Archive | ottobre, 2009

La leggerezza del respiro

1255338314bMercoledi’ 14 Ottobre, si inaugura dalle ore 19.00 presso la Changing Role-Roma, Vicolo del bollo 13, “La leggerezza del respiro”, prima mostra personale a Roma di Nunzio De Martino

- …la pesantezza, la necessità e il valore sono tre concetti intimamente legati tra loro: solo cio’ che e’ necessario e’ pesante, solo cio’ che pesa ha valore… es muss sein!- Milan Kundera, -L’insostenibile leggerezza dell’essere-.

La poetica dell’artista si concentra da sempre sull’indagine del rapporto tra vita e morte attraverso il dispositivo della memoria. E’ infatti il ricordo il punto di passaggio tra la fine di una vita e il suo eterno rinnovarsi in un’altra simile, ma sempre nuova.
Il lavoro di De Martino si dipana attraverso oggetti prelevati dalla propria intimità che formano un cammino di visioni dentro e fuori dalla dimensione cosciente, in una continua altalena tra sogno e realtà. In questo progetto, in particolare, egli evidenzia come spesso cio’ che appare leggero e apparentemente etereo, ha in realtà un forte peso specifico nell’esistenza di tutti.

Il rapporto tra corpo e anima come contrapposizione tra materia e spirito, e’ evidente nel lavoro che dà il titolo alla mostra -La leggerezza del respiro-, rielaborazione fotografica del Cristo del Mantegna dalla quale emerge parallelamente il tema della resurrezione e della persistenza della vita sotto forma di luce, o spirito, che si ripresenta anche ne -l’evento-.

Allo stesso modo l’apparente banalità di un oggetto quotidiano come un ago da cucire che  moltiplicato si carica di significati quasi totemici, riflette sull’importanza dei piccoli gesti  abituali della quotidianità.

Nucleo centrale della mostra e’ il gruppo di cinque fotografie che per leggerezza formale ricordano, in certi casi, gli sperimentali fotogrammi dei primi decenni del secolo scorso. Nei suoi scatti l’artista attua una ricostruzione plastica del reale che e’ essenza creativa della fotografia. ex-porre: estrapolare dalla realtà oggetti apparentemente privi di importanza, leggeri, impalpabili per renderli attori di un’esperienza epifanica.

I suoi rami con spine, rappresentazione del percorso della vita, mostrati tono su tono con estremo dettaglio e pulizia stilistica, rimandano agli inganni semiseri di matrice dadaista e soprattutto surrealista.
Nunzio De Martino sceglie con cura i suoi soggetti cosi’ come i suoi -oggetti-, scavando nella sua memoria storica familiare e nel suo inconscio, utilizzando un processo che oscilla tra ready made e object trouve’ assistito, dove l’oggetto esiste nella mente dell’artista ancor prima che nella realtà.

Cosi’ accade anche quando ci spinge a vedere un -Landscape- su un foglio bruciato o un’esplosione di vita in un’alba o un abbraccio tra vita e morte in una coppia di bicchieri colorati. Egli innesta un processo -metonimico-  toccando emozioni popolari e familiari che oltrepassano l’ironia e parlando direttamente all’osservatore in un linguaggio contemporaneo.

Inaugurazione 14 ottobre 2009. ore 19

Changing Role – Move Over Gallery
Vicolo del Bollo, 13 – 00186 Roma
orario: Martedi’i-Venerdi’ 16-20
ingresso libero

Ri-Ciclo – Uno sguardo oltre i rifiuti

ricicloLa mostra, con oltre 50 opere realizzate dal fotografo Ico Gasparri, e’ realizzata in collaborazione con i Consorzi Nazionali per il riciclo e il recupero della carta, della plastica, dell’alluminio, del vetro e del legno (COMIECO, COREPLA, CIAL, COREVE, RILEGNO) e il patrocinio di Comune e Provincia di Napoli e della Regione Campania.

Arte e rifiuti: un binomio per guardare oltre lo scarto e mostrare al mondo la Campania che ricicla.
Ri-Ciclo. Uno sguardo oltre i rifiuti e’ una mostra che nasce dall’intuizione di Ico Gasparri, -fotografo sociale- di professione, dedicata all’interpretazione artistica, attraverso il mezzo fotografico, dei rifiuti differenziati.

La mostra, in cui sono esposte oltre 50 immagini scattate principalmente all’interno di impianti di riqualificazione di plastica, alluminio, carta/cartone, legno e vetro di varie aree della Campania, si svolgerà a Napoli dal 10 al 24 ottobre nell’Antisala del Consiglio Provinciale di Santa Maria la Nova in Piazzetta Santa Maria La Nova (inaugurazione venerdi’ 10 ottobre ore 17), e dal 29 ottobre all’11 novembre presso la prestigiosa sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, all’interno del monumentale Palazzo Serra di Cassano in Via Monte di Dio, 14, poco distante da Piazza del Plebiscito (inaugurazione mercoledi’ 29 ottobre ore 17).

L’esposizione e’ realizzata con il contributo di Comieco, Corepla, CiAL, Coreve, Rilegno (i Consorzi Nazionali per il riciclo e il recupero della carta, della plastica, dell’alluminio, del vetro e del legno), e gode del patrocinio morale di Comune e Provincia di Napoli e della Regione Campania, e del contributo di Nappi Sud di Battipaglia e di Di Gennaro di Caivano.

La Mostra e le opere:
RI-Ciclo. – Uno sguardo oltre i rifiuti nasce da un progetto di comunicazione artistica sulla tematica ecologica del riciclo dei rifiuti urbani sviluppato dal 2005 da Ico Gasparri, artista e fotografo professionista che da anni si occupa di tematiche legate al riciclo dei materiali. Dopo una prima fortunata edizione nel 2006 a Milano, la mostra in programma a Napoli si arricchisce del lavoro degli ultimi due anni.

Le stampe sono tutte a colori e di grandi dimensioni (125 x 100) e non si pongono l’obiettivo di descrivere i drammatici momenti della cronaca recente – che hanno proiettato un’immagine fortemente degradata di Napoli e della Campania in tutto il mondo – ne’ vogliono illustrare le fasi tecniche del processo industriale. Le stampe in mostra, invece, prediligono il racconto fortemente rielaborato, che trasforma cumuli di rifiuti selezionati o in via di selezione in scene dai forti contenuti estetici, a volte addirittura romantici, dove la materia martoriata dai percorsi d’utilizzazione e di scarto vive una specie di seconda vita generata casualmente dagli operatori e dalle loro potenti macchine.

La sfida dell’artista e’ quella di portare il proprio contributo creativo per diffondere un’immagine nuova e diversa della propria terra, attraverso scatti in cui bottiglie di plastica, lattine, cartoni, schegge di vetro e trucioli di legno volano, cadono, tentano di liberarsi dal filo che li stringe, ansiosi di generare nuovi prodotti e nuova materia. Attraverso un linguaggio che si accosta piu’ all’arte contemporanea che alla fotografia tradizionale, queste immagini invitano alla riflessione sulla tematica ecologista del riciclo dei rifiuti quotidiani, specialmente nelle regioni del Sud Italia che vantano punte di altissima qualità e comportamenti virtuosi.

Anche il sistema di allestimento progettato dall’autore si coniuga con i contenuti della mostra: le opere saranno esposte su una struttura a graticcio realizzata con legno da riciclo, appese in modo da creare una piramide irregolare e riprodurre idealmente un gigantesco cumulo di spazzatura, formato invece da materia -salvata- dalla discarica.
Inoltre, due immagini relative al materiale alluminio saranno stampate direttamente su -alluminio mandorlato-, in una sorta di simbiosi tra contenuto della rappresentazione e supporto scelto.

Inaugurazione a Santa Maria la Nova: venerdi’ 10 ottobre, ore 17
dal 10 al 24 ottobre 2008
Antisala del Consiglio Provinciale di Santa Maria la Nova,
piazzetta Santa Maria la Nova, Napoli
Orari: lun-ven. 9-18, sabato 9-13
Ingresso libero

Inaugurazione all’Istituto per gli Studi Filosofici: mercoledi’ 29 ottobre ore 17
dal 29 ottobre all’11 novembre 2008
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano
Via Monte di Dio 14, Napoli
Ingresso libero

Il Grande Inverno

d'ortaL’esposizione di circa 50 opere pittoriche di grandi e varie dimensioni, ci presenta un artista nel periodo migliore della sua produzione in cui la -sofferenza-, pur se ha scavato profondamente nel suo cuore, e’ pur sempre ingabbiata ed e’ stimolo a pensieri e riflessioni altri.

Massimo D’Orta con le sue opere, ora esposte nella mostra “Il Grande Inverno”, combatte con maestria una passione interiore per la perdita dell’amore, il suo lungo inverno del cuore, che manifesta in un dolore che, pur se avvertito, e’ contenuto, controllato, chiuso tutto quasi in uno spazio ipnotico, una catarsi che non deflagra se non nella realizzazione delle opere.

In esse ritroviamo una scia di umane presenze e tracce mnemoniche di eventi passati, vissuti, trasposti sulla tela con tecnica pittorica e stile diversi, in cui predominano il nero, lo scuro, il colore delle tenebre dell’animo.

-I suoi neri profondi, cupi e tenebrosi con bagliori di toni caldi sono a volte attenuati da una luce data da vibranti colpi di pennello che, interrotti, accrescono l’aspetto inquietante dei suoi soggetti amari.La materia cromatica e’ agitata da una potenza gestuale che dà esiti ricchi di drammaticità; talvolta il segno sembra organizzarsi in un linguaggio da atteggiamento nichilista, a volte e’ carico di un alto potenziale espressivo-.
[O. Falco Del Deo]

A catalogo Domenico Gioia dice -Massimo D’Orta, utilizza la sua tecnica pittorica ineccepibile per condurci a perdere la dimensione terrena delle cose, nulla e’ falso, da questo processo nascono una serie di opere dal valore artistico unico, e’ arte vera, allo stato puro-.

Nahamad David, noto gallerista newyorkese, aggiunge -Nelle sue opere coesistono tracce di stili e di epoche diverse e lontane tra loro che si fondono felicemente in un nuovo risultato espressivo- l’osservatore, come ipnotizzato, e’ quasi costretto a concentrarsi nella lettura del sentimento e delle emozioni che segni e colori hanno prodotto-.

Inaugurazione operatori e giornalisti mercoledi’ 7ottobre, ore 17

Inaugurazione per il pubblico giovedi’ 8 ottobre, ore 9-18

Castel dell’Ovo
via Caracciolo di Bella (Borgo Marinari), Napoli
Orari: lunedi’-sabato 10-18, domenica 10-13
Ingresso libero

Napoli Visionaria

sanchezIl progetto di Roberto Sanchez , nel 1993, era quello di aggiornare in chiave contemporanea la tradizionale gouaches napoletana. Questo ( siamo poco prima del G7 a Napoli e quindi dell’amministrazione comunale di Bassolino) in un momento estremamente basso del livello di immagine della città. L’obiettivo era proporre delle vedute di Napoli da utilizzare nella pubblicità e nell’editoria di tipo turistico, in alternativa all’oleografia stantia che ancora imperava. Quindi furono prodotte stampe, cartoline, immagini di copertina per periodici, perfino magliette con le proposte di una diversa angolazione degli scorci della città. Un atto di amore per una Napoli che, diciamolo, non e’ mai stata prodiga di attenzioni nei confronti dei suoi artisti. Si badi bene che il lavoro di ricerca di Sanchez, sia allora che ancora oggi, si sviluppa prevalentemente in ambito non figurativo: la necessità e il desiderio di una immediata comunicazione lo spinsero a quest’ampia deroga. Infatti proprio nel ’93 l’artista compare con le sue illustrazioni nel libro -Il piccolo vagabondo- di Chiara Fontana per le edizioni Lectorium di Milano (collana per ragazzi -La scintilla’) inaugurando questa avventura in un ambito per lui nuovo.

A distanza di sedici anni Roberto Sanchez vuole ricordare con una mostra al Museo Minimo quell’esperienza, riprendendola con nuovi approcci figurativi studiati recentemente, in un momento non positivo della città che ha ripreso l’immagine sgualcita dopo una parentesi valida ma transitoria. Certamente ci vuole altro, con i problemi che ci sono, dell’opera di un artista che riproponga il mito della bellezza non soppressa di Napoli, ma i cittadini di buona volontà devono pur appigliarsi a qualcosa per ripartire, in una città che sa essere miserabile e -nobilissima’ nello stesso tempo.

Per rimarcare l’effetto ieri-oggi la mostra e’ corredata di un video che, oltre a riproporre un servizio ed una intervista di due televisioni private a Roberto Sanchez nel 1994, documenta le speranze della città all’epoca del G7 di quell’anno, quando nella personale a Palazzo Reale furono esposte appunto le opere della serie -Napoli Visionaria- con uno scritto di presentazione di Arcangelo Izzo.

Inaugurazione martedi’ 6 ottobre 2009, ore 18,00

Museo Minimo di Fuorigrotta
via detta San Vincenzo, 3 (angolo via Leopardi 47) – Napoli
Orari di apertura: lunedi’, mercoledi’ ore 15-18 / martedi’, giovedi’ e venerdi’ 9-12 / o appuntamento
Ingresso libero

La Collezione Farnese

farneseA seguito dell’apertura della Collezione di Pittura Pompeiana e del riallestimento delle sculture provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano, nella cornice dell’ampio progetto di valorizzazione delle Collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e di ampliamento del percorso di visita, in corso quest’anno, il 2 ottobre 2009 sarà presentato al pubblico, il riallestimento della Collezione Farnese e allo stesso tempo la riapertura delle sale che si dispongono attorno al quadriportico orientale del Museo che la ospiteranno. Il progetto e’ a cura di Pietro Giovanni Guzzo, Valeria Sampaolo e Carlo Gasparri.

Iniziata da Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III (1543-1549), la Collezione e’ una delle piu’ grandi, se non addirittura la maggiore raccolta storica di sculture antiche del mondo, formatasi nel Rinascimento e rimasta sostanzialmente intatta. Si compose nell’arco di un cinquantennio, grazie a confische, donazioni, acquisti sul mercato antiquario, ma soprattutto ai tanti rinvenimenti venuti alla luce nel corso degli scavi effettuati per la risistemazione urbanistica di Roma. Dapprima destinata ad abbellire il nascente Palazzo Farnese, la Collezione, estintosi il casato farnesiano, passo’ ai Borbone di Napoli, attraverso una complessa vicenda di trasmissioni ereditarie. Fu quindi trasferita nel capoluogo campano, diventando parte del patrimonio artistico della famiglia regnante. Costituita da quasi cinquecento tra sculture ed iscrizioni, la Collezione si propone, da un lato, come l’orgogliosa affermazione del potere dinastico familiare espressa attraverso la riproposta di colossali emblemi della religione e della storia antica (gigantesche immagini di Ercole, di imperatori, di divinità); dall’altro invece, con i ritratti di uomini illustri, i rilievi ed i sarcofagi con temi mitologici, le epigrafi, come espressione di una ormai matura scienza antiquaria, che nella lettura dei testi iscritti, delle fonti letterarie, nella interpretazione delle scene figurate andava ricostruendo la cultura del passato.

Il viaggio verso Napoli dei marmi farnesiani, sottratti ai loro originari contesti collezionistici, significo’, pero’, la fine della Collezione cosi’ come era stata concepita e organizzata tra Cinquecento e Seicento: nella città partenopea i marmi venuti da Roma, esposti nel nascente Museo napoletano divisi per materia e dimensioni, criteri storico-artistici dominanti nell’epoca, si fonderanno con i rinvenimenti degli scavi condotti in vari siti del Regno, principalmente quelli vesuviani e flegrei, dando luogo ad un Museo Nazionale quale, per qualità e quantità dei reperti archeologici in esso conservati, poche corti europee potevano vantare ma perdendo, col tempo, il ruolo di testimonianze di un gusto verso l’antico maturato nei secoli passati.

Il riordino espositivo, frutto di un lungo lavoro di studio e ricerca scientifica eseguito dalla Soprintendenza in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, risponde quindi al criterio di valorizzare le opere mediante la ricomposizione, dove possibile, dei contesti di provenienza e di ricostruire il contesto collezionistico ed il momento formativo della Collezione stessa. Il visitatore avrà cosi’ modo di percorrere un itinerario che si snoda attraverso le diverse sedi che nel corso del tempo hanno ospitato la Collezione, seguendone le vicende; lungo questo itinerario potrà apprezzare le punte di eccellenza, le molte opere di qualità altissima che ne segnano le tappe, ma insieme potrà percepire gli interessi, i temi propri della cultura dell’epoca, e attraverso questi accostarsi al documento antico e alla sua attuale, corrente interpretazione.
Oltre ad un generale intervento di restauro e di pulizia delle sculture, e’ stata condotta in vista della attuale esposizione anche una nuova ricerca su documenti d’archivio, alcuni inediti, e sulle testimonianze grafiche, i disegni, che dal Cinquecento in poi sono stati tratti dalle sculture Farnese, e che con il loro numero imponente testimoniano il ruolo da queste giocato nella formazione del gusto per l’artista moderno.
Electa pubblica per l’occasione due volumi, a cura di Carlo Gasparri, sapientemente illustrati dalle fotografie in bianco e nero di Luigi Spina, autore di una campagna decennale nel Museo.

L’evento si iscrive a pieno titolo nel programma delle manifestazioni, finanziate dalla Regione Campania – Assessorato ai Beni Culturali, costituenti il percorso tematico denominato -Il Viaggio nella Tradizione: Piedigrotta 2009 – La festa di Napoli-. Pur trattandosi di due espressioni culturali molto diverse (la magnifica statuaria antica ed il suo collezionismo e la festa popolare e rituale di Piedigrotta), la Collezione Farnese e la Festa di Piedigrotta hanno in qualche modo una matrice comune; la famiglia dei Borbone infatti da un lato porto’ a Napoli una tradizione di collezionismo d’arte tra i piu’ raffinati dell’epoca (di cui la Collezione Farnese e’ straordinario esempio), dall’alto ufficializzo’ e diede riconoscimento regale ad una manifestazione, la Festa di Piedigrotta, di matrice eminentemente popolare e rituale, dimostrando, una volta di piu’, una lungimiranza culturale e politica di alto profilo.

Prenotazione obbligatoria per gruppi, scuole e visite didattiche
tel. 848800288 – + 39 081 4422149

Sito internet
http://www.6viaggi.it
http://www.campaniartecard.it
http://www.electaweb.com

Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Orari: Dalle 9 alle 19.30. Chiuso martedi’
Ingresso: 10 euro intero, 6,75 euro ridotto
il Museo e’ inserito nel circuito Campania Artecard

Candida Hofer

hoferVenerdi’ 2 ottobre, alle ore 18.00, verrà inaugurata al Museo di Capodimonte, nella Sala Causa, la mostra di Candida Hofer.

Verranno esposte sedici immagini fotografiche di eccezionale formato che l’artista tedesca ha realizzato a Napoli, nel corso di quest’anno, proprio per questa occasione.

-Il mio lavoro riguarda la trasformazione di spazi in immagini-, cosi’ Candida Höfer descrive la sua opera, la sua poetica che l’ha resa famosa come una -antropologa delle architetture-.

L’obiettivo della grande fotografa ha ritratto alcuni tra i piu’ significativi luoghi della cultura e della storia del capoluogo campano, ritraendo i soggetti tipici della sua ricerca: interni di musei, teatri, palazzi, chiese e biblioteche, in un imponente excursus architettonico.

Le sale della Biblioteca dei Gerolamini, della Biblioteca Nazionale e dell’Archivio di Stato, il Lazzaretto dell’Ospedale di Santa Maria della Pace, Castel Capuano, la Reggia di Portici, la Sacrestia e la Chiesa della Certosa di San Martino, il Teatro San Carlo e il Teatro Mercadante, il Museo di Capodimonte, la chiesa di San Francesco di Paola: i suoi scatti fotografano gli spazi cosi’ come non li abbiamo mai visti, privi della vita che li anima, come in silenzio, in assenza di presenze umane. È proprio questo silenzio, quasi religioso, metafisico e congelato a regalare ai luoghi un’intensità sacra e inviolabile, capace di raccontare cio’ che solitamente quegli spazi nascondono e celano alla vista.

-Il lavoro di Candida Hofer – scrive Angela Tecce – per Napoli assume, proprio per la distanza siderale tra la sua enigmatica e solenne celebrazione del silenzio e la ribollente vita partenopea, un nuovo valore di testimonianza. La fotografa tedesca, allieva per altro di due cantori dell’assoluto architettonico come Berndt e Hilla Becher, non si lascia minimamente sedurre dalle grida, dal clamore o dal traffico, dal -pittoresco’ in una parola, ma lavora su cio’ che le appare -eterno’ o che perlomeno dell’eternità rappresenti un aspetto: il frutto del lavoro e del pensiero sottratti alla contingenza del tempo. Nessuna sua fotografia dà la sensazione di esser stata -catturata’, ma tutte appaiono piuttosto l’esito di una lentissima, elaborata distillazione di un momento supremo, in cui la concinnitas – che e’ insieme simmetria, bellezza, equilibrio – appare veramente la -cifra’ definitiva di uno spazio.-

Nonostante le immagini siano fondate su vuoti assoluti e luminosi, in una ricerca che si caratterizza ad un livello -oggettivo’ di indagine, il grande protagonista dell’opera di Candida Höfer rimane il vivere sociale e politico.

In conclusione, un -omaggio’ piu’ che dovuto a una delle personalità piu’ rilevanti e significative del panorama dell’arte contemporanea e allo stesso tempo alla città e ai suoi luoghi piu’ significativi.

Inaugurazione 2 ottobre ore 18.00

Museo di Capodimonte
via di Miano, 2 – Napoli
Orario: tutti i giorni ore 8.30-19.30;mercoledi’ chiuso
Biglietti: mostra e museo euro 7,50

ll laboratorio di Galileo

galileoPer chiudere il 2009 Anno europeo della Creatività e dell’Innovazione il Museo di Fisica dell’Università di Napoli Federico II, dal 28 settembre fino al 10 dicembre, offre alla collettività la mostra: “ll laboratorio di Galileo. Mostra interattiva”. In occasione del quarto centenario delle prime osservazioni astronomiche di Galileo il Museo di Fisica, diretto dalla professoressa Edvige Schettino, ospita una spettacolare e ampia rassegna di strumenti, alcuni dei quali descritti nei “Discorsi e Dimostrazioni matematiche sopra due nuove scienze”, opera della maturità dello scienziato pisano.

La mostra sarà inaugurata il 28 settembre alle 10,30 presso la sede del museo, in via Mezzocannone 8. Ideata per illustrare il cammino intellettuale di Galileo sulla nuova scienza del moto, affronta anche problemi molto complessi come la -percossa’ (descritta nella VI giornata) ed espone la grande bilancia per la sua misura. La mostra e’ costituita da strumenti di grandi dimensioni, i quali hanno come intento principale di permettere l’esecuzione degli esperimenti descritti da Galileo. I visitatori apprezzeranno l’ampiezza e l’importanza delle scoperte dello scienziato di Pisa anche grazie al contributo di studenti. Il percorso storico e scientifico, infatti, sarà illustrato dagli allievi delle scuole superiori che hanno aderito al progetto di rete “Il Laboratorio di Galileo”: l’Istituto magistrale e Liceo statale Virgilio di Pozzuoli; Liceo scientifico Giordano Bruno di Arzano di Napoli; il Liceo scientifico statale Segre’ di Marano di Napoli, il Liceo ginnasio Antonio Genovesi e l’Itis Marie Curie di Napoli.

Si ringrazia il Dipartimento di Fisica A. Volta dell’Università degli Studi di Pavia per il prestito degli strumenti; essi sono una parte di quelli esposti nella mostra “Dalla Terra al Cielo. Il Laboratorio di Galileo”, ideata e progettata dal dipartimento di Fisica A. Volta e dal Sistema museale di Ateneo: L. Falomo curatore, G. Bonera, F. Bevilacqua, L. Cardinali. Il dipartimento Volta ha acquistato gli strumenti e le ricostruzioni interattive ideate e realizzate a Pisa da R. Vergara Caffarelli.

Il Museo di Fisica nasce ufficialmente nel 1983 su iniziativa di alcuni ricercatori dell’Istituto di Fisica dell’Università di Napoli Federico II. La collezione strumentaria, inventariata tra il 1983 e il 1987 e descritta in alcuni cataloghi, e’ suddivisa in tre sezioni riferite a tre nuclei storici: la Collezione reale, eredità di Carlo di Borbone; il Gabinetto fisico, parziale fusione della collezione ferdinandea con quella del Gabinetto Fisico di creazione murattiana; la Collezione Melloni. Il museo, nel frattempo insediato nel sistema museale di Ateneo come specifica struttura, trova oggi la sua sede in via Mezzocannone 8, nell’edificio monumentale dell’Ateneo federiciano. Occupa i locali dell’antico refettorio del Collegio gesuitico, restaurato nel biennio 2003-2004. Il refettorio, progettato intorno al 1680 da Dionisio Lazzari, conserva ancora le originarie decorazioni in stucco e ospita una Circoncisione del pittore senese cinquecentesco Marco Pino, dipinto commissionato dai Padri per la chiesa del Collegio.

Progetto didattico a cura di
E. Schettino Direttore Museo di Fisica
R. Scala Dirigente scolastico dell’Istituto Magistrale Statale Virgilio, Pozzuoli
S. Malinconico Dirigente scolastico del Liceo Scientifico
G. Bruno, Arzano di Napoli
E. Ferrara Dirigente scolastico del Liceo Ginnasio
A. Genovesi, Napoli
M. Filippone Dirigente scolastico Istituto Tecnico Industriale Statale M. Curie, Napoli
A. Compagnone Dirigente scolastico Liceo Scientifico Statale
E. Segre’, Marano di Napoli

Ufficio stampa e comunicazione a cura di Effe Erre Congressi tel 081 2302417 fax 081 6173858 email info@frcongressi.it

Inaugurazione lunedi’ 28 settembre alle 10,30

Museo di Fisica dell’Università di Napoli Federico II
via Mezzocannone, 8 Napoli
lun/dom ore 9,00 – 13,00
Le visite individuali alla mostra di Galileo sono senza prenotazione, e’ necessaria nel caso di scolaresche. Per informazioni si puo’ fare riferimento a Le Nuvole, al numero di telefono 081 – 2428518 o all’indirizzo email lenuvole@cittadellascienza.it
Il costo del biglietto e’ di 1.50 euro, ed e’ possibile prenotare sia per e-mail museodifisica@unina.it sia per telefono [dal lunedi' al sabato ore 9-13] ai numeri 081-2536222, 081-2536256.