della donna, ai giochi economici con le nazioni confinanti, dalla guerra vissuta, alle teorie legate alle torri gemelle. Il fluire delle immagini spazia dal linguaggio documentaristico a quello finemente onirico ed estraniante per 22 video, alcuni dei quali hanno partecipato ad importanti eventi occidentali (come Documenta 11), mentre altri sono il prodotto di artisti dissidenti costretti a fuggire in Europa. Accompagnerà  la visione dei video d’arte un’installazione dedicata a Neda Aqa-Soltan, una delle ragazze uccise durante gli scontri a Teheran contro il governo iraniano, la cui immagine ha fatto il giro del mondo divenendo simbolo dell’onda verde persiana.  Faranno da cornice ironica le sagaci vignette di Simona Bassano di Tufillo che rivelano le difficoltà delle donne che indossano il burqua. Interverrà con una performance Rokhshad Nourdeh, artista iraniana che vive a Parigi. Durante la mattinata del 17 aprile, l’artista camminerà per le strade di Napoli distribuendo volantini con testi da lei prodotti, portando successivamente sul Vesuvio una bandiera colorata, simbolo dell’unità. Il camminare di Rokhshad Nourdeh è come riproporre in un altro luogo l’incedere della fiumana di persone che ha popolato le strade dell’Iran negli ultimi mesi. La performance continuerà in serata (17 aprile ore 19.30) presso il CAM durante l’inaugurazione di CAMMOVIE. L’approfondimento culturale tocca anche un’altra sezione della piattaforma, CENSURED, con la visione dei film di Jafar Panahi vietati in Iran. Il regista iraniano è stato arrestato il primo marzo 2010 per la sua attività di opposizione al regime iraniano, per il progetto di un film sugli scontri. Non manca una strizzatina d’occhio anche alla censura di casa nostra, ai format scomparsi dalla televisione e riapparsi in rete (Raiperunanotte). Le altre due sezioni sono un’altra porta aperta verso la produzione artistica nel campo video, un’ennesima indagine esplorativa del museo di Casoria. La sezione VIDEO LOOP presenta una selezione di video provenienti da alcuni dei più importanti festival internazionali di video arte: Optica Festival_Spagna, Streaming Video Festival_Olanda, Video Play Festival_Argentina, Videoholica Festival_Bulgaria, NamaTRE.BaProject_Bosnia Herzegovina, VideoChannel_Germania e AllArtNow New Media Art Festival_Siria in collaborazione con Visualcontainer_Italia. Mentre la sezione  MAGMART riconferma la presenza al CAM, che ne è partner, del noto festival internazionale alla sua  5° edizione. Saranno presentati i 30 video vincitori del festival che entreranno a far parte della collezione permanente del CAM.

CAM | Casoria Contemporary Art Museum  Via Duca D’Aosta 63/A 
80026 Casoria/Napoli/Italia
Orari: martedì- mercoledì- giovedì- domenica 10.00/13.00  sabato 17.00/20.00

Due Mostre


Caterina Arciprete
L’anima vestita

Il tema de -l’anima vestita- e’ l’ alienazione di un essere sempre piu’ camuffato dai canoni dell’apparire, divenuto asettico nei toni acromatici dei grigi. Grigio annullato solo dai colori, dalla materia dell’essere nudo che, nelle opere dell’artista, si svela in strappi di carta, sotto gli strati sovrapposti sulla tela quasi a voler simboleggiare gli strati cautelativi di cui ognuno si veste per non esporre la propria anima. Grigio dunque annullato dal colore e dalle linee libere da sovrastrutture dell’Io che nella performance prendono vita sotto i vestiti di un uomo spogliato dalle convenzioni.

L’apparire, spesso sopravvalutato, in questa denuncia artistica, lascia spazio alle interpretazioni dell’anima che prende forma in giochi di fuori e dentro, di una ricerca introspettiva rappresentata da occhi, vortici, piume- icone riconoscibile della Arciprete.

Le opere a tecnica mista (carta e materiali vari su tela o legno) sono circa 30, le dimensioni spaziano da una composizione di dodici tele 30 x 30cm ad un unico pannello di cartone pressato di 200x120cm, 12 i disegni 50x 70 cm ed una sequenza di immagini fotografiche elaborate dall’artista (scatti fotografici di Sergio Goglia).

Durante l’inaugurazione la mostra sarà completata da una performance (attori protagonisti: voce Fernando Passiante, body painting Massimiliano Neri) che, come nei dipinti, vedrà protagonisti personaggi omologati alle regole dell’apparire e quindi del -dover essere- del nostri tempi.

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PAN Screeening «Oltre» le parole
La satira politica di Leonardo Coen Cagli per “Il Diario” di Massimo Caprara 1979 -1980
PAN | Piano Terra

Il PAN Screening «Oltre» le parole a cura di Marina Vergiani, espone 50 vignette di Leonardo Coen Cagli (autore di satira politica, architetto scenografo, illustratore, pubblicitario). I disegni, realizzati da LCC e pubblicati dal quotidiano «Il Diario» di Massimo Caprara tra il 1979 ed il 1980, sono tratti dall’archivio dell’Autore, di recente acquisito al Centro di documentazione del PAN. La mostra e’ parte della rassegna “Essere o Apparire” nell’ambito del progetto “Girogirotondo, cambia il mondo”: mostre, reading, laboratori creativi e visite guidate per bambini e adulti che ogni anno Kolibri’ propone in luoghi significativi della città.

Inaugurazione 10 aprile h.18.30

Palazzo delle Arti di Napoli – PAN
via dei Mille, 60 – Napoli.
da lunedi a sabato ore 9.30-19.30 -domenica e festivi ore 9.30-14.30-, -martedi chiuso
ingresso gratutito

Scotch Tape Affair


Città di plastica, paesaggi di plastica e tra non molto un essere pseudo-umano fatto di plastica: questo il tema della mostra di Davidson. Una denuncia, ma anche una constatazione di irrimediabilità del fatto: la nostra vita e’ fatta di plastica. Quello che vediamo intorno a noi e’ il prodotto della nostra evoluzione? E la nostra evoluzione ci porterà irrimediabilmente verso un mondo dove l’origine sarà annientata e totalmente sostituita dalla plastica e dai suoi derivati? Questo il dilemma che Davidson si pone e ci pone. Joe Davidson riproduce mondi che solo all’apparenza sembrano inesistenti: intere città e paesaggi resi esclusivamente con l’uso di materiali plastici: città, paesaggi o bottiglie fatti di scotch tape. Tecnicamente l’uso della plastica e’ stato scelto per la sua duttilità e la sua indistruttibilità.

Da un lato la possibilità di forgiarla a piacimento, dall’altro un tentativo inconscio di rendere immortale l’opera . La plastica si puo’ degradare ma non si distrugge: un modo per superare il concetto di morte? Forme vuote fatte di materiale plastico: e’ questo il destino dell’essere umano? Indistruttibile per l’eternità, ma vuoto nei contenuti? Apparentemente il mondo sembra evolversi in tal senso: il mito dell’eterna giovinezza, corpi magnifici, scolpiti nei dettagli attraverso l’inserimento di protesi di silicone; l’esteriorità perfetta senza interiorità; l’apparire e non l’essere; la chirurgia estetica diventata necessità di sopravvivenza(!) perche’ inserisce nel corpo quella giusta quantità di indistruttibilità -plastica- per poter sempre piu’ nascondere la vacuità dietro un’apparenza di perfezione meramente estetica. Questi i temi che sono alla base della ricerca di Davidson e di tutta la sua espressione artistica; non a caso l’artista vive e lavora a Los Angeles, luogo nel quale maggiormente si avverte questa evoluzione/involuzione(?) della società contemporanea.

Vernissage: 9 Aprile 2010 ore 18,30

Villa di Donato
piazza Eframo Vecchio – Napoli
Ingresso libero

I volti del Mediterraneo


Si inaugura giovedi’ 1 aprile alle ore 17.00 al PAN, Palazzo delle Arti Napoli, la mostra fotografica itinerante -I Volti del Mediterraneo-: 77 -ritratti- caratteristici di donne e uomini, accompagnati da citazioni letterarie e poetiche rappresentative delle differenti identità, raccontano le città di Napoli, Marsiglia, Barcellona, Alessandria, Tunisi, Gaza, Tel Aviv, Istanbul, Atene, Durazzo e Rijeka.

Le immagini, di raffinata sensibilità, sono di uno tra i maggiori fotografi contemporanei, Pino Bertelli, toscano di nascita, cittadino del mondo, autore di opere magistrali sull’Iraq, l’Amazzonia, il Burkina Faso, Chernobyl.

I volti, gli sguardi, le espressioni di tante identità civili, gemelle ma profondamente variegate per storie materiali, etnia, cultura, religioni, per il diverso grado di sviluppo economico, per l’esercizio diseguale della libertà di espressione, del diritto all’informazione, per i conflitti in atto e latenti. Le fisionomie di questa grande comunità multirazziale portano impresse, a dispetto di ogni differenza, i tratti indelebili del mare che bagna da sempre le terre delle coste, da oriente a occidente, del sole, dell’aria, degli umori che impregnano le case, le strade, i borghi dove, giorno dopo giorno, la vita si rinnova, invitando a riscoprire le radici comuni, le ragioni profonde della pace, della tolleranza.

Obiettivo della mostra e’, quindi, creare occasioni di incontro, confronto e dialogo sui temi piu’ scottanti riguardanti i paesi che si affacciano sulle due rive del Mar Mediterraneo. Un passepartout, per arrivare nelle città del Mediterraneo e parlare di interculturalità e pace. Promosso dall’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar nero, i -Volti del Mediterraneo- rappresentano un significativo strumento di avvicinamento al Forum Universale delle Culture, contribuendo alla raccolta di adesioni di qualità per quest’appuntamento importante non solo per la città di Napoli, ma per tutta l’area del Mediterraneo.

La mostra,realizzata con il contributo del Comune di Napoli, resterà al PAN, Palazzo delle Arti Napoli, dal 1 al 18 aprile per poi proseguire nelle le città coinvolte nel progetto.

I Volti del Mediterraneo sarà inaugurata giovedi’ 1 aprile alle ore 17.00 alla presenza del Sindaco di Napoli Rosa Iervolino, dal Presidente della Fondazione del Forum Universale delle Culture Nicola Oddati e dal presidente dell’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero Raffaele Porta. L’evento sarà aperto da una conversazione sul Mediterraneo di Franco Cassano, docente di Sociologia dei Processi Culturali con il fotografo Pino Bertelli.

Volti del Mediterraneo e’ una iniziativa culturale e sociale che, oltre alla mostra itinerante, dibattiti e conferenze, precede la pubblicazione di 5 volumi di 825 “ritratti” caratteristici, di 55 città che hanno condiviso e contribuito a dare forma alla civiltà plurimillenaria del Mediterraneo. Dal primo volume della serie, edito da arte’m nel 2009, e’ tratta la mostra .
Il progetto e’ stato ideato e realizzato dall’ Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero, rete di istituzioni finalizzata allo sviluppo della collaborazione tra i popoli dell’Unione europea e quelli extraeuropei che si affacciano sul Mediterraneo e sul Mar Nero. L’Osservatorio – promosso dal Comune di Napoli, e in particolare dal Sindaco Rosa Iervolino Russo, in partenariato con l’Università di Napoli L’Orientale e la Fondazione IDIS – Città della Scienza – sollecita l’adesione e il pieno coinvolgimento di tutte le amministrazioni locali e delle istituzioni culturali interessate a vario titolo alla pacificazione e al dialogo tra i popoli.
Inaugurazione 1 aprile 2010, ore 17

PAN – Palazzo delle Arti Napoli
Palazzo Roccella – Via dei Mille, 60 Napoli
Orari: feriali: 9.30 – 19.30, festivi: 9.30-14 chiuso il Martedi’