Archive | aprile, 2007

Eroi…Come noi?!

Eroi. Parlarne oggi puo’ sembrare fuori luogo, ingenuo, al massimo romantico. Ma siamo davvero passati oltre, e’ giá finita l’era degli eroi? Il contesto classico in cui l’eroe si muoveva, era la guerra: scontri fra uomini che si guardavano in faccia, che si uccidevano a vicenda, ma che sapevano ancora con chi avevano a che fare.

Che le guerre di oggigiorno non siano piú un terreno per trasformarsi in eroi, lo aveva giá intuito lo scrittore tedesco Ernst Juenger nel definire le due guerre mondiali Materialschlachten – battaglie di materiale – ad intendere quanto poco valga la vita di un singolo essere umano in un’ epoca in cui si utilizzano delle anonime tecniche di sterminio.

Le guerre dell’inizio di questo millennio, senza fronti, ne’ nemici o alleati, senza differenza fra combattenti e civili, guerre nelle quali un grattacielo o un treno pendolare possono trasformarsi in un campo di battaglia, ci fanno rivalutare le parole di Bertolt Brecht: “Felice il paese che non ha bisogno di eroi”!

Non e’ solo per questo che la sociologia moderna definisce la nostra epoca come “post eroica”. In un momento storico nel quale l’individuo conta poco, cresce il bisogno di sviluppare strategie di gruppo. Il “noi” diventa sempre piú importante e anche nelle grandi aziende si lavora ormai in gruppo: e’ finito il tempo delle rigide piramidi gerarchiche, con in cima uno pseudo-eroe, il grande direttore che decide, istruisce, benedice o punisce

Nonostante ció, la stessa sociologia ci insegna che l’essere umano ha bisogno di modelli da seguire. Cosí i protoganisti del cinema, della televisione o dello sport sostituiscono gli eroi di una volta. Per chi non si accontenta dei “famosi”, in delirio post coloniale, si creano dei protagonisti che sembrano degli ibridi di culture lontanissime -nel tempo e nello spazio-, ibridi legati al mito, alle diverse religioni o addirittura alla fantascienza, a figure, dunque, che nascono dall’immaginario collettivo senza essere collocati in un periodo o un contesto geografico specifico. Il prodotto di questa fantasia frenetica si caratterizza di figure che rispecchiano i nostri sogni ma che peró non sono capaci di saldare la nostra fiducia in un eroismo reale. Infine, per essere un eroe non basta solo realizzare l’impossibile, ma bisogna essere riconosciuto come tale. Siamo, quindi, in fondo tutti noi, il pubblico a creare gli eroi, e basta cambiare prospettiva per riconoscerli al di fuori del mondo dei combattimenti ed accorgersi cosi’ degli sforzi sovraumani che ci vogliono per affrontare la vita quotidiana.

Nell’ambito della mostra Eroi! Come noi.? al PAN si terranno eventi straordinari:

Conversazioni. eroiche!
sala pan| piano terra| ore 18,30
ingresso libero
Momenti di incontro e di scambio tra artisti e pubblico, volti all’approfondimento delle attività e del lavoro degli artisti in mostra e all’implementazione degli archivi del contemporaneo del PAN.
11 aprile 2007 Tom Sanford

17 aprile 2007 Nedko Solakov

27 aprile 2007 Adrian Tranquilli

9 maggio 2007 Bruno Fermariello

23 maggio 2007 Sislej Xhafa

Sventurata la terra che ha bisogno di (super) eroi

25 maggio>16 luglio 2007
project room | secondo piano
Sventurata la terra che ha bisogno di (super) eroi e’ un progetto in collaborazione con l’associazione Comicon. Dal 25 maggio al 16 luglio, al secondo piano nello spazio progetti del PAN, saranno in mostra tavole originali che propongono una riflessione sulla figura del supereroe sia in chiave archetipica quanto nella sua veste attualizzata.

Inaugurazione 5 aprile 2007

Pan
Via Dei Mille 60 – Napoli
Orari: feriali: 9.30 – 19.30 | festivi: 9.30 – 14.00

Melancolia della Musa… di Franco Longo

LA COMPAGNIA DELLE INDIE
ARTE  ANTIQUARIATO
Presenta la mostra personale di Franco Longo
Titolo: Melancolia della musa
Orario:  lunedì – sabato 10, 30 – 13, 30 – 17, 30 – 20, 30

Vernissage: venerdì 20 aprile 2007, ore 20, 00

La mostra articolata in vari spazi della galleria, si configura in un
percorso che con la presenza di grandi tele,  che evocano attraverso la pittura tensioni ed energie dinamiche.
…“Per Franco Longo la pittura è ancora “un luogo dello spirito”, dove la malinconia e il mistero hanno diritto di abitare. Nel suo caso malinconia e mistero sono precisi momenti di uno stesso stato d’animo, di un comportamento, di una sola attitudine che non prevedono deroghe di nessun tipo. La malinconia è tutta raccolta nell’ostinazione  ad affermare la pratica pittorica e, poi, tutta proiettata nella difesa di una disciplina – quella pittorica per l’appunto – che nonostante i troppi equivoci delle ultime stagioni, vive silenziosa, l’orgoglio della sua identità.”…
…“La dimensione mentale dello spazio è per Longo la tensione centrale nell’evoluzione del lavoro: è il momento di sutura dei due estremi (malinconia e mistero) e l’arco voltaico di una energia densa e negativa scatenata dai due poli. In questo spazio non vi è posto per l’ottimismo della ragione, né tanto meno per una disinvolta  fiducia evoluzionistica: la pittura sola e malinconica, si riflette nell’enigma di se stessa e in un pensiero finalmente libero, inutile a spiegare.”
LA COMPAGNIA DELLE INDIE
ARTE – ANTIQUARIATO
Salerno via De Felice, 9
corso Garibaldi
+ 39 3267884
Per ulteriori info consultare il sito: www.francolongo.com

Napoli assediata

Oggi 4 Aprile alle 18,00, all’Istituto Cervantes di Napoli si inaugurerà la mostra (fino al 25 aprile) del video d’arte Napoli assediata degli Underworld (Francesco Capasso, Teresa Dell’Aversana, Salvatore Di Vilio, Domenico Napolitano, Rosanna Pezzella.)

La videoinstallazione e’ accompagnata dalla mostra di un lavoro a tecniche miste sull’Asse Mediano di Cherubino Gambardella, e da un Workshop di studenti di architettura della Federico II e della Luigi Vanvitelli a cura di Fabrizia Ippolito. L’allestimento e’ curato da Giovanni Francesco Frascino

A seguire, il giorno 4, ci sarà un concerto degli A 67 e Marcello Colasurdo con un reading di Salvatore Cantalupo da testi di Maurizio Braucci, Peppe Lanzetta, Giuseppe Montesano, Antonio Scurati, Roberto Saviano, Tiziano Scarpa, Piero Sorrentino, Vincenzo Trione: tratti dal volume Napoli assediata, edito da Tullio Pironti e in uscita il prossimo 19 Aprile.

Il progetto e’ un viaggio dell’immaginazione lungo una strada che e’ l’incubo di chiunque viva tra Napoli e Caserta: l’Asse Mediano. L’Asse Mediano e’ il simbolo delle periferie napoletane e dell’intera regione, periferie cresciute lungo il suo tracciato come una muffa urbanistica demenziale, un delirio organizzato dall’abusivismo o dalla cecità. Ma Napoli assediata e’ anche un viaggio dentro le case che crescono lungo l’Asse Mediano, dentro l’angoscia delle merci che già domani saranno spazzatura: e’ per questo che il video e’ stato volutamente girato con telecamere amatoriali, le stesse che si possono comprare negli ipermercati che costellano e ingorgano l’Asse, cercando di testimoniare con un’arte -povera- la miseria non solo esteriore di questa oscena Ipernapoli che presto, se niente cambierà, sarà solo, tutta, una immensa Infernapoli: immagine di quello che diventaranno l’Italia e l’Occidente strangolati tra interessi particolari e incapacità amministrative.

Che puo’ fare l’arte di fronte al brutto spinto fino all’orrore e al crimine? Puo’ la poesia, con il suo tentativo di attraversare il brutto per immaginarlo diverso, diventare una forma della politica non politica? Forse si’. Cosi’ che e’ nato il progetto Napoli assediata: una città assediata dalla sua periferia, assediata dai barbari che ha dentro i suoi confini, assediata dal suo ceto politico, assediata dalla mancanza di una ecologia della mente. A Napoli le parole -arte- e -cultura- sono diventate un sipario istituzionale per nascondere la realtà che e’ sotto gli occhi di tutti: le montagne di immondizia concreta; l’immondizia dell’invivibilità; l’immondizia della menzogna.

Napoli assediata e’ un inizio, un primo, piccolissimo tentativo per far ritornare l’arte e la cultura a quello che sono sempre state: tagli dell’immaginazione per squarciare il sipario delle menzogne.
Presso l’Istituto Cervantes
via Nazario Sauro, 23 – Napoli

Femmes… di Massimo Pastore

Per chi è di casa al centro storico non è difficile sapere che il Kestè, locale sito in Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli (piazzetta dell’Istituto Orientale), organizza spesso e volentieri mostre fotografiche di artisti napoletani e non… io ci vado spesso, è un posto tranquillo e accogliente.

L’esposizione è composta da 30 stampe Silver Print 30x40cm ca di ritratti di Donne incontrate in luoghi e situazioni differenti, un reportage che mette a confronto tempi e aspetti di quel mondo presente con grande forza nella vita del fotografo partenopeo, condizionata dalla presenza da figure femminili di grande forza emotiva e razionale. Un lavoro espositivo che ha come filo conduttore il tempo.

Come scrive Marina Presciutti nel suo testo Femmes, scritto per la mostra:
- Io so che la mia vita sarà l’eterno fluire di un granello di sabbia nella clessidra, dall’ampolla del tempo delle Figlie a quella del tempo delle Madri. -Mi faro’ monte che interroga i vulcani sui misteri delle viscere abitate. Mi faro’ pietra che sfida la furia dei venti e si sbriciola al cinguettio d’un passero infreddolito. Mi faro’ voce di tutta la sapienza muta appresa nell’origliare alle porte del potere. E in ogni mio passo nel mondo replichero’ le impronte lasciate nel fuoco dalle sorelle streghe sante e operaie. Cio’ nonostante, sapro’ dimenticarmi. Perche’ ora e qui e’ il mio tempo d’amare.

Presentata presso i saloni espositivi del Comune di Parigi XII Arondissement in occasione della Festa Internazionale della Donna nel 2006, per la prima volta a Napoli presso gli spazi espositivi del Keste’.

Inaugurazione 4 aprile 2007. Ingresso libero. Visitabile fino al  22/04. Andateci anche solo per curiosare un pò!

Folklore e religione in penisola sorrentina

La settimana Santa in penisola richiama migliaia di turisti curiosi…

Sono ben 18 le processioni che da mercoledì pomeriggio fino a venerdì santo si snodano lungo la penisola sorrentina, rievocando tra sacro e profano, tra fede e folklore, la Passione di Cristo. Sedici le confraternite che impegnano migliaia di persone, un rito collettivo dal richiamo turistico ogni anno straordinario, nel segno di una tradizione che si perde nella notte dei secoli.

Come straordinari sono la suggestione e l’impatto visivo di una città, Sorrento, che si autoflagella, listandosi a lutto, silenziosa e spenta in tutte le insegne luminose.

Le celebrazioni si aprono mercoledì pomeriggio a Piano di Sorrento con il corteo laico della Passione di Gesù Cristo.

Sfilano figuranti vestiti da soldati romani e da ebrei per rappresentare il processo e la crocifissione.

Giovedì sera, invece, conviene fermarsi a Sant’Angelo per assistere alla processione con gli incappucciati in bianco e per ascoltare il coro che intona il Miserere.

Il clou venerdì a Sorrento alle 2 e 30 di notte: processione con gli incappucciati in bianco recanti i vari simboli del martirio, accompagnati dalla Madonna in Nero.

Rientro della processione alle 6 del mattino. Venerdì sera processione in nero con le tradizionali lampade e i simboli del martirio. Alla luce delle fiaccole la processione attraversa Sorrento; la statua lignea del Cristo viene trasportata dai confratelli della congregazione della Morte, vestiti di nero.

Quest’anno nella Villa Fiorentino( villa Fazzoletti), sono previste due mostre strettamente collegate alla tradizione della Pasqua sorrentina: “Le Palme di confetti” e “Riti della Settimana Santa”.

Entrambi gli allestimenti sono aperti fino al 10 aprile 2007.

Al Museo Correale, invece , è in corso una mostra bibliografica intitolata “Erbario essiccato” di Domenico Coscarelli.

Per saperne di più contatate l’Azienda autonoma di soggiorno e turismo allo 081 8074033.

Palazzo Fuga

L’Albergo dei Poveri sorge nella zona a nord-est del nucleo più antico della città storica. Fu progettato nel 1751 dall’architetto fiorentino Ferdinando Fuga su incarico di Carlo III di Borbone per accogliere e rendere produttiva l’enorme massa d’indigenti che affollava le vie della città ed è il principale intervento pubblico di quegli anni; il gigantesco Albergo doveva infatti ospitare, nelle intenzioni originarie, ottomila persone. Per i circa ottomila poveri che avrebbero dovuto abitare l’immensa architettura sociale era stata prevista una ospitalità coatta, basata sulla ferrea divisione per sesso e per età.

Nel dicembre 2005 l’entusiasmo per le opportunità offerte al simbolo indiscusso di un intero quartiere erano elevatissime…

dove sono finite? spero che il nome dell’architetto chiamato a Napoli da Carlo III di Borbone, Ferdinando Fuga, non porti male.

Le proposte e gli interessi in gioco erano tanti, da museo antropologico al centro pplifunzionale “CIttà dei Giovani”, in pratica di iniziative con riscontro popolare se ne sono avute ben poche. Non vorrei che il danaro stanziato per “l’anziano paziente” fossero stati tutti utilizzati per il rosa pallido della facciata esterna o per gli hawaiani giardinetti posti ai lati dell’ingresso.

Insomma dico con forte delusione che il palazzo che da anni vedo dalla mia finestra mi sembra tutto tranne che un monumento recuperato. So che gli interventi sono difficili per la vastità del Palazzo, ci sono 430 stanze di enormi grandezze ma vogliamo dare un forte senso a tutto ciò???

Dal 3 dicembre 2006, ogni sabato mattina, prenotando, sarà possibile, anche per i non addetti ai lavori, accedere gratuitamente ai cantieri del Real Albergo dei Poveri, per verificare l’andamento dei cantieri, accedere ai nuovi spazi e ambienti recuperati, vivere le fasi di restauro dell’edificio monumentale. Io che ho visitato il colosso sono rimasta molto perplessa, c’è ancora moltissimo da fare, soprattutto nella parte interna e strutturale del Palazzo.

Faccio agli addetti ai lavori un grande inboccallupo…

P.S. per prenotare la visita chiama allo 0815636062