primo cafè-chantant d’Italia
Non conoscevo l’esistenza del Salone Margherita a Napoli, mi sono un pò documentata ed ho scoperto che negli anni della Belle Époque è stato uno dei capolinea del varietà internazionale, il secondo in ordine di costruzione e di importanza dopo Les Folies Bergère: ci sono passati Maurice Chevalier, Mistinguette, Ettore Petrolini. Il Salone Margherita, piccola sala circolare con due file di palchi, si trova al centro della cosiddetta crociera inferiore della Galleria Umberto I, il livello sotterraneo dell’imponente struttura progettata centodieci anni fa da Emanuele Rocco e voluta dal governo Depretis.
Dopo la seconda guerra mondiale si avviò verso un destino di decadenza che durò fino ai tardi anni ’70. Poi l’intera crociera inferiore venne chiusa al pubblico.
Ma soltanto il 28 novembre 1996, con l’appoggio del Comune di Napoli che è proprietario dei corridoi della crociera inferiore, Mauro Gioia riesce a convincere Renato Nicolini, assessore all’Identità della giunta Bassolino, a riaprire il Salone Margherita, debuttando con lo spettacolo Piedigrottagioia nel luogo per il quale è stato pensato. Nella buvette e nella sala da biliardo accanto al teatro, abbandonata da anni, vengono installati amplificatori che diffondono i brusii, registrati su nastro, di un pubblico che da decenni non esiste più. Dai palchi, invece che spettatori, si affacciano mobili: gli stessi che fino a poco tempo prima erano accatastati al centro del Salone, in anni recenti ridotto a deposito. Nella sala circolare, 98 poltroncine di legno.
Dopo due settimane di repliche, il Salone Margherita chiude di nuovo. Il Salone è proprietà di un commerciante della Galleria, ma i corridoi sono considerati strade comunali. Sponsor privati potrebbero finanziare il restauro, il Comune potrebbe garantire la gestione e i servizi. Secondo me lo spazio, che si trova a pochi passi dal Teatro San Carlo, dovrebbe essere destinato soprattutto alla danza: se le tournée dei grandi danzatori moderni escludono sistematicamente la città , è soprattutto perché non c’è un posto nel quale esibirsi. Il Salone Margherita, con lo spazio circolare e la doppia fila di palchi, è il luogo ideale.
Ma ahimè oggi il Salone Margherita ed il Barbaro Cafè sono diventati locali cult dell’intrattenimento di qualità a Napoli. Il Cafè – Restaurant si sviluppa nell’antico foyer concepito come spazio polifunzionale, food, entertainment, & shopping. Si articola su tre livelli mantenendo la struttura architettonica originale con raffinati interventi d’ispirazione neoclassica lasciando ben poco al complesso e alla funzione originaria del luogo.