Un Mito nella citta’ 1974-2002

villegleOpere sonore di Bernard Heidsieck Couper n’est pas jouer – Biopsie n. 10 -1968
Tagliare non significa giocare: biopsia n. 10
Proiezione Lunedi’ 23 marzo 2009 ore 21

Attraverso l’utilizzo quasi esclusivo del manifesto lacerato, Jacques Villegle’, nato a Quimper, in Bretagna, nel 1926, e’ stato in grado di portare avanti, già dalla fine degli anni ’40, un’opera abbondante e di una straordinaria ricchezza formale, dall’esplosione tipografica e delle grandi composizioni astratte colorate dei primi tempi fino ai recenti accostamenti ritmici scaturiti dai manifesti dei concerti. Annunciando la propria posizione di bighellone, Jacques Villegle’ non interviene che niente o poco sui manifesti che preleva nelle strade per incollarli su tela.
Il suo lavoro consiste piuttosto nel lasciare emergere dal caos urbano le bellezze nascoste negli spessori della carta strappata da mani anonime che hanno talvolta anche scritto sui manifesti o li hanno macchiati.
L’opera di Villegle’ costituisce un sismografo formidabile delle nostre -realtà collettive- cosi’ come vengono diffuse dallo spazio urbano la cui storia ci viene restituita attraverso quella, singolare, dei suoi muri. Essa rivela a quale punto il nostro sguardo e’ condizionato da questo ambiente visivo quotidiano, e come esso rimette in funzione la nostra memoria in maniera critica, ma anche ludica*.

Una volta ricevuta la commessa da parte della società di produzione Axe Film per la collana -la cinepresa stilografica-, Jacques Villegle’ inizio’ nel 1974 a girare il film che poi intitolo’ Un mythe dans la ville [Un mito nella città] ricordandosi di aver sentito, nel 1970, su France-Culture, Paul Le’autaud e Roger Caillois affermare che la città aveva perso il proprio mito, che il Mito nella città sussisteva soltanto nei racconti, specie nel romanzo poliziesco, e di avere allora considerato che questi uomini non erano piu’ in grado di guardare intorno a se’, che non avevano in mente che dei ricordi di gioventu’.
Si tratta di un film -collage- in cui si mescolano le vedute di Parigi, in particolare i cantieri del forum delle Halles e del Centre Pompidou, un -libro impubblicabile- Premie’res approches sur la ville [Primi approcci sulla città] creato appositamente da Denise A. Aubertin, le diverse animazioni specie a partire dai segni dell’alfabeto socio-politico, una sequenza di auto-lacerazioni di manifesti, una serie di opere lacerate in cui si aggira L’Hourloupe – il piccolo personaggio con la faccia di -Bosse de nage di Jean Dubuffet- – gli amici che fanno l’apologia dell’attacchino di manifesti, -il piu’ grande dei poeti moderni-, con citazioni di autori che vanno da Apollinaire a Cendrars.

Nel 1975 Bernard Heidsieck autorizzo’ Villegle’ a utilizzare la sua opera sonora Couper n’est pas jouer: biopsie n. 10 [Tagliare non significa giocare: biopsia n. 10] del 1968, per costituire, nella sua integralità, il supporto sonoro del film. Il montaggio, i cui elementi si dovettero abbandonare in uno stato omai quasi definitivo in seguito al fallimento della società d produzione, non fu terminato che nel 2002, grazie a Jean-Michel Bouhours del Servizio Cinema del Museo Nazionale d’Arte moderna Georges Pompidou.
Jacques Villegle’ sarà sempre grato a Bernard Heidsieck di avere atteso con pazienza, per ben ventotto anni, per assistere al compimento dell’opera, senza avere mai ne’ consegnato la colonna sonora a un altro artista, ne’ avere mai manifestato segni d’impazienza.
Si impone la necessità di ricordare quanto e’ scontato: Napoli se ne intende non poco di danni provocati dalla propaganda o dalla pubblicità, e la sua immagine puo’ pertanto paragonarsi a quella di un bel manifesto lacerato.

Lunedi’ 23 marzo ore 21 proiezione

Kaplan’s Project n 3 Palazzo Spinelli
via Dei Tribunali, 362 Napoli
Dal 24 marzo al 15 giugno 2009 per appuntamento

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