18 November, 2008

Riparte la stagione delle mostre nel centralissimo e raffinato spazio di SABINA ALBANO, da sempre attenta a suggestioni e tendenze fuori dagli schemi, che sposino i due ambiti dell’arte visiva e della moda. Anche questa doppia personale, infatti, propone un allestimento davvero sui generis. A cominciare dal fatto che a esporre non sono solo due creativi, ma anche un padre e una figlia. Due stili apparentemente diversi che comunicano attraverso un unico, coerente percorso visivo, frutto dell’incontro-scontro tra generazioni differenti, che si sublima e palesa in un dialogo artistico di forme, colori, tecniche e supporti vari e compositi. Una mostra che come sottotitolo potrebbe avere la dicitura “di padre in figlia”, dal momento che, senza mai abbandonare le proprie scelte artistiche e compositive, i Del Prete si passano una sorta di ideale ‘testimone creativo’, arricchendosi l’una dell’influsso dell’altro e viceversa. Il tutto in un gioco di mutui rimandi e tacite citazioni che descrive una specie di parabola che dal formale si orienta verso l’informale, da una genesi determinata cresce verso nuove aperture e prospettive sperimentali. E forse ciò è ancor più evidente nella diacronia creativa e nell’esperienza di ANTONIO DEL PRETE, che per questa personale propone un’ardita ma omogenea miscellanea di 4 sculture e 2 dipinti, spostandosi da un retaggio figurativo verso un ampio respiro avanguardistico e di ricerca. Comun denominatore delle sue opere il tema dell’indagine ontologica che ciascun individuo compie nell’arco della propria esistenza. Due sculture sono volti apparentemente definiti, ma con peculiarità che danno un saggio dell’impegno dell’uomo per emergere dalle difficoltà, della forma che gradualmente fuoriesce dalla materia per potersi definire. Un’altra scultura, sempre un volto, poggia su di una tavola di legno d’ulivo con su foglie laccate d’argento, mentre al suo interno fa intravedere una nuance rossa a testimonianza, nell’intento del suo autore, dello scorrere inesorabile del tempo. L’ultima creazione scultoria è in creta e risale a quando l’artista aveva solo 14 anni. Due i dipinti che si affiancano alle precedenti opere, realizzati su due tavole lignee del ‘700 donate da una chiesa, che fotografano il golfo in differenti scorci e vedute e su ambo i lati del dipinto, disegnando perfettamente il passaggio dal figurativo all’astratto, dal visivo-estetico al meramente emotivo-etico. In una di queste raffigurazioni la particolarità è anche una linea di pigmento che il pubblico può toccare e ‘rubare’, in una sorta di vero e proprio scambio tra astante e opera-autore, un travaso di colore e linfa creativa.
Si inaugura giovedì 20.11.2008 alle 19:00 “MUSE MUTANTI”, la doppia personale di ANTONIO DEL PRETE e PAOLA DEL PRETE. La mostra è visitabile, presso la “SABINALBANO Modart Gallery” (vico Vasto a Chiaja n. 52/53, NAPOLI. Info: 081/421716, sabinalbano@yahoo.it), sino all’11.12.2008 tutti i giorni, eccetto il lunedì mattina e i festivi, dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 16:30 fino alle 20:00. Ingresso gratuito.
13 November, 2008

L’Independent Film Show, unica rassegna italiana dedicata al Cinema Sperimentale Indipendente, indaga il medium cinema come forma d’arte creativa, libera e dinamica. L’Arte si distingue dalle altre attività ed espressioni umane per la sua funzione organica di proiezione dell’esperienza immaginativa nella realtà; questa funzione della forma e’ caratterizzata da due qualità essenziali: essa deriva dallo strumento che costruisce l’esperienza (in questo caso, la cinepresa e le tecniche di montaggio) ed incorpora la filosofia e le emozioni. Il Cinema e’ un’arte spazio-temporale con una capacità unica, cioe’ creare delle nuove relazioni spazio-temporali e proiettarle in un’incontrastabile esperienza soggettiva.
L’Independent Film Show 8° edizione, organizzata dalla E-M Arts o.n.l.u.s., si svolgerà dal 12 al 16 novembre 2008 presso la Fondazione Morra (Palazzo Ruffo di Bagnara Piazza Dante, 89) e sarà coordinata da Raffaella Morra e Katia Rossini, co-fondatrice del Nova Cinema di Bruxelles.
Maya Deren Films 1943-1959, a cura di Mario Franco, rappresenta un’occasione rara per studiare ed approfondire l’opera omnia di Maya Deren, leggenda del cinema sperimentale indipendente. I suoi films impiegano la logica dei sogni, dei rituali e dei miti piu’ che la logica narrativa aristotelica ed attraverso essi la film-maker illumina la condizione umana e mostra un senso etico dell’arte come pratica terapeutica e ristorativa. –i bambini imparano velocemente, poi nell’adolescenza, quando l’ego si assesta, il processo di apprendimento diminuisce fino a che non si impara piu’; il bambino guarda il mondo con uno sguardo aperto verso l’esterno, poi l’individuo comincia a giustificare una storia che esiste soltanto in se’ stesso. L’opera d’arte chiede al sistema personale una resa temporanea e soltanto chi si arrende ad una nuova esperienza puo’ viaggiare e conoscere un’altra mente-. (da Maya Deren New directions in Film Art, 1951)
Field Notes I & II, a cura di William Rose, riunisce una selezione di films e video recenti che affrontano il rapporto problematico fra il film-maker ed il luogo in cui filma. Ogni lavoro in programma ha richiesto al suo creatore di operare come un agente segreto, viaggiare verso un luogo straniero, negoziare il proprio rapporto con esso e tradurre le proprie esperienze in immagini significative e soggettive; le locations sono il Pakistan, il Giappone, l’India, il Suriname, l’Arabia Saudita, gli U.S.A. e l’ambientazione del video gioco Grand Theft Auto.
Tre films (Serene Velocity 1970 di Ernie Gehr, WVLNT 2003 di Michael Snow e Corridor 1970 di Standish D. Lawder) costituiscono American Space Programme, nel testo di introduzione al programma Greg Pope scrive -tre macchine spazio-temporali che ti trasportano in avanti piu’ che mai verso la meditazione astratta - i concetti percettivi, l’infinito e l’assoluto. Il viaggio avanza verso l’astrazione ma non ti libera mai completamente dalla realtà materiale - queste macchine trasformano invece le proprie locations cosi’ come l’architettura dei propri apparati. Le piu’ grandi trasformazioni si verificano nel passaggio dai nostri occhi (ed orecchie) ai nostri cinema interiori-.
Norwegian Tilts and Exits riunisce 13 films e video Norvegesi selezionati da Greg Pope, ogni opera costituisce un’istantanea personale della -Natura Nordica’ svelando dei possibili e potenziali suggerimenti.
Il concerto Tension-Suspence- di Bernhard Schreiner e le due performances di cinema espanso Light Trap di Greg Pope e Quelques minuites- di Xavier Quere’l accompagnano ed integrano questo straordinario calendario di eventi, mostrando la sezione piu’ viva e creativa del cinema e della musica contemporanea.
Tension-Suspense… prende spunto dall’opera Presque Rien n. 1 del compositore francese Luc Ferrari, pioniere della prima musique concre’te. Un luogo di Bucarest vicino alla piazza universitaria e’ stato scelto per registrare i suoni della città per 24 ore. Tension-Suspense- e’ un ritratto sonoro pubblico che sarà -trasportato- ed alterato dallo spazio piu’ riservato e chiuso del cinema/concerto di Napoli.
Light Trap di Greg Pope e’ una performance con quattro proiettori 16mm modificati e l’improvvisazione musicale del geniale Mike Cooper. L’opera e’ una voluminosa ed aerea scultura di suono/luce che esplora gli elementi grezzi del cinema: il proiettore, il materiale filmico, la stanza oscura ed il suono sincronizzato.
Quelques minutes de soleil apre’s minuit di Xavier Quere’l, già conosciuto a Napoli per la performance del collettivo Cellule d’Intervention Metamkine nel 2005, interviene con un’eccezionale dimostrazione dal vivo delle possibilità di utilizzo di un proiettore 16mm sonoro. Cio’ che interessa e’ lo strumento (il proiettore), la luce e la capacità del film-maker di interagire emozionalmente con gli spettatori, creando cosi’ un vero film dal vivo.
L’Independent Film Show e’ inoltre occasione di discussione informale tra i curatori, i film-makers e gli spettatori; anche per questa edizione sarà aggiornato il web-site (http://www.em-arts.org) e realizzato il catalogo italiano/inglese a colori con i testi dei curatori e le schede dei 38 films e performances in programma.
12-16 novembre 2008
Fondazione Morra - Palazzo Ruffo di Bagnara
Piazza Dante, 89 - Napoli
Per le performances del 14 - 15 - 16 novembre euro 5
11 November, 2008
Il Museo Minimo diventa sempre meno Minimo e sempre piu’ Internazionale con la presenza di opere su carta di Karl F. Hacker. Per la precisione di Linoleumgrafie. Un’incisione che sa di passato e che sembra in contrasto con le nuove tecniche serigrafiche digitali. Ma viaggiando per il nostro continente si scopre che non e’ poi cosi’ rara, che molti artisti del Nord Europa continuano ad essere interessati a questa tecnica e genere. Dicevo un sapore antico che ci fa gustare le matrici lignee, di antica memoria, ora sostituite dal piu’ moderno linoleum.
Un materiale che in origine significava edilizia, restauri a basso costo. Ma spesso una scoperta ed il suo utilizzo viene affiancato da altri usi a cui, in origine, non si era pensato. Cosi’ la tecnica si modernizza a causa della matrice. Ma riesce sempre ad esprimere un segno forte, essenziale, corposo come la mano e il pensiero di chi opera. Quindi non un segno dolce, sottile che ci possa donare l’idea dell’ombreggiatura. Non un qualche cosa di estremamente finito ma nello stesso tempo un messaggio che non lascia dubbi. E la carta ne diventa il supporto ideale su cui lasciarlo come con gli antichi caratteri di composizione quando i tipografi componevano manualmente. Tutto questo Noi lo assaporiamo, in un percorso che non vuole essere malinconia per l’ieri ma giusto riconoscimento per poter capire l’oggi.
inaugurazione martedi’ 11 novembre 2008 ore 18
L’esposizione sarà visitabile sino al 11 dicembre 2008
Museo Minimo
Via detta san vincenzo, 3 - Napoli
Orari: lunedi’ e mercoledi’ h. 15-18 Martedi’, giovedi’ e venerdi’ h. 9-12 O per appuntamento
9 November, 2008

Esiste una regione della mente che e’ sede d’inesprimibili impulsi, intuizioni, desideri. Il ragionamento e’ un continuo impegno a tradurrli in parole e, traducendo, spesso tradisce. Alla ricerca di piu’ sincere emozioni, in un mondo in cui ideologie in crisi sono state sostituite da integralismi religiosi altrettanto sanguinari, abbiamo chiesto agli artisti di percorrere questi sentieri del pensiero che la ragione non riesce a indagare. I video presentati raccontano di una crisi sociale e culturale che investe ormai ogni angolo del pianeta e di un quotidiano in cui prevalgono rimozione, violenza e alienazione.
Un senso di progressiva frammentazione si legge nelle opere di pittura, scultura e fotografia. Figure che si sciolgono in sfondi materici e scomposizioni cromatiche, masse di colore, geometrie labirintiche e infine linee o punti colorati che si perdono in un agghiacciante chiarore. E la musica, espressamente scritta da Vincenzo Nini, raccoglie, guida, sottolinea intuizioni non altrimenti esprimibili, alla ricerca di quella originaria vibrazione che ha strutturato l’universo.
Vincenzo Montella
Inaugurazione 9 Novembre 2008 ore 10
con presentazione di Giorgio Agnisola
Sala delle terrazze, Castel dell’Ovo
Via Caracciolo di Bella (Borgo Marinari), Napoli
artisti partecipanti: Argentina : Pablo Sinai, Bulgaria: Biser Panayotov, Cina : Wang Tiewei, Liu Wei. Germania : Ute Illig, Giappone : Hiroshi Matsumoto, Indonesia : Antonius Kho, Setyo Mardiyantoro, Israele : Orna Adoram, Tamar Sorkin, Italia : Tiziana Baracchi, Maurizio Barretta, Simone Catania, Michele Cazzani, Guido Della Giovanna, Giuseppe Di Franco, Mario D’Imperio, Simonetta Funel, Franco Iuliano, Immacolata Maddaloni, Giovanni Mangiacapra, Andrea Martone, Renato Milo, Vincenzo Montella, Nicola Morea, Raffaele Nastro, Renata Pagano, Nuccia Pulpo, Paola Rago, Elio Rizzo, Michele Roccotelli, Roberto Sanchez, Pasquale Sica, Salvatore Starace, Rino Vellecco, Malesia : Yeoh Kean Thai, USA : Robert H. Stockton, Max Yawney, Venezuela : Orlando Campos, Ine’s de Veer, Miguel Marsán, Linda Morales, Raul Penalver, Ana Teresa Pesce, Hugo Rivero, Miguel Rivero, Freddy Simoza.
7 November, 2008

La Galleria PrimoPiano ha partecipato durante il mese di luglio al Festival Rencontres d’Arles, una delle piu’ prestigiose e antiche rassegne di fotografia. Di ritorno da Arles e’ il trat d’union che unisce quel momento espositivo e che PrimoPiano propone ora nella sede espositiva napoletana.
Il progetto artistico curato per Arles ha visto i sei artisti lavorare sull’ideale categoria della passione sia nel suo proprio significato di forte commozione dell’animo che nella piu’ generale accezione di piacere dell’agire. Il sostanziale mutamento del supporto segnico passione che, nel corso dei secoli, e’ passato dalla passività all’attività e’ stato il tracciato - personale, ideale, civile, intimo - che gli artisti hanno percorso nella realizzazione delle loro opere fotografiche.
Gianluca Acanfora, Luigi Grassi, Marco Natale, Massimo Pastore, Anna Santonicola e Margherita Verdi hanno catturato l’attenzione degli oltre mille visitatori, che durante i primi dieci giorni dei Rencontres d’Arles Photographie 2008, hanno animato lo spazio allestito dalla PrimoPiano HPG nel cuore della antica città francese. Collezionisti, fotografi, galleristi e appassionati provenienti da tutto il mondo.
PrimoPiano HPG di ritorno da Arles presenta Luoghi di Passione in occasione della conclusione del secondo anno di attività espositive nella galleria che da molti e’ stata definita la prima Casa della Fotografia nel Mezzogiorno d’Italia.
PrimoPiano compie, con orgoglio, due anni, una realtà giovane che, con passione e onestà intellettuale e culturale, ha saputo ritagliarsi uno spazio rilevante nel mondo dell’arte contemporanea partenopea, aprendo le porte non solo a coloro che da sempre apprezzano e frequentano i luoghi dell’arte, innescando cosi’ un meccanismo di fruizione dell’arte da parte del popolo. PrimoPiano continuerà ad essere sempre piu’ un -Luogo di passione popolare-, processo reso possibile anche grazie al sostegno di giornalisti e amici che hanno creduto sin dall’inizio alla bontà del progetto PrimoPiano.
Gianluca Acanfora, romano, grafico e fotografo streeter (cosi’ ama definirsi) il suo occhio capace di immortalare scene straordinarie si allontana temporaneamente dalla strada, per mostrare spaccati di vita intima.
Luigi Grassi, laureando all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Un giovane sguardo d’indubitabile profondità emotiva, scevro da avanguardismo d’accatto che spesso contamina, loro malgrado, le nuove generazione d’artisti di potere.
Marco Natale , artista dalla natura eclettica che spazia dalla fotografia, alla scrittura, alla pittura. Sempre attento alla scelta dei materiali che utilizza per le sue opere, in un’idea di progetto estetico complessivo, presenterà un’opera che ha riscosso straordinari consensi in Francia, il trittico -Angeli-, in cui l’artista gioca magistralmente con i chiaroscuri, conduce lo spettatore in una dimensione di sub-liminale riflessione.
Massimo Pastore mostrerà sette raffinate miniature in bianco e nero che svelano la passione (pathos) come solitudine. Paesaggi urbani in un’atmosfera fredda, invernale, dove si percepisce il passaggio dell’uomo che non si arresta, che non si vede ma del quale si avverte la presenza, orme lasciate nella neve o nell’evanescenza di una presenza indistinguibile che contrasta con le calde tonalità seppia. Dello stesso autore una stampa di grande formato a colori ci accompagna in una scena surreale, la luce, protagonista di questa stravagante (va fuori vagando) opera, cambia passando dalle fredde tonalità di gradazioni di blu al caldo della teatrale luce gialla che illumina una porzione importante dell’immagine, apparentemente una foto da set, ma la realtà e’ a volte ben piu’ forte e affascinante della finzione.
Anna Santonicola, salernitana, oggi prevalentemente videomaker, per anni ha svolto e continua svolgere il duro mestiere di fotografo, un occhio straordinariamente attento alla contemporaneità, sociale e civile, non a caso l’opera creata per questo progetto e’ un dittico di grande formato che mette a confronto due olocausti apparentemente diversi e lontani ma drammaticamente simili.
Margherita Verdi, fiorentina, fotografa straordinaria che rispecchia in pieno la poetica della Scuola Toscana, ci accompagna con eleganza in luoghi spesso rarefatti, come nel lavoro che inauguro’ gli spazi espositivi di PrimoPiano -Fading Memories-. Per questa esposizione presenta quattro fotografie inedite dalle tinte pastellate in cui mostra con l’eleganza che contraddistingue i suoi scatti quattro luoghi diversi, luoghi in cui la passione regna incontrastata.
Vernissage venerdi’ 7 novembre 2008 dalle 18 alle 22
PrimoPiano
118, Via Foria Napoli
dal lunedi’ al venerdi’ - ore 15,30 / 19,00
ingresso libero
6 November, 2008

Nicola Nastro nato a Marano di Napoli nel 1966, lavora con cavi di acciaio realizzando diversi progetti di istallazioni: vincitore del 1° premio Nazionale Scultura Marche, attualmente il lavoro si trova all’interno del Museo della scultura di Spinetoli (AP); progetto -tensioni- realizzato a Sant’Agata de’ Goti (BN), con quaranta cavi in acciaio, una ruota in ferro, uno spazio architettonico e la luce, realizzato all’interno della Galleria ”Il ritrovo di Rob Shazar”; progetto -Sonata per violoncello e pianoforte-, realizzato presso la galleria ARTEXARTE Villaricca (NA); progetto -Angel in Palace- Palazzo S. Massimo - Salerno.
Recentemente ha presentato presso la galleria Laparetearticontemporanee in Napoli, la mostra -untitled 2006-, dove ha presentato scatti fotografici impressi su lastre dibond, dove gli elementi si liberano della loro appartenenza all’oggetto e fluttuano liberamente nello spazio della sfera.
Blu extra 817 e’ il titolo del progetto presentato nello spazio della galleria BOX di via Chiatamone Napoli diretta da Tommaso Ferrillo, i lavori sono stati realizzati utilizzando un solo colore (nome tecnico blu extra n° 817), sono permeati di contenuti esistenziali e spirituali risucchiando lo spettatore nel mondo del sub-conscio, della creazione dell’io e dell’universo, mantenendo costante il dialogo con l’architettura e con lo spazio.
La mostra resterà aperta dal 6 novembre al 6 dicembre 2008
Giovedi’ 6 novembre 2008 alle ore 18,30
ArtexArte
via Chiatamone, 7 - Napoli
Dal lunedi’ al venerdi’ ore 16,00 / 19,00 o per appuntamento - info 338 223 5989
Ingresso libero
5 November, 2008

Entropyart_in_progress ospita DAZE: ”South Bronx to Naples” a cura di Enrico Pedrini con la partecipazione straordinaria di Alberto POLO Cretara Conferenza stampa: Martedi’ 4 novembre ore 11,00 Sarà presente l’artista Inaugurazione: 5 novembre ore 18,30
Entropyart|in|progress e’ lieta di presentare South Bronx to Naples di DAZE a cura di Enrico Pedrini, con la partecipazione straordinaria di Alberto Polo Cretara. Napoli chiama New York in un evento artistico congiunto fra il noto graffitista americano e Alberto Polo, pioniere del movimento hip hop italiano. Daze e Crash sono tra i graffitisti che hanno partecipato al movimento dei treni della metropolitana, dipingendo con estrema velocità la propria tag.
Daze, writer dal 1977 mentre era studente alla Hight School of Art and Design di New York, sin dall’inizio ha mostrato un desiderio ed una necessità di esprimere la consapevolezza della propria esistenza in un modo del tutto spontaneo e non contaminato creando un ricco ed armonioso intreccio di lettere bordate, di improvvisazioni e di giochi grafici che trasformavano la scrittura a spray in un vero sistema di immagini.
Le lettere venivano intrecciate inserendole con ”continuità l’una nell’altra”, quasi a creare degli incroci e delle interazioni capaci di impaginare lo spazio in una nuova realtà, dove la scrittura si fa dimensione prospettica in fuga tridimensionale ed i segni che compongono le parole finiscono col dare alle lettere uno spessore come di corpi oggettuali.
Spinto da uno spirito di forte competizione egli amava infilarsi fra i treni e costruire dei lavori che risultassero assai complessi in uno stile molto selvaggio e spontaneo.
Da alcuni anni l’artista ha riscoperto, invece, la pittura ad olio, trasformando cosi’ il linguaggio aggressivo ed immediato in un codice piu’ intimista e meditato. Attraverso questo mezzo egli riesce a ”ritrarre l’eccitamento della strada” mediante la spontaneità dei suoi personaggi che sono musicisti,artisti,poliziotti, prostitute,protettori,etc.
Accanto a Daze, per un duplice intervento artistico ad Entropyart, ci sarà Alberto Polo, fondatore della KTM, storica crew di graffiti partenopea, leader del gruppo hip hop LA FAMIGLIA.
Artista poliedrico, si e’ misurato con vari strumenti per esprimere il proprio amore verso il prossimo, e la propria sofferenza verso il male che dilaga nel mondo, recitando come attore in film per il cinema e per la televisione, scoprendo la sua vera passione per la regia.
Dirige videoclip musicali per artisti quali Enzo Gragnaniello, Chiara Civello, La Famiglia, solo per citarne alcuni.
E’ in procinto di pubblicare ”NAPOLIZM Volume 2: a SEMP CHIU’ fresh collection of neapolitan rap”, un film documentario sugli artisti hip hop campani.
Napoletano di nascita, americano d’adozione, Polo e’ da sempre impegnato nel favorire gli scambi culturali tra New York e Napoli, sulla linea del 41esimo parallelo.
Inaugurazione: 5 novembre ore 18,30
Entropy Art in progress
via San Pasquale, 53 - Napoli
Orari di apertura: da lunedi’ a venerdi’ 16 - 20; (la mattina solo su appuntamento); sabato e domenica chiuso.
Ingresso libero
4 November, 2008

“ANIMA PEREGRINA” è il titolo dell’allestimento di un nuovo gruppo di creazioni di Lucia Gangheri, costituito da circa 20 pezzi. Il corpus espositivo, in mostra in questo accogliente e raccolto spazio nel cuore avito della città, si articola in 8 disegni a penna su carta, per lo più in bianco e nero (21×28), montati su cartoncini di fondo scuro, e in 12 pitture a olio dai colori tenui e rilassanti (da 26×35 a 32×22), anch’esse su supporto di cartoncino da 35×50. Alcune di queste sono abbinate in dittici e in un trittico.
La scelta della Gangheri di due diverse tecniche artistiche non ne intacca per nulla la coerenza creativa, grazie a un filo rosso che lega le diverse figure tanto dei lavori a penna quanto delle pitture. Il tema ricorrente, infatti, è palesemente quello della sofferenza, comun denominatore dell’ispirazione di G?ng?ri. Senza abbandonare, difatti, il discorso iniziato in creazioni e mostre precedenti, l’artista partenopea porta avanti un dialogo esistenziale e un percorso di ricerca interiore dinamico e diacronico, che riesce a tradurre in un nitido tratto pittorico e in una chiara raffigurazione. Il lessico creativo resta intriso di misticismo, dal sapore prettamente ma non esclusivamente orientale, e di quel dolore e di quell’impegno propri del cammino che ciascun individuo si trova a fare nella sua vita.
Di vaga matrice antropologica è l’indagine fotografica, volta a immortalare visi, espressioni e fattezze di persone durante feste popolari e religiose nostrane, da trasfigurare poi in ritratti a penna e in veri e propri dipinti su carta e cartoncino. A prescindere dalla fede e dall’appartenenza a questo o a quell’altro credo, ciò che colpisce la creativa napoletana è il concetto stesso del pellegrino, come essere umano posto sulla Terra alla ricerca, in perenne divenire, in itinere, seguendo un viaggio in grado di fornire risposte alle proprie domande. Ed ecco tornare a tratti l’dea del piede, leit-motiv preesistente nel lavoro della Gangheri; si riaffaccia l’orma, l’impronta lasciata lungo il tragitto di fede, di ricerca, di sguardo interiore, anche se in questo specifico allestimento la “forma-piede” compare solo in trasparenza, quale segno estetico “accessorio”, se così si può dire; tant’è che volti e figure, al contrario che nelle opere antecedenti, non campeggiano più all’interno della “cornice-piede”.
Il dolore, quindi, come motivo cardine, ma anche come semplice interferenza rispetto all’iter che si compie per raggiungere il proprio livello di coscienza. Interferenza visivamente rappresentata da una linea rossa che, se da un lato, spezza il bianco abbacinante della luce che contraddistingue queste creazioni, bianco in cui spesso la figura disancorata si ritrova quasi a galleggiare; d’altro canto, unisce i diversi ritratti, accomunandoli.
Una sintassi pittorica, a volte scientemente ingenua ma sempre autentica, altre volte dall’eco orientaleggiante, caratterizza i ritratti in mostra, specie quelli a penna; mentre un’evanescenza immateriale ed eterea dona un tono rarefatto ed aereo ai dipinti delicatissimi e al contempo ammalianti.
Si inaugura sabato 8.11.2008 alle 18:30 “ANIMA PEREGRINA”, la nuova personale di LUCIA GANGHERI (alias G?ng?ri), visitabile presso lo Spazio Arte-Libri “IL FILO DI PARTENOPE” (via Sapienza n. 4, NAPOLI. Info: 081/295922, 338/8581875, e-mail: ilfilodipartenope@libero.it) sino al 30.11.2008 tutti i giorni, eccetto il lunedì mattina e i festivi, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 fino alle 19:00, previa telefonata.
25 October, 2008
Venerdi’ 24 ottobre 2008 , alle ore 19, Dina Caro’la, in via Orazio 29 , Napoli, inaugura una mostra personale di Toni Costa (Padova 1935) Toni Costa e’ uno storico esponente del -gruppo N-, collettivo di lavoro e ricerca fondato a Padova nel -59 con Massironi, Biasi, Landi e Chiggio. Il -gruppo N- diverrà insieme al -gruppo T-(formato, tra gli altri, da Varisco, Anselmi, Colombo,Boriani, De Vecchi) di Milano il principale protagonista italiano dell’Arte Programmata e Cinetica. Il movimento dell’Arte Cinetica che si sviluppa in quegli anni in tutta Europa, ha come caratteristica l’esigenza di creare le condizioni per un lavoro di equipe come modello ideale per un continuo processo di sviluppo artistico.
L’analisi sistematica dei fenomeni percettivi diviene il centro della poetica di questi artisti che non a caso preferiscono definirsi -operatori visivi-, o anche -ricercatori visuali-. I domini dell’arte incontrano quelli dell’indagine scientifica, trasformando l’opera in luogo della ricerca e spazio della sperimentazione. Un insieme di regole logico-matematiche che assurge a sistema diventando esperienza conoscitiva, dileguandosi nel reale come espressione di un ideale ordinamento razionale.
Dalla metà del secolo ad oggi Costa ha partecipato a tutte le esposizioni ufficiali dell’arte programmata, ribadendo la singolarità di una ricerca che Getulio Alviani ha definito -arte esatta-, coltivando e proseguendo le pratiche e le scoperte dei costruttivisti russi, del neoplasticismo di Mondrian, del Bauhaus tedesco. Le opere di Toni Costa sono presenti nei piu’ prestigiosi musei del mondo, dal Moma di New York alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, a conferma di una delle ricerche piu’ emblematiche dell’arte cinetica e delle -Nuove tendenze-, dal nome di una serie di esposizioni ideata a Zagabria al principio degli anni -60 che ha avuto un fortissimo impatto non solo artistico, ma anche ideologico e sociale.
In occasione della sua prima mostra presso la galleria l’artista presenta una significativa selezione di lavori degli anni 60 e 70.
Inaugurazione 24 ottobre 2008
Dina Carola
Via Orazio 29 - Napoli
Ingresso libero

25 October, 2008
Di origine israeliana, ma residente in America da piu’ di vent’anni, Rhea Carmi usa l’elemento geometrico quale forma espressiva non solo della sua arte, ma anche della propria personalità e del proprio vissuto. La geometria costituisce l’ordine delle cose anche in Natura, dove tutto deve quadrare e nulla viene trascurato o dato per scontato. Nell’opera della Carmi nulla viene trascurato perche’ tutto e’ fondamentale, nell’arte come nella vita: nulla si ottiene per approssimazione, ma solo attraverso lotta, fatica, rigore.
E’ la lezione appresa da suo marito, un sopravvissuto della triste stagione dell’Olocausto e anche tramandata dal suo popolo d’Israele: quella di non arrendersi mai alle impervietà e alle difficoltá dell’esistenza, ma lottare con rigore e fatica per ottenere cio’ in cui si crede.
L’aspetto scientifico della sua personalità la porta a suddividere il campo pittorico in maniera regolare e regolata dall’alternarsi di linee verticali e orizzontali; ma l’artista non vuole neanche indulgere ad un geometrismo puro e fine a se stesso perche’ la sua energia vitale e la forza della passione la conducono a virare verso un universo piu’ ricco e piu’ esteso fatto di emozioni e sentimenti.
Le sue -architetture- sono predisposte per cedere il posto al colore e soprattutto alla luce introdotta attraverso l’uso del giallo violentissimo e dei bianchi abbacinanti. La luce nel suo piu’ alto accento simbolico di catarsi non quale purificazione del se’, ma
quale spiraglio ed emersione dal buio, dal male, dalle avversità; e’ la continua lotta per la vita , l’alternanza di avversità e trionfi, espressa attraverso la scansione di linee geometriche e di colori in gran parte primari che si alternano e si susseguono con ritmo incessante come incessante e’ il ritmo della vita e la personalità dell’artista.
Centro culturale Villa di Donato
Piazza S. Eframo Vecchio, Napoli
La mostra sarà aperta fino al 23 Novembre 2008
e sara’ visitabile su appuntamento telefonando ai numeri: 081 660216 - 081 665456 - 335 6924214
ingresso libero