Archive | febbraio, 2008

Astrid Lindgren, una monella svedese (e le sue sorelle)

pippi.jpgA Castel dell’Ovo la prima tappa del progetto Girogirotondo, cambia il mondo: quattro mostre su Pippi Calzelunghe e il mondo di Astrid Lindgren, più una sezione multimediale, curata dai ragazzi dell’Istituto Penale Minorile di Nisida.

Sarà a Castel dell’Ovo fino al 20 marzo la rassegna Monellerie d’autore: una monella svedese (e le sue sorelle): un percorso espositivo-interattivo nel mondo di Astrid Lindgren rivisitato, con taglio diverso, da celebri illustratrici contemporanee, curato dall’associazione culturale Kolibrì nell’ambito della prima tappa della quarta edizione del progetto Girogirotondo, cambia il mondo, ideato da Donatella Trotta e dedicato quest’anno alle Monellerie d’autore.

Monellerie d’autore: una monella svedese (e le sue sorelle) si articola in quattro sezioni: Pippi nelle figure; Monelle napoletane; Il mondo di Astrid Lindgren; Ritratti di famiglia, più una multimediale – Un vaporetto bianco fa la spola – curata dalle insegnanti e dai ragazzi di Nisida in collaborazione con la cooperativa La Paranza.

 

Monelle napoletane è l’esposizione di 30 di tavole inedite prodotte per l’occasione da dieci illustratrici partenopee (Caterina Arciprete, Francesca Assirelli, Monica Auriemma, Rosaria Iorio, Cecilia Latella, Martina Peluso, Marilina Ricciardi, Bruna Troise, Martina Troise, Alessandra Vitelli). La mostra è promossa e curata dall’associazione culturale Kolibrì. Un’anteprima della sezione, con 15 tavole, è stata presentata nella tre giorni sulle Pari Opportunità “Napoli: città femminile, plurale”, organizzata dall’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Napoli al Maschio Angioino lo scorso dicembre.

Il mondo di Astrid Lindgren presenta 39 grandi pannelli in legno serigrafato e 6 sagome per ripercorrere l’itinerario biografico e creativo della grande scrittrice svedese, anche con foto di famiglia, strumenti di lavoro, immagini, oggetti, libri e trasposizioni televisive e cinematografiche della sua opera. L’esposizione di avvale di un catalogo pubblicato dalla cooperativa Giannino Stoppani (che l’ha realizzata), su progetto editoriale di Silvana Sola e Grazia Gotti.

Ritratti di famiglia è un’esposizione di una trentina di tavole di piccolo formato della nota illustratrice Cristiana Cerretti, che si è ispirata ad abiti e costumi, dall’Ottocento ai giorni nostri, per vestire gli animali del suo immaginario. Si tratta di felini aristocratici, cani proletari, matrone con ali e piume e tanti altri divertenti personaggi, le cui appassionate vicende sono narrate in versi e in prosa da alcuni scrittori per ragazzi, trasformati per l’occasione in “faunografi”.

Un vaporetto bianco fa la spola è la sessione multimediale che affianca il percorso espositivo e consiste in un filmato su Nisida e in un libro, realizzati da una novantina di ragazzi e ragazze dell’Ipm di Nisida, guidati dalle loro insegnanti in un percorso laboratoriale ispirato dalla lettura di Vacanze all’isola dei gabbiani di Astrid Lindgren. Il libro (a cura di Maria Franco) e il dvd con il filmato sono stati pubblicati da Kolibrì.

 

 

La mostra resterà a Castel dell’Ovo fino al 20 marzo (dal lunedì al sabato ore 9.30/16.30 – domenica e festivi 9.30/13.30) e sarà affiancata da visite guidate, laboratori didattici per gli allievi delle scuole di ogni ordine e grado di Napoli e provincia (su prenotazione: tel. 388 9337954) con le illustratrici Francesca Assirelli, Martina Peluso e Marilina Ricciardi, un inedito laboratorio per genitori e figli, incontri e appuntamenti musicali.

KESTRASH 2007

marchio.pngIl kestè indice la prima edizione del concorso “kestrash” – il trash a Napoli fra immondizia e folklore tutto ciò che è tradizione!
Il concorso è aperto a fotografi, pittori e videomakers.
Sbizzarritevi a fotografare, montare, dipingere e tutto quello che vi salta per la testa! Esprimetevi, raccontateci, noi diffonderemo!
Dal concorso si produrrà una mostra che diventerà la prima mostra itinerante del Kestè. Andrà a Roma, Milano, Barcellona….ma
stiamo lavorando per viaggiare ancora di più e portare la nostra voce dove potrà essere ascoltata ed apprezzata. Giocate, sfogatevi,
urlate, ridete. Ironici, drammatici, leggeri e spietati, bucolici e sintetici, ecologici!
“Esporteremo le nostra idee, i nostri sorrisi e drammi, ricicleremo la nostra immagine per trovarne una nuova”
A Napoli il trash è tradizione! Esiste un senso estetico tutto napoletano chiassoso, scomposto e vivace che interseca elementi
contrastanti, crea accostamenti inaspettati, mette insieme piani culturali differenti. Il senso è una comunicazione immediata, emotiva,
asintattica. Il trash a Napoli è un modo di sentire, un’aspirazione a trasmettere messaggi reinventando nella complessità dell’insieme la
semplicità dei singoli elementi. A Napoli il trash è irriverenza per i canoni precostruiti, è ironia nell’interpretazione della vita, è
dissacrazione del senso estetico convenzionale. Anarchia, di cui Napoli tutta è fatta.
Il Konkorso vuole scovare e valorizzare l’identità partenopea per mostrarla senza veli, per andare a trovare i punti di rottura, i luoghi
e i modi in cui sopravvive a se stessa. Registrare il modo in cui si irride e schernisce l’emergenza quotidiana, farsi beffe dello sguardo
lugubre con cui il mondo guarda Napoli. Il trash a Napoli è nella forza dei simboli, nel miscuglio irrazionale dell’evocazione delle
immagini, dei suoni, degli oggetti.
Il trash a Napoli è quello che in trasparenza si può leggere del suo popolo. È un sorriso leggero contro la disumanità, è
l’esorcizzazione delle paure nel contrappunto dei significati, è protezione da uno Stato che si avverte opprimente, da governanti in
cerca di voti e di consensi, è la rassegnazione alle regole sociali in cui la camorra e la criminalità gettano i loro semi. Un senso estetico
autoreferenziale e celebrativo, il tentativo estremo di trovare senso al miscuglio di bellezza, paura, violenza e creatività che si respira
ogni giorno nel “ventre molle di Napoli”.
Siamo in cerca di narratori che vogliano cimentarsi nel raccogliere il linguaggio di un popolo, che si intrufolino a raccogliere le
immagini e le sensazioni che raccontano di una storia complessa, che intrecciano la voglia di sopravvivere e il degrado, che sommano
il desiderio di raccontare se stessi, l’affezione alle proprie metafore e il tentativo sotterraneo di dimenticare, nel caos, il senso di vuoto
e di abbandono.
Il Konkorso non ha intenzione di fermarsi alla semplice descrizione e rivalutazione della sensibilità trash napoletana. Intende essere
anche un atto di denuncia del degrado sociale e culturale su cui tale sensibilità si innesta e di cui si nutre. Non intendiamo creare
l’alibi per cui se si può trovare del bello nel torbido panorama napoletano allora sia lecito dimenticare la brutalità dei modi di vita e
dei modi di sentire. Kestrash è un atto di denuncia e una proposta per chi governa Napoli ad amarla di più. Per il tramite dell’ironia
veder nascere uno sguardo lucido sulla disumanità che distrugge la nostra città e che non consente ai suoi talenti di esprimersi.
Kestrash è la richiesta di costruire sviluppo umano ed economico puntando sulle potenzialità migliori che il territorio esprime, di
costruire sulle persone oneste, su chi vuole lavorare sodo, su chi ha il coraggio di opporsi alla camorra, su chi ha ancora la forza e la
volontà di immaginare una Napoli che vive.
Trash sarà tutto quello che ogni partecipante, accostandosi a Napoli, saprà raccontarci, senza veli, senza censura, senza alcun taglio.

per il regolamento e altre info visitate http://www.keste.it/Keste_files/KESTRASH%202007.pdf

ORIZZONTI

williamson.jpgPer la prima volta in Italia una mostra personale dell’artista americano Todd Williamson, nato a Cullman, Alabama nel 1964. Trasferitosi a Nashville, Tennessee, dove ha perfezionato i suoi studi ed ha ottenuto la laurea presso la Belmont University nel 1988, ha vissuto in questo grande centro delle arti e della musica, dove ha perfezionato  la sua ricerca artistica in un ambiente vivacissimo ed estremamente creativo che si distacca e prende le distanze in maniera molto netta dagli stereotipi classici della provincia americana.
Successivamente  ha seguito dei master di specializzazione presso la CAL State University e la UCLA di Los Angeles.
Sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in tutto il mondo.
Vive e lavora a Los Angeles.
Per la sua prima esperienza italiana l’artista ha scelto Napoli per presentarsi al suo pubblico, colpito dalla vivacità culturale e dal fermento di questa città nel campo dell’arte contemporanea ed astratta. La stessa vivacità espressiva  dell’amata Nashville dove la sua ricerca si è concentrata e si è esplicitata in termini di colore e di luce: la luce del sud degli States, la spazialità e il senso di sconfinamento nell’immensità del nulla delle sue piane che, in chiave pittorica,  Williamson ha reso attraverso il sovrapporsi e il susseguirsi di piani orizzontali e di fendenti di luce a volte rarefatta, a volte mordente, a volte violenta.
Il monocromatismo che si dipana per linee orizzontali, viene interrotto da flash di luce che introducono e aprono la sua opera ad un lirismo profondo e magico.
Il maestro offre allo spettatore le sue sensazioni profonde, le sue recondite emozioni, disvelando la sua anima e cercando di aprire in chi guarda nuovi orizzonti interiori, nuovi spazi di scoperta del sé, in un rapporto intellettivo e emotivo, attingendo nel profondo dell’anima di ciascuno.
Inaugurazione : Venerdì 29 Febbraio 2008 presso il Centro culturale Villa di Donato Piazza S. Eframo Vecchio,  Napoli dalle ore 18.30 alle ore 22,30.
La mostra sarà aperta fino al 30 Marzo e  sarà visitabile  su appuntamento telefonando ai numeri:
081 660216 – 081 665456 – 335 6924214

FRAMMENTI DI NATURA

marchi.jpgPer la prima volta a Napoli l’artista francese Daniel Marchi  in una mostra tematica che è dedicata ai 4 Elementi presenti in natura: aria, acqua, terra, fuoco.
Il tema viene da Marchi sviluppato nel suo stile personalissimo carico della sua istintività e con l’accento coloristico violento e di grande impatto visivo.
Le masse di colore gettate sulla tela, che ricordano le grandi opere dell’espressionismo astratto americano degli anni ’60, sembrano voracemente aggredire e fagocitare la tela stessa, offrendosi allo spettatore con tutta la forza caratteriale dell’autore.
Un tuffo nel magma primordiale da cui tutto è scaturito, un percorso visionario che dal CAOS del big bang si dipana verso un ordine precostituito che genererà la vita e la Natura stessa.
E nel contempo un tuffo nel profondo dell’animo umano sempre teso alla ricerca di un ordine sconosciuto eppur tanto atteso e voluto da ogni essere umano.
Daniel Marchi nasce a Milano nel 1948, ma subito si trasferisce in Francia dove attende alla scuola di Belle arti di Parigi e alla facoltà di architettura, quest’ultima dopo poco  abbandonata perché troppo “scientifica e rigorosa” per un esprit libre come lui. Alla fine degli anni ‘70 si trasferisce in California alla ricerca di un nuovo mondo e un nuovo modo di fare arte e dove rimane per 14 anni sviluppando il passaggio definitivo dall’arte figurativa a quella astratta nel fermento artistico e ideologico  americano di quegli anni.
Rientra in Francia dove si installa, come tanti grandi artisti del passato, nella campagna che circonda la cittadina di Saint-Tropez,  più alla ricerca della luce del Sud, favorita dal potente vento di Mistral, che del mondo patinato delle star che vi risiedono.
Si susseguono molte esposizioni personali in giro per il mondo , fino a quella del 2005 in Cina dove  ottiene un grande successo personale e dove trova finalmente anche l’Amore!
Viene infine invitato nel 2007 a realizzare a Tarbes, nel sud ovest della Francia, vicino al confine con la Spagna, l’intero allestimento di opere d’arte per LE REX Hotel,  progettato  e curato dall’Arch. Philippe  Starck.

Inaugurazione : Venerdì 18 Aprile 2008 ore 18,30 alla presenza dell’artista
Visite su appuntamento.

Villa di Donato Piazza S. Eframo Vecchio, Napoli

Associazione Culturale ART 1307
Ph : + 39 3356924214 – 081660216

PAROLE PER ARIA

parole-per-aria.jpgL’allestimento che l’artista campana espone alla “SABINALBANO Modart Gallery” vive di una serie di aforismi e di una sorta di ‘calembour visivi’, in cui l’autrice gioca con l’interscambiabilità di immagini e parole, o meglio del ruolo comunicativo cui le une e le altre assolvono nel portare un determinato messaggio al pubblico. Circa una ventina di pezzi, acrilici su tela con applicazioni in formati che vanno da 100×180 (un dittico in verticale) sino ad altri più piccoli (50×60 e 20×30), oltre ad alcune borse con frasi celebri e detti africani, costituiscono il corpus della mostra, il cui filo rosso è un chiaro orientamento verso il bene, la positività, la rappresentazione di una rinascita indirizzata verso la speranza e la propositività.
Nei lavori della Basile, in cui colori acidi sono alternati a sfondi chiari o brillanti come il fucsia, nulla passa sotto silenzio: dalla polemica socio-politica, ai più recenti riferimenti naturalistici e ambientalistici, fino all’invito a usare la ragione per rimanere a galla, sottraendosi al caos.
Tipiche di quell’arte contemporanea che strizza l’occhio alla pop art e alla street art, di scritte e graffiti, le creazioni dell’autrice salernitana vanno oltre, facendo rivivere e diffondendo stralci significativi del pensiero di scrittori come Bukowski e di filosofi come Ortega Y Gasset.
Infatti la Basile veste le sue tele delle parole dei grandi o di massime della tradizione orale Malinke per dar voce al suo dissenso, completezza alla sua creatività, forza e fiducia alla sua positività. E allora ecco quadri realizzati con impronte di mani, piedi, profili di visi, piuttosto che piramidi al contrario – simbolo evidente di un’inversione di ruoli sociali, in cui i più sono rappresentati da numerosi pallini chiari, tra cui solo i pochi colorati si distinguono, sancendo l’esortazione a replicare contro ogni forma di massificazione, falso egualitarismo e deleterio consumismo. E ancora. Se “Il cammino” è reso lampante da orme di piedi e “Il sostegno del mondo” appare luminoso nella nuance scelta, in un’altra opera cerchi concentrici incorniciano varie parole che reiterano il suffisso ‘super’ in diversi contesti e accezioni (accenno acclarato al superomismo nietzschiano). Questo è un altro esempio di gioco linguistico-visivo, al pari di un vulcano, disegnato e stilizzato con del filo di rame, che propriamente “e-rutta”. Lo stesso dicasi per un piccolo quadro (40×80), che riporta la tonalità del verde acido miscelata ad applicazioni di fili di nylon con cornetti di agata con su parole in libertà, per raffigurare il tema del tempo grazie alla ripetizione del suffisso ‘crono’. E ciò a testimonianza di un confine labile e quasi impalpabile tra le parole e le immagini, perfettamente interscambiabili. La parola diviene immagine e l’immagine trae senso e consistenza dalla parola. Quest’ultima assurge a occasione e tramite di rappresentazione di un messaggio che dalla parola stessa mutua un significato vitale, ma che ne scavalca anche il mero limite formale e convenzionale, calandola all’interno di una cornice inusuale.
Dunque, un’esposizione tutta da vedere e da… leggere!

Si inaugura giovedì 21 febbraio 2008 alle 19:00 “PAROLE PER ARIA”, la nuova personale di ROBERTA BASILE. La mostra è visitabile, presso “SABINALBANO Modart Gallery” – WILLY SANTANGELO (vico Vasto a Chiaja n. 52/53, NAPOLI, 081/421716), sino al 6 marzo tutti i giorni, eccetto il lunedì mattina e i festivi, dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 16:30 fino alle 20:00.

Europa presente

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La mostra rientra nelle iniziative di Integra 2004, uno dei sei diversi sottoprogetti che costituiscono il progetto Meta ed e’ realizzata in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Napoli e Provincia e con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli.

Il progetto Meta, finanziato dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito dell’iniziativa Equal, nasce con l’intento di diffondere modelli di intervento e strumenti di programmazione e controllo di politiche, programmi e progetti rivolti all’utenza dei richiedenti asilo in ambito sociale ed economico.

La questione dei richiedenti asilo si inscrive nel piu’ ampio dibattito sul processo di ibridazione che, a causa dei sempre piu’ ingenti flussi migratori, coinvolge di giorno in giorno l’identità della popolazione del nostro continente, nonche’ sulle nuove relazioni quotidiane, spesso inevitabilmente conflittuali, ma anche potenzialmente ricche di stimolanti prospettive, che tali mutamenti epocali determinano. Gli artisti invitati, ciascuno con un opera, analizzano tale dialettica. Un dialogo interno all’ambito europeo delinea la performance di Raffaella Crispino. Il concetto di relazione, connesso alla tematica dell’abitare, costituisce la parola chiave del lavoro di Vittorio Corsini. Nel ciclo fotografico di Anja Puntari la dialettica tra visibile ed invisibile si accorda ad una prassi archivistica che si avvale della rete come serbatoio inesauribile di immagini.
Benoit Burquel e Giuliana Racco adoperano i moduli di richiesta di permesso di soggiorno come materia prima per la costruzione di panchine. Ur5o ripone in un armadio delle tute atte a mimetizzarsi all’interno della cultura dominante. Nel suo video Ali’ Assaf, ispirandosi alla tragica cronaca recente, interpreta un immigrato clandestino. Il dittico fotografico di Vincenzo Starnone affronta invece la vita reietta dell’extracomunitario irregolare dal punto di vista dell’occidentale. Gettare un ponte tra le alterità e’ l’obiettivo delle pratiche relazionali e conviviali dispiegate dal collettivo SDF SenzaDimoraFissa, operanti a Prato, ove notoriamente e’ presente la piu’ ampia comunità cinese d’Italia. L’Estremo Oriente e’ ancora protagonista nel video di Hyun-Joo Min, sorta di «ludica indagine sul terreno della istituzionalizzazione sociale della passione». Il fenomeno dell’incontro interculturale presuppone l’idea dello spostamento fisico. Su di esso sceglie di riflettere MaraM tramite la consueta attitudine performativa.

Inaugurazione sabato 16 febbraio ore 18

Chiesa dell’Incoronata
Via Medina Napoli
Orari d’apertura: dal lunedi’ al sabato, ore 9.00 – 17.30

Disegni Spettinati

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Venerdi’ 15 febbraio 2008 alle ore 19.00 verrà inaugurata negli spazi espositivi di Hde una personale dell’illustratore Franco Matticchio dal titolo “Disegni Spettinati” comprendente sessanta lavori. Sarà presente l’autore.

Franco Matticchio e’ nato a Varese nel 1957.
Come disegnatore ha collaborato a vari giornali tra cui: Linus, Linea d’Ombra, L’Indice, Ventiquattro, Internazionale, Gioia Casa, Lo Straniero; ha realizzato copertine per la casa editrice Garzanti (sono sue tutte le copertine per i romanzi di Scerbanenco), e per Feltrinelli Universale Economica le copertine dei volumi di Paul Watzlawick (America istruzioni per l’uso, Istruzioni per rendersi infelici, Di bene in peggio.)

Nel 1994 ha realizzato i disegni e lo storyboard per il cartone animato dei titoli di testa del film Il Mostro di Roberto Benigni. Le Edizioni Nuages hanno pubblicato vari volumi di suoi disegni: Nella foresta di cartone, Sogni e disegni, Pflip, Nu-Age e il catalogo Via Cimabue che raccoglie tutti i suoi quadri e il catalogo dell’omonima mostra Trilogia del Signor Ahi.

Nel 1999 ha disegnato una copertina per il New Yorker. Ha esposto in varie città italiane e un suo quadro e’ stato scelto per la mostra Arte italiana 1968-2007, curata da Vittorio Sgarbi.

Di Franco Matticchio Gabriella Giandelli scrive: «Nei disegni di Matticchio le cose trasfigurano e s’inventano altre vite. I personaggi e gli oggetti dialogano tra loro con un linguaggio libero e sospeso, noi che guardiamo possiamo solo meravigliarci e lasciarci condurre nella loro storia.

Per chi disegna esiste un confine sottile e fondamentale dove la realtà poco alla volta si trasforma e s’imbeve del nostro sogno, del desiderio che abbiamo di cambiarla, di renderla piu’ vicina a noi, meno ostile e piu’ carica di senso [-]

Nei suoi disegni visionari pieni d’invenzioni e di anarchia io ritrovo sempre la bellezza e il gusto del disegnare».

Inaugurazione Venerdi’ 15 febbraio 2008 alle ore 19.00

Hde arte editoria design
piazzetta del Nilo, 7 Napoli
Martedi’-venerdi’ 10,30-14/16-19
ingresso libero

Memoria Polaroid

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Antonio di Vico nasce nel 1981 a Maddaloni (CE). Laureato col massimo dei voti in Comunicazione, lavora da anni in bilico tra arte e media. Nel 2005 il suo team ha vinto il primo premio al concorso -Land Art d’Ulverton- in Quebec, Canada. La sua fame di vita e culture diverse lo ha portato a viaggiare e vivere per piu’ di un anno tra Australia, India, Tailandia, Malesia.

Nel corso dei suoi viaggi ha realizzato un libro di racconti e svariati reportage fotografici esposti in Italia e all’estero. Ha di recente esposto alcune sue tele digitali a Varsavia nella collettiva -Different Looks-. Ma pittura, fotografia, land art o grafica digitale: fa lo stesso, ogni mezzo e’ funzionale solo quando utilizzato in modo istintivo, viscerale. La sua arte e’ percorsa da una tensione verso la sintesi del molteplice nell’unità. Di tutta la vita in un giorno.

In Memoria Polaroid presenta una serie di tele digitali di piccolo formato in cui la fotografia diventa materia prima del graphic design e si fonde al gesto pittorico, seppur accennato. Immagini raccolte dalla vita di tutti i giorni, da vecchi libri di anatomia o motori di ricerca vanno a formare immagini trasognate in cui sembra materializzarsi una memoria, se non reale, almeno possibile. Scatole di memoria in cui guardare per trovarci ricordi sbiaditi, sogni fuori fuoco, qualcosa di tuo e di tutti gli altri.

Keste’
Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli – Napoli
Ingresso libero
dal 13/2/08
al 9/3/08

Bellissima

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Visconti (e) il contemporaneo

Giovedi’ 7 febbraio 2008 ( fino al 29.02.08) al Maschio Angioino di Napoli alle ore 18,00 inaugurazione di -Bellissima-, mostra multimediale, documentaria e critica sull’opera di Luchino Visconti; in apertura, a seguito della conferenza stampa, (16.30 Sala della Loggia – piano terra) e’ previsto un concerto d’archi con musiche tratte dal -Gattopardo- e da -Morte a Venezia- ed un balletto scenografico che inizierà nella Cappella Palatina e si concluderà nella Sala Carlo V.

L’esposizione articolata tra la Sala Carlo V (1° piano) e la Sala della Loggia (3° piano) si avvale delle opere di 11 artisti di arte contemporanea:
AB.SO (Abbamondi – Sommella), Marisa Albanese, Claudio Bonichi, Alba D’Urbano – Tina Bara, Sergio Fermariello, Nino Longobardi, Giovanni Manfredini, Ciro Palumbo, Alfredo Pini, Ernesto Tatafiore

La diversità e la stratificazione delle proposte che animano -Bellissima- (dalla pittura alla videoarte passando per la performance teatromusicale) rispondono alla volontà di ridisegnare il profilo artistico di Luchino Visconti, regista cinematografico, ma anche melomane e musicista, geniale letterato e profondo conoscitore dell’arte visiva, figura demiurgica capace di coniugare nella cinematografia ogni altra arte confrontandosi con tematiche universali e di grande attualità.

La mostra e’ organizzata dall’I.P.A., con il patrocinio del Sindaco e dell’Assessorato alla cultura del Comune di Napoli, della Regione Campania e dell’Ente Provinciale per il Turismo di Napoli, con la sponsorizzazione della Simel s.a.s., Servizi e Progetti s.r.l., Falpa promozione arte, Chiaja Hotel, Decumani Hotel(prossima apertura)e la collaborazione della Fondazione La Colombaia di L. Visconti.

Inaugurazione Giovedi’ 7 febbraio 2008 alle 18

Maschio Angioino
piazza Municipio, Napoli
Ingresso libero

‘O Curt

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X edizione del festival del cortometraggio

Presentare un programma denso di buoni film e’ il nostro modo di festeggiare la decima edizione del festival -O Curt: uno sguardo attento e curioso sul cinema indipendente, quel cinema percorso da continue tensioni di rinnovamento, ispirato alla piu’ ampia libertà espressiva, incline alla sperimentazione.

Le due sezioni principali – il Concorso e lo Spazio Vetrina – raccolgono la gran parte dei film provenienti, numerosi, da ogni parte d’Italia e anche dall’estero (Francia, Spagna, Germania, Polonia, Usa e Cina). Cosi’ numerosi e di pregio che si e’ pensato, da un lato di ampliare la selezione rispetto alle precedenti edizioni, dall’altro di aumentare il numero dei premi, che percio’, quest’anno, saranno tre: il premio per il miglior film in concorso assegnato dalla giuria composta dall’attrice Cristina Donadio, dal regista Massimo Andrei e dal critico Alberto Castellano; il premio per il miglior film sulle tematiche del lavoro, peraltro molto ricorrenti, messo a disposizione dalla CGIL Camera del lavoro metropolitana di Napoli e conferito dalla Medieteca; il premio infine dato al film designato dagli allievi dei corsi di cinema della Mediateca e della Scuola di cinema Pigrecoemme.

Ai film provenienti dall’estero sarà dedicato uno spazio precipuo presso la sede del Pan che ospiterà, tra l’altro, tre brevi monografiche dedicate ad altrettanti giovani registi: il georgiano Giorgi Abashishvili, la tedesca Miriam Steen e lo spagnolo Xavi Sala. E sempre al Pan si proietteranno i film della sezione videoclip, altra importante declinazione del cortometraggio, diventato un appuntamento consolidato del nostro festival.
Si riconferma, come sin dalla prima edizione, lo spazio ampio riservato ai film realizzati in contesti scolastici, la sezione educational, e quello piu’ recente invece dei film delle scuole di cinema.

Nuova, invece, e’ la sezione dedicata ai film di non fiction e che abbiamo chiamato Docurt.
Il programma e’ accompagnato come sempre dalla mostra fotografica CliCiack, curata dal Centro Cinema Città di Cesena che, quest’anno, si articolerà in due sezioni: una, dedicata ai fotografi di scena del cinema italiano che hanno partecipato all’omonimo concorso del 2007, l’altra, monografica, dedicata ad una delle grandi della fotografia di scena, l’unica donna peraltro che abbia rivestito il ruolo di fotografa di scena durante gli anni ’50, e cioe’ Huguette Ronald.

Da segnalare infine i tre eventi che suggelleranno la conclusione di ogni serata. La proiezione di alcuni film brevi cinesi selezionati e presentati dall’Associazione Dongfang insiema al China Independent film festival di Nanchino. L’anteprima nazionale, alla presenza dell’autore, del film Cerasella, ovvero l’estinzione della femminella di Massimo Andrei.

E poi l’omaggio al maestro Ugo Gregoretti – anch’egli presente – con due film particolarmente interessanti (da noi raccolti sotto il titolo 40 anni dopo, Ugo Gregoretti e il ’68): Cinque anni dopo, un film andato perduto e casualmente ritrovato di recente, che gli fu commissionato nel 1968 per le elezioni politiche di quell’anno dal Partito repubblicano, e che si rivelo’ un autentico film di satira politica; e Apollon, una fabbrica occupata, analisi storico-politica delle lotte sindacali di quegli anni e al tempo stesso operazione linguistica sofisticata e innovativa. Entrambi i film rappresentarono per Gregoretti la scoperta della dimensione politica e segnarono l’inizio del suo engagement.

Programma completo sul sito http://www.ocurt.it/
Info:Mediateca Santa Sofia
via S.Sofia, 7 – 80139 Napoli – tel: 081456425
- santasofia@comune.napoli.it

Il festival, a cura della Mediateca S. Sofia dell’Assessorato alle Politiche giovanili – Servizio Giovani del Comune di Napoli, in collaborazione con Pigrecoemme Scuola di cinema e televisione di Napoli, si terrà come di consueto presso:

l’Institut Français de Naples Le Grenoble
via Crispi, Napoli

PAN – Palazzo delle Arti di Napoli
Via dei Mille, Napoli
Per entrambe le sedi ingresso libero

Scudi umani

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Presso il Centro Hurtado si inaugura per il ciclo -Corrispondenze di frontiera-, Scudi umani, personale di Domenico Di Martino, quinto degli otto artisti chiamati a turno ad elevare il contesto storico, politico, sociale ed economico in cui si trovano ad operare a materia prima del loro lavoro. La mostra resterà aperta fino al primo marzo ed osserverà i seguenti orari: dal lunedi’ al sabato 9:00 – 13:00 mattina/16:00 – 20:00 pomeriggio.

L’iniziativa rientra nel progetto “Costruiamoci un orizzonte”, che ha come promotrice e finanziatrice la Fondazione Vodafone Italia congiuntamente alla Regione Campania, la Provincia di Napoli, il Comune di Napoli e la Compagnia di Gesu’ con il Centro Hurtado.

Il concetto di -frontiera- e’ definibile come limite che separa due ambiti distinti. Il territorio di Scampia, estrema periferia nord di Napoli costantemente sospesa tra legalità ed illegalità, tra le buone pratiche di vita sociale ed il totale disadattamento, luogo del vuoto e del pericolo,ma anche spazio per l’agire collettivo, costituisce una tipica -zona di frontiera-.

Domenico Di Martino ha condotto per anni, sia individualmente che in gruppo, una ricerca tesa a colmare il divario tra arte e vita. Cio’ e’ avvenuto elaborando situazioni che richiedessero il coinvolgimento diretto del pubblico o realizzando opere che accanto alla valenza artistica possedessero anche una funzione assolutamente pratica. È quest’ultimo il caso di M.U.S.A. (Modulo di Sopravvivenza Abitativa Sub-urbano), un’abitazione portatile, interamente in cartone, riservata ai senza fissa dimora. Di recente si e’ volto all’esplorazione del linguaggio archetipico che, se per un verso lo porta a ripercorrere i territori ancestrali del mito, dall’altro lo ancora ad un immaginario assolutamente contemporaneo che va dai segnali stradali alle icone del computer. Di tale linguaggio si serve, nella presente mostra, per rappresentare le relazioni e gli scambi che intercorrono tra le diverse componenti della popolazione del quartiere ospitante, ove, proprio come avviene nei moderni conflitti mondiali, i pochi si servono dei molti come -scudi umani-.

Domenico Di Martino (Napoli, 1974), vive e lavora a Mugnano di Napoli

Inaugurazione 4 febbraio ore 19

Centro Hurtado
Viale della Resistenza (Polo Artigianale Scampia), Napoli
Orario: dal lunedi al sabato 9 – 13, 16 – 20
Ingresso libero

Fate Presto

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5 artisti per 5 curatori in emergenza

Inaugura negli spazi della Chiesa dell’Addolorata, nel Complesso Monumentale di Santa Sofia a Salerno, Fate Presto, mostra realizzata con il patrocinio del Comune di Salerno e della Fondazione Filiberto Menna.

Negli ultimi mesi Napoli e l’intera Campania sono assurti alla ribalta della cronaca per l’emergenza rifiuti che ha progressivamente assunto dimensioni scandalosamente preoccupanti, restituendo, ancora una volta, una pessima immagine di un territorio già gravido di contraddizioni e lacerazioni. L’emergenza sociale, il degrado ambientale, il rischio diossina, l’impotenza della classe politica, danno a stento le dimensioni di una situazione divenuta decisamente insostenibile.

Da questa contingenza nasce Fate Presto, un progetto di Emanuela Adinolfi , Letizia Magaldi e Rocco Orlacchio il cui titolo, volutamente evocativo e carico di suggestioni, e’ ripreso dalla prima pagina de “Il Mattino”, defunzionalizzata e resa immortale da Andy Warhol che ne fece l’opera per Terrae-Motus, mostra voluta da Lucio Amelio all’indomani del sisma del 1980. Fate Presto intende ribadire le ragioni di un’emergenza, questa volta scatenata non dalla potenza distruttrice della natura, ma da quella non meno catastrofica dell’uomo, l’insostenibilità con la quale siamo costretti a convivere fino all’assuefazione.

Fate Presto ovvero 5 artisti – Jota Castro, Claire Fontane, Carlos Garaicoa, Mariangela Levita, Giulia Piscitelli – invitati a produrre lavori site-specific per la chiesa sconsacrata dell’Addolorata, nel Complesso Monumentale di S. Sofia a Salerno, affiancati da 5 curatori – Anne Marie Bonnet, Giuseppe Fonseca, Salvatore Lacagnina, Vera Riera, Eugenio Viola – chiamati ad interpretare criticamente il loro lavoro. Cinque artisti, abituati a confrontarsi su tematiche sociali, chiamati qui a produrre lavori ispirati ad una situazione di emergenza, a contribuire ad un’opera di denuncia e sensibilizzazione. Cinque contributi critici per fornire ulteriori spunti, per ribadire un’istanza che da etica si fa estetica, nella convinzione che l’arte ha ancora una funzione fortemente politica e sociale.

Artisti

Jota Castro (Lima, 1965) vive e lavora a Bruxelles.
Ha esposto, tra l’altro, a: Biennale di Istanbul e Biennale di Mosca (2007); Emergency Biennale, Parigi-Bruxelles-Bolzano-Grozny (2005); Biennale di Kwangju, Korea (2004); Biennale di Venezia (2003)

Claire Fontaine E’ un collettivo di artisti fondato nel 2004 che opera a Parigi.
Ha esposto, tra l’altro a: Palais de Tokyo, Parigi; Kunsthalle di Zurigo; New Museum of Contemporary Art, New York; Tate Modern, Londra; Biennale di Istanbul; Biennale di Lione (2007)

Carlos Garaicoa (l’Havana,1967) vive e lavora tra l’Havana e Madrid.
Ha esposto, tra l’altro a: ICA Institute of Contemporary Art, Philadelphia, USA (2007); Moca, Los Angeles (USA), Biennale di Liverpool, Moma, New York (2006); Biennale di Venezia (2005)

Mariangela Levita (Aversa, 1972). Vive e lavora a Londra.
Ha esposto in gallerie private a Napoli e Colonia. Ha partecipato inoltre a: Incursione Vesuviana, Mostra D’Oltremare (2004); Imago, galleria Comunale di Monfalcone (2003); Napoli Anno Zero, 2002, Castelli in Aria, 2001, Castel S.Elmo, Napoli.

Giulia Piscitelli (Napoli,1965).
Ha esposto in gallerie private a Napoli e Colonia. Ha esposto a Vesuvius, Moderna Museet, Stoccolma (2007), Incursione Vesuviana, Mostra D’Oltremare (2004). Parteciperà alla prossima Biennale di Berlino (2008).

Inaugurazione 2 febbraio ore 19

Complesso Monumentale di S.Sofia
Largo Abate Conforti, Salerno
Orario: dal martedi alla domenica 10 – 13, 17 – 20
Ingresso libero