Archivio per luglio, 2007

luglio 31st, 2007

Kest è Art

Postato in eventi napoletani da Antonella

Colori, matite, pennelli e qualche giornale, colla e tanta voglia di esprimersi, dire la propria, partecipare.

In modo semplice, a inizio maggio, è partito l’esperimento di Kest è Atr. Un progetto lanciato dal Kestè con lo scopo di creare aggregazione in uno dei modi più semplici ed antichi: giocare con i colori, tutti insieme. E così in piazza, al largo del Kestè (largo san giovanni maggiore, ribattezzato largo del Kestè) si sono lentamente andati a creare piccoli gruppi di facinorosi pittori in cerca di possibilità di libera espressione. Per rendere il gioco più intrigante si è dato un tema al progeto: “la vivibilità” è stato l’argomento sul quale si è deciso di direzionare la creatività. In poco tempo, in modo insospettabile, il progetto ha preso forma ed il martedì sera la piazza si è trasformata in un laboratorio a cielo aperto. Più di 60 le “opere” finite, un numero molto elevato, considerato il momento di difficile partecipazione e di vivibilià, appunto, del centro antico di Napoli.

La bellezza dei lavori ha reso possobile l’allestimento di una mostra che sarà presentata domani, 31 luglio, persso gli spazi del kestè. Dal fumetto si passa al ritratto all’astratto, al naturalista… Tante le modalità in cui i molti artisti, nuovi talenti e veterani del pennello, hanno saputo interpretare un tema così importante e delicato, che tocca da vicino tutti i soggetti che gravitano al centro storico di napoli.

Meravigliosi i colori e le sfumature dei lavori, così come le relazioni che si sono intrecciate tra i banchi di lavoro. La curatrice del progetto, Antonella de Martino, è stata una grande coordinatrice, sapendo spesso assumere il ruolo dell’assistente sociale! (ruolo che oggi è costretto a vestire chiunque voglia lavorare a Napoli…).

Il Kestè resterà aperto per tutto il periodo estivo, a guardia del proprio largo, così la mostra potrà essere scoperta dai tanti curiosi che affolleranno la notte napoletana.
Inaugurazione mostra il 31 luglio 2007 ore 20.30

Finissage  10 settembre

Ingresso libero
Sede

Kestè, largo san Giovanni Maggiore Pignatelli 

Centro Antico di Napoli  

tel 0815513984 

luglio 28th, 2007

Apparizioni regali

Postato in in giro per... da Antonella

Sabato 28 luglio, alle ore 19,00 sarà inaugurata a Palazzo Reale di Caserta ed ospitata negli ‘appartamenti storici’, la mostra Angelo Casciello. Apparizioni regali, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio e il Patrimonio Storico Artistico ed Antropologico delle province di Caserta e Benevento alla quale hanno contribuito ARETHUSA cultura ambiente e turismo e il Centro ART’S EVENTS.

La mostra, curata da Ferdinando Creta, presenta un grande ciclo pittorico, realizzato da Casciello unicamente per questa mostra nelle sale della reggia borbonica, unitamente a tre sculture che segnano precisi momenti di passaggio del lavoro creativo di uno degli interpreti principali della cultura artistica dei nostri anni.

-La mostra dedicata ad Angelo Casciello – scrive il soprintendente Enrico Guglielmo – segna un ulteriore momento all’interno di un progetto di attenzione all’arte contemporanea, avvertita come essenza pulsante ed attiva del nostro tempo e, quindi, un bene culturale, cioe’ un patrimonio da promuovere, da sostenere. È una scelta di campo che si affianca all’attività di tutela e di restauro del patrimonio storico-artistico, in primis la Reggia, capolavoro architettonico che da sempre richiama un vasto pubblico di visitatori. Essa, pero’, non e’ solo memoria, icona di un secolo, bensi’ luogo vivo, spazio dell’oggi: un luogo ove il segno dell’arte trova piena ospitalità-. Una scelta, precisa Ferdinando Creta, che si esprime quale -linea di continuità con il territorio e con il positivo trend che vede l’arte contemporanea come uno dei momenti di maggiore richiamo. La scelta di Casciello segnala anche la volontà di guardare con grande attenzione a quegli artisti campani che oramai da decenni appartengono al grande pubblico internazionale-.

-Angelo – osserva Massimo Bignardi nel saggio al catalogo – ha lavorato nelle sale della Reggia, anche nelle tarde ore del pomeriggio, quando le architetture, le cose e gli oggetti allungano la loro sagoma di ombra sulla terra e il giorno si fa preannuncio alla sera; ha disegnato e dipinto solo con il nero, con le ombre che esso lascia come ‘bave’, tracce che raccontano di una sofferta attesa, di qualcosa che, per giorni, ha velato di ansia e trepidazione la sua capacità d’impaginare il futuro. Ha saputo narrare la sua fragile condizione di fronte alla paura che e’ propria di chi attende con il fiato sospeso; l’ha saputa elevare, con leggerezza a condizione dello spirito, rinunziando alla gravità terrena del dolore. Questa grande pittura, questo specchio lucido nel quale e’ possibile scoprire ogni attimo del suo evolversi come racconto e’ posta in dialogo con tre piccole sculture che Casciello ha voluto inserire nel breve tracciato che raccorda tra loro le tre sale: sono corpi che scandiscono lo spazio posti come figure che interloquiscono con la superficie, oggettualizzando i segni, imprimendo ad essi la cifra di evidenze immaginative-.

Inaugurazione sabato 28 luglio ore 19

Palazzo Reale di Caserta
via Douhet, 22
tutti i giorni 9-18, chiuso il martedi’

luglio 19th, 2007

-Ris-Cripto.

Postato in eventi napoletani da Antonella

L’associazione culturale -lalunanelbicchiere- e’ lieta di presentare Ris-Cripto di Giuseppe Falconi, a cura di Maria Savarese e Federica Coscino, quarto evento culturale nell’ambito del progetto di riqualificazione del site specific -Pedamentina San Martino-, a cura di Federica Coscino, Maria Savarese, Steffen Wagner, ovvero esposizioni di opere d’arte contemporanea pensate e realizzate in funzione di questo splendido contesto paesaggistico e naturale.

Giuseppe Falconi presenta quattro tele realizzate da disegni preparatori, rielaborati graficamente attraverso linguaggi simbolici, con due carte di matrice gestuale.

L’insieme dei lavori presentati da Giuseppe Falconi esprime il binomio creativo che sottende la comunione dei suoi intenti, sempre originariamente duplici per poi divenire criptici.

L’inizio e’ gestuale, istintivo, emozionale, il puro cromatismo riporta una visione intima, interiore. La sua ragione vuole coglierla, fermare e fissare, cosi’ da rappresentare i vissuti, per rivivere gli stessi con altre forme, attraverso una nuova scrittura visiva ed emotiva.

Il gesto pittorico iniziale rappresenta il primo momento di abbandono emotivo ed emozionale, un cammino interiore, creativo nell’opera, inconsapevole, ma presente ed operante.

La memoria partecipa attiva al divenire del colore, e alla sua futura razionale visione. Falconi trascrive le tele emotive mediante strumenti nuovi interiorizzati, visibili e visitabili dall’esterno. Le tele diventano specchi meditativi, sui quali fissarsi, chiudersi tra parole incorniciate, simboli e numeri che riflettono un secondo percorso emotivo ragionato. Il suo lavoro viene digitalizzato, stilisticamente rafforzato, linguisticamente caricato, visivamente appare come un gioco, complesso nelle regole razionali.

E’ criptico nella coscienza, travolta tra istinto e ragione, trappole linguistiche indicano il momento creativo manuale, percorrono la tela per invaderla di significati, che rimandano all’eterno futuro meditativo.

Falconi lascia divenire l’istinto un vissuto non finito, lavora sui simboli, sulla ragione. Crea spazi irrisolti, un limbo per la memoria attiva, per la parola significativa.

Sente le emozioni, le segue con affanno razionale, per non perderle e per comprenderle del tutto. Esegue un vortice descrittivo senza fine, complesso ed infinito, la tela diventa un trama elaborativa, dove possono avvenire digressioni tra il suo essere e fare.

Il gesto pittorico e’ immersione avvolgente, trascinante un ritorno razionale, indagatore, che diventa descrittivo, chiuso in simboli, di maggiore forza espressiva che costringono la ragione, la quale continua a ripercorrersi, e a riscrivere le emozioni.

Federica Coscino

Inaugurazione giovedi’ 19 luglio ore 20

Lalunanelbicchiereassociazioneculturale
Via Pedamentina San Martino, 29 Napoli

luglio 17th, 2007

Iabo

Postato in eventi napoletani da Antonella

Sono contenta che IABO si sia convinto a mettere a frutto alcuni dei concetti nati dalle ricerche svolte in seguito alle discussioni tra artisti, studiosi e appassionati che si sono svolte intorno a NOTgallery, nei sui due anni e mezzo di vita. Nell’epoca della riproducibilità tecnica delle opere d’arte (nata dalla diffusione degli strumenti fotografici e cinematografici) Benjamin afferma si sia realizzata una sostanziale rottura della continuità tra l’arte antica e quella moderna. Le nuove tecniche di riproduzione hanno determinato l’ingresso della serialità nella produzione artistica che col tempo ha inevitabilmente condizionato il fare stesso degli artisti, ma soprattutto ha fatto si che l’opera abbia perso quella che Benjamin definisce -l’aura-, cioe’ il valore del suo essere unica ed irripetibile.

Benjamin descrive “l’aura” come -l’hic et nunc dell’opera d’arte la cui esistenza unica e’ irripetibile nel luogo in cui si trova”; afferma inoltre che -cio’ non vale soltanto per l’opera d’arte, ma anche e allo stesso titolo, ad esempio, per un paesaggio che in un film si dispiega di fronte allo spettatore, in un processo che investe, dell’oggetto artistico, un ganglio che in nessun oggetto naturale e’ cosi’ vulnerabile, cioe’ la sua autenticità-. E ancora: -Il processo e’ sintomatico; il suo significato rimanda al di là dell’ambito artistico. La tecnica della riproduzione sottrae il riprodotto all’ambito della tradizione.Moltiplicando la riproduzione essa pone al posto di un evento unico una serie quantitativa di eventi-.

Benjamin collega la perdita dell’aura nell’opera contemporanea all’irruzione delle masse nella scena sociale e culturale, le quali richiedono sempre piu’ beni culturali che e’ giocoforza si trasformino in “merce”. La riproduzione dell’opera in sede diversa da quella di origine non ne comporta tuttavia una perdita di qualità, quanto piuttosto una desacralizzazione, che favorisce una esperienza diffusa della cultura sostituendo al valore elitario “rituale” un valore espositivo antiestetizzante. Molti anni sono passati dalla pubblicazione del saggio di Benjamin (1936) ed indubbiamente da allora il sistema politico-sociale democratico ha compiuto notevoli passi in avanti e, a livello complessivo, la fruizione della cultura ha assunto un carattere generalizzato. Tuttavia l’arte visiva sembra essere l’unica forma di espressività artistica che ha sviluppato dei meccanismi di difesa dalla possibilità di una fruizione generalizzata delle opere.

Nonostante la sempre piu’ evoluta capacità tecnica di riproduzione dei manufatti artistici, il mercato ha generato delle forme di differenziazione delle opere (quelle riproducibili: fotografie, stampe, video, ecc.) in cosiddette “originali” e “riproduzioni” (mutuate dalle piu’ antiche forme di opere multiple, cioe’ le stampe). Cio’ e’ avvenuto in quanto la proprietà di opere d’arte visiva “originali” e’ considerata ancora una forma di distinzione simbolica delle classi economiche dirigenti; cio’ a costo di dare alle opere un valore “estrinseco” alla loro qualità estetica. La definizione di “originale” data ad un opera costituisce cosi’ una sorta di ricostruzione fittizia “dell’aura” di benjaminiana memoria, che da al suo possessore la sensazione di appartenere ad una cerchia di “eletti” la quale sola ha accesso al “rito esoterico” dell’arte. Se in teoria filosofie come quella della “factory” di Andy

Se in teoria filosofie come quella della “factory” di Andy Warhol o, piu’ di recente, quella del “superflat” della moderna cultura artistica giapponese, sembrino contrastare un simile fenomeno, nella pratica i possessori delle opere di Warhol o di Murakami amano di esse la distinzione sociale che sono in grado di offrire.
Cio’ che e’ interessante del software creato da IABO in collaborazione con Ruben Coen Cagli (che ho scherzosamente definito la “centrifuga”, poiche’ miscela a caso le immagini delle opere create dall’artista) e’ la capacità di creare delle opere che prescindano totalmente dalla attribuzione di “originale” o di “riproduzione” che gli si possa dare.

Il software crea a caso sempre nuove immagini, partendo da un archivio di materiale visivo sempre uguale: in sostanza crea sempre dei nuovi originali utilizzando delle riproduzioni. L’operazione artistica (il “rito”), cosi’ come il possesso dell’opera originale (il “sacro”) e’ in questo modo accessibile a tutti.
Certamente il risultato estetico non e’ esaltante (ma quanta arte lo e’ veramente?), tuttavia le riflessioni che questo strumento tecnologico induce sulla possibilità di creare in futuro dei meccanismi di fruizione generalizzata della produzione artistica, mi spingono a ritenere che il software potrà essere lo spunto dal quale prenderanno avvio le ricerche di molti altri artisti.
Marco Izzolino

FattiSentire.java
Applet interattiva per il remix visivo di www.iabo.it
Ruben Coen Cagli

Il programma sviluppato per http://www.iabo.it e’ il risultato di varie discussioni sulle modalità di fruizione e di navigazione del website di IABO. Se e’ vero che le metafore visive, su cui si basano le interfacce grafiche, sono quelle degli attrezzi del quotidiano, dello spazio fisico ordinario, delle architetture effettive; e’ pure vero che i processi di calcolo sottostanti si articolano secondo strutture piu’ astratte e riconfigurabili, dove lo stesso blocco di codice puo’ dare luogo a molteplici interpretazioni, e viceversa ogni elemento percepibile puo’ essere codificato in diverse sequenze e generato da differenti elaborazioni.

Ed e’ proprio da questa effettiva malleabilità del supporto-codice – l’essenza di ogni medium digitale – che originano i fenomeni del remix e della sinestesia, tratti distintivi della Information Arts. Noi abbiamo attinto a questa fonte per ridisegnare un’altra interfaccia possible del sito di IABO: un segmento in cui l’esperienza della navigazione diventa imprevedibile, in cui le tele di IABO si fanno codice e si rimescolano producendo immagini astratte che pero’ conservano il segno dell’autore. Un remix paradossale innescato dall’elaborazione numerica in tempo reale della voce del navigante. E dunque se vuoi navigare, Fatti sentire!

Accademia di Belle Arti di Napoli
Via Costantinopoli 107 Napoli
ore 12

Dalle ore 20 fatti sentire sarà presentato a
La Luna Nel Bicchiere
Via Pedamentina San Martino 29° Napoli
Inpho: 081 549 3490 – +39 339714882
lalunanelbicchiere@libero.it

In collaborazione con:
NOTgallery – Piazza Trieste e Trento, 48 Napoli
http://www.notgallery.cominfo@notgallery.com
tel. 0810607028

luglio 15th, 2007

inaugurazione Lido Kestè

Postato in l'altrarte da Antonella

Domenica 15 luglio il locale di Largo San Giovanni Maggiore
Pignatelli presenta un evento speciale. Il clima caldo e la voglia di
vacanza si fa sempre più sentire e allora perché no….per tutti quelli
che restano in città il Kestè si trasforma in uno stabilimento
balneare, stravolgendo l’arredo interno ed esterno. Le classiche
cabine a strisce bianche e blu, costumi da bagno ed accessori da
spiaggia, questo e tanto di più sarà a disposizione di chi vorrà svestirsi o vestire i panni del vacanziero.
Ad intrattenere i bagnati i Los Sfastirios Auricolar, che suoneranno
dal vivo come ogni party sulla spiaggia che si rispetti.

domenica 15 special event party sulla spiaggia

live@kestè, freee entry
start at 22.00 los sfastirios auricular

luglio 11th, 2007

Renata Cagno

Postato in eventi napoletani da Antonella

Dipinti, poesie, etc.

Piu’ sensi coinvolti nella mostra/narrazione di Renata Cagno (inaugurazione martedi’ 10 luglio, ore 18), che “inscena” un percorso di passione e di visione forte e romantico, ma (quasi) esente da sentimentalismi.

I dipinti, realizzati fra Londra e New York, costituiscono la parte maggiore della mostra (in acrilico o in tecnica mista) e raffigurano per lo piu’ soggetti femminili in chiave fauve-espressionista con alcuni cenni informali e materici.

Le poesie, raccolte in un libricino stampato in tiratura limitata, che gli ospiti della serata inaugurale riceveranno in dono, oltre che lette, potranno essere ascoltate in cuffia dalla voce dell’autrice, su un plafond musicale di Luis B. e Chanche Giardinieri.

Altre postazioni sonore, accompagneranno invece le tele, “riempendole” del commento musicale di Le Loup Garou, gruppo cult nel panorama artistico italiano, che con l’autrice ha intrecciato negli anni un sorprendente e intenso sodalizio artistico (di cui la mostra dà testimonianza presentando alcuni interventi grafici e fotografici). Un percorso che, oltre a a dare vita al mondo interiore di Renata Cagno, abbatte le barriere fra le varie forme espressive, fondendole in un tutt’unico intenso e permeante.

Renata Cagno, napoletana, ha a lungo vissuto a Londra e New York dove ha approfondito le proprie esperienze nel campo della grafica e dove ha maturato il proprio percorso artistico. Nel 2000 assieme a Luis B., Lorenzo Scotto di Luzio,Le Luop Garou, Malatheatre di Ludovica Rambelli e Miss Marmo dà vita ai Neapolitan Surfers, un gruppo polimorfo e dinamico che, pur lavorando con passione e incassando consensi, si e “sempre rifiutato di giocare a Monopoli!”. (Daniele Pitteri)

PicaGallery
vico Vetriera, 16 – Napoli

luglio 11th, 2007

Roberto Sanchez

Postato in in giro per... da Antonella

Abbasso la TV!

La verifica della validità di una tematica artistico-civile, come la vignetta satirica, e’ possibile solo alla distanza temporale. Sanchez, dopo quasi vent’anni dalla loro realizzazione, propone una serie di grafiche inedite in cui riflette sui perversi effetti dell’ipertelevisione e ne denuncia soprattutto a se’ stesso i pericoli per un’autovaccinazione. Oggi invita il suo pubblico a giudicare dell’attualità di quell’esperienza.

“Mai come in questi giorni si parla di televisione,di monopolio, di pluralismo e meno di qualità. Qualcuno obietta che la qualità puo’ far parte di un progetto politico. Non va allora dimenticato che tutti, di sinistra e di destra, hanno preferito costruire stadi per il calcio anziche’ impegnarsi su un serio problema culturale.

L’artista napoletano Roberto Sanchez entra nel dibattito con una cartella di dieci incisioni di piccole dimensioni ma di grande effetto. Riporta il discorso, mediante il segno grafico, su un tema di alto spessore: sugli antichi e nuovi pericoli dei mass media. La televisione beve il cervello. Almeno quella tipo il Grande Fratello.

Con la sua operazione grafica, Sanchez si confronta con Orwell e Marcuse. Certamente non si resta indifferenti alla sua analisi critica. Ci fa riappropriare del nostro cervello.” Giancarlo Da Lio

Museo Minimo
Via detta San Vincenzo,3 – Napoli Orario: lunedi’ e mercoledi’ 9/12 / martedi’,giovedi’ e venerdi’ 15/18

luglio 6th, 2007

Carol Rama

Postato in in giro per... da Antonella

Il 6 luglio, alle ore 20.00, il MMMAC Museo Materiali Minimi d’Arte Contemporanea di Paestum inaugurerà una mostra antologica di Carol Rama. Saranno esposte 41 opere su carta dagli anni ‘30 ad oggi, dalla serie delle -Appassionate- a quella della -Mucca pazza-.

Cosi’ come sottolinea Gillo Dorfles nel testo in catalogo “-queste non sono che alcune delle immagini presenti a questa affascinante mostra di Carol Rama al MMMAC. Altre figurazioni andrebbero ricordate: come quella dei curiosi -Pissoir- (non di duchampiana memoria perche’ del tutto improbabili); o quel -Bricolage- (uno dei tanti di questa importante serie) a base di occhi di bambola, piu’ vicini a nuclei di cellule fecondate, che di organi della vista. La ricchissima e anomala iconologia di Carol stupisce e ha sempre stupito, sin dai primi disegni e dalle incisioni ( -Le Parche- ad es.) degli anni trenta e fino alle piu’ recenti figure come -Il disegno prescritto- del 2005, o la serie della -Mucca Pazza-. E questo soltanto per accennare a quanto personale, inconfondibile e non solo – come molti insistono – pornografico, sia il -teatrino iconico- di Carol. Dove il naif si mescola al perverso; il lirico al tenebroso; il candido al sarcastico.

ed ancora ” – Per molte di queste figurazioni conturbanti, non si tratta di una voluta manifestazione scandalistica, ma piuttosto di una rivolta contro il -perbenismo- e la volontà di affrancare la propria inventiva da ogni camuffamento ipocrita. In definitiva, il percorso segnato da Carol, lungo tutta la sua vita operosa e agguerrita, e’ rimasto costante nonostante le continue -scoperte-, sia tecniche che -narrative-. Questa mostra attuale -di minimi-massimi- capolavori, credo che possa finalmente far conoscere meglio – anche in un’atmosfera cosi’ -assoluta- come quella di Paestum e dei suoi templi – una delle artiste piu’ affascinanti e conturbanti della nostra epoca.”

Inaugurazione venerdi’ 6 luglio ore 20.00

Museo d’Arte Contemporanea MMMAC
Via S. Venere, 23 – 84063 Paestum (SA)
traversa Marte Zona Archeologica Paestum
ORARIO DI APERTURA
Dal lunedi’ al venerdi’ dalle 17 alle 22
Sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 22
Biglietto ingresso – 3,00

luglio 6th, 2007

Janus Summer Sympusium

Postato in in giro per... da Antonella

La Memoria del presente e il futuro dei musei

E’ dedicato alla memoria di Sol LeWitt, l’artista americano recentemente scomparso, il Summer Symposium internazionale La memoria del presente e il futuro dei musei, che la rivista Janus organizza per il secondo anno consecutivo presso la Fondazione LeWitt a Praiano. Promosso e sostenuto dal Comune di Praiano in vista della costituzione del futuro Centro per la Creatività Contemporanea, esso si svolge con la collaborazione della Dena Foundation for Contemporary Art basata a Parigi e a New York.

La rivista internazionale Janus, già fondata dall’artista Jan Fabre, e’ oggi a cura di una redazione di redattori di nuova generazione: essa si incentra sull’attraversamento dei confini interdisciplinari a confronto su un soggetto di ricerca comune, proprio ad ogni numero della rivista. Fin dalla prima edizione dello scorso anno dedicata al tema dell’invisibile, il Summer Symposium rappresenta un momento di incontro che lega i membri della redazione a personalità del mondo della cultura internazionale.

In discussione quest’anno e’ La memoria del presente e il futuro dei musei: un gruppo di studiosi appartenenti a varie discipline e provenienti da vari paesi, si riunisce per discutere sulla base di documenti, pubblicazioni, film, immagini fotografiche o video che ciascuno presenta nel corso delle sessioni di lavoro.

Insieme al direttore di Janus Nicola Setari, filosofo, al redattore capo Charlotte Bonduel, filosofo, Mariacristina Ferraioli, critica d’arte, Luigi di Corato docente di Management dei musei presso l’Università Cattolica di Milano, sono presenti la curatrice americana Elisabeth Akkerman, il curatore del museo Martha’s Herford Lorenzo Benedetti, Giovanna Caputo, conservatrice dei Beni Culturali, l’attore Andrea Chiodi, l’architetto francese Touffik il Mentouri, il graphic designer e musicologo belga Levi Seeldraeyers, lo scrittore e curatore belga Stephan van Bellingen, l’artista coreana Koo Jeong-a e l’artista di origine peruviana Jota Castro.

I partecipanti al simposio sono ospiti presso la prestigiosa sede italiana della Fondazione LeWitt a Praiano dove sono stati di recente realizzati i Wall Drawings che l’artista aveva espressamente concepito per gli spazi della residenza. La collocazione geografica di Praiano e la dislocazione della residenza costituiscono il luogo ideale per la riflessione, lo studio e lo scambio proficuo di conoscenze e saperi.Il simposio si inscrive nella missione di promozione della cultura contemporanea che la Fondazione LeWitt si propone e condivide con la Dena Foundation for Contemporary Art.

Verrà successivamente comunicato la sede dove, nella serata del 13 luglio a conclusione del simposio, Andrea Chiodi reciterà in pubblico come già nell’edizione 2006, un testo attinente al tema trattato.

Fondazione LeWitt
via Umberto (Villa Letizia) – Praiano (SA)


Fondazione LeWitt

luglio 6th, 2007

Collettiva femminile

Postato in in giro per... da Antonella

Per la sua dodicesima edizione, il ”Premio Massimo Troisi – Osservatorio sulla Comicità” si arricchisce di una componente di arti visive attraverso una collettiva al femminile organizzata dal movimento artistico Direzione Obbligatoria (basato sui principi di impegno e pluralità), a cura di Simona Bassano di Tufillo e con il patrocinio di Amnesty International.

L’esposizione, allestita al piano nobile della settecentesca Villa Bruno, nella sala attigua a quella della permanente su Massimo Troisi, coniuga comico ed arte nelle comuni forme dell’impossibile, dell’eccesso, della trasformazione, della sorpresa, per ottenere un effetto di salutare straniamento atto a riaffermare la pluralità delle percezioni possibili del reale.

Le 9 artiste in mostra si confrontano su tematiche di impegno socio-culturale filtrate attraverso la chave del comico, del sarcastico, dell’ironico; proponendo, provocatoriamente, interpretazioni della contemporaneità -femminili- in quanto partecipi, non violente e non autoreferenziali.

In mostra:
Patrizia Ascione (illustrazione)
Tiziana Cennamo (pittura)
Mary Cinque (istallazione)
Chiara Coccolese (fotografia digitalizzata)
Ho Jin Jung (istallazione)
MaraM (istallazione)
Giusi Marchetta (blog art)
Maddalena Nardaggio (fotografia)
Sbadituf (fumetto)

Inaugurazione: venerdi’ 6 luglio ore 18.00

Villa Bruno
via Cavalli di bronzo – San Giorgio a Cremano (NA)
Orario: 10-13 e 16-19
Ingresso libero