Archivio per aprile, 2008

aprile 29th, 2008

la festa dei non lavoratori del primo maggio a napoli

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Una festa per i lavoratori precari. Una festa per i giovani che amano il centro antico e che non vogliono o non possono lasciarlo per la ben più nota festa nell’altra piazza gan giovanni, a roma.

una festa che vuole, in modo giocoso ma solenne, urlare ” ma a napoli chi fatica??”

festeggiare questa festa non ha senso a napoli. ed ad affermarlo è proprio il kestè, storico locale che ormai da 11 anni, partendo da pozzuoli e atterrando al centro storico, ha dato e da lavoro pulito a moltissimi. e lo scorso anno ha inventato questa festa, regalata alla piazza ed oggi prodotta dall’associazione arteteka.  


più di 20 le richieste di partecipazione dei gruppi. una bellissima risposta da parte di artisti e giovani napoletani che hanno letto in questa festa un segnale trasparente, semplice e vero. lo stare insieme, il festeggiare e ritrovarsi. partecipare alla rinascita.

4 i gruppi selezionati, un poco in base alla rapidità di adesione, un poco per l’attaccamento dimostrato al centro antico. sono i foja, gruppo eclettico di rock, capace di essere un contenitore di idee e partecipazione, sempre. il foja and friends, nato per gioco, è diventata la ljam session dei rocker napoletani!

poi valerio sgarra. grande artista, cantautore bohemienne partenopeo che canta, in tema con la festa “le conseguenze del bancone”. quindi il fantastico gruppo di elettronica, sempre napoletani. i black era. all’ativo 3 dischi fantastici, tutti autoprodotti! tutti scaricabili dalla rete (perchè kivende?). suonano solo fuori napoli, all’estero ed al nord (perchè a napoli kisuona??) ma per il chi ha l’arteteka fanno uno strappo. ed a chiudere i blue stuff. storico gruppo blues capeggiato da mario insenga che ha scritto un pezzo di storia della musica blues made in naples.


una ennesima ironia sul fatto che il lavoro dell’”oste della malora” o del cameriere a napoli è sempre visto come un ripiego, una seconda porta. mentre nel resto del mondo, il poter ed il saper servire e dar piacere, ristoro al passante, all’amico, al semplice conoscente è sempre molto apprezzato. 

kifatika vuole essere un urlo alla dignità del lavoro. qualsiasi esso sia. un urlo contro le classi dirigenti, specialmente quelle della nostra regione che parlano e sparlano intascando compensi milionari per non far nulla. un urlo contro la classe dirigente che il lavoro non lo crea, mentre è sotto il naso di tutti il modo di poterlo far nascere. forse proprio facendo i camerieri e gli albergatori in una napoli che di turismo non vive. assurdità nell’assurdità.

quindi una festa semplice, con un palco semplice e budget semplici, ma con artisti importanti che in modo del tutto gratuito hanno aderito a questa edizione 2008.


in piazza, sarà allestita la mostra del laboratorio kest’è art 2007. i lavori, prodotto del laboratorio a cielo aperto che ripartirà il 6 maggio, sempre in piazza, saranno venduti all’asta tra un cambio palco e l’altro. i fondi ricavati serviranno a finanziare questa festa, del tutto autoprodotta, ed a dar vita all’edizione 2008 del laboratorio artistico.


per la prima volta il kestè non sarà solo. a seguirlo nell’impresa ci saranno anche le tre pizzetterie che insistono sulla piazza. porta ventosa, pappa e pizza e largo la pizza, che finanzieranno parte dell’evento. la restante parte sarà frutto della vendita dei quadri e delle offerte raccolte tra il pubblico.

oggi san giovanni maggiore, in controtendenza con quanto avviene in tutto il centro storico, sta rinascendo. e questo grazie anche a quei commercianti che nel quotidiano stanno credendoci ed insieme, parola pressocchè sconosciuta a napoli, stanno producendo questo evento.

insomma per fatikare a napoli l’unica risposta sembra essere farlo insieme. e questa festa ne è la dimostrazione!

giovedì primo maggio, dalle ore 21:00

prodotta dall’associazione arteteka e dai

commercianti di largo san giovanni maggiore, 

partirà l’edizione 2008 del progetto kifatika?!

aprile 28th, 2008

Mea

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Si inaugura il 28 aprile, nella chiesa di San Severo al Pendino, -Mea-: prima mostra personale di Stefania Marino, pittrice napoletana giovane ma dalle modalità espressive consolidate.

Negli spazi monumentali della chiesa di San Severo al Pendino saranno in mostra diciassette tele e due bancali dipinti: lavori nuovi e meno recenti accomunati da uno stile che e’ ormai decisamente personale e riconoscibile, per quanto in continua evoluzione, e che negli anni si e’ indirizzato verso una riduzione graduale delle figure, attribuendo invece importanza crescente alla scelta di colori, forme e linee essenziali.
Nelle tele ampie e dal forte impatto spiccano infatti colori intensi nella tonalità e corposi nella consistenza, sia pure accostati tra loro con studiata attenzione, per un effetto finale di semplicità espressiva che nasconde una grande cura della composizione.

-Questa prima antologica ha tutti i segni della creatività di Stefania Marino. Una creatività che e’ piacere della pittura. I colori, stesi con velocità e senza ripensamenti, danno corpo alla riflessione che li sostiene. Il mondo materiale e’ richiamato sul filo della memoria attraverso frammenti, particolari, segni allusivi. Dall’apparente semplicità della formulazione emerge il grande rigore della sottostante struttura compositiva, che esprime una forte sensibilità al fascino delle proprietà fisiche dei colori, operando composizioni di raffinata eleganza, ottenute con contrasti cromatici e disegni, screpolature non casuali, variazioni materiche nel pigmento incrostato.-

L’inaugurazione si terrà lunedi’ 28 aprile alle ore 17.00, alla presenza dell’Assessore Nicola Oddati.

Chiesa di San Severo al Pendino
via Duomo, 282 Napoli
Dal lunedi’ al sabato 9-19. 4-11-18-25 maggio: ore 9-14
Ingresso gratuito

aprile 28th, 2008

LiberaMenteRosso

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Il cuore della vecchia Napoli, nonostante le troppe difficoltà non ha smesso di pulsare, di vivere e dare emozioni.
Il giorno 25 aprile alle ore 18 nei vicoli della Napoli di un tempo, in via San Domenico Soriano , LineaDarte Officina Creativa (isola della creatività, laboratorio delle libere arti) si apre all’espressione di circa 70 artisti italiani e non, i quali attraverso l’artecontemporanea percorreranno un viaggio cromatico che si esplicherà in 5 incontri in cui dovranno ispirarsi a cio’ che i colori: rosso, bianco, verde, blu e nero esprimono nell’animo e nelle passioni umane.

Il LiberaMente , curato e ideato da Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma, si apre con il rosso.
Rosso, colore delle passioni, della vita che inizia, del sangue dei caduti, delle libertà perse e delle libertà ottenute nonche’ colore dell’ amore per poi proseguire con altre 4 manifestazioni che si terranno nel corso del c.a. e vedranno gli artisti esprimersi e confrontarsi con le cromature del bianco che revoca :la purezza, la fanciullezza, l’idillio tutto cio’ che e’ positivo nell’immaginario collettivo, poi il verde come le campagne della nostra terra, le colline , colore che induce e conduce alla pacatezza alla tranquillità, alla rilassatezza per poi passare al blu ; il colore della Bella Napoli, del mare, del cielo , il colore della giovane Europa e infine come un vortice tutti i colori che si assemblano e diventano nero. Il nero, un colore che solitamente indica il macabro, l’angusto, le tenebre, ha invece il presupposto e l’ardire di simboleggiare l’unione non solo delle essenze cromatiche ma anche dei popoli come visione globale e multiculturale. In fin dei conti il nero e’ l’origine e la fine di ogni vita, in quanto non si sa da dove si arrivi ne dopo dove si andrà.

Gli artisti partecipanti sono:
Massimo Bardi, Fabiola Barna, Rosella Barretta, Lorenzo Basile, Sandy Bellantoni, Alfonso Calafato, Monica Castaldelli, Renata Castilho, Rita Cavaliere, Rosaria Cecere, Valentina Cerasola, Achille Cevoli, Carla Colombo, Rodolfo Cubeta, Antonio D’Antonio, Barbara de Giorgio, Gaetano Della Femina, Fausto Della Villa, Giacomina Di Bello, Giovanna Donnarumma, Margherita Fascione,Francesco Gallo, Felice Giancaspro, Andrea Giorgi, Patrizia Giusti, Vincent Gregory, Luna Hal, Davide Iaione, Silvia Iuliucci, Pasquale Lamitella, Rosella Lenci, Imma Maddaloni, Teresa Susy Manzo, Giovanni Mangiacapra, Stefano Marchesini, Mirella Milanini, Renato Milo, Gianantonio Marino Zago, Agnese Claudia Masucci, Paulo Medeiros, Giovanni Morgia, Sante Muro, Emilio Napoleoni, Laura Negrini, Monica Palermo, Annamaria Pastorini, Paola Rago, Tonia Riccardi, Emanuele Rivieri, Fabio Rodio, Manuela Ronchi Solfrini, Theresa Rosa,Schaefer Samira, Pasquale Sica, Annalisa Scornavacche, Irene Spedicato, Radina Springborn, Sefedin Stafa, Rosalia Tortorelli, Marisa Traettino, Arianna Tramontano, Tommaso Tucci, Fabrizio Vascotto, Claudia Vianello, Paola Vitiello, Gaia Vittozzi, Zoro

LiberaMenteRosso inaugurerà il giorno 25 aprile presso gli spazi di LineaDarte Officina creativa alle ore 18

LineaDarte
via S.Domenico Soriano, 34 – Napoli
Ingresso libero

aprile 23rd, 2008

io mi rifiuto!

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Giovedì si inaugura la mostra sul giorno del rifiuto, organizzato dal meet’up degli amici di beppe grillo il 23 febbraio scorso.

180 scatti raccolti tra tanti fotografi dilettanti e non che raccontano di come più di 100 ragazzi abbiano lavorato realizzando forse l’evento mediatico autoprodotto del secolo a napoli, e anche il meno recensito e seguito dai media. Più di 100 persone tra artisti, scienziati, specialisti, semplici voci e un comico hanno calcato il palco. Con questa mostra si presenteranno tutti i volti di chi ha urlato io mi rifiuto! mi rifiuto di credere a questo stato, mi rifiuto di cedere alla mafia, come ha magistralmente recitato franca rame, mi rifiuto di essere inerte al cambiamento. Una piccola grande società quella del meet’up, diventando un fenomeno sociologico studiato in tutto il mondo, persino in australia!

La mostra presenta differenti formati, dal particolare del 20X13 al grande formato 50 x 60. l’allestimento, curato dalla cooperativa woodstock e dallo stesso meet’up presenta gli scatti montati su grandi pannelli foderati da giornali, come a voler affermare la superiorità dell’individuo sul mezzo di comunicazione, oggi, insufficiente a dare una chiara e cristallina lettura della società. Tra i fotografi ritroviamo alessandro de falco, alberto dainotti, fabrizio caliendo, andrea carlino ed alti neofiti della fotografia che hanno comunque dato il loro contributo alla realizzazione di questa mostra dal taglio “orizzontale” che vuole dire tanto mostrando poco, se non gli occhi ed i sorrisi di chi con fiducia lotta e crede nella possibilità del cambiamento.

A mezzanotte si inaugurerà il secondo v-day. si inizierà a raccogliere in piazza le firme per i referendum per il ritorno ad una informazione “pulita”,

strumento fondamentale per il recupero di una vera democrazia in questo stato malandato.

Si continuerà a raccogliere le firme anche venerdì. Improvvisazione artistica da parte degli artisti del comicon (non è ancora confermata la presenza di pasquale todisco). una performance “fumetti e musica” con kj igor, tutta incentrata su “ciò che non siamo più”, stilettata rivolta alla posizione della sinistra in parlamento

appuntamento giovedì 24 aprile 2008 alle ore 22.00 presso il kestè napoli

aprile 19th, 2008

Arti estrem…i

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Si inaugura presso la Sala delle terrazze del Castel dell’Ovo di Napoli la personale dell’artista napoletana Antonella Calabrese dal titolo Arti estrem-i . La mostra, organizzata in collaborazione con l’Associazione Multiculturale Bencadi’, e’ patrocinata dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania.

In esposizione 19 fotografie di grandi dimensioni stampate su tela. Il colore si perde in variazioni monocromatiche con prevalenza di bianchi. Su ogni stampa l’artista interviene dipingendo con sabbie e colori acrilici che si contrappongono alle diverse tessiture fotografiche.

La fotografia e’ il mezzo piu’ adatto per questa profonda indagine sulle trame della vita quotidiana. Gli arti, analizzati come estremità di un’intima complessità, sono da sempre al centro della ricerca dell’artista. Se nella precedente mostra a villa haas (Napoli 2007) l’artista si concentrava sugli arti inferiori, adesso l’obiettivo di Antonella Calabrese si sposta sulle -mani-. Pieni e vuoti che rimandano al loro quotidiano utilizzo Mani che afferrano, che si intrecciano, che stritolano. Mani, mani e ancora mani. Mani di gomma, svuotate di carne e ossa, a rappresentare fossili moderni privi di organicità biologica. Braccia che terminano con un indice- come segnali stradali, particolari anatomici esaltati dalla luce dello scatto fotografico e dal biancore abbagliante del cerone.

-Dita capovolte che indossano stivaletti di plastica del migliore guardaroba pop della Barby- Piedi e stivali che penzolano sospesi nel vuoto o seduti sul filo invisibile annodato allo stato fiabesco dell’esistenza come in un magico ricordo d’infanzia, un posto delle fragole, per intenderci, da cui guardare con meraviglia e innocenza il mondo, sull’orlo tutto bianco del mondo. Attendono, contemplano–

Inaugurazione 19 aprile ore 11

Castel dell’Ovo (Sala delle terrazze)
Via Caracciolo di Bella, Napoli
Orario: 10.30 – 18, domenica 10.30 – 14
Ingresso libero

aprile 18th, 2008

Deconstructing Nature

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La galleria Cavallerizza a Chiaja art studio ospita da venerdi’ 18 aprile ”Deconstructing Nature”, prima mostra personale di Marco Gallotta, curata da Silvana Fumo, Milena Grosso, Valentina Marroni. Nato in provincia di Salerno, Gallotta vive a New York dal 1998. Il rapporto tra l’uomo e la natura e’ un tema ricorrente nelle sue opere, che spesso si propongono come un monito al rispetto per l’ambiente.
In mostra circa venti lavori, tra cui emergono il ”linocut” (o linoleografia), una moderna tecnica di stampa artistica in rilievo che trae origine dall’antica xilografia, con cui Gallotta produce opere grafiche di grande impatto, popolate da personaggi inquietanti, in cui l’elemento naturale e quello umano raggiungono una singolare simbiosi.

Nota biografica
Marco Gallotta nasce in Italia nel 1973 e inseguendo la sua passione per l’arte contemporanea, approda a New York nell’estate del 1998. Qui trova la sua ispirazione, tra le tante sfaccettature dei diversi movimenti artistici presenti a New York. Marco inizia il suo viaggio artistico frequentando il Fashion Institute of Technology (FIT) dove ottiene una laurea in General Illustration e una specializzazione in Fashion Illustration. Pochi mesi dopo, i suoi lavori vengono selezionati per una mostra dalla galleria S.E.E.D situata nel celebre quartiere di DUMBO nel cuore di Brooklyn. Oggi, dal suo studio di Harlem Marco continua a dipingere e a lavorare come illustratore freelance. La lista dei suoi clienti include nomi come la Nike, le Nazioni Unite, Radio City Music Hall, il New York Stock Exchange e il compositore italiano Ennio Morricone.

La galleria
Cavallerizza a Chiaja art studio e’ un nuovo spazio espositivo nato nel cuore di Napoli.
Inaugurata il 28 marzo 2008 dalla personale del pittore Mario Sangiovanni, la galleria si trova al numero 46 dell’omonima via napoletana ed e’ gestita da Silvana Fumo, Milena Grosso e Valentina Marroni.

Vernissage Venerdi’ 18 aprile ore 18,30
Sarà presente l’artista

Cavallerizza a Chiaja artstudio
via Cavallerizza, 46 – Napoli
Orario: dal lunedi’ al venerdi’ dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 16,30 alle 19,30; Sabato dalle 11,00 alle 13,00, il pomeriggio su appuntamento
Ingresso libero

aprile 16th, 2008

Salvator Rosa, tra mito e magia

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La mostra monografica su Salvator Rosa si inserisce nel programma culturale della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale di Napoli, teso ad approfondire, tramite esposizioni monografiche, la conoscenza di alcuni dei protagonisti della pittura napoletana del Seicento.
Salvator Rosa, pittore, poeta e musicista, è indubbiamente uno di questi, attivo non solo a Napoli, ma anche a Firenze e a Roma, collocandosi in quel particolare ambiente culturale che vede intrecciate scienza, magia, alchimia, filosofia e arte.
L’artista esprime attraverso le varie forme artistiche, a quel “dissenso” che contraddistingue tutta una generazione di pittori e scrittori, che si pongono in maniera fortemente critica nei confronti del potere politico e religioso.
Con questa mostra si intende illustrare un aspetto particolare della prolifica produzione pittorica di Salvator Rosa, ovvero quello delle sue composizioni di figure come le stregonerie, le allegorie filosofiche, le storie sacre e mitologiche, la ritrattistica. Saranno esposti circa 60 dipinti provenienti da musei italiani, europei e americani, come la Galleria d’Arte Antica di Roma, la Galleria Pitti di Firenze, la National Gallery di Londra, il Museo del Louvre di Parigi, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Metropolitan Museum di New York e opere provenienti da importanti collezioni private, difficilmente accessibili al grande pubblico.
L’esposizione sarà, inoltre, arricchita e completata da una selezione di disegni e incisioni presenti nelle collezioni della Soprintendenza per il Polo Museale di Napoli. Le opere sono state selezionate da un comitato scientifico internazionale, composto da Nicola Spinosa – presidente-, Marco Chiarini, Brigitte Daprà, Helen Langdon, Wolfgang Prohaska, Aurora Spinosa e Caterina Volpi.
Nel corso della mostra sono previsti, anche, una serie di eventi che avranno l’intento di mettere in luce la produzione poetica oltre che musicale di Salvator Rosa, sempre strettamente connessa a quella pittorica. Il visitatore avrà dunque l’occasione di ascoltare la lettura di passi tratti dalle sue Satire e da altri suoi componimenti poetici e di assistere all’esecuzione di brani appartenenti al panorama musicale del Seicento napoletano, di cui lo stesso Salvator Rosa fu esecutore.

Via Miano, 2 – Tel. 081/7499111
Mercoledì chiuso
la biglietteria chiude un’ora prima

orari

lunedì – martedì – giovedì – domenica h. 10.00 – 18.00

venerdì e sabato dalle 10.00 alle 19.30

Biglietti Integrato Mostra / Museo

intero € 12,00

ridotto € 6,00

aprile 13th, 2008

Mihael Milunovic

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Sub mit to

Submitted to: letteralmente essere sottomesso a qualcunoqualcosa. La dominazione/sottomissione e’ una delle pratiche centrali del sadomasochismo, ma l’essere sottomesso puo’ anche esprimere la sudditanza a un potere dominante. Per estensione puo’ riferirsi ad una dipendenza, affettiva o psicologica, alla volontà altrui, intesa anche come gli standard ai quali i diktat della società contemporanea ci piega.

Questi presupposti diventano per Mihael Milunović l’espediente per indagare la componente maggiormente sociologica, psicologica, emotiva e cerebrale della sottomissione, filtrata attraverso una serie di strategie estetiche tipiche della (post)modernità, quali l’intertestualità, la parodia, l’icasticità, la sovversione delle definizioni tradizionali dei generi deprivati da temi e contenuti di partenza, utilizzando spregiudicatamente elementi di bassa e alta cultura, come negli emblemi e simboli rubati all’araldica e trasformati in loghi nei tondi della serie Embassy of pain o nel motto sullo stendardo che accoglie i visitatori in galleria, che recita ”I am bored and crave big cock”, una frase senza sottintesi, diretta, volgare, come quelle che ricorrono nelle mail di spam. Un invito apparente che in realtà rappresenta l’oppressione pervasiva della comunicazione, una forma di sottomissione mediatica.

Milunović allestisce un paesaggio insolito, surreale, fatto di ideogrammi e loghi, caratterizzato da spazi enigmatici e oscuri, organizzato in un sistema di riferimenti profondamente simbolico dove le opere, pur vivendo in assoluta autonomia, attivano una profonda connessione tra loro restituendosi, nell’insieme, come un sistema narrativo coerente. L’artista attiva un cortocircuito diretto tra un passato idealizzato e un presente gravido di incertezze, in cui la storia stessa e gli avvenimenti ad essa correlati sono defunzionalizzati e inseriti in un contesto mentale aperto, vitale, conflittuale e in ultima analisi provocatorio.
(comunicato stampa tratto dal testo in catalogo di Eugenio Viola)

Mihael Milunovic e’ nato a Belgrado (Serbia) nel 1967 vive e lavora tra Belgrado e Parigi. Tra le postre personali Galerie Georges Verney Carron, Lione 2008, Galerie Piece Unique Parigi, Galerie Guy Baertschi, Ginevra (2007), Galerie Espace Sol, Seoul (2006) e Galerie Hilger Contemporary, Vienna 2006. Tra le collettive ha preso parte a: Micronarratives, Belgrade (2007), Giardino – Luoghi della Piccola Realta
PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, Naples (2005) CONFLICT: Perspectives, Positions, Realities in Central European Art Slought Foundation, Philadelphia, PA
Domicile/Privee-Public Muse’e dArt moderne de Saint-Etienne, Saint-Etienne , The giving person, PAN – Palazzo delle Arti di Napoli 2004. Opere di Milunovic sono in collezione presso Museo di Saint Etienne

Inaugurazione ore 19

Changing Role – Project Room
Via Chiatamone, 34 – Napoli
Orario: dal lunedi’ al venerdi’ dalle 15.30 alle 19.30
Ingresso libero

aprile 13th, 2008

Roberto Pietrosanti

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Metope

Venerdi 11 aprile 2008 da Dina Caro’la , via Orazio 29, Napoli, alle 19 si inaugura la mostra di Roberto Pietrosanti.

In occasione della sua prima personale a Napoli, Pietrosanti ha ideato espressamente per lo spazio della galleria un nuovo ciclo di lavori di grandi dimensioni, che trasformano e ridisegnano l’ambiente espositivo.
Metope, questo il titolo della mostra, e’ innanzi tutto un’idea di struttura, come del resto e’ consuetudine operativa dell’artista, che negli anni ha piu’ volte sottolineato l’esigenza di elaborare progetti al confine tra arte e architettura.

L’attitudine costruttiva di Pietrosanti si esplica in una sequenza di bassorilievi. All’interno della galleria si srotola un’ampia superficie monocromatica nera. Un nastro continuo costituito da una decina di opere tutte della medesima altezza, ma di larghezza differente: accostate una all’altra, suscitano un ritmo serrato e mosso simile a un fregio scolpito.

In Metope le forme e i segni minimali alludono a piani e linee, masse e profili, stratificazioni e sovrapposizioni eterogenee, la cui genesi va rintracciata nelle costruzioni senza tempo, come le città partenopee coperte di cenere e magma o il romano Monte dei Cocci.

Una successione di lavori, che con il loro sommovimento di piani – ora avanzanti, ora sospinti verso il fondo – e con il loro andamento orizzontale assecondano e accompagnano lo sguardo dello spettatore, di fronte al quale si delinea un saldo architrave contemporaneo.

Inaugurazione Venerdi 11 aprile 2008 alle 19

Dina Carola
Via Orazio 29, Napoli
ingresso libero

aprile 13th, 2008

Corrado Folinea

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madre.jpgPersonale nell’ambito del progetto Four Rooms

Four rooms e’ un unico progetto curatoriale che si divide in quattro mostre diverse in cui cinque artisti inediti hanno l’opportunità di esporre per dieci giorni nella project room del museo Madre. Una mostra di gruppo in quattro tempi che dà la possibilità a giovani artisti napoletani di presentare la propria ricerca artistica in un contesto pubblico e di confrontarsi con l’esperienza museale. Uno studio sul territorio che tenta di delineare le nuove possibilità che l’arte contemporanea ha di raccontarsi attraverso le poetiche dei diversi artisti e che tenta di aprire l’arte stessa a nuove letture.

Le quattro mostre sono affiancate da altrettanti testi, scritti da quattro giovani studenti della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Napoli -l’Orientale- scelti dalla professoressa Rossella Bonito Oliva, ai quali e’ stato chiesto di confrontarsi con l’esperienza dei singoli artisti e di sviluppare la loro personale visione a riguardo, rappresentando un punto di vista nuovo e originale, l’opportunità per confrontare e avvicinare due diversi linguaggi culturali.

Il lavoro di Corrado Folinea, seppure si mostri secondo canoni estetici propri dell’arte concettuale – installazioni minime e piccoli gesti compositivi – conserva al suo interno un’importante carica narrativa e metaforica. Ideali quali conoscenza, analisi, appropriazione, si manifestano attraverso interventi in cui disegno, fotografia, video, installazioni compongono la rosa di possibilità espressive utilizzate dall’artista. Un enorme fascio di cozze puo’ essere significante di tanto; immobilità, un certo parassitismo, l’assimilazione, il nutrimento continuo. Un’installazione in cui la presenza di altri importanti dettagli sottolinea che l’insieme degli elementi e’ il fattore che costruisce ma che puo’ anche annullare definitivamente il racconto di una storia. Sebbene Corrado Folinea tenda al racconto allo stesso modo cerca di non svelare troppo, di restituire apertura all’opera e possibilità allo spettatore. Cosi’ un suono indefinito suggerisce le ovattate profondità marine e un’immagine proveniente dalla serie -Black Paintings-, le oscure possibilità della visione.

Lo spunto filosofico che questi vari elementi possono suggerire e’ il tema che caratterizza il testo di Christian Carrozza -Immersi in questo cielo-. La sua riflessione parte dalla figura suggeritagli dall’uomo come guscio vuoto, parassita di questa vita che ha difficoltà a ritrovare la giusta consapevolezza di se’ e delle sue sacre potenzialità.

opening domenica 13 aprile 2008 ore 18

MADRE – Museo d’Arte Donna Regina
via Settembrini, 79 (Palazzo Donnaregina), Napoli