A Piece of My Art
Giovedi’ 24 settembre alle ore 19.00 inaugura A piece of my Art, installazione site-specific di Roberto Amoroso, seconda mostra della serie SPOT nella Project Room del Museo Madre.
SPOT e’ un progetto che si sviluppa attraverso un ciclo di mostre dedicato ai giovani artisti napoletani alle prime esperienze espositive che si alternano a quelle della serie TRANSIT, di cui la seconda tappa recentemente conclusasi ha riaperto il 9 settembre negli spazi di PiST come evento collaterale della XI Biennale di Istanbul.
SPOT nasce con l’obiettivo di accendere i riflettori per brevi periodi su uno scenario spesso ancora sommerso e trasversale, per favorire una maggiore osmosi tra il museo e il territorio in ossequio alla mission della Project Room che si connota ulteriormente come laboratorio sperimentale di idee, proposte e ipotesi progettuali.
L’installazione gioca su due livelli: uno materico, l’altro metaforico. La Project Room e’ completamente rivestita da un wall-paper che introduce il visitatore in una dimensione metamorfica: una serie di ibridi umano/animale emerge dalle pareti. L’intera architettura compositiva assume un aspetto visionario: gli esseri inquietanti che la abitano sembrano bloccati nell’attimo prima di rovinare al suolo.
Il lavoro di Amoroso e’ caratterizzato dalla reinterpretazione di stimoli culturali eterogenei. I riferimenti iconografici desunti sia dalla storia dell’arte – le rappresentazioni delle gigantomachie e la postura della statuaria classica – che dalle riviste patinate di moda si fondono agli spunti teorici: teriomorfismo (ibridazione uomo/animale) e cyborg (ibridazione uomo/macchina), sono cifre dialettiche e stilistiche tipiche della sensibilità del Post-Human. La matericità dell’installazione e’ contraddetta dalla performance dell’artista che per l’intera durata della mostra, armato di personal computer, -dona- una piccola porzione dell’opera a tutti i visitatori muniti di chiavetta usb che feticisticamente possono cosi’ impadronirsene e riprodurla a piacimento.
L’azione performativa chiarifica il gioco di parole che dà il titolo alla mostra, preso in prestito da una famosa canzone di Janis Joplin: Piece of my Heart, quasi a suggerire ironicamente l’equivalenza un pezzo del mio cuore / un pezzo della mia arte, un gesto che con l’ausilio tecnologico da simbolico diventa letterale. Un ulteriore arricchimento di senso e’ dato dal sonoro dell’installazione: la canzone originale e’ sottoposta al processo di scomposizione tipico del download analogamente a quanto subisce l’opera attraverso la performance. L’audio deframmentato e’ ridotto ad una sequenza di sonorità noise.
A piece of my Art e’ una installazione sinestetica, emblematica del passaggio dall’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica a quello dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale, dove l’artista si esprime come forma de-soggettivata mentre l’opera tende a manifestarsi come prodotto impersonale e dispositivo di comunicazione de-realizzato che rende sempre piu’ evanescenti la nozione di diritto d’autore.
Roberto Amoroso e’ nato a Napoli (1979) dove vive e lavora. A piece of my Art e’ la sua prima mostra personale.
L’artista, oltre alla serata inaugurale, sarà presente il lunedi’, il mercoledi’ e il venerdi’ dalle 17 alle 19 per -donare- una piccola porzione dell’opera a tutti i visitatori muniti di chiavetta USB
MADRE – Museo d’Arte Donna Regina
via Settembrini, 79 (Palazzo Donnaregina) Napoli
Oeari lun-dom (mart chiuso) 10-mezzanotte
Ticket – 7, ridotto 3,50