Archivio per settembre, 2009

settembre 26th, 2009

Migranti

Postato in eventi napoletani da Antonella

fermaIl PAN|Palazzo delle Arti di Napoli, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, l’associazione culturale Arteas e l’istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro, presenta la mostra -Migranti’ di Sergio Fermariello, a cura di Mario Franco e Maurizio Siniscalco.

L’allestimento consolida il gemellaggio artistico e culturale intrapreso tra le città di Napoli e Rio de Janeiro e segue quello realizzato presso il Museo di arte contemporanea di Niteroi: in mostra, sessanta tele di piccole dimensioni, piu’ due grandi tele, che propongono al visitatore la ricorrente immagine del guerriero – figura assurta ormai a simbolo della produzione dell’artista napoletano- e quella dei pesci, ovvero i -migranti- a cui allude il titolo della mostra.

-Sergio Fermariello – scrive Mario Franco – ci ha abituato, negli anni, alla presenza ossessiva dei suoi stilizzati guerrieri, forme essenziali e ripetute, inquietanti nella ricerca costante della pura traccia del segno e del gesto-.

Al mosaico di figure ancestrali, che incarnano l’archetipo del combattente, declinato in maniera esponenziale fino ai limiti imposti dalla superficie della tela, corrisponde, infatti, un ordito di lamelle metalliche lucenti, che suggeriscono il movimento circolare di un branco di pesci, anch’essi -come i guerrieri- alla ricerca di una destinazione precisa, mobili e compatti sul cammino del mare.

-Migranti’ -come sempre il lavoro dell’artista napoletano- si caratterizza dunque per un impatto visivo di grande suggestione, e per la costruzione di un metalinguaggio carico di significati allegorici che impoverisce sempre piu’ il segno fino a renderlo forma primitiva, non derivata.
Ancora una volta Fermariello si conferma portatore del forte legame simbolico che unisce, attraverso le sue masse migranti, l’Oceano Atlantico e il mar Mediterraneo.

Inaugurazione 26 settembre 2009 ore 19

PAN| Palazzo delle Arti Napoli
Palazzo Roccella, Via dei Mille, 60 Napoli
Orari: feriali: 9.30 – 19.30, festivi: 9.30 – 14 chiuso il martedi’

settembre 26th, 2009

A Piece of My Art

Postato in eventi napoletani da Antonella

amorusoGiovedi’ 24 settembre alle ore 19.00 inaugura A piece of my Art, installazione site-specific di Roberto Amoroso, seconda mostra della serie SPOT nella Project Room del Museo Madre.

SPOT e’ un progetto che si sviluppa attraverso un ciclo di mostre dedicato ai giovani artisti napoletani alle prime esperienze espositive che si alternano a quelle della serie TRANSIT, di cui la seconda tappa recentemente conclusasi ha riaperto il 9 settembre negli spazi di PiST come evento collaterale della XI Biennale di Istanbul.

SPOT nasce con l’obiettivo di accendere i riflettori per brevi periodi su uno scenario spesso ancora sommerso e trasversale, per favorire una maggiore osmosi tra il museo e il territorio in ossequio alla mission della Project Room che si connota ulteriormente come laboratorio sperimentale di idee, proposte e ipotesi progettuali.

L’installazione gioca su due livelli: uno materico, l’altro metaforico. La Project Room e’ completamente rivestita da un wall-paper che introduce il visitatore in una dimensione metamorfica: una serie di ibridi umano/animale emerge dalle pareti. L’intera architettura compositiva assume un aspetto visionario: gli esseri inquietanti che la abitano sembrano bloccati nell’attimo prima di rovinare al suolo.

Il lavoro di Amoroso e’ caratterizzato dalla reinterpretazione di stimoli culturali eterogenei. I riferimenti iconografici desunti sia dalla storia dell’arte – le rappresentazioni delle gigantomachie e la postura della statuaria classica – che dalle riviste patinate di moda si fondono agli spunti teorici: teriomorfismo (ibridazione uomo/animale) e cyborg (ibridazione uomo/macchina), sono cifre dialettiche e stilistiche tipiche della sensibilità del Post-Human. La matericità dell’installazione e’ contraddetta dalla performance dell’artista che per l’intera durata della mostra, armato di personal computer, -dona- una piccola porzione dell’opera a tutti i visitatori muniti di chiavetta usb che feticisticamente possono cosi’ impadronirsene e riprodurla a piacimento.

L’azione performativa chiarifica il gioco di parole che dà il titolo alla mostra, preso in prestito da una famosa canzone di Janis Joplin: Piece of my Heart, quasi a suggerire ironicamente l’equivalenza un pezzo del mio cuore / un pezzo della mia arte, un gesto che con l’ausilio tecnologico da simbolico diventa letterale. Un ulteriore arricchimento di senso e’ dato dal sonoro dell’installazione: la canzone originale e’ sottoposta al processo di scomposizione tipico del download analogamente a quanto subisce l’opera attraverso la performance. L’audio deframmentato e’ ridotto ad una sequenza di sonorità noise.

A piece of my Art e’ una installazione sinestetica, emblematica del passaggio dall’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica a quello dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale, dove l’artista si esprime come forma de-soggettivata mentre l’opera tende a manifestarsi come prodotto impersonale e dispositivo di comunicazione de-realizzato che rende sempre piu’ evanescenti la nozione di diritto d’autore.

Roberto Amoroso e’ nato a Napoli (1979) dove vive e lavora. A piece of my Art e’ la sua prima mostra personale.

L’artista, oltre alla serata inaugurale, sarà presente il lunedi’, il mercoledi’ e il venerdi’ dalle 17 alle 19 per -donare- una piccola porzione dell’opera a tutti i visitatori muniti di chiavetta USB

MADRE – Museo d’Arte Donna Regina
via Settembrini, 79 (Palazzo Donnaregina) Napoli
Oeari lun-dom (mart chiuso) 10-mezzanotte
Ticket – 7, ridotto 3,50

settembre 23rd, 2009

“dagli interni agli esterni”

Postato in eventi napoletani da Antonella

paoliniLa sala Einstein della Fondazione Idis – Città della Scienza e’ lieta di ospitare Progetto Architettura -dagli interni agli esterni- prima personale della fotografa Marinella Paolini, a cura di Biba Mogherini con il coordinamento organizzativo di Maria Savarese e il patrocinio del Comune di Napoli Assessorato alla Cultura, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e della Fondazione IDIS Città della Scienza.

La mostra testimonia l’evoluzione di un’artista che, dopo aver fotografato gli interni delle case piu’ belle del mondo, si affaccia alla finestra e punta il suo obbiettivo verso l’esterno per raccontare anche gli spazi metropolitani. Palazzi, ponti, piazze e strutture sospese sono colti dalla fotografa secondo scorci inconsueti, in cui i tagli delle immagini vanno a ridisegnare la prospettiva. L’obbiettivo diventa un terzo occhio che interviene sulla profondità e lo spazio, regalando leggerezza e dinamicità a strutture che nella realtà sono immobili e statiche.

La luce naturale e la scelta del bianco e nero donano un’anima alle opere, tirando fuori non solo la bellezza, ma anche tutta l’inquietudine che emerge dai grandi contenitori dell’era moderna, come ad esempio gli edifici del Bronx. Particolare e’ l’inserimento in alcune opere del colore, lasciato vivere, nel rispetto dell’architettura, solo là dove l’architetto stesso lo ha usato come elemento architettonicamente fondamentale al suo progetto.
L’esposizione rappresenta inoltre il punto cruciale di un’attenta sperimentazione tecnica: dopo uno studio durato circa un anno – coordinato dalla struttura organizzativa di Forme D’arte – l’artista ha realizzato un’innovativa stampa diretta su alluminio, finora usato solo come base di sostegno.
La mostra sarà presentata in anteprima, il 23 settembre alle ore 11,30, presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli – presieduta da Sergio -Sciarelli e diretta da Giovanna Cassese – agli studenti del Biennio Specialistico di Fotografia diretto da Fabio Donato durante un incontro con la fotografa romana, coordinato dal docente, con la partecipazione di Luciano Romano.

Durante l’esposizione, inoltre, due prestigiosi esponenti dell’architettura internazionale, attualmente impegnati in importanti interventi a Macao, prima colonia europea in oriente e prima porta asiatica sull’architettura occidentale, giovedi’ 1° ottobre illustreranno a Città della Scienza il proprio lavoro, attraverso immagini e fotografie di repertorio. La giovane architetto Monica Stroscia, fautrice italiana del progetto, introdurrà Joy Choi Tin, con cui sta strutturando il piano strategico per il recupero del centro storico di Macao in collaborazione con la Facoltà di Architettura di Canton, e lo statunitense Paul Steelman, considerato l’architetto dei casino’ per eccellenza, che sta realizzando la nuova casa da gioco della provincia cinese.
Attraverso le immagini e gli incontri, l’esposizione segna una tappa importante per il percorso artistico della fotografa e lo stimolo per una nuova partenza: nei prossimi mesi Marinella Paolini sarà proprio a Macao, dove punterà l’obbiettivo sulle piu’ recenti architetture contemporanee.

Note biografiche
Marinella Paolini nasce a Civitavecchia (RM) il 10 Aprile 1965.
Muove i primi passi da professionista nella fotografia a Roma, con reportage di viaggi e ritrattistica, che diventerà una sua grande passione. Poco piu’ che ventenne collabora con numerosi studi fotografici e nel 1991 crea una partnership con il fotografo Gianni Franchellucci, dando vita ad Immagine3 uno spazio dalla forte impronta newyorkese, che si differenzia profondamente dai piu’ tradizionali studi fotografici romani.
Nei venti anni successivi si occupa di arte contemporanea, di architettura e design e, come free-lance, collabora con i maggiori gruppi editoriali nazionali e internazionali, puntando il suo obbiettivo sulle realizzazioni di alcuni dei maggiori architetti contemporanei al mondo.
Il suo lavoro viene premiato con oltre cento copertine pubblicate da testate specializzate nel settore dell’architettura e dell’arredamento di interni. Si dedica allo stesso tempo anche ai ritratti: sfilano davanti alla sua Nikon numerose personalità che hanno lasciato la loro impronta nel mondo dell’arte, della cultura, della politica e dell’architettura. Attualmente si dedica alla realizzazione del suo primo libro fotografico.

Vernissage: mercoledi’ 23 settembre ore 17,30

Fondazione Idis – Città della Scienza
Via Coroglio, 104 – Napoli
Orari: mar-sab 9-17, dom 10-19

settembre 18th, 2009

Imperfezioni

Postato in eventi napoletani da Antonella

imperfezioniDal 18 settembre al 11 ottobre 2009 il Castel dell’Ovo di Napoli ospita la mostra -Imperfezioni- di Alessandro Antonino. Si tratta di un -ritorno a casa’ a lungo meditato dall’artista, di origini partenopee, che e’ presente per la prima volta nella sua città con questa interessante rassegna di pittosculture. Nelle sale del castello saranno in mostra circa 80 opere di diverso formato, indicative della suggestiva ricerca pittorica che Alessandro Antonino ha avviato nell’ultimo decennio. E’ in questo periodo che il suo percorso espressivo, già segnato con ottimi risultati dalle tecniche della pittura a mosaico, raggiunge ulteriori livelli di efficacia grazie all’impiego dell’argilla, plasmata dalle mani dell’artista e poi cotta nel fuoco, che prende vita e colore fino a conferire alle opere una complessità nuova. Le pittosculture di Alessandro Antonino approdano ad una particolare visione della realtà che lui stesso definisce la bellezza dell’imperfezione. Per l’artista e’ questa, infatti, la vera perfezione del mondo, dove diversità e’ la bellezza della natura che ci circonda ed il gene che rende unico l’essere umano. Ecco allora le sue tele come scatole magiche, aperte su squarci autobiografici o dell’immaginario in cui le radici dell’artista, il suo vissuto e l’intensità del pathos sotteso prendono forma e dimensione creando particolari suggestioni. Alessandro Antonino e’ nato a Napoli il 3 settembre 1973 da una famiglia che ha l’arte nel sangue. Dopo l’Accademia di Belle Arti inizia a dipingere e sviluppa subito particolari tendenze espressive. Nella sua pittura, filtrati attraverso le esperienze di Guttuso e gli echi di Nabis, di Gauguin e dell’Espressionismo informale, si ritrovano – dopo un periodo iniziale ispirato ai grandi del -700 e -800 napoletano – temi diversi che evidenziano il suo amore per la natura ed il grande fascino subito per l’universo femminile che ha a fondo indagato. Piu’ recente e’ l’approccio alla pittura a mosaico, nato dall’amore per la sua terra e per le sue radici multirazziali. Ha ulteriormente affinato questa tecnica con il mosaico intagliato in sculture-quadro, che assumono una valenza espressiva di notevole efficacia. Perche’ imperfezioni? Perche’ le opere di Antonino hanno sempre forme imperfette. Per l’artista, infatti, le imperfezioni sono la vera perfezione del mondo perche’, sarà banale dirlo, la diversità e’ la bellezza della natura che ci circonda. Le imperfezioni, infatti, fanno parte del nostro pianeta. Le vediamo ogni giorno nella natura che ci circonda: nei colori di un tramonto, nella foschia che avvolge la cima di un monte, nella poesia di un alba, nella maestosità di un ghiacciaio o nelle piu’ disparate -forme- dell’acqua. Queste sono le imperfezioni della natura che Alessandro Antonino riesce a proporre attraverso le proprie opere in un mix di sensazioni e proporzioni. Poi ci sono le imperfezioni dell’uomo. Ed ecco allora le facce, anch’esse sinonimo di imperfezioni. Con la natura, questo e’ l’altro tema su cui Alessandro ha trovato una nuova strada, una diversa opportunità creativa, una ispirazione che nasce dalla convinzione dell’artista secondo cui -nonostante tutto tutti noi cerchiamo di assomigliarci anche se i popoli, generalmente, si attraggono per la loro diversità-. Alessandro inizia a dipingere, vivendo il suo passato e il suo altrettanto promettente futuro immerso in un universo femminile che senza dubbio lo ha influenzato: la nonna, che all’inizio del secolo scorso scriveva piece teatrali molto apprezzate, poi la mamma, pittrice. Quindi il matrimonio con Licia Colo’ e la recente nascita della figlia portano a maturazione quelle suggestioni, quei colori che Alessandro ha sempre portato dentro di se’, ispirato e mosso nel suo lavoro dal calore Inaugurazione Venerdi’ 18 settembre 2009 ore 18,30

Castel dell’Ovo, Napoli
via Caracciolo di Bella (Borgo Marinari)
lun-sab 10-13, 16-19, dom 10-13
Ingresso Libero

settembre 17th, 2009

Lo Cunto de lu mare

Postato in eventi napoletani da Antonella

cuntoMostra collettiva

I napoletani hanno il porto d’…arte
-Lo cunto de lu mare – Storie di viaggio-

Dopo il successo del marzo 2008, la collaborazione tra l’Associazione Whipart Onlus e CMM – Compagnia Marittima Meridionale ha dato vita, per il secondo anno consecutivo, alla collettiva d’arte contemporanea -Lo Cunto de lu mare-.
Le -Storie di Viaggio- sono il tema affrontato quest’anno dagli artisti partecipanti, che esporranno le loro opere – dal 16 al 22 settembre 2009 – nella moderna e suggestiva cornice della Stazione Marittima di Calata Porta di Massa, nel porto di Napoli.

Sessantuno tra dipinti, sculture e fotografie, ma anche installazioni e tante opere realizzate con innovative tecniche miste racconteranno al pubblico -in partenza- la metafora dell’intimo viaggio dei trentasette autori scelti tra coloro che hanno partecipato alle selezioni. A loro disposizione un’eccezionale ed insolita vetrina, il porto, che realizza l’obiettivo di rendere l’arte fruibile anche al di fuori dei convenzionali spazi museali, in linea con le stazioni e le metropolitane dell’Arte.

Il vernissage della mostra si terrà mercoledi’ 16 settembre, a partire dalle ore 19.
Tra gli ospiti della serata, anche il duo musicale -Il riso degli stolti- e -Il trio della posteggia-.
E per un viaggio nel virtuale, la mostra -Lo cunto de lu mare – Storie di viaggio- sarà anche su Second Life presso la Torre dell’arte alla CSW Island.

Ufficio Stampa 39+360663820 eventinapoli@whipart.it
Antonio Benforte 39+ 3398877884 antonio.benforte@whipart.it

Inaugurazione mercoledi’ 16 settembre, ore 19

Stazione marittima CMM
Calata porta di Massa, Molo 18 – Napoli
Orari: 10-13, 16-20
Ingresso libero

settembre 14th, 2009

Der neue wanderer

Postato in eventi napoletani da Antonella

cadioliMarco Cadioli racconta il proprio viaggio nel mondo virtuale cinese HIPIHI. Come un viandante contemporaneo, l’artista attraversa un metaverso nel quale non ha alcun riferimento (l’interfaccia e gli -abitanti- parlano una lingua a lui sconosciuta), cio’ lo spinge ad abbandonarsi ad una deriva nella quale finisce per popolare le lande desolate che incontra, con le proprie visioni private di una Cina senza tempo: quella impressa nel suo immaginario. Fiori e dragoni, antichi simboli e architettura tradizionale, i tazebao e le icone del maoismo, queste le coordinate di un viaggio che Cadioli racconta attraverso un video e alcune stampe, nelle quali – rispetto alla sua recente produzione artistica – c’e’ un recupero di gesti e tecniche legati alla manualità. Un continuo dentro e fuori dal digitale attuato attraverso la sovrapposizione di media nuovi e tradizionali.

inaugurazione venerdi’ 11 settembre 2009 ore 18.00-22.00

l’inaugurazione della mostra avrà inizio con la presentazione (in anteprima assoluta) del libro Internet Landscapes 2003-2007, curato da Vito Campanelli e illustrato da Francesco Quarto per Edizioni MAO – Napoli (2009). Il libro e’ un viaggio per immagini (preceduto da un breve testo critico) che ripercorre le tappe artistiche di Marco Cadioli: dalle prime sperimentazioni (2003) sino alle avventure come reporter in Second Life (2007). Alla presentazione prenderanno parte gli autori e l’artista.

Overfoto
vico San Pietro a Majella 6, 80138 Napoli
orari: martedi’ > venerdi’ 11.00-13.00 e 16.30-19.30, sabato 11.00-14.00
ingresso libero

settembre 9th, 2009

Infiniti Riflessi

Postato in eventi napoletani da Antonella

raioIl lavoro di Antonella Raio si fonda sulla costante e profonda ricerca della conoscenza del se’ interiore che viene espresso attraverso ricostruzioni artistiche di ambienti domestici. I suoi lavori consistono in vere e proprie ricostruzioni di alcune parti di interni casalinghi dove l’osservatore “voieristicamente” scopre, improvvisamente, che dietro quell’apparente serenità e tranquillità propria del focolare domestico, a volte, si celano aspetti tragici e opprimenti del vivere.
Le grandi capacità comunicative insite nelle opere della Raio inducono il fruitore ad una attenta analisi introspettiva, riuscendo cosi’ a trasformare il messaggio universale dell’arte in un dialogo intimo e privato. La riflessione sulla sofferenza spingerà, quindi, per contrasto il visitatore ad una profonda riflessione sul piacere e sulla ricerca di felicità, considerati gli aspetti salienti e imprescindibili dell’essere umano.
Su questo contesto il curatore del progetto, Diego Esposito, ha pensato di dedicare ad Antonella Raio una mostra con opere inedite di proprietà dell’artista.
Le sculture in esposizione saranno installate in modo tale da suggerire al visitatore la sensazioni di entrare in una casa, come se entrasse nella propria casa, e potendo, quindi, direzionarsi verso il salotto, verso la cucina o la camera da letto, e percependo cosi’ sensazioni opposte di liberazione e di oppressione. Un’ulteriore riflessione artistica della Raio si fonda sulla ricerca degli aspetti soprannaturali dell’essere umano che si esprimono nel magico e nel superstizioso.
Antonella Raio e’ una giovane artista napoletana con esperienze lavorative maturate in Italia, i cui lavori hanno suscitato grande interesse di pubblico e di critica; tutto il suo lavoro si basa sulla polarità interno-esterno dell’uomo e sul concetto di funzione ed estetica degli oggetti del quotidiano, espressi attraverso forme e materiali contrastanti come l’acciaio e il legno, l’acqua e il fuoco, visibili in specchi che formano diaframmi fra il di qua e il di là, il dentro e il fuori.
Il percorso espositivo composto da 6 istallazioni di grandi dimensioni e da alcune fotografie che raccontano storie di vita quotidiana, attraverso la familiarità dei luoghi e la ripetitività dei gesti nonche’ la ripresa dell’antico elemento ritualistico.

Inaugurazione 9 settembre ore 18,00.

Museo di Castel Nuovo Maschio Angioino
Sala Loggia piazza Municipio Napoli
Orario di apertura dal Lunedi’ al Sabato dalle ore 9 alle ore 19. La biglietteria chiude alle ore 18.
Ingresso al museo: euro 5.00 – Gruppi di almeno 15 persone: euro 4.
Esenzioni: giovani fino 18 anni e anziani oltre i 65 anni; scolaresche accompagnate da insegnanti; studenti universitari (D.M. 13/5/93 – facoltà artistiche) – membri ICOM.
Ridotto: euro 4
Per le scolaresche e’ consigliabile prenotare la visita presso la segreteria del Museo.
Possessori di ARTECARD euro 2,50

settembre 3rd, 2009

Flowers? (La persistenza del fiore)

Postato in eventi napoletani da Antonella

flowersDal 3 al 26 settembre Castel dell’Ovo ospiterà Paola Volpato con un progetto dal titolo Flowers? La persistenza del fiore che comprende videoinstallazioni, opere fotografiche e una serie di lavori su carta ispirati all’opera poetica di Emily Dickinson. E come nel verso della Dickinson non c’e’ mai un richiamo diretto al mondo reale, ma solo un susseguirsi di legami, relazioni, forme erranti, cosi’ nel linguaggio della Volpato nulla e’ veramente eco del mondo: la figura del fiore non rimanda a nessun giardino e a nessun Eden. E’ un tessuto di iscrizioni, di storie, di visioni. E’ un fare immagine anche con cio’ che appare muto e senza storia (con lo scarto, il residuo, lo straccio). E’ come se l’artista veneziana fosse convinta che ogni elemento, anche il piu’ usurato, rimanesse un immenso giacimento di informazioni e di rinascite.

In fondo, la sua pratica artistica segue quello che e’ il processo organico del fiore: il suo sparire nella terra, il suo sedimentarsi, il suo risorgere alla luce. Un circuito esistenziale che va e ritorna senza fine, come il lavoro inesausto e maniacale di una tessitrice. Tutte le opere in mostra sono a tecnica mista (-collage-, pittura, ricamo, china, stampa), quasi ad affermare che non c’e’ un punto stabilito, un’immagine nota, accertata, ma solo una zona di confine. Li’ tutto si dona alla nostra intimità, ma rimane anche -altro-. E’ visibile e invisibile, prossimo e distante, banale e meraviglioso.

Inaugurazione: venerdi’ 4 settembre 2009 ore 18,30

Castel dell’Ovo
via Caracciolo di Bella – Napoli
Orario: tutti i giorni 9 -18 , domenica 9 -12

settembre 3rd, 2009

100 anni per 100 manifesti

Postato in eventi napoletani da Antonella

futurPensata in occasione del Centenario del primo Manifesto di Fondazione del Futurismo, la mostra e’ già stata allestita negli spazi del Macro Testaccio di Roma, aprirà il 3 settembre negli spazi di Palazzo Reale.

La mostra Futurismo Manifesto 100×100 a cura di Achille Bonito Oliva, con la creazione e il coordinamento dell’immagine di Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi – Art Media Studio di Firenze e con il coordinamento di Francesca Barbi – D.d’Arte s.r.l., e’ ospitata nella Sala Dorica del Palazzo Reale dal 4 settembre al 3 novembre 2009.

Futurismo. Cento anni cento manifesti segna, non a caso, l’inizio della Piedigrotta, la festa piu’ antica della città e storicamente legata al movimento artistico. http://www.festadipiedigrotta.it

In mostra circa 100 Manifesti tratti da riviste e pubblicazioni che ricostruiscono filologicamente il corpus teorico che sottese tutta la produzione artistica del Futurismo nei primi decenni del -900. Manifesti di Martinetti insieme a quelli che egli spinse a scrivere nelle varie discipline creative, come ad esempio il Manifesto dei pittori futuristi, il Manifesto dei Musicisti Futuristi, il Manifesto della Scultura Futurista e il Manifesto dell’Architettura Futurista.

Con la tappa napoletana l’esposizione si arricchisce di una sezione dedicata al Futurismo napoletano e in particolari alla -Piedigrotta futurista-, con materiali originali prestati dalla Fondazione Bideri. Il 14 febbraio 1909, la rivista piedigrottesca delle edizioni Bideri La Tavola Rotonda pubblico’, in anticipo di una settimana rispetto a Le Figaro di Parigi, il manifesto futurista di Martinetti. Il legame tra Futurismo e Festa di Piedigrotta fu talmente stretto che nel 1911 Marinetti organizzo’, con l’aiuto di Ferdinando Cangiullo, una serata futurista a Napoli, al Mercadante, alla presenza di Palazzeschi, Carrà, Scarpetta e Gemito. Nel 1914, venne poi organizzata una mostra alla Galleria Sprovieri con opere di Boccioni, Balla e Severini e spettacoli di cabaret di Francesco Cangiullo, amico di Martinetti e personaggio chiave del futurismo napoletano e italiano in genere, che ideo’ la Piedigrotta composizione parolibera sulla festa napoletana.

L’esposizione e’ correlata da filmati, videoinstallazioni e multiproiezioni creati appositamente per riprodurre in un montaggio dinamico frasi di grande impatto tratte dai manifesti stessi, accompagnate da tracce audio con registrazioni d’epoca, nonche’ rumori e suoni.
L’intento e’ quello di costruire un percorso multimediale e interattivo, in cui al centro di tutto sta la parola futurista che lo spettatore potrà visualizzare grazie sia ai documenti originali sia alle installazioni visive e sonore.

Obiettivo dell’allestimento e’ – riprendendo le parole di Bonito Oliva – -massaggiare il muscolo atrofizzato dello spettatore, rendendo questo spazio frantumato, fluido, continuo, fratturato, catastrofico, con l’esposizione dei 100 manifesti originali. Ma questo non basterebbe, sarebbe come esporre 100 feticci, a noi interessa scongelare, vaporizzare le parole contenute nei manifesti e produrre un’estetizzazione espositiva attraverso un percorso che e’ senz’altro frutto dalla volontà del curatore ma anche della collaborazione degli architetti che hanno sposato questa necessità.-

Nell’ambito della mostra sono previsti una serie di eventi legati alle celebrazioni del centenario del primo manifesto, tra cui un concerto del maestro Daniele Lombardi che eseguirà composizioni futuriste e il suo omaggio a Marinetti Le son en liberte’ per pianoforte e live electronics, e una conferenza-evento di Achille Bonito Oliva.
Conferenza stampa giovedi’ 3 settembre 2009 alle ore 11,30
Sarà presente l’attore e regista John Turturro
Durante la conferenza stampa sarà illustrato il programma completo della Piedigrotta e i suoi principali eventi e protagonisti

Inaugurazione 3 Settembre 2009 alle 18

Palazzo Reale
piazza Plebiscito, 1 – Napoli
Orario tutti i giorni 9-19, Chiuso il mercoledi’
Biglietti Intero: euro 6.00; ridotto: euro 3.00 (museo e mostra)