Il Museo Mineralogico Campano in occasione dell’annuale partecipazione alla manifestazione internazionale “La Nuit des Muse’es” organizzata dal Ministero della Cultura della Repubblica Francese apre la collezione mineralogica e gli spazi del museo a Turn to Stone, a cura di Maria Giovanna Mancini.
Le pietre e le rocce diventano in senso simbolico, emblema della terra, strumento di fascinazione onirica, rêverie cristallina e medium privilegiato della memoria. Gli artisti non sono stati invitati a lavorare con la roccia o con la pietra come materia plasmabile, ma a riflettere sulla natura del materiale: materia del suolo, oggetto millenario, gioiello, arma, condanna, oggetto di salvazione, di adorazione, e semplicemente pietra. Le forme dei minerali, perfettamente riconoscibili pongono, inoltre, il problema della natura della forma come forma geometrica – costruzione dell’uomo, come mimesi o come invenzione? – e della geometria stessa come disciplina naturale di descrizione del visibile.
Le opere sono esposte nelle stanze che già ospitano la collezione mineralogica e sono in stretto contatto fisico e visivo con gli oggetti della collezione. Come una nuova Wunderkammer la mostra si costituisce nel dialogo tra le opere degli artisti e i minerali e le pietre della collezione scientifica. L’interesse scientifico, come spinta alla conoscenza, e l’interesse artistico, anch’esso in un certo senso “cognitivo”, sono mossi dallo stesso senso della meraviglia, scriveva Adalgisa Lugli, che guida l’artista come lo scienziato al superamento dei limiti, scintilla necessaria per la ricerca e la sperimentazione.
Il titolo e’ stato suggerito dal testo di una canzone dei Siouxsie and the Banshees, nella quale ritmi orientali sono fusi a variazioni elettroniche in una costruzione sperimentale. L’imperativo del titolo di trasformarsi in pietra, ma anche di rivolgersi alla pietra, lungi dall’essere il risultato del catastrofico sguardo di Medusa, diventa un invito ad essere, come pietra, ovunque, millenaria presenza, ma anche preziosa rarità .
In mostra e’ presente, accanto ai cristalli e ai fossili, testimoni della sorprendente razionalità della natura, agli strumenti in pietra lavorata del Paleolitico e del Neolitico e ai minerali e ai cristalli artificiali prodotti, invece, dagli artisti, anche una sezione di riflessione sull’attualità della pietra come materiale per l’architettura, a cura di Fabrizio Tramontano, con il modello di una scala elicoidale autoportante (grazie alla precompressione della struttura), prodotto della ricerca sulla stereotomia e sulle applicazioni dei sistemi cad-cam al taglio della pietra dalla Facoltà di Architettura dell’Università di Bari. La didattica della pietra e’ una riflessione sulla possibilità connaturante dell’uso della pietra in architettura.
Turn to Stone e’ un osservatorio parziale, programmaticamente parziale, sulla pietra e sulla possibilità che l’arte ha di utilizzare ogni elemento del mondo, non esclusivamente come materia fisica, oggetto transizionale, ma come medium per affermare la sua stessa natura, per fare entrare in corto circuito la pietra, i rimandi e le evocazioni che il materiale stesso ha assunto, con il suo uso, nel corso della cultura.
Inaugurazione: sabato 19 maggio alle 21
Museo Mineralogico Campano
Via San Ciro 2 – Vico Equense
Orari: feriali 9-13 17-20, festivi 9-13, lunedi’ chiuso (possibile apertura per gruppi su prenotazione)
Ingresso libero