Archive | maggio, 2007

Niobe (Teresa Mangiacapra)

Vibrazioni su scale di differenze

L’Associazione Le Tre Ghinee/Nemesiache
e’ lieta di presentare in occasione del
Maggio dei Monumenti 2007

L’ installazione e’ un omaggio al Tibet.
–L’idea e’ un luogo e un tempo sinonimi di mistero, spiritualità e differenza, da qui la vibr-azione di immagini e strutture create secondo una logica di rinvii ad archetipi, per me, pregnanti nel presente come nel passato e per il futuro: i volti di un popolo unico, piramide, scale–Niobe

L’originale catalogo-oggetto realizzato da Niobe in collaborazione con AltraStampa edizioni contiene alcune immagini della mostra e brevi scritti in italiano e inglese : dell’autrice e un poetico intervento di Angelo Calabrese.

Il 24,25 e 26 maggio,l’artista incontrerà alcuni studenti e studentesse dell’Istituto Professionale A.Casanova di Napoli per parlare della sua esperienza artistica e di come e’ nata l’idea di questa installazione-omaggio. Le finalità sono due:una produzione fotografica,video e testuale sulla Mostra ma anche una ricerca sulla realtà tibetana: un piccolo contributo per sensibilizzare e creare distacco e rifiuto da atteggiamenti di razzismo e insofferenza verso qualsivoglia minoranza costretta ad abbandonare la propria terra per qualsivoglia ragione.

La mostra ha il Patrocinio di Regione,Provincia e Comune di Napoli.
Castel dell’Ovo
Via Caracciolo di Bella (Borgo Marinari) – Napoli
Orario: 10,00 – 13,30 e 15,00 – 18,00. Domenica e Festivi : 10,00 – 14,00
Ingresso libero

Violenza d’avanguardia

La Galleria Fonti presenta la prima personale italiana dell’artista Seb Patane. Patane lavora sul concetto dell’alterazione fisica e mentale.

L’artista opera una sorta di editing attraverso il riutilizzo e la trasformazione di elementi spesso già esistenti e costruisce nuove narrazioni appropriandosi di immagini che vengono a volte parzialmente celate. Questo procedimento artistico e’ una metafora relativa all’idea di controllo e di possesso e al contrasto tra figurazione e astrazione.

Violenza D’Avanguardia e’ il titolo -rubato- ad un’espressione usata dai fondatori di Lotta Continua, il movimento di estrema sinistra dell’Italia degli anni -70. Con questa espressione ambigua Seb Patane avvia implicitamente un discorso fatto di immagini, riferimenti e suoni che compongono la sua personale site specific per la Galleria Fonti.

Un’immagine di Luigi Bobbio (uno dei fondatori di Lotta Continua) mentre viene arrestato nel 1968, e’ alterata e proposta in forma poster/pittorica: l’opera agisce, cosi’, come catalizzatrice iconica per un’assemblage di suggestioni visive, che si riferiscono piu’ o meno liberamente a idee di -rivoluzioni- e a quieti o animati conflitti fisici e mentali.
Le immagini selezionate per la mostra sono state prodotte con queste nozioni in mente, o collezionate da fonti diverse, quali foto di origine vittoriana, copertine di dischi e libri cult. Questi lavori hanno riferimenti teorici o estetici che vanno dal teatro piu’ povero all’immaginario pseudo-politico piu’ o meno estetizzante.

La composizione sonora Violenza D’Avanguardia e’ realizzata in collaborazione con Giancarlo Trimarchi dei Loozoo, duo di musica elettronica, col quale Patane lavora da svariati anni. Patane infatti considera il suono sia come parte integrante di certe sue installazioni, sia come ulteriore strumento per produrre, in una dimensione concettuale sempre piu’ ampia e complessa, cut-ups e assemblages contaminati.
I vari elementi, decontestualizzati da una trama piu’ intricata, possono interagire o essere indipendenti.

Inaugurazione 23 maggio ore 18.30

Galleria Fonti
via Chiaia, 229 Napoli
orario: dal martedi’ al venerdi’ 16.30-19.30

Tradire il fare …Nicola Toffolini

Nicola Toffolini (Udine, 1975) realizza disegni e installazioni macchinose con cui interviene sul microcosmo vegetale, modificandone equilibri e ritmi di crescita. La macchina, la tecnologia o semplicemente l’inventiva dell’artista costringono il sistema biologico dentro nuovi schemi, senza violenza e attraverso un progetto estremamente curato, quasi scientifico.

“Tradire il fare”, titolo di questa sua prima personale a Napoli, e’ uno dei tanti giochi linguistici, ironici e paradossali, che Nicola Toffolini utilizza nel proprio lavoro. Una mostra che contrariamente a quelle finora realizzate, focalizza l’attenzione sulla progettualità e sull’interdisciplinarietà alla base della sua prassi operativa. Il titolo afferma e nega ironicamente la dicotomia tra ideazione e realizzazione, o piu’ semplicemente tra dire e fare. Il pubblico si ritrova in una sorta di laboratorio progettuale, in cui il fare e l’opera sono i grandi assenti e dove invece l’artista, a tradimento, decide di svelare il segreto dell’a priori progettuale, il pensiero che precede e nega il fare.

“Cento immagini” in rigoroso ordine cronoligico: rendering, documentazioni di installazioni, studi progettuali mai realizzati e spazi scenici ideati per Cosmesi – progetto teatrale a cui Toffolini collabora insieme alla performer Eva Geatti – accolgono il visitatore che viene proiettato in una moltitudine di interessi, dal design all’architettura e all’ingegneria. E’ nei taccuini progettuali che la fase progettuale viene finalmente alla luce, rendendosi autonoma, non piu’ momento propedeutico e intimamente distaccato da conservare in un luogo altro.

Su un grande tavolo, a disposizione del pubblico per la consultazione, una decina di questi taccuini, di formato tascabile, su cui l’artista annota meticolosamente i propri pensieri, progetta macchine per installazioni e spazi teatrali, con tratto preciso e straordinariamente seducente. Nella loro struttura a fisarmonica le piccole agende, suggeriscono un pensiero che si dispiega e prende corpo nel disegno, destinato a invadere lo spazio circostante sotto forma di tavole e installazioni.

Come cataloghi e studi progettuali di altri tempi – cosi’ densi di annotazioni precise e scientificamente documentate su piante e materiali – eppure densi di una sensibilità del tutto contemporanea, i taccuini occupano uno spazio indefinito e ricompongono la distanza tra l’impulso progettuale e la freddezza del risultato installativo, che l’artista presenta attraverso la proiezione di una serie di brevi video documentativi.

Inaugurazione: mercoledi’ 23 maggio alle 19

NOTgallery
Piazza Trieste e Trento 48 – Napoli
Orari: da martedi’ a sabato dalle 16 alle 20 e su appuntamento
Ingresso gratuito

Eikonographia

Ogni anno il Museo Minimo ospita una mostra che deroghi, in qualche modo, dalla linea di attenzione esclusiva all’arte contemporanea. Quest’anno e’ la volta delle icone. Non quelle provenienti quasi sempre dall’est ortodosso ma le riproposizioni attuali di una pittrice flegrea che opera nell’ambito di canoni tradizionali :Iva Canepa. Non e’ unica su questa linea, basti pensare a Kiko Arguello, fondatore del Cammino Neocatecumenale. Ecco una riflessione di Canepa:” . Oggi come nel passato il pittore d’icone o meglio colui che “scrive” icone segue una vocazione, ha un compito ben preciso, afferma attraverso il suo operato il messaggio salvifico. Gli iconografi continuano nel tempo a dipingere secondo canoni ben precisi, con un’obbedienza tale da sembrare a volta ripetitivi e per niente creativi: dipingere un’icona e’ l’opposto dell’espressione soggettiva ed il culmine dell’originalità si raggiunge nella fedeltà alla tradizione”.

In questa mostra si affiancano ad Iva Canepa due altri artisti che, pur non avendo niente in comune con la tradizione, sono rimasti attratti e coinvolti dal modus operandi: Roberto Mantellini e Roberto Sanchez. Il primo con dei lavori che rimandano ai cicli musivi del bizantino italico filtrati, naturalmente, dalla sua ricerca non figurativa. Sanchez, invece, flette i piani della sua geometria in un desiderio di comunicazione simbolica.

Vernice: martedi’ 22 maggio

Museo Minimo di Fuorigrotta
via detta San Vincenzo, 3 – Napoli
Orario:lunedi’ e mercoledi’ 16/19; martedi’,giovedi e venerdi’ 9/19

Enigmi… all’atelier

E’ probabile che il rigoglioso idioma di cui è composta, e tramite cui è narrata, l’intera opera di Sandra Statunato, sia quello della fiaba.
L’idillio naturalistico, le lievi figure tratteggiate da un semplice, delicato rigore, il ricco, pulsante accostamento di colori, usati generalmente puri, nell’insieme d’una dolcezza di fondo che, lungi dall’essere leziosa, si manifesta invece quale un vapore caldo e mite, o come un celeste, fiducioso librarsi nell’aria vigorosa, ben ci introducono infatti ad una dimensione favolosa e nostalgica, che nelle sue magiche, impenetrabili ingenuità, rimanda alle poetiche suggestioni dell’infanzia.
Nel suo lavoro, la Statunato pare slegare e far rivivere ogni nucleo, elemento della sua esperienza, in un collage eclettico e innocente quanto penetrante ed enigmatico, in cui le categorie predominanti di spazio e tempo vengono supplite da quelle di intensità e associazione.

Lei stessa racconta: “spesso i miei dipinti mi attraggono a ritornare indietro nel tempo, a rivivere ricordi di viaggi, emozioni, così come a interpretare la realtà attuale miscelandola a ricordi, fantasie, sogni e desideri. A volte ho amato osare, proponendo prospettive irreali, proporzioni, ombre e luci falsate e irrealizzabili, in una visione che, nella sua sconcertante irregolarità, mi permetteva di manifestare l’irruenza d’una ricerca continua, inesauribile, di equilibri, verità e sogni.”

Si offre così, limpida, un’opportunità di sospensione, di respiro; quella condizione di aereo e fantasioso distacco che pare approssimare alla salvezza consentendo ulteriori scoperte, nel segno d’una rinnovata libertà.

Orari apertura mostra: 17,30 – 20 escluso festivi
Ingresso Libero
Vernissage: ore 18,00

Data chiusura: 13 Giugno 2007

L’Atelier
Napoli. Via Tito Angelini, 41 – tel. 081 5581367/ fax: 081 19565579.
e-mail: latelier@fastwebnet.it

Festa della Madonna dell’Avvocata

Beh devo dire che ieri a Scafati sono stata proprio bene…

Sono stata iniziata da un giovane gentile e dallo sguardo intenso… inizio imbarazzante, ma poi ho cercato di lasciarmi andare e di “sentire dentro la musica”. Non è facile ballare tammurriate, villanelle, giuglianesi e quant’altro, la cosa che hanno in comune queste danze-riti comunitari è sicuramente la capacità di farti tirare fuori una forza che interiorizzi e che qui ha possibilità di uscir fuori come un fiume in piena.

Completamente incapace di muover passo, ringrazio il dolce Aldo che ha saputo farmi sciogliere nel ballo e nel suo sorriso.  Ma bando a queste emozioni personali vi comunico che lunedì 28 maggio l’appuntamento con le Sette Madonne continua e ci ritroviamo tutti a Maiori, presso il Santuario della Madonna dell’Avvocata, per ammirare il popolo dei riti pagani.

La chiesa dell’Avvocata è ubicata sul ripiano del Monte Mirteto ai piedi del Monte Falerzio (1024 metri) a circa 900 metri sul mare, al vertice di una lunga parete rocciosa. Vi si accede da Maiori dalla contada Lama (il percorso è fatto di una lunga e ripida scalinata).

A mezzogiorno parte la processione con la statua della Madonna, portata a spalla tra una folla di fedeli, irrorata da una pioggia di petali di rosa. Al suo passaggio si lasciano “riposare” le tammorre e ci si accoda al corteo per raggiungere la piccola chiesetta (edificata nel primo 500 ma poi distrutta e ricostruita a causa di un incendio) dove la statua verrà riposta.

La festa riprende tra canti, balli e tammorriate

festa da’ Madonna ‘e Vagne

Vi propongo questa festa per oggi pomeriggio… io ci sarò e penso che saremo in tanti. Questa festa si tiene a Scafati e quest’anno vede realizzarsi la sua XXII edizione.

La festa rientra nel culto delle “Sette Madonne” in Campania. Manifestazioni di fede cristiana e paganesimo si intrecciano in un perfetto sincretismo religioso.

Anticamente i signorotti del napoletano raggiungevano il santuario di S. Maria Incoronata dei Bagni con il “Bleak”, vettura di lusso trainata da cavalli dove prendevano posto le “maeste ncannaccate, signore con vistosi gioielli al collo.

I contadini invece si servivano dei comuni carretti che per l’occasione addobbavano con fronde e fiori di carta velina, come riparo dal sole venivano sistemate delle lenzuola. Da tali carretti deriva il nome “‘O carrettone ‘e Vagne”.

La festa della Madonna dei Bagni conserva ancora oggi il suo fascino grazie alle esibizioni spontanee della gente che rimane protagonista unica di balli , danze, tammorriate accompagnandosi con castagnette e tammorre.

Vi aspetto lì verso le 17:00… ciaooooooo


 

I Cortili dell’Arte

Sabato 19 maggio 2007 alle ore 17,30 presso Piazza Maione – Vilaricca (NA), si inaugura la V edizione della manifestazione -I Cortili dell’Arte-, un progetto ideato dall’Associazione Culturale ARTEXARTE di Tommaso Ferrillo e promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Villaricca.

La rassegna apre al pubblico gli scenari della memoria storica della comunità, valorizzando i Cortili ottocenteschi del centro storico attraverso linguaggi e contenuti dell’espressione artistica contemporanea. Un suggestivo dialogo tra il passato e il presente, tra i ricordi e lo stupore, tra la riflessione e l’emozione.

Gli artisti invitati ad esporre per questa edizione sono:
Anna Sargenti, Franco Silvestro, Bartolomeo Bifulco, Riccardo Dalisi, Libero De Cunzo, Luca Izzo, Giuseppe Di Guida, Emilio Leofreddi, Giusi Cerami, Alessio Liuzzi, Leopoldo Pezzella, Giuseppina Bonsangue, Alfonso Borrelli, Ilaria Cecere, Giovanna D’Amico, Angelo Marra, Damiano Errico, Vittorio Russo, Giovanni Zaccariello, Danilo Donzelli, Gruppo Naban.

Per il secondo anno e’ presente una Sezione di Architettura, ove sono esposte le proposte di Restyling territoriale, presentate dagli Architetti:
Enzo Cacciapuoti, Nello Tirelli, Marianna Di Vaio, Pasquale Dazio, Vincenzo D’Errico, Giuseppe Miraglia, Pasquale Palumbo, Antonio Pianese, Antonio Ronca, Giovanni Sivari, Rosa Visconti,
Mario De Cunzo, Vega de Martini, Riccardo Dalisi.

Saranno presentati, inoltre, i lavori del Laboratorio -La didattica dell’arte-, che ha visto la partecipazione degli alunni delle scuole medie statali di Villaricca in un percorso di avvicinamento all’arte contemporanea. Una commistione di differenti espressioni artistiche – interventi musicali, performance, fotografia, istallazioni – ed eventi di valorizzazione delle peculiarità enogastronomiche locali che condurranno in un percorso accattivante.
La mostra resterà aperta fino al 26 maggio. L’iniziativa si avvale del Patrocinio della Regione Campania, della Provincia di Napoli e del Comune di Napoli Assessorato Grandi Eventi Maggio dei Monumenti.

Ingresso Gratuito


Turn to Stone

Il Museo Mineralogico Campano in occasione dell’annuale partecipazione alla manifestazione internazionale “La Nuit des Muse’es” organizzata dal Ministero della Cultura della Repubblica Francese apre la collezione mineralogica e gli spazi del museo a Turn to Stone, a cura di Maria Giovanna Mancini.

Le pietre e le rocce diventano in senso simbolico, emblema della terra, strumento di fascinazione onirica, rêverie cristallina e medium privilegiato della memoria. Gli artisti non sono stati invitati a lavorare con la roccia o con la pietra come materia plasmabile, ma a riflettere sulla natura del materiale: materia del suolo, oggetto millenario, gioiello, arma, condanna, oggetto di salvazione, di adorazione, e semplicemente pietra. Le forme dei minerali, perfettamente riconoscibili pongono, inoltre, il problema della natura della forma come forma geometrica – costruzione dell’uomo, come mimesi o come invenzione? – e della geometria stessa come disciplina naturale di descrizione del visibile.

Le opere sono esposte nelle stanze che già ospitano la collezione mineralogica e sono in stretto contatto fisico e visivo con gli oggetti della collezione. Come una nuova Wunderkammer la mostra si costituisce nel dialogo tra le opere degli artisti e i minerali e le pietre della collezione scientifica. L’interesse scientifico, come spinta alla conoscenza, e l’interesse artistico, anch’esso in un certo senso “cognitivo”, sono mossi dallo stesso senso della meraviglia, scriveva Adalgisa Lugli, che guida l’artista come lo scienziato al superamento dei limiti, scintilla necessaria per la ricerca e la sperimentazione.

Il titolo e’ stato suggerito dal testo di una canzone dei Siouxsie and the Banshees, nella quale ritmi orientali sono fusi a variazioni elettroniche in una costruzione sperimentale. L’imperativo del titolo di trasformarsi in pietra, ma anche di rivolgersi alla pietra, lungi dall’essere il risultato del catastrofico sguardo di Medusa, diventa un invito ad essere, come pietra, ovunque, millenaria presenza, ma anche preziosa rarità.

In mostra e’ presente, accanto ai cristalli e ai fossili, testimoni della sorprendente razionalità della natura, agli strumenti in pietra lavorata del Paleolitico e del Neolitico e ai minerali e ai cristalli artificiali prodotti, invece, dagli artisti, anche una sezione di riflessione sull’attualità della pietra come materiale per l’architettura, a cura di Fabrizio Tramontano, con il modello di una scala elicoidale autoportante (grazie alla precompressione della struttura), prodotto della ricerca sulla stereotomia e sulle applicazioni dei sistemi cad-cam al taglio della pietra dalla Facoltà di Architettura dell’Università di Bari. La didattica della pietra e’ una riflessione sulla possibilità connaturante dell’uso della pietra in architettura.

Turn to Stone e’ un osservatorio parziale, programmaticamente parziale, sulla pietra e sulla possibilità che l’arte ha di utilizzare ogni elemento del mondo, non esclusivamente come materia fisica, oggetto transizionale, ma come medium per affermare la sua stessa natura, per fare entrare in corto circuito la pietra, i rimandi e le evocazioni che il materiale stesso ha assunto, con il suo uso, nel corso della cultura.

Inaugurazione: sabato 19 maggio alle 21

Museo Mineralogico Campano
Via San Ciro 2 – Vico Equense
Orari: feriali 9-13 17-20, festivi 9-13, lunedi’ chiuso (possibile apertura per gruppi su prenotazione)
Ingresso libero

Piero Manzoni

La mostra, curata da Germano Celant, intende offrire, ad un decennio dalla sua ultima antologica, una nuova rilettura del percorso creativo di Piero Manzoni attraverso le diverse fasi della sua breve ma intensa carriera – dal 1956 al 1963, anno della sua prematura scomparsa – e il suo contesto storico. Le circa 250 opere, provenienti da collezioni pubbliche e private europee e nordamericane, documentano la sua ricerca pittorica a partire dai catrami e dalle impronte di oggetti fino a tutte le tipologie di Achromes.

Il termine da lui coniato – letteralmente non-colore – esprime la distanza che separa il suo lavoro sia delle istanze irrazionali e gestuali dell’Informale che dalla pittura monocroma a lui contemporanea, per affermare il valore primario dei materiali utilizzati, dal caolino al gesso, dalla tela al peluche, dalla fibra naturale in cotone a quella artificiale in vetro, dall’ovatta al polistirolo. L’aspetto concettuale del suo fare e’ testimoniato, inoltre, dalle Linee, tracciate, dal 1959 al 1961, su rotoli di carta di varie lunghezze e poi racchiusi in scatole cilindriche, mentre il suo interesse per il corpo umano quale produttore di segni e tracce da impiegare in arte si concretizza nei Fiati d’artista e nelle scatolette di Merda d’artista.

L’unicità del percorso espositivo e’ data dalla presentazione, accanto all’ampia selezione del suo lavoro, del contesto storico-artistico in cui Manzoni e’ vissuto e con cui si e’ confrontato, mettendo cosi’ in evidenza il suo determinante contributo. Attraverso le opere di coloro che lo hanno influenzato, come Jean Fautrier, Alberto Burri e Lucio Fontana, o hanno avuto con lui importanti affinità come Enrico Castellani, Yves Klein, Heinz Mack e Robert Ryman, si ottiene un’inedita prospettiva del suo lavoro ed una maggiore comprensione delle scelte artistiche che lo rendono uno dei principali protagonisti dell’arte del XX secolo.

Inaugurazione sabato 19 maggio ore 19

MADRE – Museo d’Arte Donna Regina
via Settembrini, 79 – Napoli
Orario: dal lunedi’ al giovedi’ e domenica ore 10 – 21; venerdi’ e sabato ore 10 – 24; chiuso il martedi’
Biglietti: Intero: euro7; Ridotto: euro 3.50

IX edizione Napoli Strit festival

l Festival si svolge in 2 giorni (19-20 maggio), durante i quali la magia delle arti di strada – i colori del teatro, le acrobazie di attori clowneschi e spericolati, la raffinatezza dei poeti, le musiche di ogni angolo del mondo e danze e costumi da mozzare il fiato – sarà calata nel cuore della città, nelle piazze e i vicoli dei Decumani, per poi finire nello scenario dei parchi di periferia di San Giovanni e Teduccio e Scampia.

Nei giorni del Festival saranno rappresentate tutte – o quasi – le forme dell’arte. Artisti, gruppi e compagnie dal comprovato curriculum internazionale proverranno da ogni parte del mondo.

Per venire incontro al pubblico straniero, alcuni degli spettacoli dei gruppi che provengono da altri Paesi saranno mantenuti in lingua originale.
Per questa edizione saranno privilegiati quegli spettacoli e quelle rappresentazioni che hanno come oggetto il mistero, la magia, i miti e le tradizioni popolari.
Nello spirito di una immaginaria Città sociale, fondata sul principio di solidarietà, “Parchi piazze vicoli e misteri” propone uno spettacolo di Clown-One International (l’Associazione che fa capo al medico statunitense Patch Adams), i cui attori faranno visita ai bambini ricoverati all’Ospedale pediatrico Santobono nei giorni del Festival.
Una delle caratteristiche fondamentali del Festival è la sua capacità di coinvolgere il pubblico e trasformarlo in vari modi da semplice fruitore a protagonista. Le modalità con cui attuiamo questa forma di evento partecipato sono molteplici:
la costruzione dell’evento. In particolare, nei due parchi di periferia, saranno coinvolte le Associazioni presenti sul territorio;
la possibilità da parte degli artisti locali di proporre i propri spettacoli e le proprie performances, che potranno essere inserite nel programma generale dell’evento;
la possibilità, da parte dei napoletani, di interagire attivamente con il variopinto e multilingue mondo degli artisti di strada. Questo il calendario e le location del Festival:

sabato 19 – Centro Storico – Decumani ore 17-24
Tutte le piazze e i siti del Festival saranno ben identificabili grazie a un tema (o meglio un genere artistico) caratterizzante, ed alcune di esse saranno interamente affidate ad associazioni culturali che da anni lavorano sulla promozione di specifiche forme d’arte.

Le piazze e i vicoli avranno una loro segnaletica artistica che costituirà la linea di allestimento dell’intero Decumano. Sono anche previste suggestive installazioni di fuoco.
Queste le piazze e i luoghi del Festival: Piazzetta Nilo (Piazzetta dei Saltimbanchi), Piazza del Gesù (Piazza del Fuoco), Piazza San Domenico (Piazza dei Mimi), Via Benedetto Croce (Via dei Giocolieri), Cortile della Basilica di Santa Chiara (Cortile del Teatro), Piazza Banchi Nuovi (Piazza della Musica di strada), Piazza Santa Maria La Nova (Piazza delle Marionette).

Domenica 20 – Parco Scampia e Parco Taverna del Ferro ore 10.00 -13.00 e 17.00 – 20.00
È soprattutto ai bambini, e naturalmente ai loro genitori, che è dedicato questo giorno del Festival. Oltre trenta spettacoli delle più significative forme di arte di strada saranno il collante che terrà unita l’intera giornata, che comincerà di mattina con gli studenti delle scuole. Saranno loro i protagonisti della grande caccia al tesoro che avrà per tema i misteri e le leggende legate all’incontro del sommo poeta Virgilio con la città di Napoli. La parte finale della caccia al tesoro si svolgerà infatti proprio nei due parchi, e sarà animata dagli attori del Festival. Poi, sempre in mattinata, partirà la programmazione degli spettacoli. Saranno almeno trenta i gruppi e gli artisti che si esibiranno nei due parchi. Inoltre, grande spazio sarà offerto alle proposte delle Associazioni dei due quartieri. Anche nei parchi sono previste suggestive installazioni di fuoco.
La città sociale
Che cos’è una città sociale? E quale sarebbe la festa, anzi il Festival di una città siffatta? La Città Sociale che lo Strit Festival s’immagina si fonda sulla consapevolezza della disuguaglianza che la vita di una città, di qualsiasi grande città, produce.
La città è il luogo dove forse più voracemente si consumano uomini e merci e si producono rifiuti di ogni genere, anche umani, perché si stanno trasformando sempre di più nelle grandi arene della competizione, dove convivono vincitori e sconfitti. Gli sconfitti delle grandi città sono gli emarginati, i poveri, i senza fissa dimora, i bambini o i malati o i più vecchi o tutti quanti rischiano ogni giorno di essere schiacciati dalla città che tritura tutto.
La Città Sociale è un luogo che nel suo insieme prende coscienza di questo sistema diseguale e se ne fa carico, ognuno nel suo piccolo contribuendo anche col solo capire ad andare oltre questa prospettiva, a cercare soluzioni alternative. Il festival di una città sì immaginata, dove solidarietà non è solo distante pietismo ma tentativo di condivisione, non può che avvenire per strada, dove tutti appaiamo uguali, respiriamo la stessa aria, camminiamo sugli stessi marciapiede. Ma la paura e le debolezze spingono donne e uomini lontano anche dalla strada, per questo lo Strit Festival cerca di spostarsi verso quegli nascosti angoli di mondo traboccanti di vita e spesso di solitudine dove si rifugiano o sono spinti gli esclusi che le nostre città producono

Ena Villani

Koine’ 2

Il punto di partenza ad ogni artista che le sta di fronte trepidante, inquieto, eccitato come alla vigilia di ogni viaggio, lungo o breve che sia, la tela bianca sembra dire: e’ da lei che si parte. Ma a ben riflettere non e’ cosi’. Quello della tela intatta e’ una sfida rivolta all’artista che l’accetta per obbedire al demone delle sue urgenze espressive. Quelle di Ena Villani si esprimono nel figurativo moderno, lo preferisce all’astrazione. Del resto si sa che la soggettività e l’originalità dell’espressione sono comunque fatte salve.

Nemmeno piu’ la fotografia viene intesa come testimonianza oggettiva.

Della realtà, connotata com’e’ da tutta una serie di scelte soggettive: la scelta del soggetto da ritrarre, i modi e i tempi dell’esposizione, la luce, il colore. Il pittore ancor piu’ del fotografo trasfigura la realtà, la legge in chiave assolutamente personale. Lo stesso soggetto anche se ritratto piu’ volte non dà luogo a una serie di copie, e’ e resta, un evento ossia un qualcosa di unico e irripetibile.

Il bianco della tela si arrende alla dolce prepotenza delle forme e dei colori e si trasforma nel Figlio generato dalla grande Madre, la creatività che si fa veicolo dei goyeschi ”sonni della ragione”, li fissa e li sottrae alla avara durata del tempo tiranno prolungandone la vita.

L’emozione di un istante si addensa nella concrezione materiale del quadro, diviene ricordo oggettivato, memoria durevole della scintilla amorosa che lo ha generato e che stenta a staccarsi dalla sua creatura,una volta che l’ispirazione, breve e intensa luce di cometa, ha generato una nuova vita. Eppure il dolore del distacco viene lenito dal pensiero che il prodotto d’arte e’ un dono che l’artista fa di se’ agli altri. Il Regista invisibile che regola in lui i moti dell’anima e del corpo vuole cosi’.

Ena ha imparato a interpretarne la volontà con il passare degli anni in cui, incredula, ha visto comporsi sulla tela il disordinato ribollire delle sue emozioni. Aneliti e rinunce, passioni e ricordi, pulsioni irrefrenabili a stento contenute da pause riflessive, ricerca di assoluto e inevitabile patteggiamenti con i compromessi quotidiani, schegge impazzite di vita corrono verso la tela e li’ si ricompongono. Una metamorfosi che ha in se’ qualcosa di magico: da miscela esplosiva diviene forza positiva e si riversa ora pacatamente ora in maniera febbrile nelle forme, nei colori, nei volumi, nelle ombre.

Ogni volta che le lascia partire. ANGELO OTERO, 2007

Inaugurazione ore 18.30

Libreria Evaluna
Piazza Bellini, 72 – Napoli
Orario: 10.30 /14.00 – 19.00/23.00
Ingresso libero