festa di piedigrotta 2007

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Le radici della Piedigrotta affondano nel passato più mistico e simbolico di Napoli. Risalgono ai baccanali erotici, ai misteri lascivi che si celebravano di notte a ritmo di canti osceni intorno al simulacro del dio Priapo. Non a caso la Piedigrotta è la più tumultuosa, gioconda e pittoresca delle feste popolari napoletane. La festa napoletana per eccellenza.

Una festa legata visceralmente a due luoghi simbolo della città: la Cripta Neapolitana, in cui si celebravano le orge in onore di Priapo e il Santuario di Piedigrotta che sostituì, una volta cristianizzato il culto, la più antica cappella pagana situata nella grotta. Nella chiesa fu posta la statua della Vergine che, secondo la leggenda, fu trovata seguendo le indicazioni date in sogno dalla Madonna stessa a tre differenti persone, l’8 settembre del 1353. E proprio quella statua divenne fulcro di un culto religioso molto sentito, tanto dal popolo quanto dai regnanti delle diverse dinastie.

Il Seicento è il secolo d’avvio ufficiale della festa. E’ in questo periodo che si sviluppa la pratica religiosa dei nove sabato di Santa Maria di Piedigrotta. Gruppi di devoti arrivano in pellegrinaggio, anche dalle zone limitrofe. Tanti a piedi scalzi, per chiedere un miracolo o per grazia ricevuta: . Per i primi anni la festa si celebra nella grotta, in seguito si allarga alla villa comunale. Si prega, si mangia, si canta, si balla. E’ un inno alla vita, insomma, prima dell’arrivo dell’inverno.

Nell’Ottocento, dopo la caduta dei Borbone, dalla festa scompaiono le sfilate militari che per circa due secoli ne avevano disegnato il profilo “civile”. La Piedigrotta va avanti con il pellegrinaggio religioso, i giochi pirotecnici da terra e da mare, le luminarie, le bancarelle. Per manifestazioni politiche patriottiche ed per il pericolo di un’epidemia di colera, le autorità ne decretano la sospensione. Naturalmente la Madonna di Piedigrotta continua ad essere festeggiata, in maniera spontanea, da lazzari, borghesi e nobili.

Nel 1835 prende forma la Piedigrotta canora che offre alla melodia partenopea il suo trampolino di lancio. “‘O Sole mio” (Piedigrotta, 1898) diventa la colonna sonora di una intera città, e da lì si diffonde, superando qualsiasi confine geografico e temporale. Negli anni Sessanta viene ideato il popolarissimo Festival della canzone napoletana. Di lì a poco sarebbe iniziato il declino di una tradizione popolare che ha attraversato i secoli…

 

per info visitate il sito : www.festadipiedigrotta.it

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