Archive | dicembre, 2007

Santa Barbara

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Free/full and open project

Seconda cava d’estrazione visibile d’arte, il ”Santa Barbara free and open project” e’ un progetto in movimento perpetuo e dinamico, mosso da una idea di rete collettiva e condivisa di libera ricerca artistica svincolate da leggi mercantili e mode imposte. Una annuale e dinamica cava d’estrazione snodata su di un territorio transnazionale, dove liberamente si aprono e chiudono cantieri cave di libera ricerca, gestiti direttamente dagli artisti.

Il progetto parte da una piattaforma di raccordo condivisa, democratica e partecipata, all’interno della quale non esistono leader o figure accentratrici e strutture di sistema piramidali o verticistiche, ma solo portavoce individuali di un malessere poetico ed artistico collettivo e globalizzato, anime creative mosse da utopiche ed oniriche istanze collettive, volenterose di esercitare liberamente senza nessun vincolo politico, modaiolo, politico e mercantile la propria ricerca ed essenza poetica, etica, estatica ed estetica.

In quest’ottica prospettica ogni singolo artista curatore aderente al progetto diventa un cunicolo don chisciottesco d’estrazione artistica ed un collegamento mobile e movimentista tra diverse gallerie cunicoli sotterranei.
Questa volta la seconda cava di rete annualr si rende visibile a Napoli, in uno spazio gestito da due artisti (Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma.)

Il cantiere e’ ispirato idealmente e spiritualmente alla figura della Santa protettrice dei minatori artistici e chi si muove nel sottosuolo e nell’invisibile sommerso da logiche di mercati galleristici privati.

L’obiettivo primo e’ di dare visibilità ad opere mosse dalla fede nella ricerca artistica lontana da posti al sole e riflettori puntati, ricerche annientate, oscurate ed occultate in embrione dal nuovo ordine globale privatizzato dell’arte contemporanea sostenuto culturalmente dalla testata specializzata d’arte contemporanea ”Flash Art”.

LineaDarte
via S.Domenico Soriano, 34 – Napoli
Ingresso libero

Il cineforum del Dott. Freud

freud.jpgCome è stato rappresentato l’inconscio nella cinematografia napoletana ed in quella americana? Quali le divergenze, quali gli eventuali punti di contatto? C’è una marca stilistica che li accomuna?
La III edizione de “Il cineforum del dottor Freud”, rassegna sui rapporti tra cinema e psicoanalisi, curata da Ignazio Senatore, critico cinematografico e psichiatra dell’Università Federico II di Napoli, verte su questi gustosi ed appassionanti interrogativi. La kermesse si svolgerà dal 6 al 9 dicembre al Penguin Cafè di Via S. Lucia 88, a Napoli e personalità del calibro di Mario Martone, Antonio Capuano, Renato Carpentieri, Nina Di Majo, Cristina Donadio, Mario Franco, Giulio Baffi, Marco Lombardi, Carlo Cremona, Lidia Tarantini e Simone Mangoni si alterneranno per presentare e commentare le pellicole selezionate.
La rassegna si apre venerdì 7 alle ore 11.00 con una personale sull’artista avant-garde Maya Deren, presentata da Mario Franco ed è arricchita sabato 8 dicembre alle ore 16.45 dalla presentazione del decimo numero della Rivista quadrimestrale “EIDOS, cinema, psiche ed arti visive” ad opera di Lidia Tarantini, Simone Mangoni ed Ignazio Senatore, ideatori e fondatori della Rivista.
L’ingresso è gratuito. Le proiezioni sono articolate dal 6 al 9 dicembre al mattino (ore 11.00) e nei giorni 6, 7 ed 8 dicembre anche alle ore 17.00 e 19.00.
Info: http://www.cinemaepsicoanalisi.com

Mauro Rescigno

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Bad dance

Presso il Centro Hurtado (Viale della Resistenza, Polo Artigianale – Scampia, Napoli), per il ciclo -Corrispondenze di frontiera-, a cura di Pina Capobianco e Stefano Taccone, si inaugura -Bad dance-, personale di Mauro Rescigno, terzo degli otto artisti chiamati a turno ad elevare il contesto storico, politico, sociale ed economico in cui si trovano ad operare a materia prima del loro lavoro.

L’iniziativa rientra nel progetto “Costruiamoci un orizzonte”, che ha come promotrice e finanziatrice la Fondazione Vodafone Italia congiuntamente alla Regione Campania, la Provincia di Napoli, il Comune di Napoli e la Compagnia di Gesu’ con il Centro Hurtado.

Il concetto di -frontiera- e’ definibile come limite che separa due ambiti distinti. Il territorio di Scampia, estrema periferia nord di Napoli costantemente sospesa tra legalità ed illegalità, tra le buone pratiche di vita sociale ed il totale disadattamento, luogo del vuoto e del pericolo, ma anche spazio per l’agire collettivo, costituisce una tipica -zona di frontiera-.

Mauro Rescigno visualizza, tramite la fotografia digitale ed il video in 3D, una dimensione non realmente esistente, eppure estremamente familiare. I suoi ambienti glaciali, come di acciaio inox, ove figure umane ed animali si muovono smarrite accanto ad oggetti incongrui, divengono metafore della preoccupante carenza di valori umani che permea il nostro mondo. Il senso di spaesamento intende rimandare alla condizione di alienazione prodotta da un determinato assetto di potere. È proprio in uno di questi ambienti che Mauro colloca la danza cattiva di due malavitosi da cui trae il titolo la presente mostra. Alla cruda realtà di tale -spettacolo- e’ contrapposta l’immagine della farfalla, simbolo di trascendenza e di proiezione verso un domani migliore, che per ora puo’ paradossalmente concretizzarsi solo tramite mezzi virtuali.

Mauro Rescigno (Napoli, 1975), vive e lavora a Napoli

Inaugurazione 3 dicembre dalle ore 19.00

Centro Hurtado
viale della Resistenza (Polo Artigianale Scampia) Napoli
La mostra resterà aperta fino al 29 dicembre ed osserverà i seguenti orari: dal lunedi’ al sabato 9:00 – 13:00 mattina/16:00 – 20:00 pomeriggio.