Archivio per gennaio, 2008

gennaio 11th, 2008

Linguaggi del reale

Postato in l'altrarte da Antonella

pan.jpgLa rassegna cinematografica “LINGUAGGI DEL REALE- breve viaggio nel documentario d’autore” prosegue, per il mese di gennaio, secondo il seguente calendario:

VENERDÌ 11 GENNAIO
Le ferie di Licu
di Vittorio Moroni (Italia-Bangladesh 2006, 93′)

Licu e’ nato in Bangladesh, e’ musulmano, ha ventisette anni e abita a Roma da sei in una casa in affitto con altre otto persone. Da poco non e’ piu’ clandestino e per vivere lavora 12 ore al giorno: magazziniere in un laboratorio tessile la mattina, cassiere in un negozio alimentare la sera. Capelli alla Elvis, camice griffate, tifoso della Roma, Licu sembra molto integrato. All’improvviso viene richiamato nel suo paese perche’ la famiglia ha scelto la sposa per lui, da allora le cose cominciano a complicarsi.

VENERDÌ 18 GENNAIO
CRICKET CUP
di Massimiliano Pacifico e Diego Liguori (Italia 2006, 49′)

Attraverso i frammenti di vita di cinque personaggi si scopre un popolo di immigrati, quello Srilankese, che ha saputo ben radicarsi e stabilirsi a Napoli. Ma la scoperta piu’ interessante e’ la loro capacità di praticare e organizzare tornei di cricket, con tanto di trofei e premi in danaro, in una nazione, l’Italia, in cui la maggiorparte delle persone non sanno nemmeno cosa significhi questa paroloa.
Sagara e la sua squadra di cricket di Napoli, dopo aver trovato uno sponsor ed il bus, partono in piena notte alla volta di un torneo nazionale, cercando almeno per un giorno, gloria ed affermazione.

L’orchestra di Piazza Vittorio: i diari del ritorno
di Alessandro Rossetto e Leonardo Di Costanzo (Italia 2007, 70′)

Dopo il documentario sulla storia dell’orchestra multietnica nata a Roma nel quartiere Esquilino, i protagonisti della stessa avventura, Agostino Ferrente e Mario Tronco, hanno promosso la realizzazione di ritratti dei singoli muicisti. I primi due sono stati realizzati in Argentina da Alessandro Rossetto e in Tunisia da Leonardo Di Costanzo.

VENERDÌ 25 GENNAIO
Grizzly Man
di Werner Herzog (Canada-Usa 2005, 100′)

Chi lascerebbe tutto per andare a vivere per tre mesi fianco a fianco con degli orsi grizzly in Alaska? La logica direbbe nessuno, ma Timothy Treadwell non sarebbe d’accordo.
Herzog ci regala un documentario profondo, pieno di stupefacenti immagini, girate da Treadwell nelle sue lunghe estati immerso nella natura piu’ selvaggia, un racconto teso ad indagare la personalità di questo ecologista che cerca di fare i conti con se stesso e il proprio passato, battendosi, rischiosamente, per una nobile causa.

The Agronomist
di Jonathan Demme (Usa 2003, 90′)

La straordinaria storia di Jean Dominique fondatore di Radio Haiti Inter, per quasi 50 anni voce del popolo haitiano nella battaglia per la tutela dei diritti umani contro l’oppressione del potere militare. The Agronomist e’ un omaggio appassionato e commosso ad un eroe poco conosciuto dei nostri tempi, che Demme confeziona con maestria ed impegno fornendo una pagina di cinema emozionante e coinvolgente.

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Architettura del tempo presente di Mario Pisani

intervengono:
Alessandro Castagnaro, Massimo Pica Ciamarra, Renato de Fusco, Benedetto Gravagnuolo, Cettina Lenzi.
Sarà presente l’autore

Classe 1947, Mario Pisani e’ docente presso la Facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli e Visiting Professor a Msida, Malta. Tra i fondatori della rivista trimestrale “Abitare la terra” ne e’ il caporedattore.”Architettura del tempo presente” e’ la sua ultima fatica letteraria dopo le significative pubblicazioni : “Paolo Portoghesi.Opere e progetti”, “Rosoni in Umbria”, “Le architetture di Armando Brasini”.
Nel testo l’autore ripercorre con una prosa chiara ed agevole l’evoluzione dell’architettura dagli anni ‘70 fino ai giorni nostri attraverso una ricostuzione completa e densa degli ultimi 30 anni partendo da Minoru Yamasaki per finire con Kengo Kuma, i Mecanoo, Ben Van Berkel e passando per Piano, Foster, Botta, Moneo, Anselmi

12 Gennaio 2008 alle 10.30

Palazzo delle Arti di Napoli – PAN
via dei Mille, 60 Napoli
Ingresso libero

gennaio 10th, 2008

FabulousKhate

Postato in l'altrarte da Antonella

fabulous.jpg

Vanitosa. Personale

L’ambiguità. FabulousKhate sarebbe una qualunque senza questa dote. Un po’ faccia da spot tv, un po’ icona di lingerie. Con fattezze da soap-opera, superbia da star hollywoodiana, desideri da pornostar, pretese. Voglia di prendere. Voglia di farsi guardare.

È lei, opera stessa, che lo dice: guardatemi. Sono vostra, voi miei-

Ambiente ideale per questa relazione e’ l’Ipogeo della Chiesa dell’Annunziata e della Ruota degli Esposti, in via Annunziata 34 (centralino 081.289032), quartiere Duchesca di Napoli. Quartiere – pancia della città del golfo. Quartiere di antiche origini.

Nelle sale interrate del cortile dell’Annunziata, dove una volta giocavano bambini, troveranno spazio 12 quadri – rappresentazioni manuali olio su legno di FabulousKhate; perche’ l’autore, A.M., non adopera pennelli bensi’ le dita della sua mano sinistra. E lo fa soltanto per plasmare coscientemente ogni centimetro di carne delle donne fotografate, sentendo man mano l’eccitazione per la materia che nasce e produce vagiti sottili. Poi il cartoon -We Got the Sweetest Addiction-, poster in Pvc e storyboard biografici di FK.

VANITOSA ama farsi ammirare. VANITOSA ama il vizio dolce del piacere. VANITOSA si lascia coccolare dal giallo ocra, dal rosso, dal verde.
Khate sogna, e’ favolosa. Vanitosa come Napoli. Vanitosa come la madre.

VANITOSA
e’ una collezione che si compone di tre momenti.

Giovedi’ 10 gennaio 2008: dalle 19, un party-performance allo spazio polifunzionale Trip – in via Martucci, Napoli – durante il quale FabulousKhate apparirà in jeans, orecchini lunghi, rossetti precisi, borsetta e cappotto. Berrà vino rosso, mangerà pasta, converserà.
Dopo, leggerà il suo diario, svelandosi ai presenti. Forse resterà in intimità con qualcuno-a, altrimenti a cosa varrebbe la messinscena?

Venerdi’ 11 gennaio 2008: dalle 19, inizierà una visita ai suoi retroscena e ai suoi camerini, allestiti nell’Ipogeo dell’Annunziata dall’11 gennaio al 10 febbraio -08: 12 pitture (4 sono lunghe cm 120 x 80 / 8 misurano 120 x 60), alcuni poster in Pvc, uno storyboard e il cartone animato -We Got the Sweetest Addiction-.

Sabato 12 gennaio 2008: dalle 17, partirà una passeggiata nella sua stanza d’hotel, al primo piano del Correra 241, nella zona del Cavone (dirimpetto p. Dante, Napoli). Alla scoperta del testamento che ha lasciato al centro antico della città, degli oggetti che ha perduto, dei segreti che ha immaginato.

Inaugurazione giovedi 10 gennaio 2008 dalle 19

Trip
Via Giuseppe Martucci, 64 Napoli
Ingresso libero

gennaio 7th, 2008

LABIRINTO

Postato in l'altrarte da Antonella

aliperta.jpgCome una sottile ed impenetrabile tela di ragno che risulta elastica al tatto, ma impossibile da squarciare, è proprio il labirinto d’amore il tema centrale dell’ultima produzione dell’autrice,  un’inestricabile percorso che pone in rilievo la nullità dell’essere umano al cospetto di emozioni che lo sovrastano con la propria forza dirompente e spesso distruttiva.
Corpi sinuosi tirati, piegati, contorti su tappeti alla Klimt, quasi sempre tesi a nascondere il volto, in una sorta di cupa ma non rassegnata consapevolezza di una condizione esistenziale di estraneità,  che riporta all’eterna e angosciosa solitudine umana. Una solitudine che neanche l’amore può impedire, e che anzi viene addirittura provocata proprio dagli effetti talora devastanti che provengono dall’amore stesso. La lotta impari dell’essere umano, che si trova avviluppato dal labirinto che egli stesso ha costruito, accattivante, estremamente gradevole, ma che comunque si configura come un invalicabile ed impalpabile limite.
L’imponenza delle proporzioni di alcuni corpi maschili sottolinea proprio la vanità degli sforzi umani volti a forzare i limiti della propria angoscia interiore attraverso disperati gesti liberatori.
Dalla tensione delle possenti masse muscolari maschili affiora l’inquietudine dell’uomo moderno alla ricerca di un’identità spirituale perduta.
Laddove la densa fisicità dei nudi femminili colti in un abbandono languido ma dolente all’abbraccio d’amore, rinvia all’eterna alternanza tra piacere e dolore, tra Eros e Thanatos.

La necessità del colore è per  Aliperta un attrattore quasi magnetico, indivisibile da qualsiasi contesto, al punto che spesso anche lo sfondo dei soggetti si anima, diventa vibrazione cromatica, una sorta di mosaico tridimensionale, reso ancor più dinamico dalla presenza di cornici che amplificano l’effetto compositivo del moto. Cornici che l’artista spesso incorpora nel dipinto, estendendo il raggio d’azione al di là del limite della superficie pittorica, o che riflettono al ‘positivo’ estensioni di tarsie cromatiche che compongono lo sfondo d’intensi avvolgimenti di membra umane.

Viluppi di corpi accordati in una sorta di danza sospesa tra sogno e realtà si estendono in spericolate ma controllate pose acrobatiche, sfidando le leggi della statica, tentano inutilmente di forzare i propri limiti  allo scopo di districarsi da una condizione di oscura costrizione avvolgente e senza via d’uscita, come quella del labirinto e degli innumerevoli risvolti simbolici che esso porta con sé.

Orari apertura mostra: dal lunedì al sabato ore 17.30 – 20.00
Ingresso Libero
Vernissage: ore 18.00
L’Atelier
Napoli. Via Tito Angelini, 41