Archivio per settembre, 2007

settembre 28th, 2007

Neanche

Postato in eventi napoletani da Antonella

natale.jpg -Neanche- di Marco Natale inaugura il ciclo di esposizioni a cura di PrimoPiano HPG sul tema dei TABU’.
Otto personali e una collettiva, nel corso del 2007/2008, esploreranno argomenti che paura, ignavia, censura, stigmatizzazione sociale ed esercizio di potere volontariamente trasformano in Tabu’ come interdizione alla conoscenza.

5 polittici composti da 34 opere fotografiche (tecnica mista) che narrano il tormento dell’autore nei confronti delle vittime della Shoah e di tutti genocidi, il conflitto sull’ essere vittime o carnefici si muove nelle sue opere con straordinaria poesia e rispetto. Un alvoro che nasce da lontano e che trova il suo culmine in opere realizzate dopo la visita al campo di sterminio di Auschwitz

-…Neanche, neanche adesso, neanche ieri, neanche mai.

Rifiutare il mascheramento, adoperarsi alla riorganizzazione identitaria. neanche, niente di tutto questo, il contrario netto. neanche assiste la negazione, la rafforza, genera sussistenza allo smembramento del palinsesto vero o presunto tale. Di colpo, neanche, taglia qualunque verità o qualsiasi inganno. Io sono cio’ che vedo, colui che si riflette nella camera memoria, ne sono certo. Indago, rivisito, identifico me stesso nell’immagine iconica dell’epoca. Ne sono certo, sicuro, non ho dubbi, sono il gerarca impassibile, l’impiegato irreprensibile. Tutto vero, tutto assodato, punto. Non e’ vero, neanche questo, l’identità acquisita decade, si frantuma al suono dell’ennesimo neanche. Sono l’esatto opposto, il preciso contrario, la vittima, il debole, l’oppresso conosciuto-

Nel corso del Vernissage, alle ore 20:00, performance tratta da -Neanche’ di Marco Natale a cura dell’attore Lucio Celaia.

inaugurazione 28 settembre 2007

Primo Piano Home Photo Gallery
Via Foria, 118 – Napoli
Orario: lunedi’/venerdi’ ore 15/19,30
Ingresso libero

settembre 28th, 2007

Scripted and Scored

Postato in eventi napoletani da Antonella

holloway.jpg

La ricerca artistica di Evan Holloway e’ da sempre incentrata sul tema dell’interattività dell’opera con una serie di fattori esterni. Sostenitore di un’arte che rifugge la staticità e l’immobilità del -feticcio-, l’artista californiano scandaglia ogni relazione possibile dell’oggetto con cio’ che e’ aldilà di esso o al suo opposto.

Il fine e’ quello di interrompere l’isolamento dell’opera d’arte, spesso relegata in uno spazio avulso dal contesto, e di abolire qualsiasi categorizzazione che incaselli il lavoro in un genere specifico. Da qui nascono alcune sculture in cui un oggetto tridimensionale trova il suo alter ego nella sua trasposizione grafica, a voler suggerire una lettura multidirezionale. Oppure una serie di griglie metalliche la cui texture induce lo spettatore ad una visione discontinua e, di conseguenza, ad una riflessione sui processi visivi.

La fruizione partecipativa da parte dell’osservatore rappresenta il completamento dell’opera. Il suo significato quindi non e’ un valore dato, un assioma, ma e’ semplicemente una qualità attribuita e determinata da infinite variabili.

Per la personale presentata in galleria Holloway pone, questa volta, l’accento sul binomio causa/effetto, determinato dall’interazione tra una serie di input e di output.

Il titolo stesso -Scripted and Scored- ne riassume il concetto. Non esistono piu’ illimitate variabili, il tutto e’ matematicamente programmato e ordinato. La fruizione dell’opera non e’ lasciata ad un’individuale e multiforme lettura ma e’ scientificamente pilotata. L’interattività pero’ non e’ mai negata, ma unicamente sottratta alla contingenza: e’ racchiusa nell’opera stessa.

Due dei lavori in mostra, -Music Videos- e -Counting Robot-, rappresentano perfettamente quest’idea. Nel primo, alcune banalissime azioni – riprese da una telecamera di sorveglianza – come lanciare un dado, salire e scendere le scale, scoprire una carta da gioco, sono correlate ad un effetto acustico. Questo insieme di suoni determina a sua volta un’ulteriore traccia sonora, ispirata a metodi di composizione musicale del XX secolo: da Cage a Schoenberg, da Crumb ai minimalisti.

Nel secondo, invece, un cilindro ricoperto di rame e’ collegato attraverso dei cavi elettrici ad alcuni neon posti su una cornice di legno dalla struttura simile ad un led digitale. La rotazione del rullo provoca l’accensione e lo spegnimento delle luci, la cui combinazione dà vita ad una sequenza numerica.

Cio’ che entrambi i lavori vogliono sottolineare e’ il valore imprescindibile che i codici e l’ordine assumono in relazione al nostro comportamento sociale.

Inaugurazione 28 settembre 2007

Galleria Raucci/Santamaria
Corso Amedeo di Savoia 190 – Napoli
Orario: dal martedi’ al venerdi’ 11.00-13.30/14.30-18.30
Ingresso libero

settembre 28th, 2007

Cosi’ ci vogliono

Postato in eventi napoletani da Antonella

gracco.jpgIl 28 settembre alle ore 19.00 -cosi’ ci vogliono- dell’artista Caio Gracco arriva al PAN -dopo aver invaso le strade di Napoli- con un’incursione unica e incisiva. La performance sarà seguita da una tavola rotonda a cui interverranno l’artista Caio Gracco, l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nicola Oddati, il sociologo Luigi Caramiello, il giornalista di Repubblica Napoli Marco Lombardi, la direttrice artistica del PAN Julia Draganovic e le curatrici del progetto Giulia Giovanardi e Alexandra Gracco Kopp, modera l’incontro la giornalista Rai Silvia Grassi.

Il progetto prende la forma di una campagna di affissioni che diffonde capillarmente e ossessivamente sul territorio cittadino un’unica immagine fotografica: un uomo -l’artista stesso- e un cane entrambi con il volto ingabbiato da una museruola sui quali campeggia la scritta cosi’ ci vogliono.

I manifesti sono il medium democratico scelto dall’artista per raggiungere la popolazione senza alcuna distinzione con una -provocazione- che mette in gioco questioni fondamentali quali la libertà, l’autodeterminazione, la legalità, il binomio sapere-potere.

Lontano dall’essere un’immagine rassicurante la foto si rivolge in modo diretto all’osservatore lo invita a specchiarsi, come suggerisce il titolo stesso, a riconoscersi imbavagliato e mutilato. L’opera e’ il frutto di un sentimento di ribellione privato e intimo dell’artista contro un mondo particolare come quello dell’arte, e per questo motivo Caio Gracco decide di inserire se stesso nella foto con il volto ingabbiato da una museruola.

L’interpretazione dell’immagine non e’ pero’ fissata, decisa e quindi sclerotizzata, ma si apre a letture potenzialmente infinite. Questa continua germinazione di senso e’ determinata dal processo di identificazione che l’opera innesca nello spettatore. La violenza critica e destrutturante dell’immagine e’ potenziata dall’ambiguità della scritta -cosi’ ci vogliono- impressa sulla foto secondo una modalità che ricorda i timbri della censura.

Le parole non precisano il bersaglio dell’operazione, non esplicitano quale potere o quale sistema ci vuole assoggettare, non forniscono a chi osserva soluzioni preconfezionate. In questa apertura di letture possibili si costruisce lo spazio di responsabilità dello spettatore chiamato ad attualizzare il significato dell’immagine, a produrre ipotesi e non solo a ricevere passivamente slogan.

La città di Napoli e’ stata scelta dall’artista per la tensione interna che la anima, per la voglia di riscatto e di cambiamento che si affianca ad una situazione sociale difficile e complessa. L’invettiva di -cosi’ ci vogliono- tocca i sistemi di controllo impliciti e espliciti che aspirano a disciplinare l’uomo, ma soprattutto investe la mentalità che permette a questi poteri di sopravvivere.

La reazione delle persone all’immagine e’ al centro degli interessi di Caio Gracco che per questa ragione ha deciso di realizzare un video-documentario che registri l’impatto di -cosi’ ci vogliono- su Napoli. Il video seguirà l’intero sviluppo del progetto diventandone parte integrante e costitutiva.

Inaugurazione 28 settembre 2007 ore 19

Palazzo delle Arti di Napoli – PAN
via dei Mille, 60 – Napoli
Ingresso libero

settembre 26th, 2007

Anyone can get into heaven

Postato in eventi napoletani da Antonella

antje.jpgMercoledi’ 26 Settembre alle ore 19. 30 presso la Changing Role di Via chiatamone 26, Napoli, inaugura “Anyone can get into heaven- la prima personale italiana della tedesca Antje Blumenstein.

Attraverso un linguaggio accattivante , volutamente kitsch e sfruttando con grande maestria la pittura ed altri media, Antje Blumenstein, fa emergere la dicotomia esistente nella cultura contemporanea, cattolica e monoteista in genere, dove ancora oggi si educa al culto dell’eroismo ottenuto inneggiando alla guerra o al culto della verginità come mezzo per ottenere l’elevazione al paradiso.

L’ artista compone messaggi ibridi mutuando l’estetica dei cartelli pubblicitari con l’intento di polemizzare ironicamente sugli stereotipi della società, sui ruoli che siamo tenuti a rivestire a causa della morale religiosa o dei costumi culturali.

Lo spettatore e’ accolto dal bagliore blue della scritta Anyone can get into heaven titolo e fil rouge della mostra. Una dichiarazione ironica che suona come uno slogan pubblicitario, ma che poi ci abbandona di fronte al dubbio sul come raggiungere il paradiso.

Nella serie di ritratti maschili “Our best guys”, utilizzando soggetti mutuati da riviste e tramutati in bellissimi bambolotti, ironizza sui cosidetti “Migliori Impiegati del mese”, mentre gli ammiccanti ritratti femminili sono dedicati alle donne delle religioni monoteiste.

Questo meltin pot di citazioni e fonti e’ evidente nei monumentali dipinti della serie Horizont come in “The Giver of hope and peace” in cui si accumulano una serie di input creando un frastornante insieme di credi: fede, guerra, violenza e sicurezza.

Antje Blumenstein e’ nata a Dresda nel 1967 dove si e’ diplomata alla Accademia di Belle Arti; vive e lavora a Berlino. Ha esposto in numerosi spazi pubblici e privati tedeschi come Galeria Martin Mertens e la Backfabrick di Berlino.

Inaugurazione 26 settembre 2007

Changing Role- Move Over Gallery
Via Chiatamone 26 – Napoli
Orario: dal martedi’ al venerdi’ dalle 15 alle 20
Ingresso libero

settembre 21st, 2007

Rebecca Horn

Postato in eventi napoletani da Antonella

horn.jpg Personale

Lo Studio Trisorio inaugurerà la stagione espositiva con due mostre di Rebecca Horn: il 19 settembre nello spazio di Roma, in Piazza del Fico, e il 21 settembre nella sede di Napoli, in via Riviera di Chiaia 215, alle ore 19.00.

Saranno esposte nuove sculture in movimento ed alcuni lavori su carta di grandi dimensioni della serie Bodylandscapes, vere e proprie costellazioni di segni colorati sparsi sulla grande superficie fino a saturarla. Ognuno di questi disegni misura quanto l’area che occupa il corpo della Horn al lavoro ed accoglie sensazioni ed emozioni tradotte in tracce vibranti, vorticose ed energiche. Durante il processo creativo il corpo dell’artista si muove quasi in una danza davanti alla superficie, imprimendo in essa segni che evocano paesaggi cosmici, martiri, dolori personali, sogni e visioni.

Nelle sculture in movimento – violini, farfalle, pianoforti, specchi, piume, libri, pennelli, piccoli martelli metallici, imbuti di vetro o di rame – gli oggetti sono trasposti in un mondo immateriale e poetico ad evocare temi mitici e letterari o storie d’amore.

Fin dalle sue prime performance degli anni settanta Rebecca Horn ha fatto propria l’idea di arte come -energia-, un’energia che deriva dal continuo dialogo tra il corpo inteso come microcosmo e le forze dell’universo.

Rebecca Horn ha esposto nei piu’ noti musei d’Europa e d’America come il museo di Wiesbaden, il Folkwang Museum di Essen, il Muse’e d’Art Moderne de la Ville de Paris, il Museum of Contemporary Art di Los Angeles, il Guggenheim di New York, la Tate Gallery, la Serpentine Gallery e la Hayward Gallery di Londra. Nel marzo 2007 e’ stata insignita del prestigioso premio Jawlensky ed il Museo Martin Gropius Bau di Berlino le ha dedicato una vasta retrospettiva. Nel 1997 ha partecipato alla Biennale di Venezia. Ha realizzato inoltre numerosi film tra i quali: Unicorn (1970), Shoulder Extensions, Body Painting, Mata Hari, White 1, White 2, Yoni, Black 1, Black 2, (1971), Flamingos, (1974), Paradise Window (1975), La Ferdinanda: Sonata for a Medici Villa (1981), Buster’s Bedroom (1990).

Ha esposto allo Studio Trisorio di Napoli nel 2003 e nel 2006 ed allo Studio Trisorio di Roma nel 2004 insieme ad Ettore Spalletti ed Enzo Cucchi. Sue installazioni sono in collezione permanente presso il museo MADRE di Napoli e presso il Castello di Rivoli di Torino.

Inaugurazione 21 settembre 2007

Studio Trisorio
Riviera di Chiaia 215 – Napoli
orario: lun-sab 10-13 e 16-19.30
Ingresso libero

settembre 21st, 2007

Luca Maria Patella

Postato in eventi napoletani da Antonella

patella.jpg Retrospettiva

a cura di Achille Bonito Oliva, Angela Tecce

La mostra antologica di Luca Maria Patella, organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano e dalla Fondazione Morra, con il patrocinio della Regione Campania, e curata da Achille Bonito Oliva e Angela Tecce, si configura come un’esposizione, si’ cronologica, ma anche una libera ri-proposta circolante, nella vastità della sua Opera.

Il suo fare e’ stato assai complesso e precursore, in ambito concettuale, comportamentistico, multimediale e interattivo, non per influenze esteriori, ma come interno e dialettico confronto fra Arte & Scienza. La sua pratica ha attraverso la calcografia, la fotografia e il film – da cui il video e la costruzione digitale – il suono, la scrittura, la pittura – non naturalistica, l’ambiente e l’installazione.

Le opere qui selezionate si distinguono in diverse Sezioni e spaziano dalle Tele fotografiche degli anni ‘60, alle Mostre di proiezioni dal ‘66, incluso l’Ambiente proiettivo animato tenuto nella Galleria l’Attico di Roma nel ‘68, ai Muri parlanti, attualmente riproposti a Düsseldorf, fino agli Alberi parlanti e i Cespugli interattivi (Liverpool -71), i Tramonti speculari e i Films, ed ancora il grande complesso degli Ovali, i Letti Wrong e i Vasi Fisiognomici, che dànno luogo alla grande Magrittefontaine (costruita recentemente a Bruxelles), le installazioni, passate e recenti, fra cui Colori Psichici e Sonoro Interattivo.

La mostra e’ corredata da un Libro-Catalogo, edito dalle Edizioni Morra, ampiamente illustrato, concepito dall’artista e da Rosa Foschi, assai presente nelle opere e artista molteplice essa stessa. Patella intende il Catalogo come una produzione primaria, e questo – pur seguendo una struttura cronologica – e’ un testo creativo, intervallato da scritti manuali in stampatello minuscolo, all’uso -antico-. Un lavoro -in atto’, assai legato ad una concezione di ordine psicologico profondo sulla struttura dell’artista. Anche l’aspetto letterario (poesia, romanzo, saggio, da lui intensamente praticati) e’ preso in considerazione, con un’analisi specifica di Jacqueline Risset e un’altra di Andrea Cortellessa, oltre ai testi dei curatori Achille Bonito Oliva e Angela Tecce e un’analisi critica sul Film di Raffaella Morra.

Inaugurazione 21 settembre 2007. ore 18

Castel Sant’Elmo
largo San Martino, 1- Napoli
orario: tutti i giorni dalle 14- 19 ; sabato dalle 10 – 19; mercoledi’ chiuso
Ingresso: 3 euro

settembre 20th, 2007

Eric Wesley

Postato in eventi napoletani da Antonella

wesley.jpgSPAFICE ITALIA e’ il titolo del nuovo progetto di Eric Wesley, disegnato e realizzato per la Fondazione Morra Greco di Napoli. L’origine dell’opera deriva dall’interesse dell’artista per le relazioni simboliche suscitate dai due poli opposti di attività lavorativa e riposo, otium e negotium, due topos della civiltà occidentale in ambivalenza tra loro sin dalle origini. La volontà di trovare una possibile sintesi architettonica tra questi due momenti, armonizzandoli in uno spazio nuovo, piu’ mentale che reale, dà vita a SPA FICE, progetto teorico a metà strada tra performance, scultura e installazione. Concepito su ispirazione degli spazi aperti e dinamici degli internet-caffe’ berlinesi, dove convivono in sintonia lavoro individuale assieme a momenti di relax e convivialità, SPA FICE e’ un’ipotesi di spazio culturalmente sostenibile in uno scenario globale. Tale modello sorge indissolubilmente legato all’idea di franchising, intesa come prospettiva filosofica, quale potenziale riproposizione, geograficamente illimitata, del progetto e delle sue suggestioni.

L’intervento napoletano di Wesley ridisegna il piano interrato della Fondazione in tre sale indipendenti, ciascuna destinata a ospitare una rappresentazione metaforica di momenti chiave nel procedere della fluidità del pensiero umano, in una dialettica complessiva di tradizione e tecnologia, tra elementi simbolicamente ancestrali, come l’acqua e il fuoco, e modernità telematica avanzata.

Nelle diverse sale in cui si suddivide il progetto si susseguono uno scaldabagno a gas, una piscina e un ufficio privato dotato di comfort tecnologici, in una dialettica articolata tra esigenze professionali e aspettative di intrattenimento. In ogni spazio e’ presente inoltre la struttura metallica di una trivella. Come una sorta di aristotelico motore immobile, questo oggetto e’ un’immagine di avviamento e di propulsività, un’ideale connessione tra le varie fasi della mostra, che provano a ricalcare il procedere comune di libera creatività e determinazione concettuale. Come in altri progetti dell’artista, anche in SPA FICE Eric Wesley e’ interessato a scomporre e rendere visibile un movimento processuale piuttosto che perseguire una finalità, instaurando un dialogo innovativo con le strutture del pensiero occidentale. Cassa di risonanza delle diverse attitudini del pubblico, a metà strada tra labirinto e percorso iniziatico, SPA FICE rifugge ogni sistematizzazione conchiusa, privilegiando prospettive aperte, costruite sull’imprevedibilità di cio’ che Edmund Husserl, il padre della fenomenologia contemporanea, chiamava Lebenswelt, il mondo della vita.

Inaugurazione 20 settembre 2007

Fondazione Morra Greco
Via Anticaglia, 17 – Napoli
Orario: lun-ven 10-14
Ingresso libero

settembre 19th, 2007

Un consiglio per progettare viaggi in Salento

Postato in l'altrarte da Antonella

Portale per le vacanze in Puglia, promozione del territorio pugliese e informazioni turistiche relativamente a villaggi, residence e hotel sparsi sul territorio pugliese e nel Salento in particolar modo. Il  portale offre anche molte possibilità di informarsi in merito al turismo pugliese nel suo complesso: itinerari turistici e guide organizzate; escursioni a cavallo o in barca; noleggio gommoni e barche, noleggio auto e scooter; una sezione dedicata alla compravendita immobiliare e alla organizzazione di eventi, congressi e matrimoni in Puglia. In fine una serie di rubriche per cosa e come visitare, cosa e dove mangiare;
una galleria fotografica del Salento. Anche agenzia viaggi e tour operator.

settembre 18th, 2007

Davide Minuti

Postato in eventi napoletani da Antonella

Dopo la personale nel 2003, e la sua installazione al Pan | Palazzo delle Arti Napoli, in occasione di Dedica, Davide Minuti ritorna alla Galleria Alfonso Artiaco con la mostra :in/out. L’artista presenta negli spazi di Piazza dei Martiri un progetto site-specific strutturato intorno ad un aspetto particolare del lavoro di galleria: quello della sua burocrazia, ovvero della sua corrispondenza. La mostra si articola in due installazioni, di natura differenti ma che si integrano e sottolineano il rapporto tra spazio espositivo e fruizione, tra pubblico e privato.

Un tavolo di vetro posto alla fine della galleria diviene raccoglitore di posta cartacea e sul lato opposto un faldone, sistemato su di una mensola anch’essa di vetro, riunisce la documentazione elettronica: tutta la corrispondenza, cartacea e digitale, sarà cosi’ esposta al pubblico, archiviata e resa consultabile dopo una selezione della galleria stessa, tra informazioni strettamente private, confidenziali e non.

La seconda installazione realizzata da Minuti ambienta la prima in uno spazio privato dell’illuminazione preesistente da un intervento di oscuramento. Le due linee di neon (tipiche delle gallerie d’arte contemporanea) vengono offuscate: creando delle luci cieche il lavoro di raccolta dei documenti viene completato con l’osservazione, cosi’ che la stessa esperienza fruitiva sia caratterizzata da una performatività dello spazio stesso e di chi lo frequenta.

Inaugurazione 18 settembre 2007 ore 19.30

Galleria Alfonso Artiaco
P.za dei Martiri 58 I- Napoli
Orario: lunedi’-venerdi’ 10-13.30/16-20; da Ottobre aperto anche il sabato
Ingresso libero

minuti.jpg

settembre 17th, 2007

mostra accompagnata da note jazz

Postato in eventi napoletani da Antonella

mattotti.jpgDopo il riscontro positivo di pubblico registrato in occasione della personale “Nelle Profondità”, esposta a Castel dell’Ovo dal 14 giugno al 28 luglio, l’associazione Hde chiude la rassegna su Lorenzo Mattotti con una nuova mostra che ripercorre i temi a lui più cari e che, ponendo un’attenzione particolare alle diverse tecniche pittoriche adoperate, sottolinea il costante lavoro di sperimentazione di questo versatile artista.

Alla continuità tematica Hde affianca una continuità di metodo: attraverso una costante ricerca di sinergia, realizzare eventi non isolati ma inseriti in un percorso volto a vivacizzare il dibattito culturale in città.

L’apertura della mostra, il 21 settembre 2007, verrà infatti accompagnata da una performance jazz (jazz live e D.j. set), organizzata in collaborazione con il “Napoli Jazz Festival”, come anteprima della rassegna Jazz and Movie che avrà luogo dal 24 al 30 settembre tra il cinema Modernissimo e il cinema Astra.

La sperimentazione di un connubio fra musica, cinema e arte è molto interessante se si tiene presente che in tutti i lavori di Mattotti, che si inseriscano essi nel genere dell’illustrazione o in quello della pittura, la “componente narrativa” è sempre una costante, tanto che alcuni quadri sembrano delle vere e proprie sequenze di un film. Questa possibilità di leggere le immagini come fotogrammi è stata già sperimentata da Mattotti con la realizzazione di un video sui quaderni delle “Stanze”, proiettato a Castel dell’Ovo per l’intera durata della mostra “Nelle Profondità”, in cui come ha affermato lo stesso autore, l’incontro tra le immagini dipinte, la cinepresa che rende il movimento legato all’atto dello sfogliare il quaderno e la musica, vivaldiana in quel caso, ha prodotto interessanti suggestioni.

 

 

Napoli – Hde arte editoria design, piazzetta del Nilo, 7

Venerdì 21 settembre 2007, ore 19.00