Archivio per
ottobre, 2007
ottobre 18th, 2007

XII Festival Internazionale di Film sull’Arte Contemporanea
Giovedi’ 18 ottobre 2007, alle ore 20.00, si inaugura presso il Teatro Augusteo di Napoli, uno dei piu’ capienti teatri cittadini con 1400 posti, la XII edizione di Artecinema, Festival Internazionale di Film sull’Arte Contemporanea, l’evento ormai atteso come uno degli appuntamenti piu’ interessanti di questo settore. Il programma di Artecinema e’ suddiviso in tre sezioni: arte e dintorni, architettura, fotografia.
Il festival, curato da Laura Trisorio, si pone l’obiettivo di presentare al grande pubblico la realtà dell’arte contemporanea attraverso una scelta di documentari sui maggiori artisti degli ultimi cinquant’anni.
I filmati selezionati, provenienti da tutto il mondo, mostrano l’universo dell’arte contemporanea ed il lavoro degli artisti attraverso interviste, biografie filmate e narrazioni montate con materiali d’archivio.
Saranno proiettati circa trenta filmati sull’arte, l’architettura, la fotografia contemporanee, ricercati presso i registi e i produttori in tutto il mondo, proponendo al pubblico materiali di altissima qualità , poco conosciuti e altrimenti difficilmente accessibili.
Sono in programma documentari sugli artisti: Joseph Beuys, Kiki Smith, Sophie Calle, Enzo Cucchi, Marina Abramovic, Yves Klein, Yan Pei-Ming, Langlands & Bell, Francis Alÿs, Guido Strazza, Hans Haacke, Lutz Fritsch, Declan O’Mahony, Annie Pootoogook, Riccardo Dalisi; sul movimento artistico Mass Moving nato in Belgio e Olanda negli anni ‘70, sulle opere realizzate al Circolo Polare Artico da Anthony Gormley insieme ad altri artisti, sull’Espressionismo tedesco, sulla collezione Pinault a Palazzo Grassi, sulle sorprese Kinder considerate opere d’arte, sul ritratto di Ade’le Bloch-Bauer dipinto da Klimt e confiscato dai nazisti; sul ginnasio di Yoyogi realizzato nel 1964 dall’architetto Kenzo Tange, sul Centro Paul Klee di Berna progettato da Renzo Piano, sulla restrutturazione dell’Atomium costruito per l’Expo di Bruxelles del 1958, sull’architettura visionaria dagli inizi del XX secolo ad oggi; sui fotografi Ferdinando Scianna, Gianni Berengo Gardin, David LaChapelle.
Ogni giorno dalle 17.00 alle 24.00 vengono proiettati circa 10 documentari, in versione originale con traduzione simultanea in cuffia, suddivisi in tre sezioni: arte e dintorni, fotografia, architettura.
Come per le precedenti edizioni sarà realizzato un catalogo italiano/inglese con testi critici, sinossi dei film, note biografiche dei registi e foto a colori.
Il programma completo su:
http://www.artecinema.com
ottobre 13th, 2007
Collettiva
Nella sala Carlo V del Maschio Angioino,si inaugura la Mostra conclusiva di “Vizi d’Arte” la rassegna d’arte contemporanea organizzata da Beppe Palomba per l’Accademia della Bussola che vede trenta Artisti, esponenti di tutte le principali correnti e tendenze, cimentarsi nell’interpretazione dei Sette Peccati Capitali.
A questi si va ad aggiungere come ospite d’onore Gino Paoli, il celebre cantautore che prima di raggiungere fama e successo con le sue splendide canzoni ha esordito proprio nelle arti visive come pittore e illustratore di grande valore, che ha realizzato per questa occasione alcune opere che costituiranno una golosa sorpresa per i visitatori.
Vizi di’Arte conclude al Maschio Angioino un percorso che ha portato in location di assoluto prestigio come Fiuggi, Palazzo Doria d’Angri, gli Antichi Arsenali di Amalfi, Positano, Ravello e lo straordinario Museo Correale di Sorrento, opere che spaziano dalla scultura alla pittura, dall’arte digitale all’acquerello con approcci diversi ma ugualmente emozionanti e coinvolgenti. Cosi’ il visitatore seguirà un suo percorso ideale tra la scultura emozionante di Mastroberti,quella vigorosa di Marlisa Palomba, quella allusiva di Patty Palomba. La messa in scena dei Vizi d’Arte si dipana tra i quadri-oggetto di Stefano Momente’, il fondo oro di Elena Cicchetti, le invenzioni emozionali di M. Teresa Kindjarsky, i surreali acquerelli di Ariane Schuchardt, le provocazioni geniali di Frank Cianuro, gli sfrenati cromatismi di “Pepe” Palerno, i ricchi dipinti di Claudio Anzidei, le pitto-sculture di Fabio Cocchia e Angelo De Boni, le sensuali figure di M. Grazia Muscatiello, le visioni oniriche di Emilio Socci, le tranquille marine di Lorenzo Cataneo, la natura passionale di U. Gorirossi, il post-naif di Elio Gervasi, le invenzioni grafiche di Mary Palomba, le incursioni digitali di Tommaso Tucci, il colorismo acceso di Umberto Mazzone, i Vesuvi di Pasquale Gatta e di Neotto, il pacato sperimentalismo di Antonio Fogliano e quello acceso di Carmen Galbiati, l’impattante Federica Filippi, il piu’ classico ucraino Yuri Falendish, le figure tormentate di Lorenzo Corbo fino al classicismo di Vito Barra e alle incursioni astratte di Sandro Bove.
Vizi d’Arte ha voluto, nel corso di queste sette tappe, stimolare Artisti e visitatori, fare il punto di quanto conti l’argomento peccato, di come sia percepito. Una Mostra certamente eterogenea come stili e modi espressivi ma di tale elevato livello generale da garantire sicure emozioni. Alla serata inaugurale saranno presenti gli Artisti e sono attesi Gino Paoli, il Presidente della Provincia Dino di Palma e l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nicola Oddati.
La Mostra resterà aperta dal lunedi’ al sabato tutti i giorni dal 12 al 30 Ottobre dalle ore 9 alle 19.
Inaugurazione venerdi 12 ottobre alle 17
Sala Carlo V del Maschio Angioino,
piazza Municipio, Napoli
ottobre 13th, 2007
People and dreams
Antonius Kho, Teresa Mangiacapra, Setyo Mardiyantoro, Vincenzo Montella, Liu Yang, Shin-Hye Park, Sangeeta Singh, Marco Sodaro, Wang Tiewei, Liu Wei.
Patrocinata da:Consolato di Indonesia in Napoli, Si.Ci.Na., Associna

Una mostra che nasce al di fuori dei circuiti commerciali, delle reti politiche e istituzionali, attraverso quel potente mezzo che e’ internet, che ha permesso ad artisti lontani migliaia di chilometri di conoscersi, incontrarsi, discutere online per condividere un progetto creativo. Ancora una volta, a conferma delle precoci intuizioni di Douglas Engelbart, la tecnologia non e’ solo un arido strumento di lavoro, ma costituisce un mezzo straordinario per -aumentare e potenziare le facoltà dell’intelletto-. Dietro una connessione ad internet c’e’ sempre un uomo, con la sua volontà di comunicare agli altri in modo diretto e naturale, senza la mediazione di un soggetto esterno che, anche se animato da interessi filantropici, rappresenta comunque un ostacolo da superare.
Da un movimento spontaneo, ne’ premeditato ne’ preordinato, nasce dunque la mostra collettiva -Asian overview, people and dreams-, che sarà allestita dal 13 al 28 ottobre presso la galleria -Il Ramo d’Oro- di Napoli. Vi partecipano dieci artisti, di cui sette orientali e tre italiani, che hanno eletto l’Oriente a propria dimora fisica o ideale: la coreana Shin-Hye Park, l’indiana Sangeeta Singh, i cinesi Liu Yang, Wang Tiewei e Liu Wei, gli indonesiani Setyo Mardiyantoro ed Antonius Kho, gli italiani Vincenzo Montella, Marco Sodaro e Teresa Mangiacapra.
Shin-Hye Park dipinge in monocromo paesaggi disadorni e malinconici, pervasi da una vena di misticismo. La sensibilità dell’artista indugia nella descrizione degli steli d’erba, piegati dal vento al quale non sanno opporre resistenza, come esseri umani in balia del proprio destino. È una pittura priva di slanci, che vive in una dimensione intima ed evocativa.
La pittura di Sangeeta Singh indaga l’animo femminile, dai trasporti sognanti dell’adolescenza alle riflessioni malinconiche della donna matura, nella fiera consapevolezza della propria identità di genere. La sua ricerca, come donna e come artista, aspira alla pienezza dell’amore materno e coniugale, sovente represso dalle convenzioni sociali.
Liu Yang rielabora la fotografia al computer, con eccellente perizia, per trasportare la realtà nel suo universo onirico, popolato da farfalle che nuotano e pesci che volano in un cielo terso e cristallino. Ogni composizione gravita intorno a una leggiadra figura femminile, che incarna il suo ideale di immacolata purezza.
Wang Tiewei fotografa due luoghi-simbolo della Cina moderna: la piazza Tiananmen, dove una folla di persone assiste con disincanto a una cerimonia di stato; e il distretto di Qianmen, dove si lavora di notte per le Olimpiadi del 2008, espressione di un paese che cambia rotta, non senza drammatiche conseguenze.
I soggetti delle foto di Liu Wei sono ridenti marionette, che interagiscono come personaggi reali sullo sfondo della Città Proibita. Non sono gli attori di uno spettacolo o di una storia antica – spiega l’artista – ma rappresentano il destino manipolato degli esseri umani. C’e’ dunque un senso tragico nelle sue composizioni, in apparenza ludiche e disimpegnate.
Setyo Mardiyantoro si serve sapientemente del colore per reinventare le forme della natura, fino ai limiti dell’astrazione. Con un respiro lirico, una sensibilità onirica, un gusto sottile per l’ornato, Setyo dispiega su carta, legno o batik la sua nostalgia per un ambiente puro, dove l’equilibrio tra l’uomo e la natura non e’ ancora violato.
Nella pittura informale di Antonius Kho rifluiscono le ombre della memoria, i colori della terra, i riflessi della pelle duttile e squamosa dei serpenti. Il tutto e’ avvolto in una materia densa e grumosa, che travolge le residue tracce di figurazione come l’onda dello tsunami, o quella, non meno impetuosa, delle passioni umane.
Le fotografie di Vincenzo Montella ritraggono soggetti orientali, che vengono trasportati, con sapiente messinscena, in un’atmosfera dal sapore metafisico. La pellicola dorata che investe le scene rinvia all’Oriente bizantino, a quella pittura che tende all’astrazione mediante l’uso innaturale del colore.
Al contrario, Marco Sodaro utilizza la fotografia come strumento di indagine e interpretazione della realtà in cui vive, il Giappone. L’artista muove dal presupposto che il totale e’ insito nel particolare, cosi’ non ha bisogno di allontanare l’obiettivo per cogliere l’essenza dei luoghi, ma adotta il sistema zonale per rilevare le sfumature piu’ segrete.
Teresa Mangiacapra ci conduce nel cuore del Tibet e ci fa sentire il calore di una terra che rappresenta un faro di spiritualità , ultimo baluardo contro le insidie del capitalismo. Le sue fotografie sono montate su scale metalliche, che idealmente rinviano alla scala di Giacobbe: ponte gettato tra cielo e terra, simbolo di vita contemplativa, tensione verso altri spazi ed altre dimensioni.
Inaugurazione ore 18
Il Ramo d’Oro
via Omodeo, 124 – Napoli
Orario: 16-20 tutti i giorni, chiuso il giovedi’
Ingresso libero
ottobre 13th, 2007

Prologo 2007 di Teatro Festival Italia
Spettacoli e iniziative a Napoli, per avviare il primo festival italiano dello spettacolo dal vivo promosso dal Ministero per i Beni e le Attività culturali. Tra i luoghi coinvolti ci sono molti teatri, come il San Carlo il Mercadante, il Nuovo, l’Auditorium RAI e il MADRE, il Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, con una performance di William Kentridge, commistione di suono, parola e video, e una mostra di video-ritratti di Robert Wilson.
Il Prologo si conclude con la manifestazione -Notte tempo, di teatro in teatro-, che vede coinvolti circa 30 di spazi teatrali della città , per poi sfociare in una grande festa finale al porto.
Arrivederci!
13/10/2007 ore 22:00, Porto
La grande maratona di Notte tempo, di teatro in teatro si concluderà con un inedito dopo-teatro: un evento itinerante che, a partire dalle aree in cui si trovano i teatri protagonisti del Festival, raccoglie il pubblico che esce dagli spettacoli invitandolo a dirigersi verso il Porto, dove avverrà una festa di chiusura. Gli spettatori saranno accompagnati da tre bande itineranti e dai cento incantatori di serpenti indiani protagonisti, in apertura del Festival, dello spettacolo A Hundred Charmers. Stilisticamente diverse tra loro, le tre bande, una volta giunte al porto, passeranno il testimone a due orchestre sul palco, per poi suonare tutti insieme in una grande festa musicale.
L’arrivederci all’edizione del 2008 avverrà con lo spettacolo Del Cel della compagnia spagnola Deambulants.
L’edizione 2007 di Teatro Festival Italia e’ solo un -assaggio- di quella, piu’ ampia e ricca, che si svolgerà nel 2008. Un assaggio che pero’ conta nomi importanti della scena teatrale nazionale e internazionale, e che riserva una particolare attenzione anche alla sperimentazione delle piccole compagnie teatrali indipendenti italiane.
Il Prologo 2007 offre una varietà di suggestioni: proviene dalla scena teatrale europea il singolare binomio di due artisti prestigiosi, il tedesco Thomas Ostermeier e l’argentina Constanza Macras, artefici di una inedita versione del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Dalla tradizione popolare indiana giungono i cento musicisti-incantatori di serpenti protagonisti del concerto/spettacolo A Hundred Charmers diretto dal regista Roysten Abel; dal cuore dell’Africa arriva l’Ubu buur di Marco Martinelli, che coinvolge un gruppo di adolescenti senegalesi in una reinterpretazione attuale del testo di Alfred Jarry.
La sperimentazione e i nuovi talenti della scena teatrale italiana sbarcano nella Cittadella del TFI con la rassegna Nuove Sensibilità : 30 spettacoli presentati in forma di studio, ciascuno della durata di 15 minuti, per far conoscere idee e progetti di attori, registi, autori al di sotto dei 40 anni. Hanno questa età anche Andrea De Rosa, che dirige al Mercadante Maria Stuart di Schiller, e Francesco Saponaro, regista di Chio’ve, testo del giovane autore spagnolo Pau Miro’.
Ai lavori dei nuovi talenti si affiancano quelli di artisti già riconosciuti come Mario Martone, con il suo laboratorio su Falstaff che coinvolge giovani attori e un piccolo gruppo di detenuti del carcere minorile di Nisida, e Toni Servillo che, in occasione del Festival, apre al pubblico le prove per Trilogia della villeggiatura.
Tra i luoghi coinvolti nel Festival c’e’ anche il MADRE-Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina Napoli, con una performance di William Kentridge, commistione di suono, parola e video, e una mostra di video-ritratti di Robert Wilson.
Il Prologo si conclude con la manifestazione Notte tempo, di teatro in teatro, che vede coinvolti una trentina di spazi teatrali disseminati in tutta la città , per poi sfociare in una grande festa finale al porto.
Ufficio stampa Teatro Festival Italia|prologo
Sergio Marra tel. 081.19560383 | e.mail: ufficiostampa@teatrofestivalitalia.it
Per il programma completo della manifestazione:
http://www.teatrofestivalitalia.it
ottobre 6th, 2007

L’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli ospita nella sede di Castel dell’Ovo questa mostra, che, per la prima volta, propone la pittura di Germano Paolini al pubblico partenopeo. La mostra appare connotata come un racconto per immagini, carico di forti sensazioni e sempre in equilibrio sul filo di un enigmatico alternarsi tra certo ed incerto, pacificazioni e ansie. Un racconto che si dipana tra paesaggi a Paolini consueti e alcuni esempi di -ritratti- urbani con cui piu’ volte si e’ confrontato, cercando di svelare quello spirito nascosto delle città che spesso si mostra solo a chi giunge -da fuori-, ma si lascia coinvolgere come se della città fosse da sempre complice.
La presentazione in catalogo scritta da Mario Lunetta propone, in un’analisi del linguaggio di Paolini, una riflessione che parte da alcune considerazioni sul criterio del verosimile, per rapportarsi allo specifico del percorso [-] di questi ultimi dodici anni di lavoro che l’artista propone nella mostra.
L’artista subisce il fascino di manufatti la cui lenta deperibilità sembra una scommessa con l’eterno: la campagna maremmana che alimenta da sempre la sua vita e la sua immaginazione, il paesaggio toscano che ha in se’ la saldezza metafisica di un’architettura o di una calcolatissima scenografia, infine l’espansione verso alcune presenze urbane che paiono vivere senza tempo nel tempo, e prendono perentoriamente nella pittura paoliniana ruolo di interlocutori attivi, di carrefours della memoria e dell’immaginario, infine di enigmi che danno risposte sempre parziali, ambigue, sguince, e si arrendono soltanto alla forza emblematica dell’immagine.
La mostra si inaugura sabato 6 ottobre alle ore 18
Castel dell’Ovo
Via Caracciolo di Bella – Napoli
Orari di apertura: feriali 10/12.30 – 15/18; festivi 10/13
Ingresso libero
ottobre 6th, 2007
La galleria T293 apre la nuova stagione espositiva con la mostra di Dan Rees (UK, 1982). Dopo essersi fatto notare con -Home For Lost Ideas- (www.homeforlostideas.org), una sorta di archivio che raccoglie i progetti mai realizzati o -persi- di piu’ un centinaio di artisti di fama internazionale, Dan Rees inaugura la sua prima personale in Italia.
L’installazione -Something To Fill That Empty Feeling’ si presenta come una composizione di tre proiezioni in 16 mm mandate in ciclo continuo. Il primo filmato e’ riprodotto sulla parete di fondo della galleria, il secondo e il terzo filmato sono proiettati sulle pareti laterali. Realizzati in ordine sequenziale, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, i tre film ritraggono la galleria completamente vuota sempre dalla stessa posizione. Tuttavia il secondo filmato riprende anche la prima proiezione cosi’ come fa il terzo con i primi due.
Il contenuto dell’opera diviene lo spazio stesso che subisce l’addizione di piu’ livelli narrativi. L’aggiunta di forme e contenuti attinti dal mondo dell’arte o dalla realtà quotidiana e’ una pratica che l’artista ripercorre spesso, mettendo in luce aspetti incerti, luoghi comuni e quant’altro possa far crescere il senso critico degli spettatori.
L’andamento spazio-temporale delle proiezioni assume una dimensione spiraliforme cui corrisponde una sospensione percettiva che rivela il fallimento, ad opera dell’immaterialità dell’Arte, di tenere testa al mercato. Cio’ innesca un atteggiamento di sfida e di avventura intellettuale che rappresenta una delle motivazioni piu’ forti della nuovissima generazione di artisti.
Inaugurazione 6 ottobre 2007
T293 Piazza Amendola
piazza Amendola 4 – Napoli
Orario: 11-13/15-19, dal martedi’ al venerdi’
Ingresso libero
ottobre 4th, 2007

L’artista di origine siciliana, Concetta Modica, porta avanti da anni un lavoro di scomposizione e trasformazione su oggetti prelevati dal quotidiano, che sono destinati a perdere la loro originaria funzione per diventare materia prima di un percorso estetico basato su premesse logiche poste continuamente in dubbio con acuto spirito di osservazione. Cio’ che proviene da una dimensione intima, privata o comunque riferibile ad un determinato contesto culturale, passa attraverso il filtro del tempo per arrivare ad essere condivisibile da tutti, come strumento in grado di decifrare anche il presente ed il futuro grazie alla sua forte carica simbolica.
Analizzare, decostruire, smontare la realtà come l’ingranaggio di un meccanismo e’ un passaggio fondamentale nel processo creativo; come enunciato dal principio del verum factum di Giambattista Vico (1668 – 1744), -sapere e’ comporre gli elementi delle cose-, si possiede la vera conoscenza solo di quello che si produce.
All’interno del progetto ideato appositamente per la Galleria Umberto Di Marino Arte Contemporanea, infatti, il rimando alle teorie del filosofo napoletano e’ frequente, soprattutto nel momento in cui l’attenzione si concentra sulla ripetibilità degli eventi, come delle emozioni o piu’ semplicemente dei gesti. Tutto si ripete nell’eterno svolgersi della storia in modo circolare, ma mai niente e’ perfettamente identico a cio’ che lo ha preceduto, almeno per quanto riguarda le modalità .
Nella prima stanza tale presupposto viene sintetizzato a partire dalla serie di Drawings with filter, in cui il risultato ottenuto attraverso lo scorrere della matita sulla carta carbone varia a secondo del filtro materico (ma anche emotivo), interposto tra i due fogli: una rosa ricevuta in regalo, la federa di un cuscino, la trama di un foulard contribuiscono a creare un lieve scarto percettivo con la loro diversa consistenza. Su di un tavolo, poi, sono collocati cinque Paradossi, ovvero piccole opere in grado di dimostrare, come in un esperimento da laboratorio, la relatività dei concetti di eternità ed immanenza. Vecchi timbri dell’ex-Jugoslavia vengono convertiti, da simboli della spersonalizzazione burocratica, a suggello di parole che rimandano a categorie trascendenti (per sempre, in saecvla saecvlorum, now).
Il risultato casuale della scomposizione di piccole aste in plexiglass che reagiscono alla pressione di un dito, ci avverte su quanto la ripetizione di un’azione sia l’unico mezzo capace di restituirle unicità . Piccoli frammenti di vetro smussati dal costante logorio delle onde, vengono raccolti con pazienza per diventare pietre preziose, come pure basta un tocco a restituire nuova dignità alla vite consumata di un vecchio carretto siciliano, una volta bagnata nell’oro. Infine, alcuni insoliti cioccolatini (Baci di Modica) verranno scartati per permettere ai visitatori la lettura del messaggio all’interno, ovvero frasi -fatte’ estrapolate dai discorsi dei nostri politici durante la scorsa campagna elettorale.
Nella seconda stanza, poi, cambiano le dimensioni con una grande installazione, in cui il cerchione metallico della ruota di un carro perde la sua tipicità tramite un motorino che lo fa ruotare in senso orario, fino a dargli l’aspetto di un semplice cerchio. Che lo si intenda come rappresentazione dello scorrere ciclico del tempo o come riduzione della circonferenza terrestre assume un valore aggiunto, che e’ determinato unicamente dalla sua nuova destinazione d’uso. In un angolo, infatti, ritroviamo Vico in scala ridotta, perso a vagare tra i suoi ragionamenti all’interno di una piccola colonna tortile, simbolo formale della sua teoria.
A chiudere il percorso espositivo, sul pavimento dell’ultima stanza e’ proiettato il video One more time, dove i ciottoli, solitamente gettati ripetutamente per guardarne le evoluzioni sulla superficie dell’acqua, vengono qui composti per formare figure geometriche e scritte, al suono incessante del ticchettio di un orologio.
Inaugurazione giovedi 4 ottobre 2007 ore 19-22
Umberto Di Marino Arte Contemporanea
Via Alabardieri 1, Napoli
Ingresso libero
ottobre 4th, 2007

La mostra si compone di tre diversi gruppi di opere in cui il corpo è sempre protagonista, come tema e pratica diretta, autorappresentazione dell’artista e simulacro da significati universali. L’arte di Giovanni Manfredini unisce performance ed esistenzialismo a espliciti rimandi all’arte sacra.
I corpi che affiorano dai fondi bui, assoluti e al contempo estremamente fisici , sono corpi violati e fermati nell’estasi di un momento, sospesi nella perenne dicotomia tra spirito e materialita’. Non c’e’ nulla di narrativo nelle opere di Giovanni Manfredini, tutto e’ vissuto nel presente, nell’attimo in cui il corpo e’ bloccato sulla superficie trattata a nerofumo, in forme espressive vicine a una iconografia di matrice sacra. Il lento lavoro a pittura successivo aumenta ulteriormente la dimensione scultorea delle figure, allontanandole dall’originale espressività performativa.
Il percorso espositivo ospita nella prima sala un trittico di grandi dimensioni con corpi a figura intera, una serie di disegni installati a forma di croce dal titolo -Napoli in croce- composto da 6 carte che simboleggiano scene legate al sacro attraverso la rappresentazione di figure che rimandano a immagini di martirio, al silenzio drammatico del sepolcro. Infine, un riferimento spirituale alle sette opere della misericordia del caravaggio che manfredini interpreta come sette nature morte, ciascuna su carta attraversate da una luce speciale che cristallizza con improvvisi bagliori alcuni particolari tratti da libri di immagini del caravaggio.
Giovanni Manfredini (1963) vive e lavora fra Modena e Milano.Ha allestito mostre personali a Madrid, Napoli, Milano, Roma, Berlino, Basilea, Londra e Stoccarda.Tra le sue collettive Stedelijh Smak di Gand, , PS1 di New York, Schiller Museum di Weimar, GAM Bologna.
Opere presenti il collezioni pubbliche presso la Kunsthalle di Stoccarda, il Kunst M useum di Bonn, Museum der Stadt Waiblingen,SMAK Gand,GAM Bologna, Galleria Civica Modena , MART Trento e Rovereto, Fondazioni Italiane e straniere
Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea
via Mariano d’Ayala 6 – Napoli
Orario: lun- ven 10.30-13.30/15.30-19.00
Ingresso libero
ottobre 3rd, 2007
LANIFICIO 25 e TRIP si riempiranno del lavoro complesso e -modulare- dell’artista francese.
Laurent Ajina, grazie alla collaborazione della Carlo Rendano Association e di Marc de Pechredon. sarà a Napoli dal 15 settembre al 7 ottobre per dedicarsi completamente al suo progetto di Modular world. Lanificio25 e Trip per oltre due settimane ospiteranno Laurent al lavoro. Sarà cosi’ possibile seguire l’intero work in progress di Napoli Connected che, sviluppandosi giorno per giorno, porterà dalla prolifica immaginazione dell’artista allo sviluppo di un “reale” nodo di infinite reti e interferenze.
Il soggetto del lavoro di Laurent Ajina sarà , per questo progetto, Napoli sulla quale un sistema modulare di interferenze si estenderà fino a distorcere completamente la visione abituale che si ha della città .
Cos’e’ il sistema di interferenze ? Pezzi di energia si sviluppano in enormi reti tra il caos troppo pieno e la moltiplicazione di differenti punti di vista. Questi rappresentano un tentativo di definire cio’ che non si vede e cio’ che scegliamo, invece, di dissimulare. I cavi e altri elementi di connessione che all’interno delle pareti e dei divisori di tutto cio’ che piu’ intimamente ci circonda, in una globale e piu’ estesa e terrestre prospettiva, rappresentano la connessione astratta che unisce noi agli altri su una piattaforma interattiva. Questo dispositivo modulare si lega unicamente a un filo e si anima in un movimento perpetuamente fluido e instabile in costante evoluzione. Lo spettatore posa il suo sguardo da equilibrista al fine di creare reazioni a catena, interazioni volte a ricostruire, rigenerare il sistema
Laurent Ajina e’ nato a Parigi nel 1970. Nel 1976 inventa Interfering Systems (Installazioni di lego, playmobil, Big Jim & Action Joe, circuit TCR). Dopo aver studiato all’Università di architettura Paris la Seine si e’ iscritto alla Penninghen Art School di Parigi. In passato ha studiato per anni a Los Angeles il tessuto urbanistico.
Le opere di Laurent Ajina resteranno in mostra a Lanificio 25 fino al 9 Ottobre e a Trip fino al 17 novembre
Inaugurazione:
LANIFICIO 25: Mercoledi’ 3 ottobre 2007 h19.30
P.zza E. De Nicola, 46, Napoli
TRIP: Giovedi’ 4 Ottobre 2007 h19.30
Via Giuseppe Martucci 64, Napoli
Ingresso libero
ottobre 2nd, 2007

Collettiva.
L’Ambasciata di Venezia non poteva non essere presente a Napoli capitale culturale d’Europa. Infatti 21 artisti di 5 nazionalità la rappresentano con opere rigorosamente di formato A4. Per alcuni si tratta di un gradito ritorno al Museo Minimo per altri un fortunato approdo in questo spazio che ho visto nascere e affermarsi nel network internazionale del significante. Una mostra che costituisce una svolta nel ripensare l’idea di questo spazio.
Infatti le opere dell’Ambasciata di Venezia costituiranno un blocco della collezione permanente che vedrà il Museo Minimo porsi in modo differente rispetto al circuito dei musei cittadini. Una possibilità sottolineata da queste opere che saranno successivamente integrate anche da documenti e quindi costituiranno archivio per una memoria di cio’ che il Museo Minimo ha testimoniato e testimonierà nel tempo. Una mostra punto di partenza e non di arrivo come e’ sempre stato il nostro operare.
Inaugurazione 2 ottobre 2007
Museo Minimo di Fuorigrotta
via detta San Vincenzo, 3 – Napoli
Orario: lunedi’ e mercoledi’ 9/12 / martedi’,giovedi’ e venerdi’ 15/18
Ingresso libero