Archive | marzo, 2010

Zeitgeist


Domus Artis Gallery e’ lieta di ospitare Zeitgeist-Lo spirito del tempo, esposizione personale dell’artista Giovanni Ricciardi a cura di Caterina Arciprete. In mostra circa venti opere che propongono una riflessione personale sul senso profondo del reale. I paesaggi e i volti percorsi dal vuoto di simbolici -morsi- rivelano la necessità di andare oltre l’apparenza delle cose per svelarne la sostanza piu’ intima. Una ricerca che percorre tutta l’attività di Ricciardi e si combina con nuove cifre distintive, come impetuosi voli di uccelli o inquietanti voliere deserte.

Mordere la realtà diviene il pretesto per andare aldilà della superficie, una sottrazione metodica che conduce l’artista ad abbandonare sulla tela i ”resti” del proprio atto creativo: elementi figurativi familiari e allo stesso tempo estranianti, che possono trovare senso compiuto solo nello sguardo di chi li osserva. La possibilità di completare l’opera, infatti, non appartiene al suo autore. La risoluzione della dialettica tra pieno e vuoto, completo o incompleto e’ affidata integralmente all’osservatore: solo chi guarda puo’ scegliere se immaginare le parti mancanti o continuare a divorarle.

Note Biografiche:
Giovanni Ricciardi e’ nato nel 1977 a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. Dal 2003 vive e lavora a Milano. La sua attività espositiva, cominciata nel 1995, lo ha portato in numerose sedi istituzionali di rilievo: il Museo Archeologico Nazionale, il Castel dell’Ovo, il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa e il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II a Napoli, il Palazzo delle Esposizioni (Roma), la Fondazione Stelline (Milano), La Balle au bond (Parigi), il Museum of Modern Art di Saitama (Tokyo). Nel 2003 ottiene la direzione artistica di Mare dei Popoli, periodico di ricerca estetica e cultura dei popoli arabo-islamici, pubblicato a Napoli (Edizioni Ritualia).

Nel 2007 riceve la nomina di Patafisico dal Rettore dell’Istitutum Pataphysicum Partenopeo di Napoli, Mario Persico. Nel 2008 gli viene conferita la seconda nomina di Patafisico dal Decollage de Pataphysique di San Paolo in Brasile e fonda a Milano, insieme ad un gruppo di artisti, l’Autoclave di Estrazioni Patafisiche (Nuovo Centro Studi Patadiagnostici Mediolanense) di cui viene eletto Reggente. Infine riceve la nomina di Anfiteota Propagatore del Colle’ge e Commendatore Squisito dell’Ordine della Grande Giduglia dal Colle’ge de Pataphysique.

Inaugurazione 30 marzo ore 18

Domus Artis Gallery
Via Vincenzo Cuoco 4, Napoli
aperto dal Martedi al Venerdi dalle 11,00 alle 19,30
orario continuo sabato dalle 11.00 alle 13.30
ingresso libero

Albert Oehlen


La nuova mostra di Albert Oehlen alla galleria Alfonso Artiaco (le precedenti nel 2002, 2003 e nel 2009 al Museo di Capodimonte, Napoli) evidenzia una ulteriore tappa della ventennale ricerca di Albert Oehlen nel mondo della pittura, osservato ed analizzato dall’artista attraverso un continuo interrogarsi sul metodo e sul significato stesso della pittura. Questa costante sperimentazione porta Oehlen al raggiungimento di esecuzioni dove l’autonomia della creazione, svincolata da rimandi semantici ed intesa come gesto combinatorio di piu’ elementi, viene rivendicata.

Alla rielaborazione continua della pittura astratta tradizionale si aggiunge, nei recenti lavori, anche un particolare utilizzo dei colori, che spesso finiscono per coprire la struttura grafica sottostante. Il tentativo non e’ quello di rievocare meccanismi piu’ inclini all’Action Painting, dalla quale Oehlen si discosta, ma di impiegare l’ -azione- come elemento tra gli elementi. A questo scopo anche le immagini, inserite nei lavori presenti in mostra, non sono citazioni bensi’ agenti formali della composizione, composizione anch’essa non intesa come organizzazione premeditata dello spazio.

L’atteggiamento di Albert Oehlen nei confronti delle sue opere rimane quello di scoperta continua durante l’atto della creazione e questo materiale aggiunto, spesso frutto di riproduzioni di immagini trovate su quotidiani, riviste ed altro ed ingrandite a seconda dell’esigenza, diviene punto di partenza tecnico e non simbolico del lavoro. La soddisfazione viene raggiunta da Oehlen solo se risultato di una lotta tra elementi formali. L’assenza di uno specifico orientamento da imprimere al lavoro e’ alla base anche di opere quali -FM 27- o -223- dove le immagini appaiono piu’ polemiche o evocative, nella prima e’ presente, difatti, la bandiera tedesca e nella seconda un seno di donna.

Nonostante l’evoluzione che il linguaggio di Albert Oehlen ha subito negli anni, i colori ad olio, rimangono i soli ad -avere l’ultima parola-. La gamma scelta, la misura del pennello o l’uso delle mani e’ il tema, se cosi’ si vuole definire, che accomuna di volta in volta i suoi lavori, l’ -elemento evocativo-, anche se non ricercato. Nei lavori esposti in quest’occasione “la brutalità e’ solo in apparenza. Dipinti con le sue dita, l’effetto finale e’ quello di colori asciugati con negligenza sulla tela; la varietà cromatica sorprende rilevando le tinte le piu’ preziose vicine a quelle della terra; le tracce rabbiose delle dita si mescolano al tratto esitante del pennello. Ma tutto sembra coesistere allo stesso livello.”(Fabrice Hergott)

Inaugurazione sabato 27 marzo 2010 alle 19,30

Alfonso Artiaco
P.za dei Martiri 58, Napoli
Orari di apertura: lunedi’-sabato 10-13,30/16-20
ingresso libero

XVIII edizione Giornata FAI di Primavera


È l’appuntamento che da diciotto anni ormai gli italiani si danno all’inizio della primavera. Un appuntamento con le bellezze del nostro Paese, che si trasforma ogni volta in una profonda e collettiva manifestazione d’affetto, di orgoglio e di identità nazionale. Sabato 27 e domenica 28 marzo si svolge contemporaneamente in tutte le regioni italiane la 18a edizione della Giornata FAI di Primavera.

È il momento dell’anno in cui il FAI – Fondo Ambiente Italiano incontra gli italiani, offrendo scenari meravigliosi e sorprendenti. Ed è una grande e ormai tradizionale festa popolare ambientata quest’anno in 590 siti particolari, spesso inaccessibili e segreti, eccezionalmente a disposizione del pubblico. Palazzi, castelli, chiese, giardini, conventi, biblioteche, aree archeologiche, teatri e persino paesaggi da attraversare in bicicletta o sorvolare col parapendio: tante esperienze e tanti linguaggi diversi, tutti legati tra loro dalla bellezza e dalla storia dei nostri territori familiari collettivi.

Il senso di appartenenza che nasce tra coloro che partecipano alle Giornate FAI – fino a oggi, oltre 5 milioni di italiani – è il segnale che nel corso degli anni la sensibilità nei confronti della difesa e del recupero dei nostri tesori ambientali e artistici – che coincide con la missione della Fondazione – è sempre più condivisa e perciò sempre più legata alla responsabilità di ciascuno. Tutti possono contribuire a questa missione, e proprio per questo le visite ai siti aperti eccezionalmente per la Giornata FAI sono a contributo libero. Non esiste un biglietto d’ingresso: ciascuno contribuisce come può e come crede. E sarà un contributo nel senso più vero della definizione, ovvero “ciò che ciascuno dà personalmente per partecipare al raggiungimento di un fine comune” (Vocabolario della Lingua Italiana Nicola Zingarelli). La Giornata FAI di Primavera nel 2010 compie 18 anni e diventa maggiorenne. In tutto questo tempo i partecipanti sono aumentati, i siti visitabili anche. Gli interventi del FAI sempre più presenti. Ma sono anche aumentate le aree e le opere da difendere, recuperare e restituire al pubblico. Per questo il contributo richiesto per le visite non vale solo come gesto simbolico, ma anche e soprattutto come gesto concreto di supporto economico a questo obiettivo comune e al lavoro della Fondazione.
Per conoscere i siti aperti in Campania www.giornatafai.it

Nomadica


Nomadica e’ un festival di arte e cinema, un circuito di distribuzione dal basso, una rete di ricerca nel campo delle arti cinematografiche. Festival in movimento, sotterraneo, che andrà avanti per un periodo indefinito.
Inizia cosi’ il suo lungo viaggio, al pari di un vero popolo nomade, formato da decine di lungometraggi e cortometraggi: per trasmettere, a chiunque fosse interessato, conoscenze, stili, metodi di lavoro, documenti, attraverso le opere di circa 50 autori che portano e hanno portato avanti il proprio cinema in modo autonomo, non conformi ai dettami di selezione imposti dalle grandi majors, italiane ed internazionali.

-Nomadica- ha scelto Scampia per dar inizio a quest’esperienza di analisi e condivisione, di ricerca e diffusione, volta alla divulgazione dell’arte cinematografica, e non solo, nella sua ampia eterogeneità. Il nostro festival migrante, quindi, non si astrae dalla realtà quotidiana ne’ si astiene dal commentarla o dal rappresentarla: per tali ragioni la prima verrà ospitata dal -Gridas- (Gruppo Risveglio dal Sonno), fondato da Felice Pignataro e Mirella La Magna nel 1981, le cui attività culturali e il livello umano ci hanno sempre attratto particolarmente e verso i quali abbiamo profonda stima e ammirazione. Questo il motivo di tale scelta.

“Iraqi Short Film”, dell’argentino Mauro Andrizzi, sarà il documentario richiesto/proiettato al Gridas, tradotto e sottotitolato dal -Nomadica-, in occasione dell’anniversario dell’avvio della guerra-mai-finita irachena. Fedele cronaca del conflitto in atto in terra medio-orientale, il lavoro di Andrizzi, supera nettamente le cosiddette fonti ufficiali, facendosi, invece, guidare da immagini realizzate dalla -manovalanza bellica-: soldati della coalizione internazionale, insorti resistenti, contractors. Aldilà del classico giornalismo embedded, troppo spesso influenzato da pressioni, interne ed esterne: -Iraqi Short Film- abbandona qualsiasi retorica di guerra, affidandosi totalmente a una cronaca priva di filtri e mediazioni.

Il calendario del -Nomadica- e’ già fitto di proiezioni e incontri, tante sono le realtà che stanno aderendo al progetto e decine i film già in programma. Il circuito di distribuzione dal basso cammina e si sposterà nei prossimi mesi, giorno dopo giorno, in giro per l’Italia e oltre. Per un cinema povero, aperto, soggettivo

Primo appuntamento con: Iraqi Short Film di Mauro Andrizzi (Argentina,2008)

Programma completo su

http://www.nomadica.eu/

Inaugurazione 26 marzo 2010

Gridas
Via Monterosa 90/b Napoli
ingresso libero

Magmart


Giunto alla sua 5 edizione, Magmart | video under volcano, festival internazionale di videoarte, approda al PAN| Palazzo delle Arti Napoli, con una rassegna che presenta – dal 26 al 28 Marzo – gli oltre 290 video partecipanti, la piu’ vasta esposizione di videoarte mai vista a sud di Roma.

Con una presenza crescente e qualificata di artisti italiani e campani (quai la metà del totale), accanto alla significativa partecipazione di artisti da tutto il mondo, il festival Magmart oltre a confermarsi uno dei piu’ noti e partecipati festival internazionali di videoarte, consolida cosi’ il proprio ruolo di palestra e vetrina per la produzione videoartistica italiana, collocandosi a buon diritto come uno dei piu’ interessanti snodi che interfacciano Napoli al mondo dell’arte e della cultura globale, e ponendosi anche (nella prospettiva del Forum Universale delle Culture che si terrà a Napoli nel 2013) come valido punto di partenza per l’apertura di un dialogo culturale tra la città ed il mondo.

Con oltre 190 artisti, da Italia, Polonia, Germania, Spagna, Francia, Irlanda, Austria, Gran Bretagna, Croazia, Grecia, Slovacchia, Romania, Belgio, Serbia e Montenegro, Svizzera, Russia, Svezia, Olanda, Finlandia, Norvegia, Stati Uniti, Canada, Corea del Sud, Giappone, Brasile, Israele, Colombia, Turchia, Iraq, Nuova Zelanda, Australia, Filippine, ed un vastissimo network internazionale alle spalle, Magmart pratica già l’universalità dei linguaggi e delle culture.

Raggruppati per area di provenienza, i video saranno proiettati nelle tre sale che ospiteranno il festival, dal pomeriggio di venerdi 26 alla mattina di domenica 28. Farà seguito, il 17 Aprile, la presentazione al CAM – Casoria Contemporary Art Museum dei 30 video selezionati dalla Giuria.

Un report sulle passate edizioni del festival e’ disponibile sul sito ufficiale http://www.magmart.it

Dal 26 Marzo 2010

Palazzo delle Arti di Napoli – PAN
via dei mille 60, Napoli
orari di apertura : da lunedi’ a sabato ore 9,30 – 19,30
domenica e festivi ore 9,30 – 14,30, martedi’ chiuso
ingresso libero

Buco Nero (M-Sfere)

In occasione della mostra Björn Dahlem realizzerà una nuova installazione, al piano terra della Fondazione, intitolata Buco Nero (M-Sfere). L’installazione si riferisce alle orbite delle stelle intorno ai buchi neri, visualizzate attraverso una serie di anelli in legno che si intersecano e che contengono fonti luminose di diverso tipo.

Al primo piano della Fondazione l’artista presenta Aua Extrema (2001) e Das De-Sitter-Sanatorium (2000), due installazioni già parte della collezione della Fondazione. Aua extrema e’ una sorta di scenario alchemico in cui elementi diversi, che fanno riferimento tanto al mondo della scienza quanto a quello dell’arte e della cultura in generale, convivono in un sistema di relazioni.

Das De-Sitter-Sanatorium (2000) e’ un ambiente intitolato al matematico olandese Willem de Sitter che teorizzo’ dal punto di vista matematico l’esistenza di universi paralleli. L’artista crea un ambiente per uso non-pratico. I principali elementi sono un tavolo contenente pillole di prozac, fusti di birra, una sedia lettino e luci fluorescenti, un soffitto realizzato con stecche di legno che si intersecano e maniglie a cui sorreggersi.

Le installazioni di Dahlem, con la loro materialità ed evidente fragilità, giocano con la sublimazione del banale, interrogando la fascinazione per l’alto grado di astrazione di sistemi teorici troppo rigidi per spiegare la magia e il mistero che ci circonda.

Untitled (Atlas) e’ il titolo della mostra che chiude la residenza di un mese di Özlem Altin e Carlotta Sennato presso gli spazi della Fondazione Morra Greco di Napoli. Untitled (Atlas) ha come punto di partenza una riflessione sull’immagine e sulla memoria, sullo spazio del Palazzo Caracciolo di Avellino in relazione alla possibilità di raccontarne e interpretarne il carattere e le suggestioni. Raccoglie un insieme sfumato di immagini, costruisce un atlante regolato da rimandi interni, in cui le forme abitano un’area indefinita.

I lavori delle artiste riflettono il limite tra rappresentazione e non rappresentazione, visibilità e invisibilità. Indagano inoltre le idee di ritrovamento e sparizione, costruzione e conservazione della memoria a partire da uno spazio ambiguo, la cui storia sfuma in una collocazione temporale incerta: tra il passato di palazzo aristocratico e il presente di edificio decadente, permeabile e puntellato, dove ha sede la Fondazione per l’arte contemporanea.

Özlem Altin ha sviluppato una ricerca sulle immagini e la rappresentazione del corpo realizzando un’installazione che si fonda principalmente sul concetto di sparizione, ombra e memoria: Ianus (My memory of what happened is not what happened). Giano, a cui l’artista si riferisce nel titolo, presiedeva ai luoghi di passaggio, materiali e immateriali, agli inizi e alle soglie. Era rappresentato con una testa bifronte, perche’ la sua figura congiungeva passato e futuro. L’artista crea un ambiente intimo in cui sistema immagini che compongono una galleria di presenze corporee che si dissolvono grazie all’intervento pittorico o per mezzo di collage che ne cancellano i dettagli.

Carlotta Sennato ha sviluppato un progetto fotografico speciale negli appartamenti del piano nobile del Palazzo Caracciolo di Avellino. Il titolo del progetto e’ Die Hingehaltenheit che fa riferimento a un concetto mutuato da Heidegger, e traducibile con essere-tenuti-in sospeso. Nelle fotografie di Carlotta Sennato emerge un interesse per le superfici, i dettagli aleatori, le porzioni di spazio catturate da prospettive e punti di vista inaspettati. In queste stanze, l’artista ha cercato segni di diversa entità che rivelano l’intreccio di percorsi temporali e piani di realtà diversi.
Inaugurazione 25 marzo 2010 ore 19

Fondazione Morra Greco
Largo Avellino, 17 Napoli
orario: tutti i giorni dal lunedi’ al venerdi’ dalle 10 alle 14
ingresso libero

La pittura al femminile

Una primavera dell’arte al femminile e’ quanto propone, da mercoledi’ 24 marzo 2010 La Mediterranea Arte dedicando il proprio spazio espositivo a quattro artiste figurative. La pittura spesso e’ stata nella storia dell’arte un mezzo espressivo precluso alle donne, sebbene nel tempo siano emerse pittrici che, con il loro talento, hanno guadagnato importanti spazi di grande qualità artistica. L’epoca contemporanea ha rappresentato, da questo punto di vista, un momento di larghe opportunità per le donne, con risultati sorprendenti. L’incontro di queste artiste e’ caratterizzato da personalissime interpretazioni della visione figurativa apparentemente contrapposte ma, i realtà, accomunate da una preziosa sensibilità introspettiva.

L’iraniana Afsane’ Mitus nasce a Teheran dove si laurea in Pittura e Arti Visive. Dal 1988 inizia il suo percorso espositivo per poi giungere in Italia nel 1994 dove continua a proporsi in varie personali e collettive tra Roma e Milano. Dalle tele di Afsane’ prendono forma figure di donne colte nella loro visione piu’ intimistica e solitaria.

Sara Tonello, figlia di Sergio Tonello, noto interior designer veneziano, nasce a Napoli dove coltiva le sue attitudini pittoriche. Il suo approccio artistico nasce da una sincera passione pittorica e una innata attitudine al senso compositivo. In contrapposizione alle donne di Afsane’, Sara Tonello si e’ dedicata a una selezione di opere dedicate alle donne interpretate da Sofia Loren nelle sue piu’ celebri pellicole cinematografiche, immortalando, cosi’, le diverse sfaccettature della donna amante, borghese e guerriera.

Rosa Cassino, lucana di nascita ma napoletana d’adozione, fonda la sua ispirazione artistica sugli studi da lei condotti verso le antiche filosofie dell’India: da cio’ scaturiscono visioni estremamente intimistiche e spirituali. Le opere di Rosa Cassino, quindi, coerentemente con le sue attitudini spiritualistiche, rivelano un imminente senso onirico e metafisico.

Rosalia Tortorelli, nata a Pozzuoli, si e’ avvicinata alla pittura figurativa attraverso gli insegnamenti di Tullia Matania. Rosalia appare concentrata sullo studio della figura femminile nella sua piu’ elegante esteriorità alla quale non manca di associare figure maschili rubate alla quotidianità e riportate sulle sue tele con la stessa sincerità di uno scatto fotografico.Curatore della mostra Saverio Ammendola.

Inaugurazione 24 marzo 2010

La Mediterranea Arte
Via Carlo de Cesare 60, Napoli
Lun-Ven 11-13,30 e 17-19,30, Sabato 11-13,30
ingresso libero

La forma del libro

Dal 23 marzo al 13 aprile la Biblioteca Nazionale di Napoli farà da cornice alla mostra di Antonio Baglivo “La forma del libro”.
In esposizione nella Sala Leopardi circa sessanta opere, si tratta di libri-oggetto realizzati in vari materiali legno, acciaio, cartone e piombo. Libri in copia unica o in edizioni limitatissime, che diventano vere e proprie sculture e assumono un incredibile numero di forme grazie alla fantasia ed all’invenzione dell’artista salernitano.

Protagonista della mostra e’ un meta-pensiero librario molto caro a Mauro Giancaspro, curatore della mostra “Sono cosi’ nati gli ibridilibri – scrive Giancaspro nella prefazione al catalogo – che ,fedeli alla bellezza delle forma-libro, realizzano sognanti e preziose contaminazioni di scrittura, tratto grafico, rilievo e tatto… Gli Ibridilibri sono libri, spesso senza parole, che recuperano le primigenie capacità dell’uomo di comunicare con un segno.”

Nell’era del digitale in cui la parola scivola dalla carta per aggrapparsi al freddo schermo del computer, emerge una mostra all’insegna di un libro inedito, capace di affrancarsi dalla parola per dimostrare che e’ ancora strumento di emozione e piacere.

Antonio Baglivo, nato a Casal Velino nel 1951, vive e lavora a Bellizzi (SA).
Scultore, pittore, incisore, ceramista, nel 1977 a Salerno ha fondato il Centro di Documentazione Arte Contemporanea Laboratorio Dadodue che ha diretto fino al 1992.

Autore di libri d’artista, nel 1991, per le edizioni Terra del fuoco – EtraArte di Napoli, ha realizzato l’operalibro Albe con poesie inedite di Maria Luisa Spaziani, Elio Filippo Accrocca, Gerardo Pedicini, Bianca Maria Frabotta, Antonio Porta. Ideatore e curatore della collana IBRIDILIBRI ha inoltre realizzato cartelle e plaquettes in collaborazione con poeti e scrittori.
Notevole risulta la sua attività espositiva personale che ha suscitato l’interesse di numerosi critici trai quali, Gerardo Pedicini, Franco Solmi, Vitaliano Corbi, Angelo Calabrese, Massimo Bignardi.

Inaugurazione martedi’ 23 marzo, ore 17,00

Sala Leopardi
Biblioteca Nazionale di Napoli
piazza Plebiscito, 1 Napoli
Orari:
dal lunedi’ al sabato ore 10-13
martedi’ e venerdi ore 15-18

Parabola 2010

“Parabola 2010″ ripercorre il lungo e complesso itinerario artistico del maestro Gerolamo Casertano che va dal periodo segnico fino all’astrazione geometrica. La mostra traccia appunto una parabola dell’intensa produzione. L’arte di Casertano ha radici musicali, uno spartito dell’anima dove rivivono le contaminazioni inconsce dell’arte europea. Un sostrato cosmico di segni liberi e di struttura combinatoria nuotano in un universo onirico in cui l’artista sembra plasmare un mondo parallelo.

Casertano fa del segno un alfabeto dell’anima . La sua esigenza di svuotamento è una forza visionaria , irrazionale, surreale, come surreali sono le immagini che diventano parola, archetipo di un universo dalla straordinaria forza gestuale e cromatica. Le geometrie di Casertano sono lirismo puro, gioia del vedere. Artista di straordinaria capacità poetica e precursore, nel silenzio della necessità del fare ,di movimenti artistici della fine del 900.”
La mostra antologica del maestro Gerolamo Casertano (detto Gerri) si inaugurerà sabato 27 marzo 2010 alle ore 16,30 e sarà aperta fino al 20 aprile 2010 presso le sale espositive di Castel dell’Ovo.

CASTEL DELL’OVO
presso via Partenope Borgo Marinari Tel. 0812400055
info: casteldellovo@comune.napoli.it
Ingresso gratuito
dal lunedì al sabato 10.00 – 13.00 / 16.00 – 18.00
domenica 10.00 – 13.00

Col Sole in Fronte

Col Sole in Fronte si apre al piano terra della galleria col video Duetto per Cannibali. Il lavoro e’ stato commissionato dal Comune di Milano e della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con lo scopo di ritrarre un ragazzo africano, Abdullay Kadal Traore, da anni trasferitosi in Italia. Ho accettato la commissione ma non il fatto di mettermi dietro la camera e riprendere Abdullay come soggetto esotico. Il video si sviluppa quindi come un dialogo, o duetto, dove insieme ragioniamo sulla possibilità di mettere in scena una mia proposta per la commissione, che prima lui accetta e poi rifiuta, rivelando il limite intrinseco oltre il quale, anche se entrambi pagati, non siamo disposti ad andare.

Al piano superiore la mostra prosegue con la doppia video-installazione Faccetta Nera, Faccetta Bianca. Il disegno che in Duetto per Cannibali mostravo ad Abdullay diventa immagine attraverso l’utilizzo di due attori e uno studio fotografico. La video installazione lavora in maniera dicotomica e letterale sul tema della differenza, acquistando il suo vero significato quando e’ messa in relazione con l’errore d’interpretazione che accompagna le canzoni in questione. Faccetta Nera era stata infatti composta per tentare di attribuire all’invasione coloniale dell’Etiopia (1935) una motivazione nobile, incitando al connubio tra italiani e abissini, mentre Faccetta Bianca come successiva richiesta da parte del regime che non aveva gradito la prima lirica. Faccetta Bianca provo’ quindi a ribaltare tutto questo senza tuttavia ricever il consenso popolare di chi ancora canta Faccetta Nera identificando in quel -Nera- il colore di un’ideologia. Faccetta Nera, Faccetta Bianca:

Se tu dall’altipiano guardi il mare/Moretta che sei schiava fra gli schiavi/Vedrai come in un sogno tante navi/E un tricolore sventolar per te/Faccetta nera, bell’abissina/Aspetta e spera che già l’ora si avvicina!/quando saremo insieme a te/noi ti daremo un’altra legge e un altro Re/Faccetta nera, piccola abissina/ti porteremo a Roma, liberata/DAL SOLE NOSTRO TU SARAI BACIATA/Sarai in Camicia Nera pure tu/Faccetta nera, sarai Romana/La tua bandiera sarà sol quella italiana!/Noi marceremo insieme a te/E sfileremo avanti al Duce e avanti al Re!

Faccetta bianca, quando ti lasciai/Quel giorno al molo tra il fumo del vapore/E insieme ai legionari m’imbarcai/l’occhio tuo nero fisso era sul cuore/Era commosso al par del cuore mio/Mentre la mano mi diceva addio/Faccetta bianca, amore mio/Pallida, stanca, faccetta addio!/Faccetta bianca si va dove s’e’ stati/nella trincea mi torna già alla mente/in mezzo a tanti visi affumicati/IL TUO VISINO PIU’ DEL SOL SPLENDENTE/Quasi in contrasto a quelle facce nere/e’ fiamma e luce tuo bersagliere/Faccetta bianca, sola mia passione/Verrà quel giorno che con commozione/Ti stringerà al suo petto il bersagliere/E la tua bella faccettina bianca/Si poserà sulla medaglia stanca!

Al sole, che ancora si dice sia il petrolio dell’Italia, fa riferimento tutta la mostra, alle nostre teste e facce, alla luce di un dialogo serrato tra la società italiana contemporanea e lo specifico passato coloniale. Attraverso l’utilizzo e la citazione della canzone che intreccia tutti i lavori e manifesta legami storici, culturali e d’immagine. La mostra prosegue poi con una selezione di disegni realizzati durante il 2009.

Infine Col Sole in Fronte e’ questo comunicato stampa, che spiega se stesso come opera all’interno della mostra. Si spiega e si dispiega e tutt’intorno cerca quel posto al sole, che e’ l’Italia, che dovrebbe essere l’Italia, ma che non e’ mai stata.

Và… cuore mio da fiore a fior/con dolcezza e con amor/vai tu per me …/Và… che la mia felicità/vive sol di realtà vicino a te…/Voglio vivere cosi’/COL SOLE IN FRONTE/e felice canto/beatamente…/Voglio vivere e goder/l’aria del monte/perche’ questo incanto/non costa niente/Ah, ah! Oggi amo ardentemente/quel ruscello impertinente menestrello dell’amor/ah, ah! La fiorita delle piante/tiene allegro sempre il cuor/sai perche’?/Voglio vivere cosi’/col sole in fronte/e felice canto/canto per me./Ah, ah! Oggi amo ardentemente/quel ruscello impertinente/menestrello dell’amor/Ah, ah! La fiorita delle piante/tiene allegro sempre il cuor/sai perche’?/Voglio vivere cosi’/col sole in fronte/e felice canto/canto per me!
Opening 19 Marzo 2010, h 19

T293
Via Tribunali 293 – Napoli
Mart – Sab, 12 – 19
ingresso libero

L’audace Bonelli

Dal 19 marzo al 9 maggio 2010 il PAN| Palazzo delle Arti di Napoli ospiterà una grande mostra dedicata alla piu’ prestigiosa casa editrice di fumetti made in Italy, la gloriosa Sergio Bonelli. La mostra, promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e il PAN, a cura di Napoli COMICON e Sergio Bonelli Editore, e’ inserita nel progetto VisioNa 2010, e s’intitola L’Audace Bonelli.

L’avventura del fumetto italiano. Il percorso espositivo si articola in circa 200 tavole originali dei maggiori artisti che hanno lavorato e lavorano per la Bonelli, in una collettiva che prevede opere di decine di disegnatori, attraverso alcune sezioni tematiche, incentrate in particolare sulla storia e i primordi della Casa editrice, sui grandi personaggi, sulle firme prestigiose, italiane ed estere, sui progetti attuali e le prospettive future, e infine sulla nutrita “scuola campana”. Questi sono anni di ferventi celebrazioni per il mondo del Fumetto, nel mondo e in Italia. E il fumetto italiano ha spesso un cognome ricorrente, Bonelli.

Gianluigi, in primis, di cui da poco (2008) si e’ celebrato il centesimo anniversario della nascita e di cui in questo 2010 si celebrano i 70 anni dall’acquisto delle edizioni Audace, che si trasformarono nell’attuale casa editrice piu’ importante d’Italia, sotto la guida, nel dopoguerra, della moglie Tea, e poi del figlio Sergio, il cui nome significa da piu’ di trent’anni garanzia di pubblicazioni popolari di qualità e successo. Negli anni, Napoli COMICON ha sempre collaborato con la storica Casa milanese, per mostre, ospiti ed eventi.

Era giunto, pero’, il momento di omaggiare la Sergio Bonelli Editore con una grande esposizione a 360 gradi che possa fare il punto su un fenomeno editoriale unico nel mondo della Nona Arte mondiale. Si darà largo spazio ad alcuni dei personaggi e delle saghe pi&u! grave; n ote tra gli appassionati, e non solo, della Letteratura Disegnata, che hanno attraversato decenni di storia italiana, mantenendo inalterata la qualità: innanzitutto Tex, naturalmente, e Dylan Dog, oltre a Martin Myste’re, Magico Vento, Napoleone, Julia, Dampyr, Brendon, Nathan Never, Zagor, Mister No, Comandante Mark, Piccolo Ranger, fino ai recenti Brad Barron, Volto Nascosto, Caravan e Greystorm.

È fondamentale rimarcare la peculiarietà tutta italiana dell’ormai paradigmatico albo popolare bonelliano, un caso che non ha raffronti al mondo e che vede serie -aperte-, con cadenza quasi sempre mensile, affidate a valenti sceneggiatori, e a un’enorme fucina di talenti e a molte affermate matite, nella maggior parte di autori italiani. Gli albi sono rigorosamente in bianco e nero, tranne alcuni numeri dichiaratamente -speciali-. Una vera industria del fumetto, insomma, che ha anche il paradosso di essere gestita in maniera -familiare-, mantenendo un’umanità e un’umiltà che si ritrova, ad esempio, nello scarso sfruttamento commerciale del proprio prodotto, per volontà di Sergio Bonelli in persona e dei suoi fidati collaboratori.

Particolarmente curato sarà l’apparato informativo della mostra, sia nel ripercorrere l’aspetto storico, che per la descrizione bio-bibliografica. Larga parte sarà poi dedicata agli albi e alle pubblicazioni, italiane ed estere, con un intenso lavoro di ricerca tra storici e collezionisti. Il tutto incastonato in una evocativa cornice scenografica, che colpisca lo spettatore anche con apparati multimediali e contenuti interattivi, con l’ausilio di computer e filmati, materiali già esistenti e prodotti per l’occasione. La presenza di molti dei disegnatori e dei protagonisti, a partire dallo stesso Sergio Bonelli, catalizzerà l’attenzione nei due mesi della mostra, con incontri, dibattiti, pubblicazioni e sedute di autografi programmate in u! n calend ario di eventi che tengano vivo l’interesse per l’esposizione.
Inaugurazione 19 marzo 2010, alle 19

PAN – Palazzo delle Arti di Napoli
via dei Mille 60 – 80121 Napoli
orari: -da lunedi a sabato ore 9.30-19.30 -
domenica e festivi ore 9.30-14.30
chiuso il martedi’-
ingresso libero

Arte dentro e fuori il sistema

Domenica 7 marzo alle 18.30, fino al 7 aprile, il museo CAM presenta negli spazi della CAM’s Factory la mostra POLITIK | arte dentro e fuori il sistema. L’evento propone alcune opere di artisti che si sono espressi in polemica con un’ideologia o con le istituzioni utilizzando molteplici linguaggi. I lavori esposti giocano con i materiali e attraverso grandi metafore Pop pongono domande sulle icone delle ideologie politiche. In mostra svettano bandiere lavorate come patchwork, quale testimonianza dei tormenti subiti dai popoli sotto le dittature, mentre trapela l’angoscia dai volti di chi ha lottato per dire la verità e si e’ dissolto nell’oblio, offuscato dalla forza del potere politico. La testa di Marx irrompe in una vetrina in saldo, lo specchio della libera circolazione delle merci, infrangendone ancora una volta l’integrità. Il bacio gay, dell’opera censurata e mai esposta a Milano nella mostra Arte e omosessualità, si pone sullo sfondo della bandiera italiana, che diviene scenario politico per l’affermazione omosessuale.

In un’altra istallazione una voce recita l’Apologia di Socrate, la famosa difesa del filosofo dalle accuse di contestazione alle leggi divine, mentre una immagine del nostro premier sorride compiacente alle parole che il greco proferi’ in sua tutela. Non manca la provocazione verso le posture degli uomini di potere, dalle sfilate del successo alle improbabili compagnie appariscenti e vacue. L’ironia si concretizza in uno dei video in cui un artista si aggira, ignorato dai passanti, per le strade della città in una macchina lussuosa salutando, come se fosse un presidente in parata. Non mancano i ritratti dei grandi delle nazioni occidentali, i potenti, che insieme alla speranza di un miglioramento politico si portano dietro un passato di conquiste coloniali bagnate nel sangue. L’arte di governare gli stati, la POLITIK, si trasforma al CAM, diventa arte da museo, arte che parla dei governi.
Inaugurazione 7 marzo ore 18.30

Casoria International Contemporary Art Museum
via Duca D’Aosta, 63 – Casoria (NA)
Orario: martedi’-giovedi’-sabato 17.30/20.30 domenica 10.30/13.00 lunedi’-mercoledi’-venerdi’ 10.00/13.00 solo gruppi per appuntamento
Ingresso: 3 euro, ridotto 2 euro