Luca Nocera
Mercoledi’ 13 maggio alle ore 18.00, la Biblioteca Nazionale di Napoli, Piazza del Plebiscito n.1, presenta nella Sala Leopardi la mostra fotografica di Luca Nocera dal titolo -Ex O.P.G.-
22 fotografie realizzate con macchina fotografica digitale e stampate su carta chimica in due formati 60×90 e 30×45 in tiratura 1/6.
Soggetto degli scatti e’ l’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia, sito nel centro storico della città e composto da un pregevole ed antico complesso di fabbricati. Già esistente nel 1675 come convento dei Padri Lazzariti, fu modificato e parzialmente ricostruito nel 1751 dall’architetto Giambattista Cattani detto Cavallari. Nel 1796 il convento fu incamerato dal Demanio e convertito in carcere correzionale. Al 1896 risale la trasformazione del carcere in manicomio criminale con l’aggiunta di quattro padiglioni edificati nei primi decenni del 900,il tutto racchiuso da alte mura perimetrali, che lo rendono in gran parte precluso alla vista dall’esterno e scarsamente accessibile. Da convento a Ospedale psichiatrico giudiziario e’ rimasto attivo fino agli anni Novanta.
-Le nostre città pullulano spesso di testimonianze storiche, di membra architettoniche abbandonate al disuso come corpi in stato comatoso vegetativo o tenute forzatamente in vita dall’accanimento terapeutico di improbabili cambi di destinazione d’uso. Alla loro muta presenza nel tessuto urbano, spesso in stridente contrasto con edifici che continuano ad assolvere la loro funzione di luoghi d’abitazione, ci siamo supinamente abituati. Di tanto in tanto ci ricordiamo di loro e li trattiamo come testimoni, documenti di un’arte e di un’architettura da manuale, tralasciando assai spesso la memoria da essi custodita, che rimanda a condizioni umane, spesso tragiche, che e’ scomodo ricordare.
Sono edifici che somigliano assai a libri abbandonati, mai piu’ sfogliati, lasciati alla corrosione dei devastanti agenti atmosferici; ma qualcuno potrebbe un giorno riaprirli, rileggere – pur tra i segni irreversibili che l’abbandono e il tempo hanno impresso – le storie che essi contengono. Luca Nocera ha aperto uno di questi edifici-libro. Lo ha riletto per noi attraverso quei segni materiali, testimoni di un’esperienza di vita, in esso rimasti sepolti e per noi lo ha trascritto in fulminanti racconti che trovano in fotogrammi la loro espressione. La storia e’ narrata da tetri testimoni di quella sopravvivenza, brandelli di arredo, oggetti d’uso quotidiano, povere ed essenziali attrezzature: una ripugnante cassetta di scarico, un lavabo malandato, un decrepito termosifone; insieme a questi si dispone quel che resta di avvilenti strumenti di segregazione, cui la ruggine e il disfacimento non hanno tolto la loro crudele funzione: sbarre, lucchetti, catenacci, serrature. (-)Sotto l’obiettivo di Nocera attrezzature, arredi, mura, pavimenti, condutture, persa la loro originaria funzione diventano fedeli testimoni di una sopravvivenza al limite dell’umano che coinvolgeva insieme detentori e detenuti, ponendosi, alla mfine, quale elemento grafico drammatico, quasi metafora, anche oltre il contesto ambientale nel quale si sono trovati- (Mauro Giancaspro – Direttore Biblioteca Nazionale di Napoli).
Inaugurazione: Mercoledi’ 13 maggio alle ore 18
Biblioteca Nazionale di Napoli – Sala Leopardi
piazza del Plebiscito, 1 – Napoli
Orario
Lunedi’-venerdi’: ore 8.30-19.30
Sabato: ore 8.30-13.30
Ingresso libero