Archive | marzo, 2010

“Scotch™ Tape Affair”

Città di plastica, paesaggi di plastica e tra non molto un essere pseudo-umano fatto di plastica: questo il tema della mostra di Davidson. Una denuncia, ma anche una constatazione di irrimediabilità del fatto: la nostra vita è fatta di plastica. Quello che vediamo intorno a noi è il prodotto della nostra evoluzione? E la nostra evoluzione ci porterà irrimediabilmente verso un mondo dove l’origine sarà annientata e totalmente sostituita dalla plastica e dai suoi derivati? Questo il dilemma che Davidson si pone e ci pone. Joe Davidson riproduce mondi che solo all’apparenza sembrano inesistenti: intere città e paesaggi resi esclusivamente con l’uso di materiali plastici: città, paesaggi o bottiglie fatti di scotch tape. Tecnicamente l’uso della plastica è stato scelto per la sua duttilità e la sua indistruttibilità. Da un lato la possibilità di forgiarla a piacimento, dall’altro un tentativo inconscio di rendere immortale l’opera . La plastica si può degradare ma non si distrugge: un modo per superare il concetto di morte? Forme vuote fatte di materiale plastico: è questo il destino dell’essere umano? Indistruttibile per l’eternità, ma vuoto nei contenuti? Apparentemente il mondo sembra evolversi in tal senso: il mito dell’eterna giovinezza, corpi magnifici, scolpiti nei dettagli attraverso l’inserimento di protesi di silicone; l’esteriorità perfetta senza interiorità; l’apparire e non l’essere; la chirurgia estetica diventata necessità di sopravvivenza(!) perché inserisce nel corpo quella giusta quantità di indistruttibilità “plastica” per poter sempre più nascondere la vacuità dietro un’apparenza di perfezione meramente estetica. Questi i temi che sono alla base della ricerca di Davidson e di tutta la sua espressione artistica; non a caso l’artista vive e lavora a Los Angeles, luogo nel quale maggiormente si avverte questa evoluzione/involuzione(?) della società contemporanea.
Dal 9 Aprile al 29 Aprile 2010

Sede: NAPOLI – Villa di Donato

Piazza Sant’Eframo Vecchio

Vernissage: 9 Aprile 2010 ore 18,30

Info: +39 081660216 / 335 6924214

Libri bianchi

Una mostra singolare che piacerà a quanti amano il libro, a quanti con i libri lavorano (editori, impaginatori, rilegatori-) oltre che ai lettori, a quelli che amano avere tra le mani un oggetto che a volte diventa icona. Lorenzo Perrone (-quello che spoglia i libri dei loro contenuti-) esporrà mercoledi’ 3 marzo prossimo al Blu di Prussia, lo spazio multidisciplinare rifondato da Giuseppe Mannajuolo in via Filangieri 42, e diretto da Mario Pellegrino.-Libri bianchi- il titolo dell’esposizione, che e’ anche quello del filone su cui lavora da circa sette anni. Nato a Milano nel 1944, Perrone ha frequentato la-Scuola del Libro- dell’Umanitaria, poi quella di pittura del Castello Sforzesco, e – a New York – la -School of visual arts- e la -New School-. Negli Stati Uniti d’America ha lavorato per dieci anni alla Ted Bates (N.Y.) per poi tornare a Milano quale direttore creativo dellaYoung&Rubicam. Nel 1990 apre un laboratorio creativo di grafica e comunicazione, il -Blue 44-, e progetta libri, scrive storie, gira video: ha esposto, oltre che a Milano, a Roma, Firenze, Napoli, Bologna, Capalbio, Parigi.

-A prima vista – dice di lui Andrea Kerbaker, scrittore – Perrone, lavora con un procedimento a contrario: prende libri veri, li spoglia di tutto il contenuto, li rende oggetti apparentemente anonimi. Per farlo usa una serie di nemici patologici del libro: anime di metallo, colle, gesso, vernice bianca. Con questi strumenti, infierisce selvaggiamente sulle sue povere parole, fino a cancellarle in toto. E’ un lavoro ossessivo, un po’ angoscioso e un po’ furioso come tutte le ossessioni, dove quella che inizia come una sottrazione diventa vera e propria scarnificazione. Tanto che alla fine, dopo una lunga sequenza di trattamenti ottiene un oggetto totalmente disanimato: non c’e’ piu’ un titolo, non un autore, non una parola. Ma la forma primaria, inequivocabile dell’oggetto libro e’ rimasta intatta e nei -Libri Bianchi- di Perrone si trova il senso ultimo della scrittura: la pagina bianca, tutta da completare, l’anima pura della creazione libraria-.

Non a caso, adolescente, Perrone – ricorda e sottolinea Kerbaker – ha frequentato la scuola del libro dell’Umanitaria dove, sotto la guida di Albe Steiner, si apprendeva a divenire tipografi, grafici, rilegatori come quei maestri artigiani che da Tallone a Maestri, a Upiglio, hanno fatto grande l’arte libraria italiana del secondo Novecento: -Con la sua tecnica di scultore, Perrone riempie i libri di significati ulteriori: alcuni profondi, in qualche caso angosciosi come l’Anna P. per l’anniversario dell’assassinio della giornalista russa Anna Politkovskaja, oppure Arcipelago Gulag, col suo filo spinato che ci lascia senza fiato. Ma per fortuna ce ne sono di allegri, come il simpatico Five books with a tag o il lievissimo Nido; e poi quelli scherzosi: Regata, con le sue barchette da adolescente e il dolcissimo In Love, con le pagine che si toccano a formare un cuore; oppure Trame dove le pagine sono attraversate da piu’ fili, ed infine un omaggio alla città che ospita questa mostra: Spaccanapoli. Insomma in questi libri, c’e’ la vita, in tutte le sue infinite sfaccettature. Alla fine, dopo tutte queste vicissitudini, questi -Libri Bianchi- hanno ripreso appieno la loro funzione semantica. Meno male-.
Al Blu di Prussia
via Gaetano Filangieri, 42 – Napoli
Orari di apertura: dal martedi’ al venerdi’ ore 17,00 – 20,00; sabato ore 10,30 – 13,00 e 17,00 – 20,00
Ingresso libero

Caledocactus

La forma della natura e’ tale perche’ ai nostri occhi cosi’ si manifesta. Gli occhi sono lo strumento dell’uomo al servizio dell’immagine, la luce e’ lo strumento della natura al servizio dei nostri occhi: oggetti, persone, colori hanno per noi determinate sembianze, cosi’ abbiamo imparato a riconoscerli. Giuliano col suo lavoro ci mostra che se cambiamo criterio e punto di osservazione le cose restano uguali, pero’ sono diverse. In un caleidoscopio la luce attraversa lo strumento e le figure cambiano dinamicamente; in queste foto si e’ voluto di volta in volta fissare un istante, una sensazione di quella miriade che proviamo quando osserviamo luci, colori, figure.
Vincenzo Chirichella

Fotografare per me significa osservare attentamente. Studiare le linee e i colori del soggetto inquadrato; perdere un’infinità di tempo a guardare, prima di scattare. Quel tempo che senza una macchina al collo si riduce in un attimo, l’attimo fugace della vita di ogni giorno che passa fra strade, piazze, sguardi, persone, e non perde tempo a tornare indietro. Cosi’ il mio occhio in barba al tempo e’ tornato indietro e ha cominciato a ragionare, creando similitudini e metafore come la parola stessa.

Tornando spesso ai Giardini Ravino ad Ischia e ai Giardini d’Ottone all’isola d’Elba ho osservato agavi, palme e cactus rari; mentre scattavo le ho viste trasformate: altre immagini si sostituivano a quelle reali, un po’ confuse, ma simili ad un caleidoscopio. La camera chiara e’ venuta in mio aiuto, modificando le immagini. Come un caleidoscopio filtra la realtà senza lasciare traccia, cosi’ il mio occhio trasforma le piante senza modificarle ma girandole come una ghiera, posizionandole in modo da creare forme diverse.
L’oggetto caleidoscopio e la pianta del cactus in una parola sola: -Caleidocactus-.
Giuliano Montieri

Inaugurazione 10 marzo ore 19

Giu Box Gallery
via Bonito 21/b – Napoli
Orario: lun-ven 16-19, sabato su appuntamento
Ingresso libero

Il Cineforum del Dottor Freud

Ideata da Ignazio Senatore, psichiatra e critico cinematografico, ed in collaborazione con accordi @ DISACCORDI, è giunta alla IV Edizione la rassegna cinematografica “ Il Cineforum del Dottor Freud”, che si terrà al Penguin Café, in Via Santa Lucia 88, Napoli dal 10 al 13 marzo 2010, e prevede la proiezione di due pellicole al giorno, alle ore 16.00 ed alle 18.30.

La rappresentazione del femminile al cinema è il filo conduttore della rassegna e sullo schermo compaiono dei personaggi femminili vividi e pulsanti, teneri e disperati, alla costante ricerca della propria identità.

Le otto pellicole della rassegna raschiano dalla prima all’ultima scena l’anima dello spettatore e strizzano l’occhio alla cinematografia nostrana fino a lambire quelle europee ed a stelle e strisce.

Apre la rassegna il tenero e melanconico “Il matrimonio di Lorna” di Jean Pierre e Luc Dardenne a cui segue l’aspro ed abrasivo “Quattro minuti” di Chris Kraus.

Seguiranno “La donna di Gilles” di Frédéric Fonteyne, “The mother” di Roger Michell, “The secretary“di Steven Shainberg, “The burning plain” di Guillermo Arriaga. Chiudono i folgoranti “Nelle tue mani” di Peter Del Monte e “Giulia non esce la sera” di Giuseppe Piccioni

Le pellicole saranno presentate da Titta Fiore, Maria Liguori, Laura Angiulli, Agi Berta, Teresa Mancini, Costanza Falanga, Natascia Festa e Cristina Donadio.

Ad arricchire la Rassegna la presentazione il 13 marzo alle ore 18.00 del volume “Cinema Mente e Corpo”di Ignazio Senatore (Zephyro Editore) che propone la recensione di più di 500 di pellicole legate alle diverse patologie mentali. L’ingresso alla rassegna è gratuito fino ad esaurimento posti.

Info: http://www.cinemaepsicoanalisi.com e Penguin Cafè – Tel. 081 7646815

Santa Napoli

Venerdi’ 5 marzo, presso la Galleria del Giardino dell’Accademia di Belle Arti di Napoli (Via Costantinopoli 107), il direttore Giovanna Cassese inaugura -Santa Napoli-, una collettiva di giovani artisti allievi dell’Accademia a cura di Marco Di Capua e Valerio Rivosecchi che – con il contributo dei corsi di Pittura (Gaetano Sgambati), Decorazione (Guglielmo Longobardo), Scenografia (Tonino Di Ronza), Progettazione grafica per l’editoria (Enrica D’Aguanno) – hanno provato a trasformare la Galleria del Giardino in una sorta di Cappella Multireligiosa molto meticcia, anzi: assolutamente bastarda.

-Santa Napoli- – scrivono i curatori Di Capua e Rivosecchi – e’ una mostra dedicata a tutto cio’ che a Napoli mostra i segni, le immagini, le tracce nascoste della religiosità. Cio’ considerando, soprattutto, come si viva in tempi di pluralità delle fedi, tra contaminazione e conflitto, assimilazione e fanatismo, e quanto una città come Napoli, che al caos ha da sempre tributato il suo piu’ autentico culto, raccolga nelle sue strade il fluire di questa religiosità plurale, di questa religione allargata che conta sulla capacità, e ormai anche sul dovere, di pensare per stratificazioni, intrecci, mescolanze, coabitazioni etc.

Dai culti misterici piu’ remoti, dalle superstizioni antiche e contemporanee ai trionfi del cattolicesimo, fino alla contemporanea presenza di vicini ed estremi orienti (Islam, Induismo, Buddhismo etc.) che qua e là mostrano la visibilità della loro devozione, Napoli offre agli occhi degli artisti una specie di cantiere apertissimo, un vasto giacimento di forme, icone, temi, volti, gesti, riti, racconti, o anche il pretesto per inventarne di nuovi.

Opere di: Paolo Aiello, Martina Benedetti, Loreta Cardillo, Maria Di Sena, Renato Esposito, Fausto Fiato, Flavio Gemma, Vincenzo Sannino, Raffaele Veneruso, Andreas Zampella

-La Domenica in Accademia-

Al via domenica 28 febbraio, dalle ore 10 alle ore 13.30 -La Domenica in Accademia-, il ciclo di aperture domenicali della Galleria e della Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti che, ogni ultimo domenica del mese (sino a giugno prossimo, con apertura straordinaria tutte le domeniche in occasione del Maggio dei Monumenti), sarà aperta al pubblico – sempre con ingresso gratuito – per valorizzare al meglio il patrimonio della Pinacoteca e della Gipsoteca dell’Istituto.

Un’iniziativa pensata per far conoscere meglio ai napoletani e ai forestieri l’architettura dell’antico convento sede dell’Accademia di Belle Arti di Napoli fondata nel 1752 da Carlo di Borbone e le sue preziose collezioni artistiche. Per l’occasione, ogni domenica sarà caratterizzata da un denso programma di iniziative tematiche (come laboratori didattici per adulti o bambini, approfondimenti, letture di testi letterari o performance) che vede coinvolti gli stessi studenti dell’Accademia.

Anteprima stampa e incontro con gli studenti: venerdi’ 5 marzo ore 10.30
Inaugurazione: venerdi’ 5 marzo ore 12

Galleria del Giardino – Accademia di Belle Arti
via Costantinopoli, 107/A, Napoli
Orari dal Lunedi’ al Venerdi’, 10-13. Sabato ore 10-13
Ingresso libero

Cromatica della fantasia

Sabato 6 marzo presso il PAN|Palazzo delle Arti di Napoli, alla presenza della vedova di Gianni Rodari, Maria Teresa Ferretti Rodari e il direttore del Centro Studi Gianni Rodari di Orvieto Mario Di Rienzo, prende il via la mostra Cromatica della fantasia che apre la sesta edizione del progetto Girogirotondo, cambia il mondo dell’associazione culturale Kolibri’.

Cromatica della fantasia e’ un triplice percorso espositivo, con due mostre (una inedita, in anteprima nazionale, con prestiti d’epoca) dedicate a Gianni Rodari, grande e poliedrico autore del Novecento, e la terza al mondo di Stefi, la bambina irriverente che mette a nudo le ipocrisie degli adulti, creata da Grazia Nidasio.

La rassegna e’ il primo grande evento nazionale che apre l’anno delle celebrazioni per Gianni Rodari, organizzato dall’associazione Kolibri’ che e’ anche capofila del Coordinamento campano omaggio a Rodari (COR), che riunisce otto realtà impegnate da anni su questi temi in Campania.

Alle 17.30 l’incontro inaugurale aperto al pubblico, alla presenza del Sindaco Rosa Russo Iervolino, degli assessori comunali alla Cultura e all’Istruzione Nicola Oddati e Gioia Rispoli, dell’assessore regionale all’Istruzione Corrado Gabriele e di Angela Cortese, accanto a tutti gli esponenti delle associazioni del COR e ai protagonisti del percorso espositivo. Per l’occasione, sono previsti alcuni momenti spettacolari per grandi e piccoli a cura dell’artista Salvatore Gatto. La rassegna resterà al Pan (sale del II piano) fino al 5 aprile 2010 (ingresso libero, chiuso il martedi’).

Da domenica 7 marzo (ore 11) l’avvio dei reading/laboratori creativi per grandi e bambini, con attori e illustratori de Le Nuvole e di Kolibri’.

Inaugurazione sabato 6 marzo alle 17.30

Palazzo delle Arti di Napoli – PAN
via dei Mille, 60 Napoli
ingresso libero

Marzo Donna 2010

Nell’ambito della manifestazione “Città: femminile, plurale ” Marzo Donna
2010
promossa da: Comune di Napoli – Assessorato Pari Opportunità con il Forum
Pari
Opportunità del Comune di Napoli e con il Comitato Tecnico Scientifico
“Città: Femminile, Plurale ” sarà inaugurata sabato 6 marzo alle ore 10.00
presso le
Antisale dei Baroni la Mostra Fotografica di Rita Chiliberti e Mostra di
Pittura di Patrizia Balzerano a cura della Libera Associazione di artiste
“Onda Rosa”.

Le opere d’arte dell’artista Patrizia Balzerano sono ricche di immagini
festose, la sua pittura ha come scenario la città di Napoli, i suoi angoli più
belli e famosi: luoghi da sempre cari all’artista, dipinti non senza una dolce
vena nostalgica. La cura del particolare è forse la proprietà più incisiva
dello stile di Patrizia,che riesce a cogliere dei semplici attimi di vita
quotidiana,dimostrando, nel fissarli su tela,una necessaria e costante
preparazione tecnica.
I quadri di Patrizia Balzerano sono realizzati con la tecnica dell’olio su
tela e figurano in numerose collezioni private in Italia, Germania, Austria e
Stati Uniti.
Il nome di Patrizia Balzerano è citato in prestigiosi annuari e cataloghi
d’arte moderna e contemporanea.

Le fotografie di Rita Chiliberti mostrano, invece,interni ben delimitati,
spazi compiuti e incombenti, tratti netti e marcati per narrare drammi borghesi
dalle sfumature inquietanti con finali sempre aperti, donne solitarie, pensose,
vulnerabili, comparse eppure protagoniste della scena da cui si sviluppano,
nella fantasia di chi osserva, racconti immaginari.

La mostra avrà termine il 13 marzo alle ore 19.00.

POLITIK

Domenica 7 marzo alle 18.30, fino al 7 aprile, il museo CAM presenta negli spazi della CAM’s Factory la mostra POLITIK | arte dentro e fuori il sistema. L’evento propone alcune opere di artisti che si sono espressi in polemica con un’ideologia o con le istituzioni utilizzando molteplici linguaggi. I lavori esposti giocano con i materiali e attraverso grandi metafore Pop pongono domande sulle icone delle ideologie politiche.
In mostra svettano bandiere lavorate come patchwork, quale testimonianza dei tormenti subiti dai popoli sotto le dittature, mentre trapela l’angoscia dai volti di chi ha lottato per dire la verità e si è dissolto nell’oblio, offuscato dalla forza del potere politico. La testa di Marx irrompe in una vetrina in saldo, lo specchio della libera circolazione delle merci, infrangendone ancora una volta l’integrità. Il bacio gay, dell’opera censurata e mai esposta a Milano nella mostra Arte e omosessualità, si pone sullo sfondo della bandiera italiana, che diviene scenario politico per l’affermazione omosessuale. In un’altra istallazione una voce recita l’Apologia di Socrate, la famosa difesa del filosofo dalle accuse di contestazione alle leggi divine, mentre una immagine del nostro premier sorride compiacente alle parole che il greco proferì in sua tutela. Non manca la provocazione verso le posture degli uomini di potere, dalle sfilate del successo alle improbabili compagnie appariscenti e vacue. L’ironia si concretizza in uno dei video in cui un artista si aggira, ignorato dai passanti, per le strade della città in una macchina lussuosa salutando, come se fosse un presidente in parata. Non mancano i ritratti dei grandi delle nazioni occidentali, i potenti, che insieme alla speranza di un miglioramento politico si portano dietro un passato di conquiste coloniali bagnate nel sangue.
L’arte di governare gli stati, la POLITIK, si trasforma al CAM, diventa arte da museo, arte che parla dei governi. Proprio della commistione tra arte e politica si discuterà nella presentazione della mostra a cui interverrà Vincenzo De Luca, candidato alla presidenza della Regione Campania.

CAM | Casoria Contemporary Art Museum Via Duca D’Aosta 63/A 80026 Casoria/Napoli/Italia Tel/Fax: +39 0817576167 martedì- mercoledì- giovedì- domenica 10.00/13.00 sabato 17.00/20.00