PAROLE PER ARIA
L’allestimento che l’artista campana espone alla “SABINALBANO Modart Gallery†vive di una serie di aforismi e di una sorta di ‘calembour visivi’, in cui l’autrice gioca con l’interscambiabilità di immagini e parole, o meglio del ruolo comunicativo cui le une e le altre assolvono nel portare un determinato messaggio al pubblico. Circa una ventina di pezzi, acrilici su tela con applicazioni in formati che vanno da 100×180 (un dittico in verticale) sino ad altri più piccoli (50×60 e 20×30), oltre ad alcune borse con frasi celebri e detti africani, costituiscono il corpus della mostra, il cui filo rosso è un chiaro orientamento verso il bene, la positività , la rappresentazione di una rinascita indirizzata verso la speranza e la propositività .
Nei lavori della Basile, in cui colori acidi sono alternati a sfondi chiari o brillanti come il fucsia, nulla passa sotto silenzio: dalla polemica socio-politica, ai più recenti riferimenti naturalistici e ambientalistici, fino all’invito a usare la ragione per rimanere a galla, sottraendosi al caos.
Tipiche di quell’arte contemporanea che strizza l’occhio alla pop art e alla street art, di scritte e graffiti, le creazioni dell’autrice salernitana vanno oltre, facendo rivivere e diffondendo stralci significativi del pensiero di scrittori come Bukowski e di filosofi come Ortega Y Gasset.
Infatti la Basile veste le sue tele delle parole dei grandi o di massime della tradizione orale Malinke per dar voce al suo dissenso, completezza alla sua creatività , forza e fiducia alla sua positività . E allora ecco quadri realizzati con impronte di mani, piedi, profili di visi, piuttosto che piramidi al contrario – simbolo evidente di un’inversione di ruoli sociali, in cui i più sono rappresentati da numerosi pallini chiari, tra cui solo i pochi colorati si distinguono, sancendo l’esortazione a replicare contro ogni forma di massificazione, falso egualitarismo e deleterio consumismo. E ancora. Se “Il cammino†è reso lampante da orme di piedi e “Il sostegno del mondo†appare luminoso nella nuance scelta, in un’altra opera cerchi concentrici incorniciano varie parole che reiterano il suffisso ‘super’ in diversi contesti e accezioni (accenno acclarato al superomismo nietzschiano). Questo è un altro esempio di gioco linguistico-visivo, al pari di un vulcano, disegnato e stilizzato con del filo di rame, che propriamente “e-ruttaâ€. Lo stesso dicasi per un piccolo quadro (40×80), che riporta la tonalità del verde acido miscelata ad applicazioni di fili di nylon con cornetti di agata con su parole in libertà , per raffigurare il tema del tempo grazie alla ripetizione del suffisso ‘crono’. E ciò a testimonianza di un confine labile e quasi impalpabile tra le parole e le immagini, perfettamente interscambiabili. La parola diviene immagine e l’immagine trae senso e consistenza dalla parola. Quest’ultima assurge a occasione e tramite di rappresentazione di un messaggio che dalla parola stessa mutua un significato vitale, ma che ne scavalca anche il mero limite formale e convenzionale, calandola all’interno di una cornice inusuale.
Dunque, un’esposizione tutta da vedere e da… leggere!
Si inaugura giovedì 21 febbraio 2008 alle 19:00 “PAROLE PER ARIAâ€, la nuova personale di ROBERTA BASILE. La mostra è visitabile, presso “SABINALBANO Modart Gallery†– WILLY SANTANGELO (vico Vasto a Chiaja n. 52/53, NAPOLI, 081/421716), sino al 6 marzo tutti i giorni, eccetto il lunedì mattina e i festivi, dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 16:30 fino alle 20:00.