Archivio per luglio, 2009

luglio 30th, 2009

Due mostre

Postato in eventi napoletani da Antonella

panUn significativo intreccio di musica e parole sostiene il progetto di Luigi Battisti e Pasquale Polidori, dal prossimo 23 luglio al PAN |Palazzo delle Arti Napoli con l’installazione -sem/senza-.

In un gioco di colori e contributi reciproci, il duo Battisti/Polidori propone un allestimento dove confluiscono, completandosi, due discipline solo apparentemente distanti: la pittura e l’analisi delle lingue.

Il lavoro prevede, infatti, la presenza di quattro sipari, composti da ottocento fogli di carta di formato A4, appesi in file regolari e policromatiche, che definiscono uno spazio cubico, sospeso nell’ambiente, ma accessibile dall’esterno ai visitatori. Tale spazio si arricchisce della presenza sonora di una voce femminile, quella di Gabriella Pascale, protagonista del rinnovamento della scena musicale napoletana fin dagli anni -80, che racconta, in stridente contrasto con la leggerezza suggerita dai fogli di carta, il dramma di un conflitto sociale tragicamente irrisolto che dà il nome all’installazione.

In lingua portoghese, la Pascale interpreta infatti una canzone il cui testo racconta la realtà dei lavoratori -sem terra’ in Brasile, liberamente tratto dal Manifesto del MST al popolo brasiliano redatto in occasione del IV congresso del Movimento Senza Terra Brasilia dell’agosto 2000.

La forma di Battisti si completa dunque delle parole ricostruite da Polidori, suggerendo agli osservatori un’esperienza interattiva di forte impatto emotivo, in grado di coinvolgere sensi in maniera personale ed autentica.

sem/senza e’ un progetto che si inscrive nella linea di programmazione -Documentazione e Linguaggi del contemporaneo- del PAN| Palazzo delle Arti Napoli.

In occasione della inaugurazione, il 23 luglio, alle ore 19.30, Gabriella Pascale, accompagnata alla chitarra da Ettore Sciarra, interpreterà dal vivo il brano dell’installazione.

Luigi Battisti

-Luigi Battisti eredita la libertà di movimento, cioe’ quella capacità di servirsi di materiali differenti, di spaziare tra un’idea di pittura e un’idea di scultura; libertà che gli ha permesso, nel tempo, di lavorare con i pigmenti, il legno, il silicone, la carta, la lana, la seta. Senza mai abdicare, pero’, al riferimento alle avanguardie e alle neoavanguardie, da cui origina il suo fare: il ricorso alla tradizione dell’arte non ha mai negato la lezione fondamentale della modernità. Partito dalla sintassi minimalista, il lavoro si configura all’origine come indagine sulle possibilità spaziali della superficie e sul concetto di forma tridimensionale storicamente elaborato come relazione di pieni e di vuoti.- (Lucilla Meloni)

Pasquale Polidori

-Attraverso l’elaborazione e la manipolazione delle strutture espressive – lavoro, questo, di matrice schiettamente concettuale in aperta connessione con le modalità di indagine della scienza linguistica – Pasquale Polidori sovverte le consuete attitudini percettive lasciando intravedere vertiginose aperture semantiche o squarci di nonsenso al di là di ordinari segni e simboli visivi.- (Lucia Presilla)

Gabriella Pascale e’ stata la voce dei Walhalla, gruppo fra i piu’ seguiti della New Wave napoletana, quella stagione di fermento anti-tradizionalista che, nell’apertura a generi che andavano dal punk al blues, ha visto compiersi profondi cambiamenti nell’universo musicale napoletano. In seguito, effettuata la scelta solista, e’ proprio lei a coltivare un rapporto personalissimo con la melodia e i classici della tradizione, oltre che a proporne esiti inediti e nutriti di una sensibilità nuova, che ha fatto propria l’esperienza del pop inglese come la passione per i ritmi e le sonorità delle musiche brasiliane. Il suo piu’ recente disco, del 2007, e’ Costa Ovest.
……………………

Mario Spada – Gomorra on set
a cura di Tiziana Faraoni, Marina Vergiani

Gomorra on set e’ una mostra prodotta dal PAN| Palazzo delle Arti Napoli, a cura di Tiziana Faraoni e Marina Vergiani, che si inscrive nella linea di programmazione -Documentazione e Linguaggi del contemporaneo-, e si realizza insieme alla pubblicazione dell’omonimo volume, edito da POSTCART.

Il sesto capitolo, quello che al cinema non si e’ visto, quello che fonde il film nella realtà. -Gomorra on set- non e’ solo una mostra di fotografie. Gli scatti di Mario Spada sono l’anello mancante tra il romanzo di Roberto Saviano e la pellicola di Matteo Garrone: sono la visione che ha accompagnato lo scrittore e il regista nella terra desolata che assedia Napoli e la Campania. Per questo il percorso costruito nelle quattro sale del PAN| Palazzo Arti di Napoli, dal 23 luglio al 24 settembre compone una sesta storia, che si intreccia con i cinque episodi raccontati nel film che ha vinto il Grand Prix a Cannes e ha fatto discutere in tutto il mondo.

Toni Servillo che traffica rifiuti tossici, Gianfelice Imparato nella parte di Don Ciro -il Sottomarino- che distribuisce i soldi del clan, il tredicenne Toto’ che si fa strada nei ranghi del clan, Salvatore Cantalupo nella favola triste del sarto Pasquale, Marco Macor e Ciro Petrone che sparano sul fiume, tutti loro qui si confondono, come il set che pare sprofondare nei campi marci di diossina e nello squallore insanguinato di Scampia.

Nella mostra curata da Marina Vergiani e Tiziana Faraoni, photoeditor de -L’espresso-, le 65 foto mettono a nudo la forza di Gomorra: non c’e’ distinzione tra scena e realtà, tra romanzo e vita. Negli scatti di Mario Spada, 38enne fotografo napoletano autore di reportage premiati a livello internazionale, la distanza si annulla: nei volti degli artisti, nella fusione con i luoghi si materializza la -Ground zero del cinema di mafia- – come ha scritto il -New Yorker- – che cancella ogni retorica e ogni compiacimento per le figure criminali.

Per Roberto Saviano l’opera del suo vecchio compagno di incursioni nei Vicoli e nelle Vele appare come una rivoluzione: «Nessuna divisione tra il bene e male, bello e brutto, buono e cattivo, nessuno spazio per le dicotomie care al mondo occidentale».

E l’allestimento progettato da Daniele Zendroni alterna il colore alla profondità del bianco e nero. Quelle tonalità senza compromessi che hanno spinto Angelo Turetta, il maestro italiano della fotografia di scena, a evocare Goya «Anni fa alla proiezione di Mario Spada mi apparvero le -pitture nere- di Goya: denti di cani rabbiosi, volti di uomini deformati dal male, punti di vista esasperati, violentemente schizzavano dal fotogramma che non riusciva a contenerli. Mario mi lascio’ senza fiato, era tutto quello che nella mia eterna insicura ricerca visiva cercavo da tempo: -L’essenza iconografica del Male-».

«Essenza – continua Turetta – che appare anche nelle sue foto scattate durante la lavorazione del bellissimo film: un altro sguardo, un altro occhio che legga la scena e la sua realizzazione traducendole soggettivamente nel proprio personale linguaggio fotografico. In alcune sue foto la violenza e’ domata dall’estetica, dalla grazia della composizione che parla un elegante dialetto napoletano: sicuro, intelligente, a volte furbo, raffinato».

Mario Spada il rapporto con la faccia peggiore della sua città e’ stato costretto a viverlo sin dall’infanzia. In una delle frasi che accompagnano la galleria di Gomorra on set ricorda: «Il mio primo omicidio l’ho visto che avevo 13 anni. Carmine fu ammazzato con quattro colpi di pistola». Ma il suo lavoro e’ un atto d’amore per Napoli. E diventa una denuncia contro il silenzio e gli interessi superiori che l’hanno trasformata nella periferia del Male: «Gomorra vista da nord e’ un buco nero», recita l’intervento di Gianluca Di Feo, caporedattore de -L’espresso-: «Comodo, pratico, conveniente. Perche’ dentro un buco nero ci puoi buttare di tutto: puoi infilarci quello che il nord non vuole piu’ vedere, non vuole piu’ mangiare e soprattutto non vuole piu’ respirare».

Inaugurazione 23 luglio ore 20

Palazzo delle Arti di Napoli – PAN
via dei Mille, 60 – Napoli
orario: feriali: 9.30 > 19.30 | festivi: 9.30 > 14.00 |chiuso il martedi’

luglio 30th, 2009

Julian Schnabel

Postato in eventi napoletani da Antonella

schnabelLa mostra, realizzata da Marco Voena in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, presenta, in Italia per la prima volta, nove grandi tele dell’artista e regista americano appartenenti alla serie delle Chinese Paintings. Dipinte partendo da un’immagine comune, un vecchio specchio cinese, attraverso l’uso di inchiostri, resine e olio, il pittore e’ riuscito, in ogni dipinto, a esprimere una mutevole dimensione poetica e onirica, che rende ogni tela un pezzo unico e sorprendente.

Nelle tele di Schnabel, che a uno sguardo sfuggevole appaiono uguali l’una all’altra, per l’immagine che, desunta dallo specchio cinese, sembra ripetuta in modo seriale e quasi ossessivo, attraverso il gesto pittorico, la bellezza e’ resa mutevole e mai uguale a se stessa. Questa nuova serie prende spunto da alcune opere dello stesso soggetto realizzate nel 2005 ed esposte a Londra.
Julian Schnabel, nato a New York nel 1951, e’ un pittore il cui valore e’ riconosciuto a livello mondiale ed e’ considerato uno dei fondatori della corrente pittorica del Neo Espressionismo.

I suoi lavori sono stati soggetto di importanti mostre retrospettive presentate in tutto il mondo, come alla Tate Gallery di Londra, al Whitney Museum of American Art di New York o al Centre Georges Pompidou di Parigi. Le sue opere fanno parte delle collezioni pubbliche del Museum of Modern Art di NewYork, del Metropolitan Museum of Art di NewYork, del Guggenheim Museum di NewYork e Bilbao.
Negli ultimi anni si e’ impegnato anche come regista, realizzando alcune pellicole, come Lo scafandro e la farfalla, che ha ricevuto importanti riconoscimenti dalla critica cinematografica internazionale, quali il premio Coppa Volpi, per la migliore regia alla Biennale del Cinema di Venezia, e il premio come migliore regista ai Golden Globe.

La mostra esposta nella Sala Causa del Museo di Capodimonte – tra i pochi musei a livello internazionale impegnato costantemente a presentare accanto alle proprie collezioni di arte ‘antica’ esempi di rilievo dell’arte contemporanea- ha avuto, come prima sede espositiva, i nuovi locali del Saatchi Museum a Londra, il primo e unico museo di arte contemporanea con ingresso gratuito. Inaugurato il 9 ottobre 2008 con una mostra dal titolo The Revolution Continues: New Art Froma China, la sala Philips De Pury del museo e’ stata completamente dedicata a questa serie di Julian Schnabel. Il catalogo dell’esposizione londinese e’ stato firmato da David Moos, curatore della Galleria d’Arte Contemporanea di Ontario, e da Tracey Emin, esponente di spicco del movimento inglese della Y. B. A. Young British Artists.

Museo di Capodimonte
via Miano, 2 Napoli
Sala Causa, tutti i giorni ore 14-19,30; mercoledi’ chiuso
Ingresso – 7,50 (mostra e museo)

luglio 21st, 2009

Experimenta linguae

Postato in l'altrarte da Antonella

biblLa mostra si svolgerà nell’ambito della terza edizione del Festival Musica & Filosofia, promosso dall’Istituto Politeia e dal C.R.E.S.O. (Centro di Ricerca sull’Ermeneutica Simbolica dell’Opera d’Arte), in collaborazione con la Regione Campania – Settore Musei e Biblioteche e l’Amalfi Coast Music & Arts Festival (vedi comunicato stampa allegato) Brani tratti dai testi critici del catalogo (in allegato sono disponibili i testi critici per intero)

il critico Enzo Battarra scrive di Anna Pozzuoli
L’acqua e’ vita, ma e’ anche la grande madre, il nostro primo desiderio. Anna Pozzuoli va alla fonte del sapere, indagandola con le sue materie, i suoi colori. Le gocce restano sospese nell’aria, pronte a cadere, pronte ad aggiungersi alla moltitudine delle lacrime umane. Le lingue nascono invece dal basso e si innalzano trionfanti. Uno stelo le trattiene al suolo. Sono creature leggere, viaggiano sull’aria, trasmettono suoni che si condensano in parole. Nel suo complesso, la mostra e’ un saggio sulla leggerezza della scultura, sulla possibilità di dare alla materia una funzione e una forma, anche senza dare necessariamente un peso. È una ricerca plastica che vive sull’essenza della materia.

e di Livio Marino Atellano scrive

…. Livio Marino Atellano risponde moltiplicando la propria immagine, offrendosi come vittima sacrificale di un sistema mediatico che celebra la globalizzazione del consumismo culturale a discapito della poesia, dell’emozione pura. La carica ironica di Livio Marino Atellano parte dal suo stesso nome, che non e’ solo l’indicazione di una provenienza geografica ma e’ soprattutto la rivendicazione di un’identità culturale tutta racchiusa nelle -fabulae atellanae-

Il critico Marco di Mauro di Anna Pozzuoli scrive
C’e’ una voglia di assoluto nelle opere di Anna Pozzuoli, che intende l’arte come strumento iniziatico, per evadere dalla mediocrità e dal caos del vivere quotidiano e per ascendere verso una dimensione superiore, ormai del tutto libera dai legami con il corpo. …. Nella suggestiva installazione Gocce, volutamente allestita in una biblioteca, Anna Pozzuoli tende ad istituire un rapporto di continuità tra la sua opera e lo spazio che la contiene, inteso come luogo del pensiero, di esercizio della mente, di crescita spirituale

e di Livio Marino Atellano scrive
…. la figura arcaica, già fortemente semplificata, delle Matres matutae di Capua, viene rielaborata dall’artista esaltando la vigorosa espressività del ventre gravido, custode e depositario della vita. Cosi’ rivisitate, le Matres di Livio ci riportano alla serie dei Vesuvi, anch’essi depositari di un’energia vitale che erompe attraverso un -parto’ violento. Le superfici dei Vesuvi, come quelle delle Matres, sono ruvide, brulle, segnate da solchi profondi che testimoniano un cammino di sofferenza e di passione. Il cammino di un’umanità arresa, rassegnata, ma che manifesta il proprio eroismo nella strenua capacità di resistere, fino alla morte che pero’ implica una rinascita. Infatti il culto della Mater Matuta, divinità italica dell’aurora e della nascita, si lega al culto della morte, indispensabile per la rigenerazione dell’uomo e della natura.

Inaugurazione martedi’ 21 luglio ore 20

Biblioteca Complesso Monumentale S.Lorenzo Maggiore
via Tribunali – Napoli
Ingresso libero

luglio 11th, 2009

Orizzonti Femminili

Postato in eventi napoletani da Antonella

collettiva“Neppure la psicologia e’ in grado di sciogliere l’enigma della femminilità”.
Sigmund Freud

Orizzonti Femminili nasce con il desiderio di proporre una riflessione sulla femminilità sotto forma di dialogo e confronto. L’intento e’ quello di stimolare un’attenta analisi sul ruolo della donna nel mondo artistico contemporaneo. Il progetto toccherà due importanti tappe italiane: Milano e Napoli. Due città da sempre attente alla cultura e all’arte nei suoi molteplici aspetti. La mostra presenterà al pubblico diverse donne, diverse espressioni, linguaggi e modi di fare arte. Le artiste in mostra si racconteranno tra esperienze di vita e percorsi creativi.

Orizzonti Femminili vuole aprirsi verso un’indagine piu’ profonda sull’arte e sull’universo femminile. La sacralità e la riservatezza del mondo femminile, le sue emozioni si riveleranno al pubblico consentendogli di leggerne l’opera da un privilegiato punto di osservazione. Il tema centrale della rassegna e’ la donna vista come protagonista del proprio tempo, custode di un genio creativo che desidera mostrare e condividere. L’arte si fonde con i percorsi di vita personali di ciascuna artista e ne interpreta gli aspetti piu’ intimi. Versatilità e sensibilità sono i punti focali sui quali le artiste consolidano la propria identità culturale. Tutte le opere selezionate testimoniano uno sguardo femminile che cattura, un modo di rappresentare la bellezza, l’eleganza e la grazia: archetipi dell’universo femminile.

Artiste in mostra a Napoli: Francesca Belmonte, Annamaria Danese, Paola De Lisa, Laura Del Vecchio, Pina Dello Russo, Giulia Infante, Vesna Pavan, Carmen Piccoli, Daniela Sciuto.

Orizzonti Femminili, e’ un’iniziativa promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e organizzata dall’Associazione Culturale Studio Sant’Agnese in collaborazione con la Galleria d’Arte Il Borgo di Milano e il Complesso Monumentale di San Severo al Pendino di Napoli.

Informazioni sugli Spazi Espositivi
La prima tappa della mostra si terrà presso gli spazi della Galleria d’Arte Il Borgo di Milano situata in Corso San Gottardo 14, nella centralissima zona dei Navigli. La galleria e’ diretta dal critico e storico dell’arte Sabrina Falzone e ha già ospitato al suo interno opere di celebri autori contemporanei tra i quali Salvatore Fiume, artista del Novecento di fama mondiale. La seconda tappa della mostra sarà ospitata nei prestigiosi spazi del famoso Complesso Monumentale di San Severo al Pendino a Napoli, con il patrocinio del Comune di Napoli. L’edificio e’ stato riportato al suo antico splendore grazie al restauro curato dalla Soprintendenza dei Beni Ambientali ed Architettonici. La fruibilità del luogo e’ assicurata dal Servizio Patrimonio Artistico e Museale della IX Direzione Centrale Politiche Culturali del Comune di Napoli.

Complesso Monumentale San Severo al Pendino
Via Duomo 286 – Napoli
Orario: lun – sab 9.30-19

luglio 10th, 2009

Kollettiva 08/09

Postato in eventi napoletani da Antonella
peaceKollettiva 08/09 è un grande evento espositivo, che riunisce i quaranta artisti che hanno presentato i loro lavori durante la ricca stagione programmata da Klab Kestè Laboratories. L’avvenimento, suddiviso fra Napoli e Pozzuoli, contemporaneamente, avrà le caratteristiche di un “riassunto” della stagione appena terminata, durante il quale sarà possibile ammirare quaranta opere, una per ogni artista.
“E’ molto importante – spiega il curatore Fabrizio Caliendo – chiudere le stagioni con quest’appuntamento, in cui creare un momento d’incontro, utile a rivedere un anno di produzione e permettere agli artisti d’incontrarsi”.
Il Kestè, oggi Klab, non è una gallery, bensì un “pop” space. L’idea è stata vincente sin dal 1997, con l’apertura della struttura di Pozzuoli, luogo che ha sempre dato spazio all’arte, per “commercializzarla” nella misura in cui lo spazio espositivo, gli organizzatori, gli espositori non appartengono al consueto “ sistema”.
E’ maturato, quindi, un nuovo modo di esporre, che offre più visibilità per gli artisti, maggiore attenzione agli allestimenti e alla comunicazione, per un lavoro completo e innovativo nella realizzazione.
Le opere degli artisti si “mescolano” alla gente, all’ambiente, sono già tra la gente. Il rientro è immediato, come anche le critiche. Le esposizioni al Kestè diventano un banco di prova reale degli artisti con la società, e fruiscono dell’utenza molto eterogenea, che, molto spesso, acquista.
La precisa idea di “esportare la napoletanità” e la reale occasione per gli artisti di confrontarsi, inoltre, crea una vera e propria rete, che permette loro di incontrarsi e maturare da un punto di vista artistico e personale.
A Pozzuoli saranno esposti i lavori di Adelaide Di Nunzio, Antonio Zambardino, Claudio Morelli, Roberto Salomone, Giuseppe Carotenuto, Francesco Pischetola, Salvatore Esposito, Sandro Maddalena, Claudia Nuzzo, Giuseppe Barbato, Francesca Rao, Sara Trapani, Claudia Giglio, Manuela Intartaglia, Piero Quaranta, Francesco Ciotola, Raffaele “Fefè” De Simone, Marco Somma, Stefania Simona Bonomo, Raffaello Magri, Daniele Sepe, Sergio Aletta, Andrea Scoppetta.
A Napoli esporranno i loro lavori gli artisti Davide “Il Giallo” Adamo, Marianna Canciani, Alessandra Pirera, Luca Schettino, Alessandro De Falco, Fabrizio Caliendo, Alfonso Davide Pinelli, Paolo Bosso, Flaviana Frascogna, Laura Pacelli, Marco Somma, Souleymane Drame. Rino Sorrentino, Emilio Rizzo, Filli Filosa, Paolo Apuleo, Giuseppe Falconi, Simona Bassano Di Tufillo, Andrea Scoppetta

Kollettiva 08/09, in mostra al Kestè D’Inner (Pozzuoli) e al Kestè Napoli
vernissage domenica 12 luglio 2009 con aperitivo “San Ginger”, finissage martedì 15 settembre 2009
Info ai numeri 0813031399 (Kestè D’Inner) e 0815513984 (Kestè Napoli) email media@keste.it

luglio 9th, 2009

Semplice come respirare

Postato in eventi napoletani da Antonella

magnaccaMercoledi’ 8 luglio 2009, ore 18, nella Sala delle Carceri di Castel dell’Ovo (Borgo Marinari) si inaugura -Semplice come respirare-, l’installazione fotografica sonora di Nadia Magnacca; la mostra rientra tra gli eventi che compongono il -Viaggio della creatività- dell’Assessorato regionale al Turismo con finanziamento della comunità europea (Por Fesr Campania 2007-2013 Asse 1 Obiettivo operativo 1.12) ed e’ organizzata dall’Ente provinciale per il turismo di Napoli in collaborazione con il Comune di Napoli.

Un corpus di fotografie a colori di grande formato (125×187) su pellicola trasparente. Sospese tra le alte volte dello spazio tufaceo, le immagini sono accompagnate da un sofisticato sistema audio (che diffonde ininterrottamente, da piu’ punti la registrazione di un respiro) e un suggestivo allestimento luci.

Soggetto delle foto sono gli alberi. Gli alberi napoletani fotografati in vari punti della città di Napoli tra il bosco di Capodimonte e l’Orto Botanico. Il respiro che si ascolta, invece, e’ il respiro dell’albero o dell’artista stesso o del visitatore; esso, in quanto tale, nella sua naturale funzione di scambio tra mondo esterno e mondo interno, vuole collegare il flusso di pensieri alle emozioni che attraversano gli individui.

Il lavoro che trova aderenza nella citazione -Troverai piu’ nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce t’insegneranno le cose che nessun maestro ti dirà- (B. da Chiaravalle, XII secolo) che per l’artista e’ occasione di raccontare la sua sensibilità per la natura e l’intento di offrire un exemplum per spostare sul piano emozionale l’attenzione verso il paesaggio, l’ambiente, l’universo della vita naturale.

Intento dell’artista e’ offrire una suggestione capace di favorire un diverso approccio verso l’ormai compromesso equilibrio ecologico: -Sentirsi in un unico respiro puo’ contribuire al riconoscimento dell’appartenenza allo stesso mondo naturale- spiega Nadia Magnacca. -L’installazione vuole essere un omaggio al patrimonio botanico della città di Napoli-. L’idea e’ rinnovare -l’interesse per l’albero non solo per ragioni di sopravvivenza, ma anche per quella simbologia millenaria che, al ritmo del respiro, tornerà a vibrare per guardare alberi e natura con amore. In realtà, respirare non e’ affatto semplice: e’ azione complessa, e non solo dal punto di vista biologico; e’ un modo di prendere contatto e di creare una rete di emozioni, un invito a riflettere sulla complessa realtà che gli alberi rappresentano in quanto esseri viventi-.

Nadia Magnacca. Napoletana, classe 1958, da anni lavora attraverso il linguaggio della fotografia e della videoinstallazione. Ha realizzato per Incontri Internazionali d’Arte progetti nel 1993 (Arte Domani – Spoleto) e nel 1994 (Lo Sguardo e l’Ascolto-Spoleto). Nel 1995 e’ presente a Venezia (7 Artisti a Palazzo Zen); nel 1996 a Cosenza (La Balbuzie degli Occhi), ad Amburgo (Jugend & Kunst), a Macerata (Laboratorio di fine secolo); nel 2004 a Roma (Galleria Oredaria Arti Contemporanee); a Napoli, nel 2006-7 al PAN-Palazzo delle Arti-Napoli, -Do not throw anything out of the window- e nel 2008, Galleria ArtexArte, Nadiafotografaneri. Una laurea in Scienze biologiche, ha studiato fotografia al centro -Bauer- di Milano con Roberta Valtorta e ha insegnato fotografia presso l’Istituto d’Arte Statale.

Inaugurazione: Mercoledi’ 8 luglio ore 18

Castel dell’Ovo – Sala delle Carceri
via Caracciolo di Bella (Borgo Marinari)
Orario: lun – sab 10-13 / 16-19, domenica 10-14
Ingresso gratuito