Napoli Conversation. Mostra fotografica

capodimonte.jpg In occasione delle celebrazioni del cinquantenario dell’apertura al pubblico del Museo di Capodimonte, la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano ha commissionato tre mostre fotografiche a tre grandi artisti internazionali, che hanno lavorato al progetto site specific con modalità diverse, nelle scelte tematiche e nelle soluzioni visive o linguistiche, interpretando il rapporto della città con il Museo, il modo in cui esso viene percepito e vissuto, il suo essere una delle strutture culturali napoletane di maggior prestigio europeo.

Per la seconda fase della trilogia – iniziata con la mostra di Olivo Barbieri conclusa il 17 febbraio scorso – saranno presentate, per la prima volta in una istituzione pubblica italiana, al Museo di Capodimonte, le opere Craigie Horsfield. Il fotografo inglese e’ conosciuto in particolare per le foto in bianco e nero, di grandi dimensioni e straordinaria intensità visiva realizzate per il film -El Hierro Conversation-, mostrato a Documenta 11 e all’ultima Whitney Biennal a New York, ed esposte in rassegne e musei inernazionali, ma anche per cicli celebri come -Barcelona: la ciutat de la Gent-, -Brussels Summer- e -The Rotterdam Conversation-.

Craigie Horsfield da sempre si interroga e lavora sul rapporto tra individuo e collettività; la speciale pratica artistica insieme a una tecnica sofisticata fanno dei suoi ritratti – individuali e collettivi – e dell’intera sua produzione, qualcosa di profondamente diverso da esperienze apparentemente affini e sono in ogni caso un unicum nel panorama dell’arte contemporanea.

I primi riconoscimenti gli vengono riservati con la storica mostra -Un’altra oggettività- (Parigi, 1989) alla quale partecipano anche Jeff Wall, Thomas Struth, Robert Adams, Bernd e Hilla Becher. Seguono mostre personali in tutto il mondo e riconoscimenti al taglio e all’impaginazione, in tutto originale, dei suoi lavori.

A Capodimonte Craigie Horsfield presenta immagini frutto di una speciale relazione tra persone e luoghi che caratterizza il suo lavoro, nel quale l’iconografia e la storia dell’arte si ritrovano non tanto come citazione, ma come presupposto dello sguardo.

Le fotografie, a colori e in copia unica, sono realizzate con la tecnica dry print, ossia stampe a getto d’inchiostro modificate e realizzate su carta da disegno. Sono il risultato di un lungo e complesso processo elaborato negli anni che conferisce grande intensità e profondità alle persone, ai paesaggi e agli oggetti che rappresenta.

Delle tre diverse letture fornite dai singoli artisti, sia da Capodimonte che su Capodimonte, resterà nelle raccolte permanenti del Museo un documento rilevante attraverso la donazione di una delle immagini che di volta in volta sono in esposizione, cosi’ da costituire, con le foto già donate in passato, un altro nucleo rilevante del -contemporaneo’ a Capodimonte, luogo non solo di conservazione di antiche e prestigiose collezioni -storiche’, ma, attraverso la contaminazione e il dialogo tra passato e presente, anche laboratorio per nuove idee e nuove intese.

La terza esposizione della trilogia e’ di Mimmo Iodice, dal 23 maggio al 29 giugno.

Inaugurazione mostra: venerdi’ 14 marzo, alle ore 18

Museo di Capodimonte
via di Miano, 2 Napoli
Orari: ore 14.30-19.30 – chiuso il mercoledi’
Ingresso: 7,50 -

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