Archive | aprile, 2007

Art @ Kestè

Il Kestè in collaborazione con la Woodstock,
cooperativa artisi associati
presenta:

Un tempo tutto per sé
Fotografie di Gabriella Napolitano
Vernissage Martedi 24 aprile ore 21:00
Fino a domenica 20 maggio
Ingresso gratuito

Gabriella Napolitano con i suoi scatti ci porta in un mondo che da sempre è stato maschile, che storicamente vede la donna come intrusa, difficilmente credibile, comunque sempre in ombra: Il mondo dei supereroi, il mondo delle supereroine!
Le foto esprimono l’impulso delle donne a scappare dai limiti imposti sia dalla società che da se stesse. Anche nei fumetti la donna vive all’ombra del supereroe maschio, anche nel mondo della fantasia si trova in uno spazio minore, sicuramente diverso, limitato e limitante.
E proprio da questo spazio le eroine fuggono, si alleano contro questo ennesimo preconcetto, ulteriore limitazione.
Dal fumetto si passa alla contestazione politica, i simboli del “super” al femminile tentano letteralmente di fuggire dal disegno e forse dalla foto stessa. Si arrampicano, mandano segnali usando strisce di giornali, non più chiuse in un libro ma libere interpreti del loro “super destino”.
Liberta’ e’ partecipazione! E per partecipare si ha bisogno di tempo, “un tempo tutto per sé” per cambiare, rileggere, reinventare le regole del nostro mondo.
La partecipazione poltica delle donne può e deve contribuire allo sviluppo di nuove regole e nuovi rapporti tra le persone. Reinventando azioni e linguaggi la “supereroina” non viene piu’ vista come surrogato del supereroe maschio ma inizia a rappresentare la forza di una nuova azione politica delle donne nella societa’.
Concetti di forte senso politico espressi con una leggera, infantile ironia.
Immagini che prima fanno sorridere, quindi riflettere…

Per maggiori info: www.keste.it

Capri Film Festival

Una delle più importanti agenzie di stampa russe, la “RIA Novisti”, apre i suoi archivi fotografici in occasione della prima edizione del Capri Film Festival, la rassegna di cortometraggi e di teatro di strada che si solverà sull’isola azzurra dal 19 al 21 Aprile. La mostra fotografica, a cura della celebre agenzia russa, tende a consolidare ancora di più il legame tra la Russia e Capri.

Proprio sull’isola azzurra già dall’inizio del secolo scorso soggiornarono, inffati, noti personaggi della storia russa, come Gorkij e Lenin che scelsero proprio l’isola azzurra come propria dimora da cui gettarono le basi per la “Rivoluzione d’Ottobre”.

Una sinergia che ha investito tutto il nostro territorio nazionale ed in particolare il mondo del cinema. Lo stretto legame esistente tra i protagonisti delle pellicole italiane e quelle russe sarà infatti il tema di questa mostra fotografica che sarà inaugurata in occasione del 1° Capri Film Festival dal 19 al 21 Aprile.
L’ evento avrà come oggetto gli scatti dei big del cinema che nel corso degli anni hanno fatto visita al Festival cinematografico di Mosca, dove, nel corso degli anni, sono giunti personaggi di spicco del cinema di casa nostra da Federico Fellini a Francesco Rosi, da Ettore Scola a Marcello Mastroianni, da Sophia Loren sino ad Alberto Sordi.

I fotogrammi storici, che saranno in mostra presso i Giardini della Flora Caprense di Capri , proprio all’esterno del Centro congressi che in quei giorni ospiterà la prima edizione del Capri Film Festival, ritraggono i divi del cinema tricolore in compagnia delle più note personalità sovietiche e russe. In particolare sarà possibile apprezzare gli scatti di Gina Lollobrigida con Jurij Gagarin, o quelli di Giulietta Masina in compagnia di Valentina Tereshkova (prima donna ad andare sullo spazio) .

L’Italia, infatti, ha sempre occupato un posto particolare nell’arte russa, in primo luogo nelle opere della letteratura e della pittura. E il cinema ha certamente ereditato questo rapporto particolare. Nella mostra sono esposti ad esempio gli splendidi fotogrammi tratti da film girati in coproduzione italo-russa, come l’ultimo film di Mikhail Kalatozov “La tenda rossa” con Claudia Cardinale nel ruolo di attrice protagonista, o “I girasoli” di Vittorio De Sica.
La mostra della “Ria Novisti” è stata già presente al Festival internazionale del Cinema di Roma di quest’anno, ricevendo uno straordinario successo di pubblico e grandi apprezzamenti dalla critica del settore.

Dal 19 al 21 Aprile, presso i Giardini della Flora Caprense, la mostra fotografica sui grandi divi del cinema italiano e russo.

Aniello Scotto, “Io, Domitilla”

“La potenza del Male, il buio della ragione umana, l’idea che la divinità stessa possa dissolversi di fronte all’indicibile orrore sono temi che ritornano nella mostra dell’artista Aniello Scotto (Napoli,1959)… “Io, Domitilla” è la voce, ancora parlante, di una protagonista di quella Hiroshima di duemila anni fa…”.

Con queste parole Marco Nocca anticipa la nuova mostra personale del maestro Aniello Scotto, che sarà inaugurata il giorno 4 maggio 2007 presso la “Casina Pompeiana” nella Villa comunale di Napoli.
La personalità cupa e solare ad un tempo di Aniello Scotto e “la sua prepotente capacità di rappresentazione figurativa, insieme ad un coerente e sapiente uso del colore quasi monocromatico, si ritrovano nel nuovo percorso inaugurato con “Io, Domitilla”
prostituta pompeiana che ritorna dall’ antico passato con tutta la forza
bacchica della sua condizione eppure come stupita dalla tragedia che, in fondo
avvolge la vita”(Ernesto Paolozzi).
Scotto evoca la protagonista della sua ispirazione, Domitilla, meretrice della città vesuviana, figura conosciuta per la prima volta attraverso i magnifici calchi ottocenteschi delle figure imprigionate dalla lava a Pompei. Uno sforzo prepotente, di ricollegarsi alla verità del suo personaggio, scavalcando le montagne del tempo, in una dimensione che Scotto volutamente rarefa nell’evanescenza delle figure che prendono forma e si dissolvono nei suoi olii. Immagini classiche, di sapienza disegnativa, respirano nei disegni a sanguigna evocando con tragica passione gli ultimi giorni della “città dannata”. Mentre l’atmosfera infernale di quell’evento rivive nel rigore espressivo delle incisioni: la scelta di una tonalità unica, quel rosso dominante rende le scene pregne di un dramma unanime, che investe l’uomo e la natura. I corpi diventano ombre infuocate!
“In questo preciso intervallo sospeso, si colloca l’operazione estetica che compie l’artista” precisa Maria Rosaria Di Virgilio, un’intensa percezione degli ultimi momenti della vita della meretrix, il palpito cardiaco e lo spasmo muscolare dei corpi che si avvinghiano nella disperata ricerca di una salvezza; ma anche la corsa precipitosa e il puro terrore, “…Sensazioni di asfissia nei cieli bruni e nuvolosi, premono sui corpi degli ultimi spettatori: l’aria si fa pesante. Un vecchio rivolge il suo sguardo in alto. Principium: è l’inizio.”

IO, DOMITILLA
CASINA POMPEIANA, Villa Comunale di Napoli.
venerdi 4 maggio – ore 17,00

La mostra resterà aperta fino al 13 maggio 2007
ORARIO: dal lunedì al sabato ore 9.00 – 19.00 – domenica ore 9.00 – 13.00

Michele D’Alterio e Zoran Poposki

Suggestivo, persino arrischiato questo confronto liminare che Vincenzo Montella, intellettuale finissimo e operatore artistico tra i piu’ sensibili del territorio campano, propone nella mostra The border, di cui sono protagonisti un artista macedone, Zoran Poposki, e un artista italiano, Michele D’Alterio. A primo sguardo infatti sembrerebbe non esservi raccordo tra le due esperienze espressive, quella di taglio surreale e concettuale di D’Alterio e quella piu’ astratta e altresi’ espressionistica di Zoran.
L’artista macedone libera sulla tela una energia gestuale e astratta, legata alla evocazione del colore ma anche alla cifra espressiva del segno, entro una costruzione di piani che si dispongono sovente a strati, da cui emergono forme non di rado figurative, profili che paiono instaurare una sorta di scenografia interiore. Che tuttavia viene come esorcizzata in fase creativa da interventi piu’ propriamente razionali, frasi, scritte, sviluppi letterari, che l’artista sovrappone all’immagine, provocatoriamente, con atteggiamento sovente demistificatorio. Ne deriva una ambiguità visiva che innesca nell’osservatore una sorta di vigilata e tesa ricognizione tra parola e immagine, in uno spazio fortemente prensile sotto il profilo emotivo e al tempo stesso problematico, in qualche modo spaesante, comunque liminare.
D’Alterio invece si muove in una regione piu’ intima e turbata, in uno spazio assolutamente interiore, in cui tuttavia ricompone un universo in apparenza realistico e tuttavia lontano dalla superficie del visibile, confinato nelle regioni profonde della psiche. Sicche’ le sue suggestioni visive, le sue superfici materiche, le sue tensioni simboliche, i suoi cromatismi intensi e visionari rimandano ad un mondo onirico e surreale: di un surrealismo tuttavia che non proviene dal sogno, ma e’ ricostruzione lucida, seppure emotivamente carica, sospesa tra elaborazione concettuale e spessore emotivo. Anche per lui dunque una operazione liminare, nel segno di una cifra propria dell’arte, in bilico tra realtà e finzione.

Inaugurazione: sabato 14 aprile 2007 ore 18
Il Ramo d’Oro
via Omodeo, 124 Napoli
Orario: tutti i giorni tranne giovedi e festivi dalle 16 alle 20.
Ingresso libero

Micheal Phelan…Help Me, Help You

Grandi tele di lino con anelli concentrici dai colori psichedelici invadono la galleria. La tecnica utilizzata da Phelan nella sua ricerca artistica e’ immediatamente riconducibile al noto design orientale del tie-dye fatto proprio dalla controcultura americana degli anni ’60 e ’70 come simbolo di libertà e protesta contro la guerra del Vietnam. L’artista pero’ non e’ interessato a tale accezione politicizzata e neo-hippie, ma piuttosto alla riappropriazione di un motivo esotico della controcultura che ormai appartiene al panorama e alla cultura popolare occidentale e in particolare a quella americana middle class (“American Landscape”).

Attraversando il confine tra “arte elevata” e arte popolare, tra prodotto di massa e artigianato, i lavori di Phelan si collegano ad alcune tra le piu’ note icone dell’arte americana.

La monumentalità delle dimensioni storicamente radicata nell’arte astratta americana e l’effetto atmosferico del colore ne sono un’esempio, come anche il motivo dominante di questi lavori: il bersaglio, utilizzato semplicemente come espediente per investigare le possibilità dell’astrazione lontano da ogni volontà narrativa.

Phelan esplora il concetto americano di “Manifest Destiny” e la sua evoluzione ideologica: dall’espansione verso Ovest alla globalizzazione, ma soprattutto alla volontà di assorbimento delle culture straniere, in particolare delle idee e dell’estetica orientale vista come unica possibilità di redenzione.
L’appropriazione delle culture Orientali e’ presente anche nelle sculture. Costruite con pali di bamboo, materiale spesso utilizzato nel mondo occidentale da categorie sociali elevate, adornate con bandiere lapidarie acquistate in negozi New -Age, le sculture sono in bilico tra il decorativo e il funzionale, come impropri sostegni in un mondo instabile, richiamando il concetto giapponese dei ukiyoe (immagini del mondo fluttuante )

Inaugurazione 14 aprile 2007
Changing Role
Via Chiatamone, 26 – Napoli
orario: dal martedi’ al venerdi’ dalle 16 alle 19.30
Ingresso libero

Taccuini Di Guerra Incivile

La prima personale italiana di Claire Fontaine presso la galleria T293 esplora i punti ciechi della percezione politica e sensoriale dei conflitti ai giorni nostri. Il lavoro di Claire Fontaine si presenta come un effetto collaterale delle informazioni confuse che ci raggiungono continuamente da diverse parti del pianeta e dell’inquietudine da esse provocata che nessuna traduzione o spiegazione puo’ calmare. La sede di Piazza Amendola e’ illuminata da Visions of the world (Italy) e Visions of the world (Milan-Genova), due light boxes che evocano le pubblicità presenti nelle stazioni e nelle metropolitane. Le immagini riprodotte fanno riferimento alle manifestazioni del 2001 svoltesi durante il G8 di Genova. Agli stessi accadimenti rimanda la scritta circolare realizzata con il fuoco sul soffitto della galleria e intitolata 20.07.2001 Genova, io c’ero: questo testo apparve durante l’estate del 2001 su delle magliette autoprodotte dai carabinieri che parteciparono alla feroce repressione del contro-vertice. Sul pavimento si trovano delle sculture di mattoni rivestiti con copertine che fanno allusione a un dubbio sulle possibilità della resistenza intellettuale contro la violenza. Ibis redibis non morieris in bello (2006) e’ una scultura di neon esposta nella sede di Via Tribunali che, accendendosi ad intermittenza, trasmette il doppio messaggio: -andrai in guerra, tornerai, non morirai- e -andrai in guerra, non tornerai, morirai-, eco contemporanea della predizione ambigua della Sibilla Cumana.

Antonello Turchetti

Horror Vacui

Horror Vacui e’ un progetto fotografico che nasce dalla ricerca dell’artista/ fotografo Antonello Turchetti sui concetti di Spazio e Vuoto. Lo spazio personale delle proprie vite spesso racchiuse in piccoli contenitori (borse, portafogli, scatole). Spazi intimi che conservano e nascondono indizi della nostra esistenza.

Il vuoto, racchiude in se la capacità di generare e quindi di riempire lo spazio, sia esso materiale o metafisico. È qualcosa di estremamente dinamico, stato germinale di tutte le cose, contenitore del tutto.

In Giappone il vuoto viene rappresentato con l’ideogramma “Enso”, dalla forma circolare, paragonabile alla rappresentazione grafica dello “zero”, lo ZERO e’ il vuoto, in quanto viene prima dell’origine, ma e’ anche il pieno in quanto porta l’origine stessa alla sua completa manifestazione.

Volti di Donne, stretti in spazi ridotti, asfissianti. Sguardi apparentemente inespressivi e asettici bensi’ penetranti. Come pure asettica si rivela la luce volutamente fredda e piatta. Ritratti di Verità assoluta che ricorda l’(im)pietoso rispetto che fu elemento distintivo dell’opera di Diane Arbus.

Ogni donna, ogni giorno, nella sua borsa racchiude una parte del proprio mondo, contenitore di personalità; appunti di vita che possono raccontare una storia. Lo spazio si riempie e diventa narrazione. Il contenuto delle borse viene sigillato e messo sotto vuoto prima di essere fotografato, quasi a voler preservare quelle storie rendendole eterne.

Ritratti di donne diverse e immagini che rivelano il contenuto delle loro borse, sigillato e protetto. Ai visitatori la libertà di comprendere e decidere a quale donna attribuire la storia “sigillata”.
Inaugurazione: venerdi’ 13 aprile 2007 alle 21.30

PrimoPiano HomePhotoGallery
Via Foria 118 – Napoli
Orari: da lunedi’ a venerdi’ 15-19,30, sabato e domenica su appuntamento
Ingresso gratuito

50.000.000 can’t be wrong

Molto del lavoro di Susanne Bürner e’ sugli spazi vuoti, sugli spazi fuori dalla cornice principale che costituiscono la parte superflua di una proiezione, per il protagonista dei video cosi’ come per gli spettatori, per le loro emozioni ed esperienze. Alcuni dei suoi video sono su gruppi di persone la cui attenzione e’ focalizzata su qualcosa che e’ fuori da loro stessi, qualcosa che, allo stesso tempo, resta invisibile allo spettatore. Già nel video finiste’re (2005) il soggetto sono i fans. Ma il gruppo di spettatori e’ isolato dal contesto originale ed e’ posto su uno sfondo neutro. Cosi’ l’attenzione dello spettatore del video e’ focalizzata sugli ammiratori, solitamente marginali nella sua percezione, che esprimono, attraverso mimica e gestualità, le loro forti aspettative e la loro proiezione nella star.

Allo stesso tempo lo spettatore del video si trova esso stesso in una posizione di aspettativa, diventando cosi’ un doppio del fan. Il video in mostra 50 000 000 CAN’T BE WRONG ripropone il tema dei fans ma pone l’enfasi sulla relazione tra la star e i suoi ammiratori concentrandosi su una singola -superstar- che lavora, a sua volta, con il suo pubblico come una parte della sua stessa identità: Elvis. Qui, Elvis, definisce se stesso attraverso i suoi ammiratori, che costituiscono il suo ambiente e la sua immagine in negativo e la Bürner tenta di approfondire proprio l’aspetto che riguarda la definizione di una persona attraverso il suo riflesso negli altri.
Il titolo del video e’ tratto da una compilation di brani di Elvis dal 1959, a cui molti altri gruppi hanno fatto riferimento, diventando una delle raccolte di maggiore successo e piu’ influenti nella storia della musica.

Music: Steven Trafford
Special Effects: Julia Pfeiffer, Aleksander Cigale
6:24 min., b/w, sound

Il video 50 000 000 CAN’T BE WRONG e’ stato realizzato con il sostegno del Senato di Berlino.
Supportico Lopez e’ uno spazio di promozione e diffusione dell’arte contemporanea, gestito da due curatori, Gigiotto Del Vecchio e Stafania Palumbo. Supportico Lopez, dal nome della strada in cui e’ situato, un vicolo nel cuore di uno dei quartieri piu’ caratteristici e difficili di Napoli, il rione Sanità, proprio dietro a Piazza Cavour ed al Museo Nazionale, a pochi metri dalla Fondazione Morra e dal Museo d’arte contemporanea Madre.
Supportico Lopez non e’ una galleria, ma un project space, un luogo in cui la proposta culturale e la discussione sono protagoniste, proponendo ipotesi di confronto e collaborazione con differenti realtà e strutture, sia pubbliche che private.
Vernissage: 13 aprile 2007. ore 19-22
Supportico Lopez
Supportico Lopez, 32 – Napoli
Orario: mer – ven 15.30-19.30 e su appuntamento
Ingresso libero

Hermann Nitsch

Hermann Nitsch e’ il primo artista vivente ad aver concepito e realizzato una Gesamkunstwerk all’interno di un teatro pubblico. E’ accaduto nel novembre 2005, per una piéce’ della durata di nove ore consecutive, all’interno degli spazi dell’istituzione sociale e artistica del Burghtheater di Vienna: il Teatro – l’Orgien Mysterien Theatre del Maestro Austriaco – si e’ -messo in scena’ nel Teatro. Era la 122. Aktion, una rappresentazione i cui relitti saranno esposti nelle sale della Fondazione a Palazzo dello Spagnuolo, nella mostra curata da Peppe Morra.

Insieme alle barelle e alle tele, accompagnate nelle installazioni da file simmetriche di zollette di zucchero e fozzoletti di carta, classici -elementi catartici’ adoperati da Nitsch:, anche le cinque lance adoperate come strumento per ferire le mani, il costato e i piedi della vittima sacrificale, cosi’ come a Gesu’ Cristo crocifisso.
Sarà Inoltre proiettato in modalità loop su una parete di 5mt x 5mt il video dell’Azione cui la mostra documentaristica si inspira.

I relitti di Hermann Nitsch provengono direttamente dagli eventi azionistici e sono essi stessi azione. Il colore viene versato e cosparso con le mani, diventando esso stesso un evento, la cui forza elementare puo’ rappresentare il processo della creazione. L’artista avanza sempre piu’ in questo atto della creazione del quadro, che e’ sempre anche simbolico, nel processo di trasformazione del colore in pittura pervenendo fino ai confini delle proprie forze fisiche e psichiche. L’esito e’ singolare, eppure parte di una grande serie di quadri, questi, a loro volta, parte di una molteplicità dell’evento azionistico e cio’ nella totalità dell’opera artistica di Hermann Nitsch e’ raffigurazione del contesto interpretativo del mondo e del cosmo. (-) Ogni quadro come ogni uomo – e’ tutta individualità, ha le sue qualità specifiche, contiene tutto il Se’, tutto il mondo del Se’, che corrisponde con il mondo esterno e il cosmo.
Inaugurazione 13 aprile 2007

Fondazione Morra Palazzo dello Spagnuolo
via Vergini 19 – Napoli
Orario: lunedi’ – venerdi’ 10 – 19
Ingresso libero

Successo dell’arte italiana

Eccellente il risultato dell’arte e della cultura italiane nei giorni delle vacanze pasquali. Dai dati  degli istituti solitamente più visitati , emerge un grande successo dei musei napoletani, a cominciare da Capodimonte con 2.600 visitatori.

Boom di presenze a Roma, alle mostre del complesso del Vittoriano, che in quattro giorni è stato visitato da oltre 60 mila persone.  Tutto esaurito alla Galleria Borghese, sempre a Roma, dove sono entrati 3500 visitatori tra domenica e lunedì, al Colosseo   e Palatino, nelle due giornate di Pasqua e Pasquetta, un totale di circa 38.000 visitatori.

 Ottima anche la prova del Museo delle Antichità Egizie a Torino, con 4000 presenze domenica e altrettante  lunedì.

A Firenze, l’intero Polo museale ha registrato un incremento del 18 per cento, e in particolare gli Uffizi del 19 per cento. Sempre a Firenze, la bella giornata ha fatto in pratica raddoppiare l’affluenza ai Giardini di Boboli.

Il ministro Francesco Rutelli ha espresso il suo ringraziamento a tutti i dipendenti e i funzionari del Mibac per l’impegno assicurato anche in queste giornate di festa ed ha dichiarato: “Il turismo culturale e le visite nelle città d’arte rappresentano ormai il più importante fenomeno sociale e civile  che diventa ricchezza economica.

Il governo dovrà riconoscere a questo vero e proprio motore di coesione sociale e sviluppo economico il posto che gli spetta nel bilancio pubblico. Non si può continuare a registrare questi successi senza rafforzare il personale, i tecnici e gli operatori che presidiano e valorizzano il nostro patrimonio. Il governo ha messo la cultura tra i suoi primi rinnovati impegni programmatici, il ministero sta affrontando una coraggiosa riorganizzazione nel senso dell’efficienza, lo stato saprà mantenere gli impegni assunti”.

Tatianatoi

Il progetto TATIANATOI nasce nel 2001 con l’intento di creare dei prodotti ludici utilizzando un’esperienza formata nel mondo dell’immagine e della comunicazione, per arrivare ad inserire in un contesto di produzione e commercio forme e significati anomali e solitamente non utilizzati nel mondo del giocattolo. Il tentativo e’ quello di aprirsi a target solitamente non battuti, quindi l’idea di creare prodotti anche per età adulte, potendo cosi’ utilizzare un bagaglio di significati molto piu ampio rispetto al normale giocattolo per bambino con finalità educative. L’interesse e’ quello di analizzare il contatto tra giocatore e giocattolo, partendo dal concetto che il gioco e’ il tramite con cui l’ uomo si mette in rapporto con il mondo per assimilarlo e comprenderlo, e al tempo stesso aprirsi ad esso.

Il progetto TATIANATOI ha cosi’ lavorato per anni nell’ideazione di sistemi, strutture e forme che andassero a toccare canali piu ambigui e inclassificabili, che non contenessero giudizi etici, politici o sociali, al contrario del normale sviluppo dei giochi educativi in commercio.

Il progetto si basa su un costante rapporto con l’utente, questo per non strutturarsi tramite regole preimpostate, ma per rimanere costantemente aperti allo scambio tra gioco e giocatore.

I prodotti si sono evoluti nel tempo analizzando le reazioni, i giudizi e le considerazioni, parte fondamentale del lavoro, che cerca sempre di mantenersi su un livello istintivo e inconscio, nel tentativo di mantenere una forte libertà e integrità mentale.
In questa mostra TATIANATOI propone un riassunto della ricerca svolta tra il 2006 e il 2007 rispetto alla figura del cavallo. Il cavallo e’ stato preso come figura di rilevante importanza nella gerarchia del mondo animale, nonche’ come uno dei capostipiti nelle rappresentazioni degli animali nel mondo del giocattolo. Il cavallo e’, o e’ stata, una delle figure piu prossime all’uomo, per la sua importanza pratica e per il suo inserimento nella società dell’uomo.

Il lavoro di TATIANATOI rispetto alla figura del cavallo nasce dalla voglia di riprendere un classico del giocattolo come il cavallino a quattro ruote, oggetto ormai dimenticato se non nei paesi nordici dove il giocattolo di legno ha ancora rilievo commerciale, per destrutturarlo e riproporlo attraverso la contaminazione delle regole dettate dal design moderno. Da qui il lavoro si e’ allargato ad altre forme animali e non, per riportare sulla struttura di un giocattolo antico e ben convenzionale qualcosa di assolutamente inaspettato e non richiesto.

Il lavoro nel suo percorso si e’ racchiuso nell’ idea di diversità tra forma quadrupede e forma bipede, ovvero umana. Tutto viene piegato sulla schiena e messo a carponi. Tutto viene spinto a forza per avere la testa che guarda in verticale rispetto alla spina dorsale.

Opening: mercoledi’ 11 aprile 2007 ore 19

NOTgallery – Piazza Trieste e Trento, 48 – Napoli
Orari di apertura: mar-mer-ven dalle 11 alle 13; da mar. a sab. dalle 16 alle 19,30
Ingresso libero

Giacomo Montanaro al Castel dell’Ovo

Acid painting

L’artista Giacomo Montanaro inaugura, nella Sala delle Prigioni del Castel dell’Ovo, Napoli, una personale presentando dodici nuovi lavori. Il percorso espositivo sarà costituito da dieci grandi pannelli di circa 1,80×1,30 m e due light box di dimensioni leggermente inferiori. Nelle opere esposte si avverte un’ulteriore evoluzione del percorso di ricerca dell’artista. I nuovi pezzi, che hanno il fine ultimo di riuscire a conciliare e fondere insieme la pittura tradizionale con la tecnica esecutiva degli acidi, che tanto contraddistingue l’operato di Montanaro, approdano ad una riuscitissima sintesi visiva. Il supporto resta la carta fotografica ma le figure sono create con il contributo del colore acrilico, ottenendo un impianto compositivo piu’ vicino alla pittura e di impatto meno corrosivo. Il processo di esecuzione cambia: e’ meno violento e piu’ meditato rispetto all’utilizzo dei soli acidi.

Il risultato di questa nuova sperimentazione sui colori potrà essere apprezzato dagli astanti durante la performance pittorica che l’artista terrà nel corso della serata inaugurale.

Sfilano figure allineate e inclinate in avanti come in una mimetica danza-marcia verso un ”altrove” che sta oltre il perimetro dell’intervento pittorico. Piu’ in generale, ci sembra interessante osservare che l’obliterazione dello spazio, scelto ed inteso come territorio mentale, sgombra il campo creativo e visivo da ogni istallazione scenica per qualsivoglia rappresentazione. Tutto e’ giocato sulla pulsione emozionale dialogante con l’evocazione mnemonica che guidano la mano di Giacomo Montanaro in una sarabanda di rapide pennellate con cui ritma la gamma degli acidi in una scrittura ”automatica” di ectoplasmatica evidenza e suggestione-.

L’organizzazione della mostra e’ a cura di Milena Grosso, presidente dell’Associazione Culturale TERRA FELIX.
Un ringraziamento particolare va alla galleria -Il ritrovo di Rob Shazar- di S.Agata de’ Goti (BN) e alla Galleria Serio di Napoli per l’apporto e il sostegno concessi

Vernissage: 6 aprile 2007 ore 18-21. Performance pittorica dell’artista ore 20.00.

Castel dell’Ovo
Via Caracciolo di Bella (Borgo Marinaro) – Napoli
Orario visite: dal lunedi’ al sabato ore 10-13 e 15,30-18 domenica ore 10-13
Ingresso libero