Archive | settembre, 2007

V day

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L’8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day.
Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d?Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare”.
Questo l’appello lanciato da Beppe Grillo per indire il “V-DAY” attraverso il suo blog, www.beppegrillo.it, che con oltre 100 mila contatti al giorno è fra i più seguiti a livello mondiale. Il popolare comico, infatti, ormai da diversi anni è impegnato in campagne di contro-informazione, tanto da essere stato inserito nel 2005 dalla rivista “Time” fra i primi posti della classifica degli “eroi europei”, ossia dei personaggi pubblici che si sono particolarmente distinti per attivismo e impegno sociale.
L’idea di organizzare il “V-DAY” è nata dall’esigenza di dare voce alle migliaia di cittadini italiani che ogni giorno scrivono sul blog di Grillo per denunciare le storture e le contraddizioni dell’attuale sistema politico italiano.
Il “V-DAY”, dunque, si connoterà come una “giornata di protesta” dei cittadini contro l’attuale classe politica ed in particolare l’iniziativa servirà a raccogliere le 50 mila firme necessarie per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare, già depositata dallo stesso Grillo in Cassazione nel luglio scorso. La raccolta di così tante firme in un solo giorno sarebbe un risultato da record, perché sarebbe la prima volta che accade nella storia della vita democratica.
La proposta di legge riguarda la riforma dell’attuale legge elettorale, in particolare si fa riferimento ai criteri di candidabilità ed eleggibilità, i casi di revoca e decadenza del mandato e le modalità di espressione della preferenza da parte degli elettori.
In sintesi, la proposta di legge prevede che nessun cittadino italiano si possa candidare all’elezione al Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale. Attualmente, infatti, siedono in Parlamento ben 25 fra senatori e deputati eletti nonostante abbiano delle condanne passate in giudicato, un “primato” in negativo che fra i paesi democratici può vantare solo l’Italia.
Viene chiesto, inoltre, di limitare a due le legislature per ogni parlamentare, abolendo in questo modo definitivamente i “parlamentari di professione”. Infine, la proposta di legge prevede l’elezione diretta dei parlamentari da parte degli elettori attraverso la preferenza, evitando che i parlamentari finiscano con l’essere scelti dalle segreterie dei partiti.

Finora attraverso internet hanno aderito al “V-DAY” oltre 200 mila persone e in moltissime città italiane si stanno organizzando dei punti di raccolta delle firme con il supporto dei Meetup locali, ossia le i “Gruppi di Amici di Grillo” che seguono attraverso internet le campagne lanciate dal comico genovese.
Numerose adesioni sono arrivate persino dall’estero, trasformando così il
“V-DAY” in un evento internazionale: saranno allestiti dei punti di incontro e informazione a Parigi, Londra, Bruxelles, Losanna, Praga, Madrid, Dublino, Helsinki, e persino fuori dall’Europa a New York, Chicago, San Francisco, Tokyo, Perth, Rio de Janeiro, per citare le località più importanti.
Il “V-DAY” sarà trasmesso in diretta tv da ECOTV sul canale 906 di SKY, che manderà in onda la manifestazione di Bologna dove sarà presente Beppe Grillo.
A Napoli il Meetup “Amici di Beppe Grillo”, che conta oltre 2 mila iscritti, ha aderito con grande entusiasmo al V-Day ed ha organizzato due punti per la raccolta delle firme e per distribuire materiale informativo: uno in piazza Dante e l’altro in piazza dei Martiri, che saranno operativi dalle ore 17 alle 21.
I “grillini” partenopei, guidati da Roberto Fico, allestiranno in piazza delle postazioni multimediali per vedere la diretta di Bologna con Grillo, per inviare le immagini della manifestazione di Napoli alle altre città e per proiettare dei video “autoprodotti” dal gruppo che documentano le numerose iniziative organizzate nell”arco di due anni di attività .
Saranno presenti, inoltre, ad animare la giornata 10 gruppi musicali che si esibiranno in piazza oltre a delle installazioni “artistiche” create appositamente sul tema del “V-DAY”.
Roberto Fico, l’organizzatore del Gruppo di Napoli ha lanciato un appello ai cittadini napoletani per invitarli a partecipare al “V-DAY”: “In occasione del V-Day la Napoli onesta e pulita si sta unendo senza sponsor e senza nessuna bandiera, in totale libertà ed autonomia. E’ ora che i politici prendano in considerazione le istanze che provengono dai cittadini e che, come dice Grillo, si ricordino che in fondo sono dei nostri “dipendenti”. C’è fermento attorno a questa iniziativa, ci aspettiamo una grande partecipazione, ma soprattutto dei risultati concreti”.
Appuntamento, quindi, sabato 8 settembre in piazza Dante e in piazza dei Martiri a partire dalle ore 17.

marasma

Un vero e proprio vespaio di polemiche quello innescato dal secondo pacchetto del Decreto Legge Bersani approvato in via definitiva dal Senato il 30 marzo. A creare le maggiori polemiche è stato l’articolo 10, riguardante la liberalizzazione delle professioni.

Il comma 4, in particolare, stabilisce che “le attivita’ di guida turistica e accompagnatore turistico, come disciplinate dall’articolo 7 della legge 29 marzo 2001, n. 135, non possono essere subordinate all’obbligo di autorizzazioni preventive, al rispetto di parametri numerici e a requisiti di residenza” ma, è sufficiente attestare il possesso dei requisiti di qualificazione professionale previsti dalle leggi regionali.

Inoltre ai soggetti titolari di laurea in lettere con indirizzo in storia dell’arte o in archeologia, l’esercizio dell’attivita’ non può essere negato, ne’ subordinato allo svolgimento dell’esame abilitante o di altre prove selettive, anche se resta consentita la verifica delle conoscenze linguistiche quando le stesse non siano state oggetto del corso di studi.
Ed è proprio questa seconda parte del comma che non convince affatto l’Associazione nazionale guide turistiche e i sindacati di categoria, secondo i quali, in sostanza, il decreto legge non garantirebbe più gli standard di qualità e la professionalità.
L’Associazione, in una nota, sostiene che “Nessun diploma di laurea assicura da solo tutte le competenze necessarie per essere una guida turistica, da un’approfondita conoscenza del territorio in cui si opera, alla abilità di divulgazione, all’ottima padronanza della lingua italiana e straniera”.

La capacità di “saper fare”, ossia comunicare, divulgare, gestire gruppi, organizzare attività è indubbiamente una qualità indispensabile per offrire un servizio di alto livello e, secondo il  nutrito “fronte del no”, non può essere ottenuta tra i banchi di scuola e non è affatto tutelata dal Decreto.
Per rafforzare ulteriormente le proprie ragioni, Associazione e sindacati si appellano alle normative europee che non prevedono una simile deregolamentazione: la professione è coperta dalla direttiva 2005/36/Ce per la quale, proprio a tutela dell’utente, occorre dimostrare di possedere effettive capacità superando un esame abilitante.

Relativamente alla prima parte del decreto i sindacati di categoria sottolineano che le professioni di guida e accompagnatore in Italia sono già liberalizzate: non esiste più un numero contingentato ne l’obbligo di residenza. Inoltre gli esami di abilitazione, sostenuti nelle sedi delle amministrazioni provinciali o regionali, sono aperti ai cittadini italiani, europei ed extracomunitari.
I sindacati alzano poi il tiro, sostenendo che il decreto favorisca le mutinazionali del turismo e i grandi tour operator che ”Da anni esercitano pressioni affinché sia consentito di fare il lavoro di guida agli accompagnatori stranieri di passaggio, inondando l’Italia di turisti”. Purtroppo ad essere penalizzate sono le guide italiane locali, che svolgono spesso un lavoro precario e senza tutela in caso di malattia e infortunio, e che ora sono condannate ad un’insicurezza ancora maggiore.

Ma esistono anche voci fuori dal coro: l’ Associazione Nazionale Storici dell’Arte e la Confederazione Italiana Archeologi sono infatti favorevoli al decreto. Secondo l’ANASTAR fino ad oggi la professione di guida è stata governata da “regole anacronistiche che hanno impedito agli storici dell’arte e agli archeologi di svolgere la loro attività di conferenzieri sul territorio nazionale creando gravi danni a queste categorie professionali”. Il mancato riconoscimento del ruolo professionale dello storico dell’arte e dell’archeologo avrebbe inoltre impoverito l’offerta culturale e il pluralismo.
La Confederazione archeologi ritiene che il decreto del Governo restituisca dignità e giusto valore ai titoli di archeologi e storici dell’arte, che non meritavano “la mortificazione dell’esame necessario per conseguire il patentino di guida turistica”
Ora la parola passa alle Regioni e agli Enti locali che entro i primi di maggio dovranno adeguare le disposizioni normative e regolamentari ai nuovi principi.
Come spesso accade la situazione appare molto confusa perché esistono svariate leggi regionali che disciplinano la professione ed individuano diverse categorie di guide con compiti specifici.
Una delle normative più recenti e articolate è quella della Regione Sardegna. La legge n.20 del 18/12/2006 ha riordinato le professioni turistiche di accompagnamento distinguendo tra guida turistica (con competenze storico artistiche a livello regionale), guida ambientale-escursionistica (con competenze naturalistiche, botaniche e geologiche)  e guida turistica sportiva (comprese le guide subacquee).

La maggior parte delle normative regionali tuttavia stabiliscono ancora la necessità del superamento dell’esame per accedere alla professione.
È ad esempio il caso dell’Emilia Romagna, dove la legge n.4, 1 feb. 2000, distingue tra guida turistica (competenze regionali), accompagnatore turistico (accompagna singole persone o gruppi in Italia o all’estero su programmi organizzati, dando assistenza e fornendo notizie di carattere turistico), e guida ambientale – escursionistica. Per tutte le specializzazioni sono requisiti necessari la cittadinanza italiana o di uno stato membro dell’Unione Europea (o la residenza in Italia da almeno tre anni), l’idoneità psico-fisica, e soprattutto la frequenza di corsi di qualificazione abilitanti e il superamento dei relativi esami (la guida ambientale può esercitare su tutto il territorio regionale mentre la guida turistica deve limitarsi agli ambiti in cui ha superato gli esami).

E’ inoltre necessario possedere la copertura assicurativa per le responsabilità civili per i rischi derivanti alle persone;
Le abilitazioni per l’esercizio delle professioni turistiche consentono di espletare l’attività in ambiti definiti a seconda della specializzazione conseguita: ad esempio alla guida ambientale-escursionistica è permesso l’esercizio su tutto il territorio regionale, mentre alla guida turistica è consentita l’attività negli ambiti per i quali sono stati superati gli esami e comunque con estensione almeno comunale.

Finora è stato particolarmente difficile conseguire l’abilitazione nella regione Lazio: la L.R n.23/97 infatti delibera che sono ammessi a partecipare alla prova di esame solo coloro che possono documentare di avere esercitato, non a titolo gratuito, attività di assistenza e di supporto culturale nella regione nel corso degli ultimi sei anni alla data di entrata in vigore della legge, per minimo due anni e per almeno quarantacinque prestazioni per ciascun anno. Inoltre la legge specifica che l’esame consiste in una prova scritta su materie storico-artistiche, in una prova orale di storia dell’arte, geografia, economia, ambiente, legislazione e di organizzazione turistica. E infine in una conversazione e lettura di un brano in lingua straniera.

Tutto questo, almeno per i laureati in materie storico artistiche o archeologiche, dovrebbe sparire.
Sicuramente ci saranno più opportunità per i giovani ma sarebbe opportuno mantenere alto il livello qualitativo verificando almeno l’effettiva ed approfondita conoscenza del territorio di esercizio.

Fatto è che i primi di maggio sono passati da un pezzo ma gli enti locali e le province non danno nessuna notizia…bell’Italia!

5 itinerari al femminile

La guida “ParteNopea e ParteDonna “ è un contributo alla lettura ed alla conoscenza della città di Napoli attraverso uno sguardo differente, quello che vuole dare visibilità e rilievo anche all’altra traccia, al segno impresso alla città da figure femminili che sono state partecipi ad ogni parte del suo processo storico.
Con l’ironia delle parole del grande Totò, si vuole presentare alle visitatrici ed ai visitatori una visione insolita della struttura urbanistica, della città partenopea, nella quale i luoghi sono associati anche alle figure femminili, a quella “parte donna” che li ha segnati in maniera diversa, poiché solo questa ricomposizione può restituire pienamente la straordinaria ricchezza della realtà napoletana.

La Guida è in distribuzione presso il Comune di Napoli, Centro Donna Via Posillipo – parco Carelli 8/C, presso la Libreria delle Donne Evaluna in piazza Bellini ed è consultabile presso i principali alberghi della città.
Presso i tradizionali Centri di informazione turistica è distribuita la Mappa degli itinerariguida-napoli.jpg

le vie del Vesuvio

cartina1.gifLe “Vie del Vesuvio” è un evento che si compone di un ciclo di manifestazioni, da svolgersi nei weekend da fine agosto a fine settembre.
Tali manifestazioni sono caratterizzate da concerti, musica all’aperto e da visite guidate nonchè animate da famosi artisti del teatro comico e drammatico partenopeo
Ogni weekend è identificato da un tema che lo caratterizza quali:

  • le arti letterarie ed architettoniche dell’epoca borbonica
  • l’archeologia e la vulcanologia
  • la natura ed i suoi sapori
  • l’artigianato tipico.

L’ultimo weekend, invece, mira a porre in evidenza l’immagine positiva che il Vesuvio è, tuttora, in grado di suscitare nel mondo.
L’evento “Le vie del Vesuvio” risponde alla finalità di diversificare ed arricchire l’offerta turistica della Provincia di Napoli, interessando, in particolare, l’area vesuviana, sulla quale coesiste un turismo consolidato (come quello archeologico a Pompei ed Ercolano), a potenzialità tuttora ampiamente inespresse legate alla stessa archeologia, con gli scavi di Oplontis, Boscoreaele e Stabia, al vulcano ed al suo Parco, nonché al patrimonio storico-monumentale rappresentato dalle Ville Vesuviane e dai numerosi altri edifici di pregio legati alla cultura materiale e immateriale di questi luoghi (come le Regge di Portici e Castellammare, il castello di Ottaviano, la lavorazione della pietra lavica, le tradizioni enogastronomiche, etc.).
Obiettivo dell’evento è quello di costituire un’offerta integrata tra manifestazioni artistiche e servizi turistici che, grazie anche alle convenzioni stipulate con gli erogatori di tali servizi, sia conforme alle aspettative della domanda turistica, ponendo adeguatamente in evidenza le risorse attrattive di questo territorio non ancora appieno utilizzate.

programma
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Le vie della storia
dal 24/08/2007 al 26/08/2007
castellammare di stabia, ercolano, portici, torre del greco
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Le vie dell’archeologia
dal 31/08/2007 al 02/09/2007
Parco Nazionale Del Vesuvio, ercolano, pompei
dal 07/09/2007 al 09/09/2007
Parco Nazionale Del Vesuvio, castellammare di stabia, torre annunziata
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Le vie delle arti e dei mestieri
dal 14/09/2007 al 16/09/2007
ottaviano, somma vesuviana, terzigno, torre del greco
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Le vie dei sapori e della natura
dal 21/09/2007 al 23/09/2007
boscoreale, boscotrecase, castellammare di stabia, ottaviano, pollenatrocchia, torre annunziata
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Premio Internazionale “Il Vesuvio nel mondo”
dal 28/09/2007 al 30/09/2007
boscotrecase, ercolano, ottaviano, san sebastiano al vesuvio, somma vesuviana

festa di piedigrotta 2007

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Le radici della Piedigrotta affondano nel passato più mistico e simbolico di Napoli. Risalgono ai baccanali erotici, ai misteri lascivi che si celebravano di notte a ritmo di canti osceni intorno al simulacro del dio Priapo. Non a caso la Piedigrotta è la più tumultuosa, gioconda e pittoresca delle feste popolari napoletane. La festa napoletana per eccellenza.

Una festa legata visceralmente a due luoghi simbolo della città: la Cripta Neapolitana, in cui si celebravano le orge in onore di Priapo e il Santuario di Piedigrotta che sostituì, una volta cristianizzato il culto, la più antica cappella pagana situata nella grotta. Nella chiesa fu posta la statua della Vergine che, secondo la leggenda, fu trovata seguendo le indicazioni date in sogno dalla Madonna stessa a tre differenti persone, l’8 settembre del 1353. E proprio quella statua divenne fulcro di un culto religioso molto sentito, tanto dal popolo quanto dai regnanti delle diverse dinastie.

Il Seicento è il secolo d’avvio ufficiale della festa. E’ in questo periodo che si sviluppa la pratica religiosa dei nove sabato di Santa Maria di Piedigrotta. Gruppi di devoti arrivano in pellegrinaggio, anche dalle zone limitrofe. Tanti a piedi scalzi, per chiedere un miracolo o per grazia ricevuta: . Per i primi anni la festa si celebra nella grotta, in seguito si allarga alla villa comunale. Si prega, si mangia, si canta, si balla. E’ un inno alla vita, insomma, prima dell’arrivo dell’inverno.

Nell’Ottocento, dopo la caduta dei Borbone, dalla festa scompaiono le sfilate militari che per circa due secoli ne avevano disegnato il profilo “civile”. La Piedigrotta va avanti con il pellegrinaggio religioso, i giochi pirotecnici da terra e da mare, le luminarie, le bancarelle. Per manifestazioni politiche patriottiche ed per il pericolo di un’epidemia di colera, le autorità ne decretano la sospensione. Naturalmente la Madonna di Piedigrotta continua ad essere festeggiata, in maniera spontanea, da lazzari, borghesi e nobili.

Nel 1835 prende forma la Piedigrotta canora che offre alla melodia partenopea il suo trampolino di lancio. “‘O Sole mio” (Piedigrotta, 1898) diventa la colonna sonora di una intera città, e da lì si diffonde, superando qualsiasi confine geografico e temporale. Negli anni Sessanta viene ideato il popolarissimo Festival della canzone napoletana. Di lì a poco sarebbe iniziato il declino di una tradizione popolare che ha attraversato i secoli…

 

per info visitate il sito : www.festadipiedigrotta.it