Taurasi…non solo vino
Domenica sono stata a Taurasi Valle del Calore in provincia di Avellino. Conoscevo solo di nome questo posto, soprattutto per la produzione dell’ottimo vino, e devo dire che sono rimasta affascinata dalle meraviglie che ho scoperto… tralascio i particolari (per puro egoismo) sulla splendida persona che al mio fianco ha reso ancor più magica la giornata, e mi cimento nel raccontarvi quello che ho visto.
L’area di Taurasi ha dietro sè un passato fatto di arroccamenti difensivi che era la risposta più adeguata all’instabilità geopolitica, alle lotte intestine, alle incursioni saracene e alle esigenze di difesa del tracciato della romana Via Appia. Perduta, a partire dal XVI sec., la funzione difensiva per assumere quella di dimora dell’aristocrazia feudale, ha offerto alloggi a ospiti illustri, esponenti del mondo dell’arte e della letteratura.
Uno dei più mirabili esempi di edificio di architettura militare dell’area è indubbiamente il castello medievale di Taurasi, l’antica Taurasia sannitica conquistata nel 268 a. C. dal Console Scipione Barbato.
Il Castello, noto anche come Palazzo Marchionale, fu costruito dai Longobardi nel VII secolo, su una preesistente struttura romana e ampliato dai Normanni nel XIII secolo. Tito Livio descrive questo imponente castrum contornato di terre verdeggianti, così come in realtà oggi appare. Eretto sul punto più alto di un rilievo collinare, il castello di Taurasi è stato adibito ad usi civili, tra poco sede dell’Enoteca Regionale, conserva al suo interno la bella corte, la sala adibita a “corte di giustizia”, con il suo camino monumentale, la cappella di S. Pietro a castello e nel mastio, la fine scalinata elicoidale in pietra simile a quellaesistente nel maschio Angioino di Napoli.
Nell’ambito della guerra tra Angioini ed Aragonesi, Taurasi viene distrutta. Il feudo passa poi ai Gesualdo. La città viene interamente ricostruita e abbellita. Da questo momento in poi la città è legata a quella del principe Carlo Gesualdo (proprio nel Castello il principe celebrò le sua seconde nozze con Eleonora d’Este).
Il castello è abitato fino agli anni ’60. Duramente colpito dal terremoto del 1980, ha conosciuto una delle fasi di suo maggiorre decadimento, fino ad oggi, al suo restauro, alla sua rinascita.
Altro luogo magico che ha catturato i miei sensi sono le Cantine di Antonio Caggiano…e a tal proposito lo ringrazio, per la gentilezza, la passione e la sua voglia di realizzare qualcosa di serio e duraturo per valorizzare la sua terra. Ma importante motore per dar vita al nettare degli dei è senza dubbio il territorio, la vicinanza del fiume Calore, la ricchezza dell’acqua ed un microclima salubre e temperato che favoriscono lo sviluppo dei secolari vigneti.
Consiglio a tutti di andare e trascorrere lì una splendida giornata. Vi lascio delle info: per arrivare uscita casello autostradale Avellino, distante circa km 13 (A16) o Grottaminarda a km 17 . Non usate navigatori satellitari… buona passeggiata!