Archive | marzo, 2009

LINEA D’OMBRA

lineadombraAnche quest’anno Salerno ospita Linea d’Ombra—Festival Culture Giovani, progetto ideato e diretto da Peppe D’Antonio, giunto alla quattordicesima edizione. Il tema madre dell’appuntamento che coinvolgerà cittadini campani e turisti dal 14 al 19 aprile 2009 è il caos: nel cinema, nella letteratura, nella musica, nel teatro, e nelle arti performative. Evento cult della primavera campana, come da tradizione ormai da 14 anni, “Linea d’Ombra—Festival Culture Giovani” è anche una speciale occasione di incontro/confronto tra persone, luoghi, esperienze, che rendono Salerno meta della creatività giovanile. Il festival si sviluppa all’interno del centro storico della città e diventa possibilità di crescita del territorio, coinvolgendo alcune delle realtà più avanzate nel campo dell’arte e dello spettacolo.Le location che ospitano l’edizione intitolata al caos sono il teatro Augusteo, la Chiesa dell’Addolorata, il Complesso monumentale di Santa Sofia, la Galleria d’arte Paola Verrengia e il Palazzo Genovese. Per 6 giorni il festival presenta proiezioni, concerti, dj set, spettacoli teatrali, reading, incontri, seminari,  performance, anteprime e una fantasiosa Notte delle Catastrofi, maratona notturna di sette proiezioni con premio finale.

Il festival è organizzato dal Comune di Salerno, co-finanziato dall’Unione Europea, dalla Regione Campania (POR Campania 2007-2013), dalla Provincia di Salerno, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Direzione per il Cinema, dalla Camera di Commercio di Salerno e dalla Fondazione Cassa di Risparmio SalernitanaCinema, musica, letteratura, teatro e arti performative in Campania. Per 6 giorni – dal 14 al 19 aprile – Salerno ospita Linea d’Ombra-Festival Culture Giovani. Il progetto ideato e diretto da Peppe D’Antonio focalizza la sua attenzione sul CAOS, ospitando attori, musicisti, performer, registi, scrittori (italiani e stranieri) che si confronteranno sul tema della XIV edizione.

Tra gli ospiti confermati:

Alessandro Bergonzoni, premio UBU come Miglior Attore italiano del 2008, presenta a Salerno (17 aprile), il suo ultimo spettacolo “Nel”. L’attore/scrittore/pittore/scultore bolognese si muove sulla scena dando vita ad un monologo paradossale in cui analizza l’assurdità  della vita quotidiana, raccontata attraverso i misteri del pensiero umano.

Lenz mette in scena (18 aprile) “Chaos”, una scrittura performativa contemporanea tratta dal Libro Primo de Le Metamorfosi di Ovidio. Il lavoro di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, nato da una ricerca visuale, filmica, spaziale e sonora, indaga con potenza simbolica estrema riferimenti tra mito e materia. In scena: Valentina Barbarici, Giuseppe Barigazzi, Elena Sorbi e Laura Vallavanti.

Mercoledì 15 aprile, Linea d’Ombra-Festival Culture Giovani ospita il punto di riferimento della club culture italiana: Alessio Bertallot. Musicista, dj, conduttore radiofonico e televisivo, è stato il primo a portare il rap al Festival di Sanremo, vincendo il Premio della Critica con “Zitti Zitti (il silenzio è d’oro)”. È tra i pochi dj che compone colonne sonore – dal vivo – per film proiettati sul grande schermo, usando i piatti invece dell’orchestra.

Dalla scena berlinese arriva (16 aprile) Jahcoozi: un trio composto dalla vocalist anglo-cingalese Sasha Perera, dal produttore tedesco Robot Koch e dal bassista israeliano Oren Gerlitz. Nelle loro canzoni mescolano beat elettronici a reggae e hip hop, producendo un ibrido techno-hop a base di ritmi spezzati, scratch e r’n’b.


Info:www. festivalculturegiovani. it
Tel: 349/2679 541 oppure 347/5491215

1-2-3 Laugh

steinleIl Museo MADRE presenta dal 7 al 23 marzo 2009 la videoinstallazione 1-2-3 Laugh dell’artista Piero Steinle, realizzata in collaborazione con il Goethe Institut. La mostra di Piero Steinle rientra nel progetto nazionale OMNIAPOLIS promosso dal Goethe-Institut Italien.

1-2-3 Laugh costituisce insieme con le videoinstallazioni The Triumph of LaughterLachsack e la trilogia -Laughter Project- con la quale Steinle affronta il riso come fenomeno culturalmente trasversale. L’installazione 1-2-3 Laugh si compone di tre schermi su quali viene narrata una storia associativa del riso alla fine della quale il riso trionfa sulla serietà del mondo.

Persone di ogni età come delle piu’ svariate provenienze e professioni – adulti, bambini, vecchi, europei, indiani e giapponesi, manager, poliziotti e suore – ridono nella loro sfera privata e pubblica formando un panorama universale del riso. Nelle opere il riso e’ concepito come atto performativo, che viene seguito dalla fase della genesi fino allo scoppio della risata, che spesso aumenta di intensità fino a sfociare nell’isteria assumendo tratti estatici – animaleschi. Steinle mette a punto uno scenario di grande effetto nel quale il riso viene portato alle sue forme estreme con un impatto inquietante sull’osservatore che potenzia ulteriormente l’occultamento di un motivo scatenante. L’osservatore si immerge in un mondo coinvolgente di esperienza estrema – tra piacere e turbamento.

Studiando il riso Steinle tematizza un fenomeno di alta rilevanza nella società odierna. Da alcuni anni si sta diffondendo un -movimento del riso- iniziato in India e negli Stati Uniti che ha scelto il -riso senza motivo- come motto di vita da seguire per la propria salute psichica e fisica. Gli studi di Steinle sul riso riescono ad avviare una riflessione sul rapporto col riso e allo stesso tempo mettono in rilievo la sua necessità essenziale. Steinle proclama che -la dimensione ammiccante e provocatoria del mio progetto si basa su realtà osservate. Cosi’ come l’uomo ride sempre meno man mano che invecchia, anche gli abitanti delle metropoli soffrono di un crescente deficit del riso con l’aumentare delle dimensioni delle grandi città.-

Steinle, che e’ nato nel 1959 a Monaco, inizia il suo percorso artistico dopo gli studi in architettura e archeologia a Monaco, Roma e Sevilla lavorando con il video. L’installazione documentaria -Stadt im Verborgenen- (1994) e le complessi e impressionanti videoinstallazioni -Die unbekannten Kathedralen- (1995) e -Detonation Deutschland- (1996) portano al suo riconoscimento. Steinle ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, tra cui al Haus der Kunst a Monaco, al P.S. 1 a New York e presso la Tate Gallery of Modern Art a Londra. I suoi lavori fanno parte di importanti collezioni come quelle della Deutsche Bank e della Kunsthalle Mannheim.

Museo Madre
Via Settembrini, 79 Napoli
Orario: dal lunedi’ al venerdi’ ore 10 – 21
sabato e domenica ore 10 – 24
Giorno di chiusura: martedi’
Biglietti Intero: – 7 – Ridotto: – 3.50 – Il ridotto sarà applicato a tutti gli studenti del Goethe-Institut
Gratuito tutti i lunedi’

Emergency Room Napoli

emergency-roomLe linee di ricerca tracciate dalla mostra My Space. Cosa vuol dire -pubblico?’ si completano con il coinvolgimento dell’artista franco-danese Thierry Geoffroy, conosciuto anche con il nome Colonel, che dal prossimo 13 marzo, aprirà al PAN il progetto Emergency Room Napoli.
L’idea del -format- Emergency Room – già presentato al P.S.1 di New York nel 2007, e poi ancora a Berlino, Atene, Toronto, Parigi – trova origine dalla constatazione dell’artista che la società contemporanea e’ dominata da un costante stato di -emergenza-: agli artisti, dunque, da sempre -termometri- delle trasformazioni della realtà e interpreti delle sue inquietudini, alla maniera di un giornalista che svolge un’inchiesta, Geoffroy affida il compito di scansionare tale condizione attraverso la realizzazione di una stanza, Emergency Room, appunto, una piattaforma che coinvolge artisti italiani e internazionali, invitati a riflettere su notizie d’attualità, e a presentare giornalmente opere prodotte ad hoc nelle 24 ore precedenti.

Nel sistema dell’arte contemporanea, un artista, solitamente, attende anni, prima di esporre all’interno di istituzioni d’arte, trovare i finanziamenti, sedi e collaboratori. Attraverso il dispositivo di Emergency Room, gli artisti possono invece operare quotidianamente,They scan the emergencies of today and respond to their discoveries of conflicts and discrepancies – no comment or reaction is wrong. interagendo con il pubblico e i mezzi di comunicazione di massaEveryday there will be new reactions, and everyday there will be new reasons for audience and media to tune back in:, condividendo domande e tensioni, ma anche risposte e nuove idee.
Dal 13 marzo al 20 aprile lo scenario di Emergency Room cambierà quotidianamente: alle 12.30 in punto, dal mercoledi’ al lunedi’, gli artisti che di volta in volta si succederanno nella partecipazione al progetto porteranno i lavori realizzati nelle 24 ore precedenti. Le opere, pubblicate in tempo reale sul sito internet dedicato (www.emergencyrooms/napoli), resteranno in esposizione fino alle 12.30 del giorno successivo per poi essere riposizionate in un secondo spazio denominato Delay Museum.
Emergency Room Napoli risponde cosi’ alle tre linee guida della mostra My Space. Cosa vuol dire -pubblico?: ovvero all’idea del museo come luogo pubblico, al ruolo dell’artista come figura pubblica, e ai mezzi di comunicazione telematica come nuovi spazi d’espressione per gli artisti.
Inoltre, il 12 marzo alle ore 17.00, Thierry Geoffroy invita tutti, artisti e non, a partecipare all’iniziativa Critical Run che da anni lo vede correre in diverse città del mondo (New York, Londra, Istanbul, Atene, Parigi, Siberia, Copenhagen). Una vera e propria corsa cittadina che si svolgerà all’interno della Villa Comunale di Napoli, con cui – come dice l’artista – sarà possibile allenare i muscoli della consapevolezza!
Il concept della Critical Run napoletana e’: Is it dangerous to be critical in Naples

Inaugurazione venerdi’ 13 marzo ore 19,00

Palazzo delle Arti di Napoli – PAN
via dei Mille, 60 – Napoli
Orari: feriali: 9.30 > 19.30 | festivi: 9.30 > 14.00 |chiuso il martedi’

La citta’ visibile: donne e pubblicita’

marinielloNell’ambito di -Marzo Donna 2009- – organizzato dall’Assessorato alle
Pari Opportunità del Comune di Napoli – la cooperativa CRASC (Centro di
Ricerca sull’Attore e Sperimentazione Culturale) presenta LUOGHI DI
DONNA, percorso fotografico e teatrale a cura di Dario Arenare e
Beatrice Baino

Questo lavoro, ispirato all’opera di Calvino, e’ il risultato di
una lunga ricerca fotografica sulle mutazioni del paesaggio urbano con
un sguardo particolare alla rappresentazione del -femminile’.
Attraverso una visione, spesso ironica o surreale, delle immagini
pubblicitarie che compaiono su mezzi di trasporto, manifesti e
billboards collocati sulle facciate di palazzi in ristrutturazione,
viene messo in risalto il rapporto insolito e sorprendente che
s’instaura fra la città reale e quella dell’effimero pubblicitario: un
volto di donna che sembra dissetarsi a una fontana, un Concorde che
attraversa un cielo inesistente, delle misteriose figure in fuga- un
gigantesco e accattivante mondo di carta che sempre piu’ irrompe nel
nostro mondo reale. Questo lavoro e’ stato esposto a Roma (Galleria
Acta International), Padova (Centro Nazionale di Fotografia), Ragusa,
New York (New York University) e Arles (Rencontres Internationales de
la Photographie). Ha ottenuto numerose recensioni e articoli apparsi su
riviste specializzate oltre che saggi contenuti nel catalogo pubblicato
dal Centro Nazionale di Fotografia di Padova.

Per maggiori informazioni: tel: 081-8531187-347 8201631

Inaugurazione: venerdi’ 6 marzo 2009, h.11

Sala della Loggia, Castel Nuovo (Maschio Angioino)

Orario: 9-18 da lunedi’ a sabat

Ingresso Libero

Mettere all’Arte il Mondo 1993-1962

alighiero-boettiLa mostra Alighiero&Boetti. Mettere all’Arte il Mondo illustra il metodo creativo di Alighiero Boetti (1940-1994), un artista -singolare- che nel tempo e’ riuscito a diventare -plurale-, cambiando nel 1972 il proprio nome in Alighiero&Boetti. Torinese d’origine, e’ stato tra i piu’ importanti esponenti del movimento Arte povera e dell’Arte Concettuale. Nel corso della sua vita si avvicina a molteplici discipline dalla musica alla matematica, dalla filosofia all’esoterismo, dalle culture africane a quelle del Medio ed Estremo Oriente, verso le quali compie molti dei suoi viaggi.

Ogni progetto artistico ha sempre al centro un primo momento di ideazione, svolto singolarmente dell’artista, e poi concretizzato, materializzato e diffuso attraverso un’elaborazione a piu’ mani nella quale gli esecutori non sono semplice manovalanza ma artefici. Boetti dà vita ad un concetto di creatività diffusa: l’artista dà i suoi input al corpo sociale che raccogliendoli si fa artefice, confermando un rapporto di scambio e di complice dignità. Artista e artefice si muovono insieme un territorio fertile in cui l’immagine, apparsa nella mente dell’ideatore, diventa fonte di gioco e si concretizza nelle mani di altri.
Il percorso della mostra intende sottolineare il nomadismo culturale ed esistenziale di un’artista che e’ riuscito a sdoppiarsi iconograficamente in Alighiero&Boetti e attraverso l’opera, mediante il momento esecutivo, a ricongiungersi con il mondo. Per questo il titolo della mostra e’ Mettere all’Arte il Mondo: indica l’attitudine di un grande artista che ha voluto far socializzare la propria creatività, sviluppando come metodo l’interattività, il deuteroprotagonismo degli esecutori e la comunicazione dell’arte nella società di massa.

La poetica di Boetti si basa su un’analisi ludica della realtà, i giochi della mente, l’attenzione verso i dettagli, il superamento di ogni schema binario, l’apertura verso il caso intelligente, la coesistenza delle differenze.
Le opere in mostra confermano il poetico strabismo di Boetti che ha sempre lavorato sulla coesistenza della differenza, Alighiero e Boetti, Gemelli, Ordine e disordine, Sale e Zucchero, geopolitica e confine, classificazione e indeterminazione, scrittura e numero, identità e metamorfosi, trama e intervallo, regola e imprevisto, modulare e manuale, organico e geometrico, lineare e circolare, concavo e convesso.

Per questo motivo si vuole che le entrate e le uscite del percorso espositivo coincidano, in un andamento che richiama una circolarità, come principio filosofico, che caratterizza tutta la sua produzione e che non predilige l’ingresso da destra o da sinistra, proponendo una congiunzione tra oriente e occidente. La foto a dimensione naturale di una performance Oggi venerdi’ ventisette marzo millenovecentosettanta ore-, esposta al Madre, ritrae Boetti che scrive specularmente con la destra e la sinistra fino alla massima estensione del proprio spazio corporale, ad indicare il tempo circolare, non cronologico, che presiede l’intero percorso espositivo.

L’esposizione si snoda evolvendosi dal noi all’io, dai lavori eseguiti in varie parti del mondo in maniera collettiva (Kilim, arazzi, mappe, biro, lavori postali ecc.) fino a quelli realizzati nei primi anni a Torino e a Roma.
Il percorso della mostra, a cura di Achille Bonito Oliva in collaborazione con l’Archivio Boetti e la Fondazione Alighiero & Boetti prevede un’introduzione nel grande salone centrale del Madre con l’installazione dell’opera Alternando da uno a cento e viceversa (50 Kilim): una cordiale apertura in orizzontale per il pubblico. Nel cortile esterno invece il verticale Autoritratto (scultura in bronzo) che allude ad un ironico narcisismo dell’artista che qui dialoga con tutti gli elementi della natura.

MADRE – Museo d’Arte Donna Regina
via Settembrini, 79 Napoli
Informazioni e prenotazioni Telefono: 081 19313016
(lunedi’ – domenica: ore 10.00 – 20.00)
Orario dal lunedi’ al venerdi’ ore 10.00 – 21.00
sabato e domenica ore 10.00 – 24.00
Giorno di chiusura: martedi’
Biglietti Intero: – 7.00
Ridotto: – 3.50
Gratuito tutti i lunedi’
Audioguide – 4.00

Babel Cafe’

babel-cafeLaboratorio della Quarta Cattedra di Pittura di Gaetano Sgambati, Accademia di Belle Arti Napoli. Siamo lieti di annunciare l¹inaugurazione del Babel Cafe’. Babel Cafe’ e’ un progetto di Gaetano Sgambati con gli studenti del Corso di Pittura dell¹Accademia di Belle Arti di Napoli, anno accademico 2008/2009, con il coordinamento di Maria Giovanna Mancini.

Il laboratorio e’ stato ricoperto integralmente da scritte che non hanno un contenuto particolare: frasi banali, comuni, pensieri spontanei. L¹aspetto del laboratorio e’ il risultato di una continua accumulazione di frasi che in totale casualità vengono giustapposte le une alle altre. L¹unico principio d¹ordine in questa rutilante successione di parole e’ la pratica stessa della scrittura.

Scandiscono lo spazio allungato della stanza gli oggetti comuni: un televisore, un divano, un secchio, un neon, ma anche vecchie ³cose² del laboratorio cariche della memoria di passate esperienze, intorno a cui si addensa una storia, una narrazione.

L’individuazione dell¹unità significante (la scrittura) e’ volta a produrre un’esperienza estetica diffusa (diffusa attraverso la riconoscibilità del segno minimo) su scala di massa. All’interno di questo percorso didattico interno, al tempo stesso individuale e collettivo, sono stati condotti gli incontri con persone che della scrittura si occupano a tempo pieno.

La scelta di incontrare le persone che utilizzano la scrittura come medium specifico (Pasquale Testa ­editore, Maurizio Braucci ­scrittore, Giancarlo Lacerenza-docente di letteratura ebraica e biblica, Alessandro De Vita ­drammaturgo- e Luca Marra ­attore, Sandro Dionisio – regista), e’ stata mossa dalla necessità di discutere delle implicazioni profonde di questo medium che nel progetto Babel Cafe’ viene utilizzato in modo strumentale come segno pittorico, accennando alle questioni della temporalità delle storie, della complessità della narrazione, della molteplicità dell¹autorialità, ma rimandando a chi in modo specifico se ne occupa.

I workshop che sono stati condotti fino ad ora hanno influito in modo profondo sulla costruzione dello spazio e sul riconoscimento delle finalità del progetto. Sempre piu’ ci sembra fondata la scelta di organizzare le diverse modalità di scrittura, la complessità delle storie individuali che si impongono in un lavoro collettivo e la possibilità stessa che una storia abiti uno spazio non normato in codice, nel luogo del cafe’ letterario ed in particolare di Babel Cafe’.

Babel Cafe’ fino a giugno ospiterà ancora incontri con musicisti, registi e attori teatrali, presenterà libri e film, includendo ogni interessante riflessione sulla scrittura con l¹ambizione di poterne rappresentare la complessità negando la rigida ed ideologica prospettiva del discorso unico.

All¹inaugurazione, che coincide con l¹esame di verifica del lavoro svolto dagli studenti del corso, seguirà una babelica successione animata di piccoli interventi teatrali, musicali e performativi.

Inaugurazione 25 febbraio 2009 ore 17

Laboratorio di Sgambati ­ – quarto piano ­ ala direzione ­ Accademia di Belle Arti di Napoli
via Costantinopoli, 107 – Napoli
ingresso libero