Archive | maggio, 2007

primo cafè-chantant d’Italia

Non conoscevo l’esistenza del Salone Margherita a Napoli, mi sono un pò documentata ed ho scoperto che negli anni della Belle Époque è stato uno dei capolinea del varietà internazionale, il secondo in ordine di costruzione e di importanza dopo Les Folies Bergère: ci sono passati Maurice Chevalier, Mistinguette, Ettore Petrolini. Il Salone Margherita, piccola sala circolare con due file di palchi, si trova al centro della cosiddetta crociera inferiore della Galleria Umberto I, il livello sotterraneo dell’imponente struttura progettata centodieci anni fa da Emanuele Rocco e voluta dal governo Depretis.

Dopo la seconda guerra mondiale si avviò verso un destino di decadenza che durò fino ai tardi anni ’70. Poi l’intera crociera inferiore venne chiusa al pubblico.

Ma soltanto il 28 novembre 1996, con l’appoggio del Comune di Napoli che è proprietario dei corridoi della crociera inferiore, Mauro Gioia riesce a convincere Renato Nicolini, assessore all’Identità della giunta Bassolino, a riaprire il Salone Margherita, debuttando con lo spettacolo Piedigrottagioia nel luogo per il quale è stato pensato. Nella buvette e nella sala da biliardo accanto al teatro, abbandonata da anni, vengono installati amplificatori che diffondono i brusii, registrati su nastro, di un pubblico che da decenni non esiste più. Dai palchi, invece che spettatori, si affacciano mobili: gli stessi che fino a poco tempo prima erano accatastati al centro del Salone, in anni recenti ridotto a deposito. Nella sala circolare, 98 poltroncine di legno.

Dopo due settimane di repliche, il Salone Margherita chiude di nuovo. Il Salone è proprietà di un commerciante della Galleria, ma i corridoi sono considerati strade comunali. Sponsor privati potrebbero finanziare il restauro, il Comune potrebbe garantire la gestione e i servizi. Secondo me lo spazio, che si trova a pochi passi dal Teatro San Carlo, dovrebbe essere destinato soprattutto alla danza: se le tournée dei grandi danzatori moderni escludono sistematicamente la città, è soprattutto perché non c’è un posto nel quale esibirsi. Il Salone Margherita, con lo spazio circolare e la doppia fila di palchi, è il luogo ideale.

Ma ahimè oggi il Salone Margherita ed il Barbaro Cafè sono diventati locali cult dell’intrattenimento di qualità a Napoli. Il Cafè – Restaurant si sviluppa nell’antico foyer concepito come spazio polifunzionale, food, entertainment, & shopping. Si articola su tre livelli mantenendo la struttura architettonica originale con raffinati interventi d’ispirazione neoclassica lasciando ben poco al complesso e alla funzione originaria del luogo.

Fernando Garbellotto

Illimiti frattali

La Galleria d’Arte Moderna di Napoli diretta da Pino Cinquegrana, presenta da giovedi’ 31 maggio fino al 15 luglio la mostra personale illimiti frattali di Fernando Garbellotto. L’esposizione, accompagnata dal catalogo a cura di Toni Toniato, critico d’arte e curatore, esplora la natura dei frattali, figure appartenenti alla nuove geometrie non euclidee teorizzate a partire dagli anni settanta dal matematico tedesco Benoît Mandelbrot.

I frattali rappresentano da quasi un ventennio il campo di ricerca di Garbellotto che, nel suo percorso piu’ recente ha scoperto l’uso della gommapiuma rivestita e trattenuta dalla tela dipinta per creare dei corpi che interpretano il significato dei frattali nella tridimensionalità dello spazio. Le opere saranno le protagoniste del nuovo inedito allestimento alla Galleria d’Arte Moderna.

L’artista ha individuato la -particolarità frattale- della gommapiuma nella sua -caratteristica unica-, ovvero nel rappresentare un volume variabile. Per Garbellotto -se esercitiamo una pressione sulla gommapiuma siamo in grado di creare il -vuoto- ove prima c’era il -pieno-. Se poi allentiamo la pressione realizziamo l’operazione contraria creando il pieno ove c’era il vuoto-

I corpi/sculture sono appesi alle pareti in modo disordinato, caotico: -disposizione questa che- afferma l’artista- alla luce delle conoscenze della fisica appare quella statisticamente piu’ probabile e in grado di contenere il maggior numero di informazioni-. Creando un sistema energetico chiuso ma non isolato, la parete della galleria e’ in grado di interagire con altri campi energetici circostanti.

Inaugurazione, giovedi’ 31 maggio alle ore 18

Galleria d’Arte Moderna
Via Francesco Crispi 31, Napoli
Aperta tutti i giorni, esclusi sabato e domenica, dalle 10.30-13.00 16.30-19.30

Artèteka al Kestè

Giovedì 31 maggio presso la sede dell’associazione, il Kestè, si terrà la prima riunione pubblica di Artèteka.L’associazione vuole in questo modo stimolare lo spirito associativo tra le forze produttive, gli abitanti e gli utenti in genere del certo antico di Napoli, al fine di poter collaborare e portare avanti progetti volti al miglioramento delle condizioni socio ambientali del centro antico. Promuoverne una concreta riqualificazione per tornare ad una vivibilità degli spazi comuni andati perduti. L’incontro svilupperà i seguenti punti:-presentazione dell’associazione agli ospiti.

-illustrazione dei progetti in corso e dei progetti da realizzare nel breve e nel medio tempo.

-lancio della campagna associativa e di sostegno 2007.

Saranno presentati i progetti:

-La seconda giornata della semina a Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli.

-Adotta la piazza.

-Riviviamo largo banchi nuovi.

-Le piccole notti in bianco.

 

Sono invitati a partecipare tutti i soggetti, le associazioni, gli imprenditori, i locali notturni e le istituzioni che credono nella possibilità di un cambiamento fondato sulla forza della collaborazione e del lavoro di gruppo.Una riunione a politica, che vuole usare la politica come strumento, come mezzo per il raggiunfìgimento degli scopi societari.

 La riunione avrà inizio alle ore 20:30 per permettere ai commercianti e a tutti di prendere parte ad un incontro che sarà il primo di tanti a cadenza settimanale, il prossimo è già fissato per il 5 giuno, mentre il 10 si terrà la seconda giornata della semina.

Una costanza di lavoro, una determinazione nel voler cambiare la condizione in cui verte il centro storico di Napoli ormai da troppi anni.L’associazione ha scelto alla sua nascita, nell’ottobre 2004, come sede il kestè, per poter avere una sede in piazza, sempre a disposizione, sempre aperta, tra la gente.

 

Kestè, Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli 27. 0815513984. Informazioni ai numeri

3490973609-3287817022-3496155661-3351009195

www.arteteka.net

Occhi ad Oriente

”Occhi ad oriente” e’ il nome dell’opera realizzata dall’artista Rosaria Iazzetta, e dai giovani della scuola media statale. Errico Pascoli, Viale delle Galassie 2, area Secondigliano in Napoli. Dopo un work-shop lungo, tenutosi nell’anno scolastico 2006-2007, un ‘ opera fotografica straordinaria e di grandi dimensioni sara’ inaugurata il giorno 30 maggio 2007 alle ore 16:00 nello stesso presidio scolastico, e potra’ essere visitabile in tutti gli orari scolastici, e non, previo appuntamento,poiche’ l’opera sara’ installata in via permanente, ed entrera’ a far parte del circuito Artoteca.

Le -artoteca-, aperte al pubblico con una manifestazione nel mese di maggio 2005 presso il Museo Archeologico di Napoli, rappresentano un circuito di scuole in cui artisti ed alunni hanno, insieme, realizzato opere ibride, che diventano poi una collezione diffusa sul territorio. Il progetto -artoteca- e` un progetto -in divenire-, costruito con una struttura modulare, dove ogni modulo e` un segmento progettuale autonomo che porta un artista in una scuola.

Cio` ha sia lo scopo di creare un circuito di promozione, valorizzazione e tutela che parta dalle scuole, sia quello di innestare percorsi formativi di creativita`. L’ artista Rosaria Iazzetta, dopo la pluriennale esperienza in terre d’oriente, ha mixato in maniera profondamente creativa, l’aspirazione dei giovani e dei meno giovani, nei confronti dei miti covati dentro, che da sempre evochiamo, inconscientemente ed incondizionatamente.

qui di seguito il suo dire:
”Rimaniamo occidentali dentro all’anima, ma ci trasformiamo con gli occhi a mandorla all’occorenza; Identifichiamo ad oriente il sole, solo se abbiamo steso i panni in quella direzione. Li obblighiamo ad ascigarsi per il fatto che da li’ci aspettiamo le cose, per poi mostrarci a vesti fresche e pronte all’Occidente,fino ad arrivare a quell’occidente fatto di strisce e stelle. Gli uni necessitano degli altri, qualcuno prima di me diceva, e non sapendo, col tempo si sono resi conto di quanto gli uni sono diventati piu’ forti degli altri, per sentire e percepire.

Pare adesso, quando il mondo cresceva con un manga giapponese diventato televisivo, senza nemmeno sapere da dove venisse, ma per senso di patriottismo razzista, ci aspettavamo che avesse come regista uno staff americano. Ora lo shatsu lo praticano in tanti senza nemmeno sapere se converrebbe mangiarlo o non, il tofu lo digeriscono meglio, anche senza averlo ingerito, e del the’ si sa’ che fa’ bene al cuore se non altro per le pubblicita’,che incoscienti animavano le menti di chi di deficienza cresceva. Kaori e’ morta con la philadelhia tra le braccia,e Mila e Shila travolte da un pallone impazzito nella sua potenza. Oltre oceano il pensiero si assottiglia, per una questione di amor proprio, e se Hello Speank rimane la canzoncina che si alterna nei bimbi alle canzoni neomelodiche, vuol dire che oltre tutto il Nintendo di ultima generazione coinvolge il sentire occidentale, lo condiziona aldila’ delle sue condizioni; E’ quando il mondo percepisce senza rendersene conto, e’ li che il senso di schiavizzazione si appropria della liberta’ individuale, si inserisce nel tessuto storico sociale della propria cultura, e crea miti col futon, anche se i letti sono dalla storia romana, i piu comodi per l’amore e per il riposo, e da’ li’ che poi percepiamo il benessere solo se accendiamo l’incenso shiatsimidaru nella stanza, al posto della lavanda classica tipica della macchia mediterranea. Tutto diventa opacizzato, ai nostri occhi e incominciamo a capire che credere in altro, in particolar modo in altro lontano dal nostro vivere, sia meglio o straordinariamente adatto al nostro benessere psico-fisico.

Dimentichiamo che per coerenza viviamo in un mondo camorristicamente diverso, e che per tanto e’ importante sognare altro,ma che questo altro sia ingrado di aiutarci a mettere in pratica il vigore nostrano, importante e fondamentale per la realizzazione dei cambiamenti planetari”.
Rosaria Iazzetta

Inaugurazione ore 16

S.M.S. Errico Pascoli
viale delle Galassie, 2 – Napoli
Orario: orari di apertura della scuola

Massimo Latte… Rosso Immanenza

Mercoledi’ 30 Maggio alle ore 19,30 presso la Changing Role Home Gallery inaugura Rosso Immanenza, mostra personale del napoletano Massimo Latte.

Tele monocrome rosso lacca o bitume formano l’ultimo corpo di lavori di Massimo Latte, che dopo il periodo pittorico dell’azzurro oltremarino approda ad una sempre piu’ marcata ricerca di astrazione. Lontano dall’idea di -racconto-, Latte giunge ad un totale abbandono di qualsiasi motivo di narrativita’, superando anche la liricita’ del passato.

Dopo la totale dispersione delle forme, il valore dell’opera risiede esclusivamente nel colore. Le campiture invado la tela superandone i meri confini fisici, e come in una sinfonia musicale, l’equilibrio tra i pieni e i vuoti – tra il suono e le pause – determina l’armonia dell’opera. Il concetto impressionista di serialita’ si raffina in Latte al punto tale da divenire un esercizio di astrazione, stiamo parlando infatti della ripetizione ossessiva di un soggetto astratto: il puro COLORE. Tale esercizio di serialita’ pero’ non si allontana dalla sua motivazione di base: la rappresentazione del sentimento del tempo e del muoversi cosm ico di ogni cosa.

Un colore appunto -immanente-, concreto, la cui composizione e’ empiricamente raggiunta dall’artsita richiamando alla mente quell’idea/ideale dell’artsita-alchimista. L’artigianalita’ infatti e’ un aspetto importante della sua ricerca, la scelta dei colori deriva anche dalla loro composizione chimica: il rosso di cadmio, di origine metallica, e ancor di piu’ il bitume, che con la sua apparenza densa e insieme oleosa, color terra bruciata, lo affascina perche’ e’ un pigmento di origine fossile.

–forma al colore e colore alla forma come due movimenti di uno stesso divenire, come le onde dell’oceano–

La mostra sarà visitabile fino al 15 luglio dal martedi’ al venerdi’ su appuntamento

Inaugurazione 30 maggio ore 19.30
Si esibiranno durante il vernissage i Ringe Ringe Raja

Changing Role Home Gallery
via Foria 106 Napoli
dal martedi’ al venerdi’ su appuntamento

Simon Keenleyside

The Uninhabited

La Blindarte contemporanea e’ lieta di annunciare la personale The Uninhabited di Simon Keenleyside in galleria dal 29 maggio al 30 settembre 2007. L’artista inglese presenta in galleria nuove pitture di grandi dimensioni.

Il tema centrale delle opere di Keenleyside continuano ad essere i paesaggi dei luoghi in cui e’ cresciuto, i luoghi della sua infanzia: l’Essex in Inghilterra. Sono luoghi periferici, a volte considerati marginali, dove molti, cosi’ come l’artista durante la sua infanzia e adolescenza, hanno trovato e ancora oggi trovano rifugio.

L’artista ritrae questi luoghi con una sorprendente capacità di svelare il mistero e gli intrighi che li circondano, evocando attraverso i suoi dipinti non soltanto luoghi fisici, ma anche stati mentali, desideri ed ansie che lo hanno accompagnato durante i percorsi alla scoperta del territorio e che continua a rivivere anche oggi.

I paesaggi di Keenleyside, a metà tra l’onirico e la realtà, sono caratterizzati da una pittura che supera la materia e diviene essa stessa paesaggio. Dietro una apparente innocenza fiabesca si nasconde una forte capacità della pittura di ricondurre, attraverso le esperienze private dell’artista, alle emozioni infantili piu’ recondite rivivendone le emozioni.

Simon Keenleyside ha esposto in numerosi spazi espositivi e gallerie come la Rokeby di Londra, la Mogadishni di Copenhagen, Studio Cannaviello di Milano, Standpoint di Londra, Taka Ishii di Tokyo, Moti Hasson Gallery di New York. Nel 2002, terminati gli studi al Royal College of Art di Londra, ha vinto il BOC Emerging Artist Award e nel 2004 il Lexmark European Art Prize. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni come la BOC group, Comme des Garcons, Hiscox, Marsh Mclennan, Mario Testino, Blindarte.

Inaugurazione: martedi’ 29 maggio 2007 alle 19 Blindarte Contemporanea
Via Caio Duilio 4d – Napoli
Orari: da lunedi’ a venerdi’ 10-13 16-19 Ingresso gratuito

Brian Eno

7 Million Paintings for Naples

In occasione della XIII edizione di Maggio dei Monumenti 2007 La Grotta di Seiano – sito archeologico di Pausylipon discesa Coroglio-Napoli – ospita la performance multimediale ” 77 Million Paintings for Naples” del poliedrico artista visivo Brian Eno.

L’installazione audiovisiva 77 Million Paintings for Naples, creata da uno dei piu’ geniali musicisti e sperimentatori d’arte dei nostri tempi, si avvale delle straordinarie possibilità di un particolare software l’Intel Integrated Performance Primitives per Apple, in grado di selezionare e combinare 300 immagini create da Brian Eno nell’arco degli ultimi vent’anni della sua attività di ricerca. 77 Million e’ infatti il numero delle possibili combinazioni di immagini generate dal software.

L’alchimia di suoni e luci di 77 Million Paintings for Naples mette simbolicamente in luce le infinite possibilità di una città, Napoli, divisa tra antico e moderno, innovazione e tradizione, bene e male. Attraverso l’installazione di Brian Eno, si intende legittimare il Nuovo nell’Antico e ri-leggittimare l’Antico nel Nuovo, attraverso un luogo simbolo pieni di mistero di una Naples/Napoli/Partenope/Neapolis, in tema con il Maggio dei Monumenti 2007. Geometria, musica e pittura si aprono cosi’ con l’artista sull’orizzonte di una sconfinata virtualità creativa, per raccontare in modo “nuovo” l’uomo “nuovo” del Ventunesimo secolo.

“Quando ho iniziato a lavorare su progetti visivi – racconta l’artista – volevo realmente realizzare dipinti che fossero piu’ simili alla musica. Cio’ significava realizzare opere visive che potessero mutare molto lentamente”. Da circa 25 anni, Eno scolpisce e piega alla propria volontà la luce fino a creare dipinti viventi, organizzando gallerie in tutto il mondo con televisori modificati, proiettori programmati e sculture di luce tridimensionali

Il progetto 77 Million Paintings e’ stato presentato in Giappone e nella Biennale di Venezia 2006. A Napoli, in occasione del Maggio dei Monumenti 2007.

“77 Million Paintings” e’ il Grande Evento multimediale del Maggio dei Monumenti 2007 dedicato ai Misteri di Napoli. Utilizza la capacità di un particolare processore di generare combinazioni visive uniche, a partire da disegni e dipinti originali creati da Brian Eno; funziona come un generatore completamente casuale, rendendo virtualmente infinite le possibilità del “seme”.
“77 Million Paintings for Naples” di Brian Eno legittima il Nuovo nell’Antico e l’Antico nel Nuovo.
Luogo simbolo di una Napoli antica e moderna e’ la Grotta di Seiano, nell’immaginario collettivo luogo che rappresenta un insieme di bellezza e paura, buio e luce-palestra del sommo poeta dell’antichità Publio Marone Virgilio.
Questi i fondamenti del progetto voluto dal curatore e che Brian Eno ha sposato per Napoli, a suo vedere città fortemente simbolica dalle infinite possibilità.

28 maggio – 3 giugno
ore 10.00-19.00
ingresso libero

Grotta di Seiano Sito Archeologico di Pausylipon
Discesa Coroglio Napoli

Alviero e Mauro Vaccai

La Vita tra Eros e Agape

Due artisti toscani, Aviero e Vaccai, si sono misurati sul tema delle passioni, dei miti e degli eroi. Dal loro incontro sono nate sculture proiettate in dimensioni oniriche, ma con precisi riferimenti alla realtà. Sculture di forme e materiali diversi, adesso raccolte nella mostra La Vita tra Eros e Agape, organizzata nel Complesso Museale di Santa Chiara, a Napoli, dall’Associazione Oltre il Chiostro, in collaborazione con la Galleria MOdenArte. Inoltre, scritti a quattro mani dai due curatori – Giampaolo Trotta e Maurizio Vanni – sono nati anche due libri, che narrano, insieme alla storie delle opere, il racconto dell’uomo-artista che si mette a nudo attraverso il proprio lavoro.

Il tema conduttore della vita e dell’etica ad essa correlata rappresenterà il file rouge per la presentazione, nel corso dell’inaugurazione, del libro La vita tra invenzione e senso. Per una teoresi della bioetica a cura di Paolo Becchi e Pasquale Giustiniani. Interverranno alla presentazione Antimo Cesaro docente di Scienze e Filosofia politica, Pasquale Giustiniani docente di Filosofia teoretica, Giuseppe Limone docente di Filosofia del diritto e della politica e Giuseppe Reale Presidente dell’Associazione Oltre il Chiostro.

I due scultori fanno della manualità e del rapporto viscerale con la materia una ragione di vita. La passione accomuna entrambi in quanto artisti sanguigni, che non concedono quasi nulla al solo dato estetico, ma cercano un rapporto diretto con il mondo sensibile.

La passione, in quanto sofferenza interiore, collegata ai disagi provati da persone sensibili di fronte alle ingiustizie dell’umanità, e’ un altro elemento che caratterizza entrambi: in molte loro opere e’ come se la materia prendesse forma sotto la spinta di una forza interiore in atto ad esorcizzare un malessere profondo. In alcuni casi l’amore per l’arte e per la vita trasforma la passione in emozione e in forza comunicativa.
Anche il mito unisce entrambi gli artisti: Vaccai e’ partito dalla conoscenza mitologica, dallo studio dei miti della Grecia classica fino ad arrivare ad annullare il dato fenomenico per raccontare una verità, talvolta, piu’ reale della stessa realtà.

Inaugurazione: 25 maggio 2007 – ore 17.30

Complesso Museale di Santa Chiara
via S. Chiara, 49/c -Napoli
Orario: Feriali dalle 9.30 alle 17.30, Festivi dalle 9.30 alle 14
Ingresso con biglietto del museo

H.H. Lim… Parole

Il percorso di Lim si caratterizza in modo particolarmente sfaccettato e polivalente in una interagenza tra le tracce del mondo occidentale telematico e informatizzato e i reperti visivi di spazi orientali. La sua ricerca si pone in alternativa sia rispetto alla rigidità e perentorietà delle esperienze processuali, che ai mezzi artistico-estetici largamente smaterializzati delle aree neoconcettuali, operando su un piano di flessibilità e condivisibilità verso le dinamiche del reale. Mentre l’-arte impegnata- racconta la Storia e filosofeggia sull’etica, Lim favoleggia di Buddha, guardiani di templi, di parole mute che non esprimono altro se non la loro naturalità vertiginosa, al limite della espressione semantica, o la loro pagana riproposizione.

Che cosa l’artista cino-malese narra veramente lo si capisce dalla ambivalenza con cui traccia scritte rovesciate senza comunicare un pensiero organico: dal fatto che le nostre fantasie di associazioni sono suggerite, piu’ che da discorsi strutturati, da motti brevi e sibillini. Si tratta di frasi prelevate dalle fucine mediatiche (giornali, insegne, ecc.), spesso accostate o sovrapposte a raffigurazioni di divinità buddiste, macchine belliche e figure orientali. Sono frasi che marcano una ambiguità semantica, votate al limite di un doppio contestuale.
La dimensione comunicativa dei media implica spesso un voler rapidamente transitare verso cio’ che e’ utile e funziona, impedisce di indugiare, porta a vedere l’intera esistenza come un frettoloso presente sotto l’assillo del bisogno e dell’efficienza. L’immagine-gesto di Lim invece e’ indugiante, intransitivo, porta a godere del segno e del rimando, ad accogliere i confini del paradosso e dell’ironia.

Nelle opere Parole, spesso, una figura maschile disegnata su pannelli neri, compie alcuni gesti delle mani seguendo quei movimenti codificati dal linguaggio gestuale dei sordomuti. Qui il significante diviene un puro suono, una pura traccia grafica che continua a sfuggire, ovvero che non e’ riferibile a una logica dell’informazione e si limita a supporre una serie di possibilità associative. Tutta la struttura si basa su un gioco di rapporti e sovrapposizioni di significante e contenuto, tra scritte rovesciate scavate nel gesso e il contesto allusivo-descrittivo dell’immagine di fondo. Lim elimina il riferimento diretto al connotato intuitivo, il rispecchiamento, di una disposizione della mente e dell’anima, ad una equazione formale. Predilige una allusione che va oltre l’opera, ma da cui l’opera dipende e in questo suo dipendere si descrive.

Inaugurazione ore 19

Area 24 artGallery

via Ferrara 4 , Napoli

Orario: dal martedi’ al venerdi’ ore 17,30-20,00 e su appuntamento. Festivi chiuso.
Ingresso libero

Renato Barisani

-Organismi astratti- e’ il titolo della mostra che la Picagallery dedica, con 16 quadri realizzati tra il 1991 e il 2006, ad un maestro dell’arte moderna italiana.

In un percorso artistico iniziato da Barisani negli anni quaranta, prosegue inesauribile dal 1984 il periodo pittorico, definito dallo stesso artista, di astrazione organica, rivelandosi inusitatamente in soluzioni sempre nuove.

Sarà presentato un multimediale interattivo realizzato per l’occasione, con immagini delle opere di Renato Barisani e una rassegna critica.

Inaugurazione alle ore 18.00 di venerdi’ 25 Maggio

Picagallery
via Vetriera 16, 80132 Napoli

You have not been honest

‘You have not been honest’ e’ una mostra assolutamente innovativa di film e video britannici che sara’ inaugurata in anteprima mondiale al MADRE, il 24 maggio 2007. You have not been honest propone il lavoro di una generazione di artisti contemporanei che utilizzano le strutture del documentario e del film narrativo con finalita’ inedite. In molti casi, le opere coinvolgono lo spettatore in uno spazio personale e soggettivo, che coniuga influenze diverse: cinema, filmati amatoriali, notiziari e immagini di repertorio. I soggetti spaziano da ritratti intimi, che ci immergono in ambienti domestici, a prospettive narrative apparentemente obiettive che confondono i confini tra la verita’ filtrata attraverso la telecamera e la realta’ effettiva.

You have not been honest e’ un refrain tratto dal film P.S., realizzato nel 2002 da Margaret Salmon.
P.S., come tutti i film della mostra, a’ al tempo stesso documentario e fiction. Con la scelta di questo titolo si e’ voluto evocare l’atmosfera della mostra e le diverse preoccupazioni che animano gli artisti. Sincerita’, onesta’ e falsita’ sono tutti concetti rappresentati in questi film, dall’impulso narrativo all’espediente estetico e al testo parlato. Per alcuni di questi artisti il filmmaking non rappresenta l’attivita’ principale; introducono quindi influenze diverse nella loro esplorazione della capacita’ del film e del video di giocare con lo spazio e con il tempo, con il suono e con l’immagine in movimento.

You have not been honest occupa due piani del museo con le opere di 12 artisti e sara’ la piu’ grande presentazione di film e video britannici organizzata in Europa negli ultimi anni. La gamma variegata di voci, tecniche e approcci denota chiaramente l’avvento di una nuova generazione, successiva alla Young British Art.

Molti artisti sono stati selezionati per due importanti mostre antologiche nel Regno Unito, la Tate Triennial 2006 (Bronstein, Fowler, Gander, Martin and The Otolith Group) e la British Art Show 6, 2005/06 (Collins, Hiorns, Nashashibi and Skaer). Phil Collins e’ stato candidato lo scorso anno al Turner Prize mentre Rosalind Nashashibi e Lucy Skaer sono state scelte per il Padiglione scozzese a Venezia nel 2007, dopo la presentazione di Cathy Wilkes nel 2005. Margaret Salmon ha vinto nel 2006 la prima edizione del MaxMara Art Prize for Women.

Inaugurazione 24 maggio ore 19

MADRE – Museo d’Arte Donna Regina
Via Luigi Settembrini 79 Napoli
Orario: dal lunedi’ al giovedi’ e domenica ore 10.00 – 21.00, venerdi’ e sabato ore 10.00 – 24.00 chiuso il martedi’
Ingresso: Intero: – 7.00, Ridotto: – 3.50

Around Europe 2006…al Kestè

La Oceanus, associazione che da anni si occupa della tutela dei mammiferi girando per tutti i mari del globo, presenta un diario di bordo visivo, 30 scatti che raccontano momenti unici, legami nati da un incontro in mare aperto con mammiferi dalla sensibilità commovente. Le foto, selezionate tra mille e più scatti raccolti durante i quindicimila chilometri fra il mar Mediterraneo e l’oceano Atlantico, sembrano volerci raccontare i segreti di delfini e balene, rivelarci i misteri di profondità abissali, riportarci a quell’elemento, l’acqua, che per primo tutti noi abbiamo conosciuto. Ricordarci quanta quiete si trova nel silenzio attraverso gli sguardi inspiegabili di animali da sempre protagonisti di miti e leggende.

 

Oggi rischiano di diventare essi stessi favole e leggende: lo sfruttamento sconsiderato delle risorse del mare riduce sempre di più il numero di questi animali ed i loro spazi vitali, e prenderne coscienza è un dovere di tutti.

 

 

L’ expo itinerante che coinvolgerà anche le comunità e le associazioni culturali locali d’Italia si ferma a Napoli sino al 13 giugno per poi ripartire per una nuova destinazione. La Oceanus ha scelto infatti di essere presente non solo nelle sedi preposte allo studio ed alla salvaguardia dell’ambiente, ma soprattutto di portare

 

l’ opera di divulgazione in contesti diversi e normalmente non vicini alle problematiche ambientali.

 

 

L’intento della rassegna fotografica è di creare una consapevolezza maggiore sull’importanza dei mammiferi marini, animali fortemente sensibili alle variazioni ambientali di diversa origine e natura, tanto da poter essere considerati fra i maggiori indicatori dello stato di salute dei nostri mari.

 

www.oceanus.it

Sabato 26 maggio

dalle ore 20:30

presso il Kestè Napoli