Archive | ottobre, 2007

A mare mostrum

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Amato Rak espone forme e oggetti come gusci, relitti di spiaggia e surreali elaborazioni compositive, realizzate tanto con un uso raffinato di resti e rifiuti marini, quanto con materiali e tecniche del modellato tradizionale. I pezzi esposti variano da sculture di media pezzatura in bronzo, a piccole steli con valve di frutti di mare trattate con inserti vari come oro o corallo o vetro o argento, a oggetti realizzati in rete metallica (zincata e di alluminio) rivestite in materiale similcotto (resine). Una poetica basata sulla -necessità di un fare diffuso- al di là del mito del singolo artista.

Appunti gusci, resti, inattendibili associazioni, segni prodotti da un qualcuno assente. osservatori di un qualcosa -appeso ad una parete-: irriconoscibile, deformato, consumato e impreziosito da prodotti e sottoprodotti di cui non si capisce la necessità. necessità di immissione in un mercato in cui comunque ci si scambiano perline e taroccature lucenti. chi le fa? chi le produce? perche’? bisogna comunicare con un -fare- in cui il singolo produttore -riproduca- la necessità del -suo fare-; non la necessità del suo essere consumatore. comunicare paesano del passa parola. complesso e semplice da omero alle barzellette. spaesante da internet ai salotti in piazza (di cui le piccole gallerie possono far parte) e non in tv comunicare la necessità di auto produrre forme, segni, strumenti o immagini, ovvero di attestare il proprio essere -individui sociali- ma la forma prodotta, per esistere, deve ricadere nella trappola della comunicazione: deve essere appetibile, sempre riproducibile, senza padri, ma firmata.

d’altro sarà un grido vuoto di sonoro, che puo’ stimolare emozioni ilari o indifferenza o depressione. a volte, curiosità. 12 “mensole” della dimensione di circa 12×36 cm. rappresentanti resti fisici o immaginifici si susseguono sulle pareti della mostra le “mensole” sono realizzate in rete metallica (zincata e di alluminio) rivestite in materiale simil cotto (resine); su ognuna delle mensole insiste una piccola stele con un guscio di ostrica variamente trattato (piccoli inserti preziosi di corallo, perline, vetro, argento, oro)

Titoli: delle mensole sotto resti del pranzo di natale 2005 elaborati nel 2006-007: 500 di resto, resti di un ombra metrica, resto composito di cappio, Seguono: resto strombettante di architettura, abbottonati al resto, radicando i resti, un resto pubico, un resto androgino restando di spalle, resto di vesta, resto di seno, esibendo resti di buatte Nella mostra sono presenti inoltre pezzi singoli e compositi in fusione metallica e tecniche miste di cui si riportano alcune immagini e titoli:

Amato Rak
Nato a Roma vive e lavora a Napoli. Formatosi artisticamente sotto la guida di Giuseppe Antonello Leone e Maria Padula, ha studiato presso il liceo artistico di Napoli con docenti come Colucci, Tatafiore, Lippi, di Stefano, Pirozzi ed altri. Attivo a Napoli sin dagli Anni Sessanta ha partecipato a gruppi come l’Operativo Sud 64 in contatto con Luca Castellano ed ha collaborato con opere grafiche a giornali e riviste. Laureato con lode alla facoltà di architettura di Napoli ha svolto attività professionale operando anche nell’ambito dell’architettura d’interni e nella progettazione di oggetti con segnalazioni e premi (segnalazione al concorso internazionale di Cava dei Tirreni del 1969, primo premio alla biennale d’arte di Gubbio del 1970, progetti, concorsi di architettura, pubblicazioni, brevetti). La sua ricerca riguarda forme e segni indagati nella loro origine e dinamica, in una iterazione tra conoscenza e osservazione, strettamente connessa alla sua attività didattica – dalla scuola all’università. Negli ultimi anni si e’ dedicato a mostre collettive – Scanno, Cennina, Spoleto, Montella, Napoli, e mostra itinerante 13×17.

Vernissage: 31 ottobre 2007

Picagallery
via Vetriera 16, 80132 Napoli
Ingresso libero

Peinture pure

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Sabato 27 Ottobre 2007 al CAM_Casoria Contemporary Art Museum, in una mostra dal titolo -PEINTURE PURE-, a cura di Antonio Manfredi, saranno presentate le opere di artisti internazionali i cui linguaggi, pur cosi’ differenti, si manifestano attraverso l’uso del mezzo pittorico. Da un’analisi di un esercizio tradizionale e dal suo evolversi attraverso un contesto multimediale nasce la sfida del CAM, noto per le sperimentazioni digitali. L’attuale valenza dei pigmenti cromatici e delle stesure liquide o materiche viene mostrata in tutta la sua prorompente vitalità attraverso le opere di pittori provenienti da diverse parti del mondo; esigenze culturali, ideologiche e artistiche hanno spinto questi moderni artefici del pennello a frequentare l’area parigina.

E’ qui che nasce l’ennesima ricerca del CAM alla scoperta di un ambiente artistico cosmopolita, che non confina in un anacronistico ritorno al pennello le formule pittoriche. La tela continua ad essere il mondo da cui si dipanano idee e sensazioni, un paziente supporto che si colora di consapevolezza e lungi dal cedere il passo a video, fotografia o performances, urla la propria presenza. La pittura diventa una scelta consapevole, una disposizione etica da parte di artisti che rivendicano il piacere del contatto con gli strumenti concreti della creazione artistica.

Artisti: Rita da Costa, Jaan Elken, Claudia Lazar, Tzvetelina Maximova, Nataša Milovancev, Tomás Ó Cíobháin, Lourival Pinheiro De Lima, Luis Rapela, Lone Seeberg, Adel Seyoun, Shahar Sivan, Astrid Stöfhas, Pamela Toll, Spela Trobec, Anna Verrijt

Inaugurazione sabato 27 ottobre ore 18,30

Casoria International Contemporary Art Museum
via Duca D’Aosta, 63 – Casoria (NA)
Ingresso libero
Orari: martedi’-giovedi’-sabato 17.30/20.30 domenica 10.30/13.00 lunedi’-mercoledi’-venerdi’ 10.00/13.00 solo gruppi per appuntamento

Lorenzo Scotto di Luzio

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Personale

Il Madre dedica a Lorenzo Scotto di Luzio (Pozzuoli, 1972) la sua prima mostra personale in un’istituzione museale. L’artista, che vive ora tra Napoli e Berlino, presenta una serie di lavori, sculture cinetiche simili a -macchine celibi-, fotografie, disegni eseguiti con capelli, cortometraggi, confermando la poliedricità degli interessi della sua ricerca verso tutti i livelli di sperimentazione del linguaggio artistico.

L’artista spesso protagonista delle sue opere, sfrutta ed esalta atmosfere che sembrano divertenti, ma che in sostanza sono dense di malinconica poesia, riflette sui grandi temi della condizione umana e sulla loro trasposizione nell’ambito artistico. Quest’ultimo e’ analizzato in tutti i suoi aspetti, dall’appartenenza ad un contesto storico ed antropologico sino al cosiddetto sistema dell’arte contemporanea con i suoi metodi di presentazione e circolarità delle opere.

Per l’occasione, l’artista presenta in anteprima anche tre nuovi cortometraggi, realizzati nell’ultimo anno appositamente per questa mostra. Tableaux Vivant e’ girato nelle sale del museo stesso. In un’atmosfera surreale, accadono inspiegabili ed inaspettati atti di violenza, molto piu’ simili alla realtà della strada e del quotidiano che all’ambiente ovattato e protetto delle istituzioni culturali. Nel video -Non credo ci voglia granche’ per diventare un pagliaccio bugiardo- Babbo Natale e’ il fortuito ed inquietante protagonista di un omicidio, mentre in , -Whoever, Wherever, However-, alcuni celebri jingles delle suonerie dei cellulari, vere colonne sonore della nostra esistenza metropolitana, accompagnano in un ritmo incalzante e parodistico quei contorcimenti del viso che ognuno di noi presenta nella quotidiana rappresentazione della commedia umana, qui simili ad atti di panico veri e propri.

Un tema esplorato frequentemente in altri suoi lavori passati, accanto al rapporto tra corpo e realtà esterna. A quest’ultimo si riferiscono anche un nuovo gruppo di inconsueti disegni che anziche’ essere tracciati dalla grafite sulla carta, compongono ogni segno attraverso una meticolosa distribuzione di capelli femminili su carta, in una trasposizione sensuale ed essenziale della vita nell’arte, alla ricerca di una comprensione delle contraddizioni di entrambe.

Venerdi’ 26 ottobre 2007 alle ore 15 l’artista accompagnerà la stampa per una visita in anteprima della sua mostra

MADRE – Museo d’Arte Donna Regina
via Settembrini, 79 Napoli
Biglietti: intero: euro 7, Ridotto 3.50

Darren Almond

almond.jpg La galleria Alfonso Artiaco e’ lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra personale di Darren Almond, venerdi’ 26 ottobre alle ore 19.30. Il lavoro di Darren Almond affronta i concetti di tempo e di viaggio cosi’ come i temi della memoria personale e storica, attraverso evocative riflessioni tradotte in video, installazioni, sculture e fotografie.

Il tempo, indagato in tutte le sue differenti concezioni, diviene protagonista costante della ricerca dell’artista inglese. Dalla sua prima personale nel 1995 A Real Time Piece dove un video mostrava il suo studio vuoto con un orologio digitale sulla parete che amplificava il passare di ogni minuto; alla videoinstallazione – If I had you- proposta per il Turner Prize (2005): sensibile ritratto della nonna, e sue giovanili reminiscenze, narrato attraverso l’interazione reciproca di quattro video; passando per -Terminus- in memoria dell’Olocausto.

Darren Almond per la sua seconda personale alla Galleria Alfonso Artiaco (la prima nel 2005) propone lavori in cui il tempo si coniuga con il suo interesse per le particolari condizioni di luce. Dal 1998 l’artista intraprende una serie di fotografie di paesaggi intitolati -Fifteen Minute Moons-. Almond cattura la luna piena, in diverse parti del mondo, utilizzando un tempo di esposizione di 15 minuti. Queste immagini di particolare bellezza appaiono quasi irreali: i paesaggi sembrano immersi in una inusuale luce chiara tanto che la notte sembra essersi trasformata in giorno. I -Fullmoon- esposti negli spazi di piazza dei Martiri sono scatti realizzati durante i suoi viaggi in Giappone, in America, in Olanda e in Islanda.

In fondo alla sala le immagini dell’opera -Falls Sleep- (2006), composta da 5 pannelli, catturano la trasformazione delle cascate in Giappone nell’arco di 24 ore: durante tutta la notte l’acqua si ghiaccia fermando il suo flusso e quando il sole sorge l’acqua ricomincia a scendere e le cascate riprendono a scorrere.

Darren Almond nato nel 1971 a Wigan, Inghilterra. Vive e lavora a Londra. Principali mostre collettive: -Sensation’ (1997-1999), Biennale di Berlino (2001), Biennale di Venezia (2003), Biennale di Busan (2004), Turner Prize, Tate Britain (2005). Principali mostre persoanali: The Renaissance Society, Chicago (1999), Kunsthalle Zürich (2001), Tate Britain (2001) and K21, Düsseldorf (2005).

Inaugurazione 26 ottobre 2007

Galleria Alfonso Artiaco
P.za dei Martiri 58 – Napoli
Orari di apertura: lunedi’ – sabato 10.00-13.30/16.00-20.00
Ingresso libero

Omaggio a Capodimonte

capodimonte.jpgIl 5 maggio 1957 il Museo di Capodimonte venne aperto al pubblico e per festeggiare i cinquanta anni, la Soprintendenza per il Polo Museale ha organizzato un evento espositivo molto particolare. ‘Omaggio a Capodimonte’ non sarà una mostra monografica o tematica ma una “festa di compleanno” del Museo di Capodimonte, alla quale parteciperanno, in qualità di ‘graditi’ ospiti, opere di artisti – dal Seicento al Novecento – assenti dalla collezione permanente di Capodimonte ma che hanno avuto, nel corso della loro attività, un ruolo significativo per la cultura in area mediterranea. Le opere esposte provengono da musei, fondazioni e raccolte private, sia italiani che stranieri, con i quali Capodimonte ha collaborato in tutti questi cinquanta anni.

L’esposizione rappresenta un omaggio non solo agli artisti e alle loro testimonianze, ma anche al lavoro costante e tenace che il museo stesso ha portato avanti, dal lontano 1957. E’, in qualche modo, un omaggio che Capodimonte riceve e, allo stesso tempo, offre alla città di Napoli e all’intero Paese, frutto di una collaborazione davvero molto intensa con i piu’ prestigiosi musei e collezioni d’arte internazionali, attraverso la realizzazione di iniziative espositive congiunte – in Italia come in Europa e negli Stati Uniti – di altissima rilevanza scientifica e con una politica di prestiti sempre attenta alla tutela, agli aspetti conservativi che un patrimonio artistico come quello di Capodimonte impone, nella varietà e articolazione delle sue ricche collezioni. La mostra, con oltre settanta opere esposte, presenterà al pubblico artisti come Caravaggio, Rubens, Velázquez, Rembrandt, Tiepolo, Goya, Turner, Corot, Delacroix, Degas, van Gogh, Toulouse – Lautrec, de Chirico, Picasso, Boccioni, Bacon, Pascali, Basquiat e numerosi altri grandi maestri dal Seicento al Novecento.

L’allestimento verrà realizzato lungo i tre livelli del percorso espositivo del museo, a sottolineare proprio il nesso profondo con le collezioni permanenti, secondo una scelta che ha riscontrato sempre gran successo anche in occasione delle mostre degli ultimi anni. Importanti collezionisti privati e molti dei piu’ prestigiosi musei internazionali hanno risposto all’appello, assicurando la propria adesione al progetto, attraverso il prestito di capolavori: Metropolitan Museum di New York, County Museum of Art di Los Angeles, National Gallery di Londra, Louvre, Museo del Prado, Kunsthistorisches Museum di Vienna e tra i musei italiani, la Pinacoteca di Brera, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e altri ancora. Il progetto e’ a cura di Nicola Spinosa.

Inaugurazione 26 ottobre 2007

Museo di Capodimonte
via di Miano, 2 – Napoli
Orari: dalle ore 8.30 alle ore 19.30. Chiuso il mercoledi’.
Biglietti: Intero euro 10; ridotto euro 5

Rossa

rossa.jpg Immagine e comunicazione del lavoro

Il MIBAC – Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della CGIL e la Fondazione Giuseppe Di Vittorio promuovono -ROSSA Immagine e comunicazione del lavoro: 1848/2006-, a cura di Luigi Martini, dedicata all’evoluzione iconografica del lavoro e della CGIL. Una mostra storica di grande novità, che vede impiegate tecnologie multimediali e interattive all’avanguardia: il percorso cronologico si svolge attraverso l’immagine e la comunicazione prodotta dal movimento dei lavoratori, e dal sistema della comunicazione piu’ in generale, dal 1848 al 2006.

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, in collaborazione con l’Associazione Centenario Cgil, Città della Scienza di Napoli e l’Associazione Torino Città Capitale Europea, la mostra, realizzata con il sostegno di Regione Campania, Regione Piemonte, Provincia di Napoli, Comune di Napoli e Città di Torino e con il contributo di Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia, ha sede nella Città della Scienza di Napoli dal 26 ottobre 2008 al 6 gennaio 2008 e prosegue nei mesi successivi al Palafuksas di Torino da febbraio a maggio 2008.

L’allestimento multimediale sfrutta le potenzialità visive ed emozionali fornite oggi dalle nuove tecnologie. La narrazione invita lo spettatore ad alternare momenti spettacolari a momenti di approfondimento. Cio’ che si vuole offrire e’ l’esperienza di un viaggio attraverso lo spazio e il tempo, una storia fatta di eventi, di lotte e di scontri ma anche di idee, di rapporti, di coesione sociale, di partecipazione, concetti facilmente rappresentabili attraverso un allestimento dinamico e tecnologico che stimola la partecipazione collettiva. La metafora visiva che accompagna il pubblico lungo tutta la visita e’ l’idea di movimento che segue l’irrompere nella storia del movimento dei lavoratori, inteso come forma di aggregazione e di lotta per l’affermazione o la difesa dei propri diritti e dei propri ideali; idea che si declina nella rappresentazione delle masse che avanzano.

Il percorso si impone allo spettatore con la forza e l’irruenza delle immagini di massa. Il potere immersivo delle immagini e delle sonorità investe l’ambiente espositivo e coinvolge lo spettatore. La mostra si rivolge ad un pubblico eterogeneo e il taglio didattico e moderno la rende particolarmente adeguata al pubblico dei ragazzi delle scuole medie e superiori.

Giovedi’ 25 ottobre Ore 12.00 conferenza stampa
Città della Scienza, Centro Congressi, Sala Averroe’

Inaugurazione Giovedi’ 25 ottobre Ore 18.00

Città della Scienza, Centro Congressi, Sala Averroe’
Città della Scienza Via Coroglio, 57 e 104 – 80124 Napoli
Ingresso libero

Davide Cantoni

cantoni.jpg Personale

La Blindarte contemporanea ospita dal 25 ottobre al1’11 gennaio 2008 la seconda mostra personale di Davide Cantoni in galleria. Davide Cantoni presenterà nuovi -disegni bruciati- di grandi dimensioni e le pitture realizzate con vernice ad interferenza.

Tratti dalle immagini pubblicate sul quotidiano New York Times, i disegni di Cantoni reinterpretano scene di vita reale, simboli di eventi che segnano il nostro tempo, pubblicati, visti da un largo pubblico per una giornata e poi destinati all’oblio. La famosa tecnica utilizzata dall’artista e’ quella della bruciatura del foglio con una lente di ingrandimento che riflette la luce solare fino ad infiammare la carta, lasciando cosi’ la delicata ed immodificabile traccia dell’intervento naturale.

I nuovi disegni di Cantoni invitano ad una profonda riflessione sul nostro tempo in cui la velocità, la fluidità delle notizie e dell’informazione divorano la possibilità di soffermarsi sulle immagini e sugli eventi che scorrono con la stessa rapidità con cui sono prodotte. Forse l’unico antidoto a questo frastornante modo di comunicare e’ una pittura complessa e minuziosa come quella di Cantoni. Capire l’arte di Cantoni significa infatti osservare il dettaglio, scorgere lentamente i volti e gli sguardi che emergono dalle tele e individuare il giusto punto di vista. Tutto il lavoro di Cantoni ci costringe a fare uno sforzo conscio per farsi vedere.

“Sforzare lo sguardo, dettargli delle condizioni con cui misurarsi consapevolmente, determina un inevitabile affinamento della percezione, ma soprattutto un progresso della capacità di interpretare le immagini”

Roberto Borghi

Oltre ai disegni bruciati ed alle pitture realizzate con gli acrilici ad interferenza, verrà presentato il video “Sol” (:30), il primo dell’artista, dove una rotazione del sole e’ ottenuta fotogramma per fotogramma attraverso l’animazione di disegni bruciati che lo ritraggono.

Blindarte Contemporanea
via Caio Duilio, 4d – Napoli
Orario: lu-ve 10-13 e 16-19
Ingresso libero

Grazia Varisco

varisco.jpg Personale

Mercoledi’ 24 ottobre 2007, alle ore 19, Dina Caro’la, via Orazio 29 Napoli, inaugura una mostra personale di Grazia Varisco. A quasi cinquant’anni dall’inizio della sua attività artistica, Grazia Varisco, per la prima volta con una esposizione personale a Napoli, presenta nella Galleria di Dina Caro’la una selezione di opere che documentano il suo costante percorso di ricerca sul rapporto spazio-temporale.

Per questa occasione Grazia Varisco, accanto ai suoi piu’ recenti lavori: i -Silenzi-, ripropone opere e installazioni di periodi diversi che tendono ad articolare lo spazio specifico della galleria con rimandi a operazioni che giocano sulla tridimensionalità reale o illusoria alternativamente compromessa fra spazi e tempi dilatati o contratti. Componente nei primi anni Sessanta del Gruppo T di Milano (Colombo, Boriani, De Vecchi, Varisco , Anceschi ), ha svolto in seguito una notevole attività espositiva personale con mostre in spazi pubblici e privati in Italia e all’estero.

Il suo lavoro e’ stato di recente ampiamente documentato dalle esposizioni antologiche allestite negli spazi della Rotonda della Besana a Milano e nella Galerie Hoffmann a Friedberg. Nel 2006 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ha dedicato alla ricerca del Gruppo T una grande mostra con la ricostruzione di ambienti degli anni Sessanta dei cinque componenti del gruppo, dove Grazia Varisco ha avuto modo di riproporre “Dilatazione spazio temporale di un percorso” del 1969.

Tra le piu’ importanti partecipazioni ad esposizioni collettive degli ultimi anni sono da ricordare: Force Fields. Phases of the kinetic al MACBA di Barcellona e all’Hayward Gallery di Londra; Beyon Geometry al Los Angeles County Museum e al Miami Art Museum; L’oeil moteur. Art optique e cine’tique. 1950-1975 al Muse’e d’Art Moderne et Contemporain di Strasburgo; Un secolo di arte italiana. Lo sguardo del collezionista al MART – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto; Anni Cinquanta. La nascita della creatività in Italia a Palazzo Reale a Milano e OP ART al Schirn Kunstalle di Francoforte.

Inaugurazione: Mercoledi’ 24 ottobre 2007, alle ore 19

Dina Carola
Via Orazio 29 – Napoli
Orario: lun-ven 17/20
Ingresso libero

Luciano Fabro

fabro.jpg Opere 1963-1967

A quattro mesi dall’improvvisa scomparsa, il MADRE di Napoli dedica una personale a Luciano Fabro, maestro della scultura italiana del secondo Novecento. La mostra disegna il profilo di una singolare e innovativa esperienza artistica, già pienamente strutturata nei primi anni Sessanta, prima che il 1968 e l’avventura dell’Arte Povera, di cui Fabro fu tra i grandi protagonisti, definisse in una sola e potente immagine culturale l’identità collettiva di un gruppo di straordinari artisti italiani.

Quando Luciano Fabro mori’ lo scorso 22 giugno nella sua casa di Milano, la mostra partenopea era già stata progettata. L’artista aveva concentrato la sua attenzione su una selezione di opere realizzate tra il 1963 e il 1967: gli anni dell’esordio che raccolgono le prime, fondamentali e tuttora imprenscindibili indagini artistiche sullo spazio, i materiali e le tecnologie: lavori quali Tubo da mettere tra i fiori o Raccordo anulare (presenti in mostra), all’epoca estremamente originali e ancora oggi esemplari per le nuove generazioni, lavori seminali per la storia dell’arte italiana contemporanea.

Da qui nasce il titolo Opere 1963-’67, dalla volontà di aderire nel modo piu’ preciso possibile all’idea che Fabro aveva formulato per questa esposizione, restituendone fedelmente la struttura e le scelte.
A tal fine la figlia, Silvia Fabro, insieme al curatore Rudi Fuchs e a Eduardo Cicelyn, Direttore del Museo MADRE, hanno rigorosamente raccolto e confrontato la corrispondenza incrociata e i documenti lasciati da Fabro: appunti didattici e precisi come era abitudine dell’artista e del maestro di tanti giovani all’Accademia di Brera, tra cui anche una pianta completa dell’allestimento. Il 20 ottobre si inaugura cosi’ la mostra che porta a termine, proseguendone il disegno originale, l’ultimo progetto espositivo realizzato in vita dall’artista.

22 opere nelle sale del terzo piano del Museo, tra le piu’ celebri sperimentazioni sulla percezione dello spazio nel rapporto tra realtà esterna e interiorità e sull’idea dell’opera che, nel suo farsi, favorisce lo sviluppo di nuovi piani di conoscenza. Lavori quali In cubo in cui l’individuo si confronta direttamente con la propria dimensionalità e viene indotto a una nuova interpretazione di se’ nello spazio. Oppure i vetri specchiati e mezzi specchiati (Buco, Trasparente) che giocano sulla visione delle cose, di oggetti la cui immagine ben nota, viene ricollocata in un nuovo spiazzante ordine cognitivo.

Nelle bianche e pure stanze del MADRE le strutture di Fabro, già esposte in molte occasioni in Italia e all’estero per le sue retrospettive, acquisiscono e propongono ulteriori e diverse e riflessioni sulle relazioni tra immagine e realtà, tra l’ambiente e la sua percezione.

Napoli, Museo Madre
Via Settembrini, 79 Napoli
Orario:
dal lunedi’ al giovedi’ e domenica ore 10.00 – 21.00
venerdi’ e sabato ore 10.00 – 24.00
Giorno di chiusura : martedi’
Biglietti
Intero: – 7.00
Ridotto: – 3.50

Andrea Pistolesi

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Il percorso espositivo propone 44 fotografie, tratte dal libro dal titolo Io Credo di Andrea Pistolesi edito dalla Mondadori, dedicate ai popoli della terra che con i loro gesti esprimono la loro fede e creano un unico dialogo religioso.
In un pianeta dilaniato dai conflitti un elemento accomuna gli uomini, qualunque ne sia l’etnia o la provenienza geografica: e’ la fede, il credere in un aldilà, la speranza di un mondo trascendente (Andrea Pistolesi).

Andrea Pistolesi ha seguito le tracce dei credenti nel mondo documentando i gesti della fede in Paesi, culture e civiltà differenti tra di loro.

Monaci buddisti che pregano nell’aria rarefatta di monasteri alle pendici dell’Himalaya, ebrei ortodossi davanti al Muro del Pianto, certosini che animano silenziosi chiostri, anziani yogi sulle rive del Gange, sono alcune delle istantanee di questa esposizione. Un affresco dai molteplici colori in cui ognuno dei protagonisti idealmente ripete Io credo.

Le foto sono esposte in concomitanza con la visita a Napoli di Papa Benedetto XVI.

A ventuno anni dalla storica Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace convocata da Giovanni Paolo II ad Assisi, Benedetto XVI sarà a Napoli il prossimo 21 ottobre in occasione dell’apertura del Meeting Internazionale e della giornata di Preghiera per la Pace che si terrà al 23 ottobre 2007 dalla Comunità di Sant’Egidio assieme alla Arcidiocesi di Napoli.

Una visita per dare fiducia ad una città in difficoltà, ma anche per lanciare un messaggio di speranza ai leader delle religioni, riuniti nello spirito di Assisi.

Il Meeting rappresenta dunque una straordinaria occasione di dialogo e di superamento delle contrapposizioni culturali e religiose.

Inaugurazione Sabato 20 ottobre – ore 12.30.

Complesso Museale di Santa Chiara
via S. Chiara, 49/c Napoli
Orari: feriali 9.30/17.30 festivi 9.30/14.00

Artecinema 2007

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XII Festival Internazionale di Film sull’Arte Contemporanea

Giovedi’ 18 ottobre 2007, alle ore 20.00, si inaugura presso il Teatro Augusteo di Napoli, uno dei piu’ capienti teatri cittadini con 1400 posti, la XII edizione di Artecinema, Festival Internazionale di Film sull’Arte Contemporanea, l’evento ormai atteso come uno degli appuntamenti piu’ interessanti di questo settore. Il programma di Artecinema e’ suddiviso in tre sezioni: arte e dintorni, architettura, fotografia.

Il festival, curato da Laura Trisorio, si pone l’obiettivo di presentare al grande pubblico la realtà dell’arte contemporanea attraverso una scelta di documentari sui maggiori artisti degli ultimi cinquant’anni.
I filmati selezionati, provenienti da tutto il mondo, mostrano l’universo dell’arte contemporanea ed il lavoro degli artisti attraverso interviste, biografie filmate e narrazioni montate con materiali d’archivio.

Saranno proiettati circa trenta filmati sull’arte, l’architettura, la fotografia contemporanee, ricercati presso i registi e i produttori in tutto il mondo, proponendo al pubblico materiali di altissima qualità, poco conosciuti e altrimenti difficilmente accessibili.

Sono in programma documentari sugli artisti: Joseph Beuys, Kiki Smith, Sophie Calle, Enzo Cucchi, Marina Abramovic, Yves Klein, Yan Pei-Ming, Langlands & Bell, Francis Alÿs, Guido Strazza, Hans Haacke, Lutz Fritsch, Declan O’Mahony, Annie Pootoogook, Riccardo Dalisi; sul movimento artistico Mass Moving nato in Belgio e Olanda negli anni ’70, sulle opere realizzate al Circolo Polare Artico da Anthony Gormley insieme ad altri artisti, sull’Espressionismo tedesco, sulla collezione Pinault a Palazzo Grassi, sulle sorprese Kinder considerate opere d’arte, sul ritratto di Ade’le Bloch-Bauer dipinto da Klimt e confiscato dai nazisti; sul ginnasio di Yoyogi realizzato nel 1964 dall’architetto Kenzo Tange, sul Centro Paul Klee di Berna progettato da Renzo Piano, sulla restrutturazione dell’Atomium costruito per l’Expo di Bruxelles del 1958, sull’architettura visionaria dagli inizi del XX secolo ad oggi; sui fotografi Ferdinando Scianna, Gianni Berengo Gardin, David LaChapelle.

Ogni giorno dalle 17.00 alle 24.00 vengono proiettati circa 10 documentari, in versione originale con traduzione simultanea in cuffia, suddivisi in tre sezioni: arte e dintorni, fotografia, architettura.

Come per le precedenti edizioni sarà realizzato un catalogo italiano/inglese con testi critici, sinossi dei film, note biografiche dei registi e foto a colori.

Il programma completo su:
http://www.artecinema.com

Vizi d’Arte al Maschio Angioino

arte.jpg Collettiva

Nella sala Carlo V del Maschio Angioino,si inaugura la Mostra conclusiva di “Vizi d’Arte” la rassegna d’arte contemporanea organizzata da Beppe Palomba per l’Accademia della Bussola che vede trenta Artisti, esponenti di tutte le principali correnti e tendenze, cimentarsi nell’interpretazione dei Sette Peccati Capitali.

A questi si va ad aggiungere come ospite d’onore Gino Paoli, il celebre cantautore che prima di raggiungere fama e successo con le sue splendide canzoni ha esordito proprio nelle arti visive come pittore e illustratore di grande valore, che ha realizzato per questa occasione alcune opere che costituiranno una golosa sorpresa per i visitatori.

Vizi di’Arte conclude al Maschio Angioino un percorso che ha portato in location di assoluto prestigio come Fiuggi, Palazzo Doria d’Angri, gli Antichi Arsenali di Amalfi, Positano, Ravello e lo straordinario Museo Correale di Sorrento, opere che spaziano dalla scultura alla pittura, dall’arte digitale all’acquerello con approcci diversi ma ugualmente emozionanti e coinvolgenti. Cosi’ il visitatore seguirà un suo percorso ideale tra la scultura emozionante di Mastroberti,quella vigorosa di Marlisa Palomba, quella allusiva di Patty Palomba. La messa in scena dei Vizi d’Arte si dipana tra i quadri-oggetto di Stefano Momente’, il fondo oro di Elena Cicchetti, le invenzioni emozionali di M. Teresa Kindjarsky, i surreali acquerelli di Ariane Schuchardt, le provocazioni geniali di Frank Cianuro, gli sfrenati cromatismi di “Pepe” Palerno, i ricchi dipinti di Claudio Anzidei, le pitto-sculture di Fabio Cocchia e Angelo De Boni, le sensuali figure di M. Grazia Muscatiello, le visioni oniriche di Emilio Socci, le tranquille marine di Lorenzo Cataneo, la natura passionale di U. Gorirossi, il post-naif di Elio Gervasi, le invenzioni grafiche di Mary Palomba, le incursioni digitali di Tommaso Tucci, il colorismo acceso di Umberto Mazzone, i Vesuvi di Pasquale Gatta e di Neotto, il pacato sperimentalismo di Antonio Fogliano e quello acceso di Carmen Galbiati, l’impattante Federica Filippi, il piu’ classico ucraino Yuri Falendish, le figure tormentate di Lorenzo Corbo fino al classicismo di Vito Barra e alle incursioni astratte di Sandro Bove.

Vizi d’Arte ha voluto, nel corso di queste sette tappe, stimolare Artisti e visitatori, fare il punto di quanto conti l’argomento peccato, di come sia percepito. Una Mostra certamente eterogenea come stili e modi espressivi ma di tale elevato livello generale da garantire sicure emozioni. Alla serata inaugurale saranno presenti gli Artisti e sono attesi Gino Paoli, il Presidente della Provincia Dino di Palma e l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nicola Oddati.

La Mostra resterà aperta dal lunedi’ al sabato tutti i giorni dal 12 al 30 Ottobre dalle ore 9 alle 19.

Inaugurazione venerdi 12 ottobre alle 17

Sala Carlo V del Maschio Angioino,
piazza Municipio, Napoli