Archivio per
novembre, 2007
novembre 30th, 2007

Estate
La Galleria T293 e’ lieta di presentare “Estate”, la terza personale di Pasquale Pennacchio e Marisa Argentato, un nuovo progetto ideato appositamente per lo spazio della galleria.
La mostra gioca sulla bivalenza linguistica della parola “Estate” indicante, al contempo proprietà come possedimento di beni immobili secondo la lingua inglese, e stagione dell’anno nel significato della lingua italiana. La sede della galleria di Piazza Amendola e’ trasformata in un negozio abbandonato, con un’insegna cadente e la serranda arrugginita. Il lavoro esplora il modo in cui una stessa circostanza puo’ essere collegata sia ad un evento passato che futuro. Attraverso uno scarto percettivo e la defamiliarizzazione della galleria, i due artisti offrono la possibilità di abbandonare una percezione automatica delle cose, e di instaurare un dialogo diretto con la città e le sue tensioni economiche e sociali.
Pasquale Pennacchio (Caserta 1979), Marisa Argentato (Napoli 1977), vivono e lavorano tra Napoli e Francoforte. Dal 2001 hanno esposto presso Neue Alte Brücke, Frankfurt am Main (2007), Städelschule Academy, Frankfurt am Main (2007), Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Trento (2006), Arte all’Arte X, Linari (2005), Assab One, Milan, (2004), Villa delle Rose, Spazio Aperto GAM, Bologna (2003), Radar Venezia Connecting Europe, Venice (2003), Viafarini, Milan (2003), Corso Superiore di Arte Visiva della Fondazione Ratti, Como (2002).
Inaugurazione: venerdi’ 30 Novembre 2007, ore 19
T293 Piazza Amendola
piazza Amendola 4 – Napoli
Orario: 11-13 / 15-19
Ingresso libero
novembre 30th, 2007

Dal 1 dicembre 2007 al 28 febbraio 2008 si terrà , presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la mostra personale di Luca Pignatelli.
La mostra, ideata e curata da Achille Bonito Oliva, ospiterà in quattro sale del Museo , lavori inediti realizzati appositamente per l’occasione: l’installazione Schermi, composta da oltre cento tele, quadri di grande formato e la serie dedicata al tema della caccia, proposto qui per la prima volta nella sequenza di opere con scene d’aggressione di animali selvatici.
L’approccio di Luca Pignatelli al mondo dell’immagine avviene attraverso l’architettura. Le sue tele evocano i templi romani, Pompei e l’arte antica, di cui l’artista subisce il fascino. All’indagine archeologica si affianca quella sull’architettura moderna ed in particolare del mondo industriale, rappresentato nelle sue opere da aerei da guerra, mezzi pesanti e locomotive, ma anche nella scelta di supporti come i teloni ferroviari.
All’attenzione per il dettaglio architettonico si accompagnano tonalità cupe e un’atmosfera sospesa, presente nelle grandi tele di paesaggi caratterizzati dalla rappresentazione di un mondo in costante pericolo e dal perdurare della civiltà in un clima di minaccia.
Luca Pignatelli predilige l’uso di tele logorate, il montaggio di frammenti, la scelta di una gamma limitata di colori dai toni saturi e l’uso della polvere d’alluminio, elementi che determinano la dissolvenza delle coordinate spazio-temporali dei dipinti, sino a sospenderli in un attimo eterno.
-Luca Pignatelli ha sempre lavorato ad un’idea di arte in cui il linguaggio diventa l’utensile che produce un sistema permanente di allarme, un’incursione che attraversa le cose per arrivare a una dinamica della sensibilità e della coscienza, intesa come deterrente che spoglia il reale della sua inerzia e lo potenzia mediante l’intensità di un movimento eccellente, quello di un linguaggio vibrante ed affermativo, lacerante e totale – scrive Achille Bonito Oliva nell’introduzione al catalogo – [-] Alla dinamica cosmica e’ sincronica quella dell’artista, fatta di spostamenti progressivi dello stile, di intenzionale volubilità espressiva, di scarti laterali e veloci rispetto alle esperienze precedenti. Pignatelli opera su una poetica mobile e flessibile, su un progetto continuamente aggirato e sovvertito. L’idea di poetica non e’ quella tradizionale di fedeltà di stile e materiale pittorico, bensi’ quella di un’aderenza continua dell’immagine all’impulso creativo-.
Nell’ambito della mostra verrà proiettato Hope 1, un film di 7 minuti realizzato dal regista Daniele Pignatelli, dove sono protagonisti i quadri dell’artista.
All’inaugurazione, venerdi’ 30 novembre alle ore 17.30, saranno presenti con l’artista, il Soprintendente Maria Luisa Nava e il curatore Achille Bonito Oliva.
Museo Archeologico
Piazza Museo Nazionale, 19 – Napoli
Orario: mercoledi’ – lunedi’, dalle 9 alle 19.30
Ingresso: intero 10 euro, ridotto 7,25 euro
novembre 29th, 2007

Guido Pecci e’ un giovane artista il cui tratto espressivo sembra coniugarsi con una necessità di comunicazione primaria, vitale. Il suo tratto rapido, quasi istantaneo, scarno, ad una prima visione puo’ dare l’impressione di una pittura realizzata fugacemente, sull’onda di istinti contingenti e -leggeri-, catturati dall’artista pochi momenti prima di essere inghiottiti dall’oblio. Ma si tratta solo di apparenza. Il lavoro di Pecci e’ il risultato di uno scavo profondo della materia volto alla ricerca della radice primaria della pittura. L’accostamento (presente già nel titolo che racchiude il nuovo progetto presentato negli spazi della galleria Franco Riccardo Artivisive) con il graffitismo non e’ casuale. Ispirandosi a quell’esperienza l’artista cerca di recuperare un modo piu’ diretto e immediato di comunicare con il mondo.
-Guido Pecci recupera tutta l’energia del graffito, quella che brucia se stessa in un tempo rapido. Ma il suo spazio e’ il quadro, cioe’ l’opera fatta per durare oltre che per piacere o per sfogarsi. Che si tratti spesso di fogli di carta invece che di tele non ne cambia la sostanza, giacche’ e’ comunque uno spazio regolato e perimetrato da una tradizione immane, che e’ quella della pittura occidentale da Giotto a Burri a Basquiat.- (testo di Enrico Mascelloni tratto dal catalogo).
In mostra 8 opere piu’ un’ installazione a parete composta da 16 disegni.
L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo edito dalla Effeerre Edizioni, con un testo critico di Enrico Mascelloni.
Inaugurazione: giovedi’ 29 novembre 2007 alle ore 18.30
Franco Riccardo Arti Visive
Via Chiatamone 63 – Napoli
Ingresso libero
novembre 26th, 2007
Mostra e convegno
Napoli, 26 Novembre 2007 ore 9,30
Presso l’Associazione “Oltre il Chiostro” – sala antico refettorio – Piazza Santa Maria La Nova 44 – Napoli si terrà una tavola rotonda e l’inaugurazione della mostra Idee di architetture del dialogo per la città interetnica
Inaugurano: Sandra LONARDO Presidente Consiglio Regionale della Campania Leonardo IMPEGNO Presidente Consiglio Comunale di Napoli Enrico PENNELLA Presidente Consiglio Provinciale di Napoli
Discutono sul tema Claudio BAGLIONI Fondazione O’Scià – Corrado BEGUINOT Fondazione della Aldo Rocca – Michele CAPASSO Fondazione Laboratorio Mediterraneo – Michele CENNAMO Presidente Commissione Esami di Stato – Benedetto GRAVAGNUOLO Preside Facoltà di Architettura Napoli – Marco NIELI Consigliere Nazionale Opera Nomadi – Paolo PISCIOTTA Presidente Ordine Architetti P.P. e C. di Napoli – Ambrogio PREZIOSO Presidente A.C.E.N. – Giuseppe REALE Associazione Oltre il Chiostro – Raffaele SIRICA Presidente C.N.A P.P.C.
Saranno presenti i membri delle commissioni esami di abilitazione 2005_2007: Dora FRANCESE, Fulvio FRATERNALI, Paquale MIANO, Stefano PRISCO, Gennaro POLICHETTI, Fulvio RICCI, Pellegrino SORIANO
Coordina Massimo CALENDA Giornalista RAI
MOSTRA
da Lunedi’ 26 Novembre a Domenica 2 Dicembre
ore 9,00 – 17,00 (feriali) ore 9,30 – 13,30 (festivi) Chiostro Santa Maria La Nova 44 – Napoli
“Questo evento nasce dall’esigenza che un nuovo rapporto si dovrà istituire tra il ridisegno della Città futura a forte caratterizzazione multietnica e l’offerta professionale di Architetti di nuova generazione; subito dopo la formazione universitaria e l’esame di Abilitazione per l’accesso al mondo del lavoro.”
Su questo assunto le Commissioni d’esame di Stato, per gli anni 2005 e 2007; nell’intento di riscattare questa prova dalla mera prassi burocratica in cui e’ confinata da diversi decenni, hanno proposto ai giovani candidati l’elaborazione di “idee di Architetture del dialogo per la Città interetnica” in grado di coniugare forme, funzioni e strutture proprie delle singole tradizioni linguistico – culturali con le esigenze della nuova società integrata in formazione.
Infatti l’irruzione, negli ultimi decenni, di nuove categorie sociali nelle Città a capitale avanzato dell’Europa occidentale coinvolge il dibattito architettonico orientandolo verso la ricerca di modelli urbani capaci di prefigurare la futura Città del XXI secolo attraverso un nuovo rapporto tra tipologie edilizie e morfologia urbana. In particolare il fenomeno della immigrazione, che sta muovendo masse consistenti di cittadini dalle aree povere a quelle ricche, caratterizza la formazione di una nuova società multietnica con la quale le Città dovranno confrontarsi ed attrezzarsi per ottimizzare accoglienze e strutture del vivere insieme.
Oggi le Città ricche vengono “invase” da un esercito di “spaesati” che formano il mondo dei “senza terra” che occupano luoghi “non luoghi” o terre di nessuno ai margini dei centri urbani; anche se spesso attestati dentro il suo perimetro storico. Si tratta di un esercito di aspiranti cittadini che, pur portandosi dietro, sui “barconi” della speranza, i caratteri distintivi della loro tradizione culturale; si muove con diffidenza sul nuovo territorio per le difficoltà notevoli di integrarsi con i residenti: difficoltà dovute anche, come in una moderna “Torre di Babele”, alle differenti lingue parlate.
Oggi i tempi sono maturi per riprendere la ricostruzione di questa Torre di Babele rifunzionalizzandola e adeguandola alle esigenze delle nuove istanze esistenziali. Per l’architettura si tratta di cogliere questa epocale modificazione della struttura sociale per comporre un quadro ricco ed organico di azioni progettuali tese ad impedire il processo di distruzione del patrimonio culturale d’origine per individuare contenitori nuovi da riempire con funzioni nuove del dialogo coincidenti, soprattutto, con il riequilibrio tra meriti e bisogni delle diverse etnie presenti sul territorio.” La commissione
Chiostro Santa Maria La Nova 44 – Napoli
ore 9,00 – 17,00 (feriali) ore 9,30 – 13,30 (festivi)

novembre 23rd, 2007

Natural is not in it
La galleria annarumma404 e’ lieta di annunciare la prima personale europea della giovane arista inglese Samantha Magowan (Londra 1979, vive tra Londra e Los Angeles). La mostra di Napoli, a cui la Magowan ha dato il titolo -Natural’s not in it- e’ ispirata da un’omonima canzone della punk – band britannica -Gang of Four-.
L’esibizione si sviluppa partendo da un semplice interrogativo posto dalla stessa artista:-Cosa accadrebbe se mi ritraessi come un oggetto e giacessi accanto a scarpe e gioielli? Potrei essere letta nello stesso modo in cui vengono letti tali oggetti?-
Le risposte elaborate dalla Magowan si concretizzano in due serie di lavori: la prima e’ rappresentata da otto fotografie di diverso formato ( tre di cm 127 x cm 83,8 e cinque di dimensioni minori cm 60,96 x cm 91,4 ) che sono state estrapolate da un corpus di opere in pellicola denominato -100 Ways of Performing as an object-e nelle quali l’artista si ritrae confusa tra oggetti e chincaglierie di ogni genere. La seconda serie e’ costituita da due dipinti, veri e propri collages nei quali, su un fondo di pittura fatta ad acrilico o a smalto, la Magowan sovrappone un intreccio fatto di immagini ritagliate da riviste patinate ( divi del cinema o della TV ), pailettes, finte pietre preziose e giocattoli.
Con questi lavori l’artista riflette sul ruolo della pittura nella società contemporanea, nella quale la figurazione puo’ trovare anche altri percorsi mediatici piu’ immediati. La proposta di Samantha Magowan e’ un’analisi sull’uomo e sul suo rapporto con le dinamiche contemporanee: le sue opere s’inseriscono in quella frattura tra essere e dover essere svelando, dietro il morboso attaccamento agli oggetti, il bisogno di possesso come espressione della necessità del singolo di riappropriarsi della propria identità . L’oggetto diventa feticcio, assume potere, in quanto testimone e strumento di un sogno di totalità dove scegliere diventa un limite alla possibilità di ciascuno di essere tutto contemporaneamente
Inaugurazione Venerdi 23 Novembre 2007 ore 19
annarumma404
via Santa Brigida, 76 – Napoli
Orari: da martedi’ a venerdi’ ore 16.30-19.30
Ingresso libero
novembre 23rd, 2007
Opere recenti
Franco Betteghella nasce a Napoli il 9 Agosto 1950, frequenta il liceo artistico e l’accademia di Belle Arti. Negli anni 70 si trasferisce a Roma, dove espone alla galleria -Arti Visive-. Critici d’arte come E. Crispolti, F. Menna, G.C. Argan, P. Restany, seguono e scrivono sul suo lavoro. F. Menna lo invita ad esporre al -Lavatoio Contumaciale- di Roma. Intrattiene rapporti d’amicizia ed artistici con G. Falzoni. Nel 73 presentato da E.Crispolti espone al centro d’arte -Ellisse- Napoli di S. Pica. P. Restany nel 78 lo invita ad esporre presso la Galleria -Borgogna- di Milano, città nella quale Betteghella si trasferisce per vivere gli anni piu’ intensi della propria esperienza artistica. Dopo numerose personali Milanesi vive periodicamente a Nizza, dove espone alla galleria -Sapone- e al museo d’arte contemporanea -Des Ponchettes-. Contemporaneamente viene invitato ad esporre all’istituto di Cultura francese -Grenoble- di Napoli ed e’ il primo artista italiano ad essere invitato nella prestigiosa sede napoletana, presentato da Pierre Restany.
Gli esordi pittorici di Betteghella sono di impostazione accademica, anche se molto presto trova mezzi espressivi e linguaggi di totale libertà creativa. Nel 72 realizza a Napoli, nella zona dei quartieri spagnoli, una vera e propria cravatta per la facciata di un palazzo fatiscente. L’immagine della -Cravatta- fa il giro del mondo pubblicata dai maggiori giornali. Ripete la provocazione visiva con un -Papillon- per la torre Velasca ed una -Cravatta- per il grattacielo Pirelli di Milano. Utilizza stoffe e tessuti per realizzare opere di grande impatto visivo, manipolando, giustapponendo, decolorando, quella che l’artista definisce -la seconda pelle dell’uomo-. Fanno parte dei vari cicli creativi opere realizzate con tessuti gessati, opportunamente elaborati, grandi -Cavalcate Morbide-, -Fiori e Fauni-, -Le Nuvole-, -Donne e Fauni-, -Inter-Venti-. Realizza per il primo concerto di Franco Battiato in Campania, utilizzando enormi drappi di tessuto, che gonfiati dal vento creavano -Sculture di Vento-. La -Scultura- veniva intitolata – Inter-Vento-. Nel settembre del 2007 espone a Parma nella mostra – Mai dire Mao- (al servizio del Pop), su invito di Gherardo Frassa. Il 20 novembre 2007 presso la -Pica Gallery- via Vetriera 16 Napoli in una mostra personale Betteghella presenta un ciclo di opere recenti.
Inaugurazione 23 novembre 2007
PicaGallery
vico Vetriera, 16 – Napoli
Ingresso libero
novembre 23rd, 2007

Luce al cemento
Una mostra di forte impatto visivo ed emotivo comprendente 50 lavori. Opere pittoriche recenti eseguite a partire dal 2005 e sullo sfondo le famose sculture realizzate a cavallo fra anni Sessanta e Settanta.
Il titolo “Luce al cemento” e’ stato tratto da un omonimo quadro in esposizione che, per il suo valore metaforico, offre la chiave di lettura dell’intera mostra. Il cemento oggi e’ parte integrante della quotidianità , rientra nell’orizzonte visivo di ognuno con prepotenza e pesantezza.
Sfuggire alla sua vista e’ impossibile, tuttavia lo subiamo con inconsapevolezza, assuefatti alla sua presenza. Pisani dà luce a questa materia grigia aprendosi un varco tra i grattacieli e facendosi egli stesso faro.
Tale vocazione – che e’ propria della poesia – a illuminare la realtà quotidiana, gli episodi e i gesti piu’ piccoli e comuni della nostra vita, quelli a cui siamo abituati e che consideriamo marginali, o che non consideriamo affatto, costituisce la linfa vitale delle opere di Gianni Pisani capace di usare, in modo magistrale, l’elemento autobiografico come segno poetico.
Gianni Pisani e’ nato a Napoli nel 1935, dove vive e lavora in via Arco Mirelli, 36. Artista di rilievo internazionale, e’ autore di opere presentate in numerose mostre sia in Italia che all’estero. Espone per la prima volta nel 1955, aggiudicandosi il Premio Cesenatico, che sarà il primo di una lunga serie.
Nel 1982 diviene titolare della cattedra di Pittura a Brera e dirige insieme a Gillo Dorfles gli incontri internazionali d’arte ad Anacapri. Nel 1984 torna a Napoli dove insegna all’Accademia di Belle Arti, ricoprendo la carica di direttore fino al 1998. In questi anni si fa promotore di una serie di iniziative come la prima pedonalizzazione di uno spazio pubblico a Napoli, la riorganizzazione della grande Pinacoteca, la fondazione dell’associazione “Amici dell’Accademia”.In collaborazione con Lucio Amelio, Pisani crea la Biennale del Sud, che avrà due edizioni.
Inaugurazione 23 novembre ore 18.30
Hde Arte Editoria Design
Piazzetta del Nilo 7, Napoli
Orario: dal martedi’ al venerdi’ 11-14, 16-19
Ingresso libero
novembre 22nd, 2007
Performance di Isabella Pers
Nell’ambito del Secondo Forum Internazionale “Fastforward: on New Media Art 2007-2013″ in corso al Pan dal 22 al 24 novembre 2007, il giorno 22 novembre alle ore 19.30 si terrà , al Palazzo Reale di Napoli, la performance ECHO di Isabella Pers.
Il lavoro vuole sottolineare il rapporto tra l’estensione della memoria individuale verso l’informazione globale, e la memoria storica collettiva. Sul tema dell’estensione della memoria storica individuale tramite il web e’ in atto una ricerca informatica, in continua evoluzione e perfezionamento, a cui sta lavorando da anni, tra gli altri, il gruppo infoFACTORY dell’Università di Udine all’interno del Laboratorio di Intelligenza Artificiale, e dal cui contatto e’ nata l’idea di questo progetto.
Il fine della ricerca e’ infatti l’individuazione di un percorso sulla base di specificità individuali, in una nuova metodologia di ricerca intelligente dell’informazione globale, mediante un sistema di -filtraggio- che classifica i dati rilevanti per il profilo-memoria dell’utente, costruito, memorizzato e raffinato nel tempo. Attraverso ECHO, Isabella Pers cerca di dare forma visiva al concetto di nuova estensione della memoria individuale, in rapporto alla continuità temporale della memoria collettiva, rappresentata dal Palazzo Reale di Napoli, un’architettura storica di forte impatto emozionale.
Le trenta ragazze che saliranno lo scalone monumentale di Palazzo Reale rappresentano l’evoluzione della memoria individuale e collettiva che, seguendo percorsi diversi, evolve verso qualcosa d’ignoto, ma lascia una traccia oltre la vita del singolo, in una persistenza della memoria che rimane un segno spirituale del se’. Gli abiti color carne indossati dalle performers saranno tutti diversi, come diverse saranno le formule matematiche scritte sui lunghi strascichi, quasi una continuazione del se’, e le pose che assumeranno, a sottolineare che ogni memoria e’ unica. L’audio che avvolgerà l’azione sarà realizzato con i suoni provenienti dallo spazio astronomico in differenti frequenze celesti, in una sorta di rappresentazione simbolica della lingua madre.
22 novembre alle ore 19.30
Palazzo Reale di Napoli
Piazza Plebiscito, Napoli
Ingresso libero
novembre 22nd, 2007
La seconda edizione del forum internazionale fastforward: on new media art, consiste in una serie di eventi e momenti di discussione strutturati per approfondire l’analisi delle relazioni tra documenti ed opere di new media art. L’interesse del Centro di Documentazione del PAN per la costituzione di archivi d’arte -e soprattutto per la creazione di una collezione di opere di arte digitale- si accompagna all’obiettivo di promuovere riflessioni sulla pluralità di esperienze e sulla soggettività delle ricerche nel campo dei new media. Oggi manifestazioni delle arti digitali -attraversano’ discipline, opere, istituzioni museali, centri di ricerca e documentazione, ma anche strumenti e metodi di comunicazione ed educazione all’arte.
Quest’anno il forum internazionaleamplia il proprio ambito d’interesse e si inserisce nel vivo delle iniziative culturali promosse dalla città per la partecipazione al Forum Universale delle Culture di Monterrey. Se la location resta la stessa, i contenuti si sono arricchiti e guardano velocemente in avanti, fastforward: on new media art, verso il 2013, anno per cui Napoli si e’ candidata per la sede del grande evento promosso dall’Unesco.
Una scelta, questa, che coincide con la volontà di registrare esperienze ed opinioni informate sullo sviluppo dei processi di produzione, su i sistemi di archiviazione, su approcci curatoriali e progetti espositivi dedicati ai new media arts. In particolare in questa edizione l’arte contemporanea si fonde con altri linguaggi artistici ed incrocia i temi piu’ urgenti del mondo contemporaneo, intrecciando i suoi linguaggi sperimentali e multimediali e raccogliendo cosi’ contributi orientati secondo i 4 assi tematici che rappresentano il cuore concettuale del Forum Universale delle Culture: pace, sviluppo sostenibile, diversità culturale e conoscenza.
Le sessioni di lavoro proposte dal secondo forum internazionale fastforward on new media artmettono in relazione le 4 linee di ricerca del PAN con i 4 assi tematici del Forum Universale delle Culture:
ADVANCED NARRATIVE STRUCTURES
-l’amore e’ unmaestro migliore del dovere- Albert Einstein Occorre mantenere un filo costante, una ricerca sulla funzione dell’Arte nella società contemporanea, sul ruolo dell’artista nelle formazioni sociali, sulla capacità di opere e documenti di comunicare il -bene comune’, di ricreare condizioni positive dell’esperienza individuale e collettiva, in un linguaggio che affida comunque alla visionarietà sentimenti, storie, emozioni che completano la condivisione razionale della volontà e dell’etica. Si potrebbe dire per la creazione artistica quello che ha detto Jacques Monod per la scienza – il candore di uno sguardo nuovo (quello della scienza lo e’ sempre) puo’ talvolta illuminare di luce nuova antichi problemi-
PERSPECTIVES AND LIMITS OF PRODUCTION
-Segavano i rami sui quali erano seduti e si scambiavano a gran voce le loro esperienze di come segare in fretta, e precipitarono con uno schianto, e quelli che li videro scossero la testa segando e continuarono a segare- Bertold Brecht E’ acquisito, riconosciuto e descritto nel dibattito contemporaneo quanto le tecnologie intervengano determinando continue trasformazioni del nostro presente: condizioni materiali del vivere quotidiano, relazioni politiche e sociali, scambi e confronti culturali tra differenti soggetti e contesti, vengono al tempo stesso strutturandosi e destrutturandosi per effetto della progressiva e massiccia introduzione di strumenti e media variabili. E’ dunque evidente il profondo coinvolgimento delle istituzioni che lavorano nei differenti campi delle arti contemporanee. La sfida e’ alta: riguarda soprattutto le possibilità di diffusione e circolazione offerte appunto dalla tecnologia, (possibilità dunque che coinvolgono la creazione, la fruizione, la conservazione), e, piu’ in generale, le visioni che sanno rendere pertinente e dirompente un medium culturale in un mondo saturato dai media!
MAPPING & NETWORKING
-Un paesaggio e’ costituito piu’ da processi che da luoghi. La vera essenza del paesaggio comporta interazione e integrazione- Frederick Steiner New media art e’ l’espressione con cui si definiscono opere create o relazionate, e comunque fruibili, attraverso tecnologie innovative e instabili, a partire dalla metà del novecento.Le discipline generalmente riferite all’espressione new media art sono: cell phone art, computer art, digital art, electronic art, finance art, generative art, hacktivism, information art, interactive art, performance art, robotic art, software art, sound art, video art, video game art.
SHARING KNOW-HOW
-Il significato latente diventa manifesto di un piu’ generale processo culturale e cognitivo, in cui gli oggetti acquistano significato attraverso l’associazione con la conoscenza piu’ che con la sensibilità - Masao Yamaguchi Anche per le espressioni artistiche emergono forme estetiche riferibili alle potenzialità e declinazioni dei cosiddetti new media. Come in risposta a queste trasformazioni, l’approccio stesso alla storia e critica d’arte muta per l’emergere di nuove forme di -global and cyberspace culture’ ed infine per l’impatto dei media digitali proprio sul concetto di proprietà intellettuale. L’intera gamma di espressioni artistiche intercettate dai new media si colloca, peraltro, tra quegli effetti dell’evoluzione delle tecnologie basata su applicazioni delle contemporanee ricerche scientifiche.
22-23-24 novembre 2007
Palazzo delle Arti di Napoli – PAN
Napoli Campania Italia
via dei Mille, 60 Napoli
orari 10-22
ingresso fino ad esaurimento posti
novembre 22nd, 2007
Un viaggio nell’anima, nelle sue opacità e nelle sue trasparenze, nelle sue pulsioni e nei suoi tormenti, tradotti in esili membrane che si agitano dolcemente nello spazio. È il recente video di Romualdo Schiano, dal titolo “Il viaggioâ€, che sarà presentato a novembre presso il Museo Minimo di Fuorigrotta, a Napoli. Come in una danza classica, il video alterna tensioni e abbandoni lungo un sottile e impercettibile fil rouge, costituito dall’ordine celeste che governa il mutevole farsi della natura. Oltre il valzer delle linee che si annodano, si distendono, si allacciano e poi svaniscono, suggerendo corpi eterei in perenne mutazione, si rileva una sintesi armonica che stempera i contrasti, lima gli spigoli e le asprezze, accanto al sussurro di una modulazione di intesa. Il movimento liquido e sensuale dei corpi, che si nutre di tenere passioni e di lirici abbandoni, ci conduce nella pace di un silenzio irrequieto, il silenzio dell’anima che vibra dentro di noi. Adagiati in questa pace come un fanciullo nella sua culla, siamo avvolti in atmosfere impalpabili, eppure dense di energia, attraversate da un fremito di vita che aspira a invadere lo spazio. Quel fremito ci rammenta che dobbiamo vivere per poter godere della pienezza dell’essere, che si manifesta nel momento più alto dell’esperienza umana, quando si respingono le lusinghe dei beni materiali per accedere all’assoluto, all’etereo, all’ineffabile. È questa la dimensione che Romualdo Schiano vuole rappresentare, conferendo alle forme del pensiero una sottile parvenza di fisicità , per quanto fragile e trasparente. Le immagini visive e quelle sonore dialogano e si fondono in uno spettacolo fulgido, perenne nella memoria, istantaneo nella visione. Un ruolo chiave in questo processo è giocato dalle scelte cromatiche: il giallo, il rosso, il verde, i colori della calma e della presenza, dell’amore e della speranza.
L’artista napoletano, con acutezza di indagine e sapienza tecnica, ha inteso liberare l’anima dai freni inibitori e dalle barriere fisiche del corpo, affinché potesse dispiegare la propria energia nei territori infiniti dell’essere.
L’esposizione sarà visitabile dal 27 novembre 2007 al 21 dicembre 2007
Museo Minimo
Via Detta San Vincenzo 3 Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â
lunedì e mercoledì 15/18 -martedì,giovedì e venerdì 9/12
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