10 marzo, 2010

Caledocactus

Postato in eventi napoletani da Antonella

La forma della natura e’ tale perche’ ai nostri occhi cosi’ si manifesta. Gli occhi sono lo strumento dell’uomo al servizio dell’immagine, la luce e’ lo strumento della natura al servizio dei nostri occhi: oggetti, persone, colori hanno per noi determinate sembianze, cosi’ abbiamo imparato a riconoscerli. Giuliano col suo lavoro ci mostra che se cambiamo criterio e punto di osservazione le cose restano uguali, pero’ sono diverse. In un caleidoscopio la luce attraversa lo strumento e le figure cambiano dinamicamente; in queste foto si e’ voluto di volta in volta fissare un istante, una sensazione di quella miriade che proviamo quando osserviamo luci, colori, figure.
Vincenzo Chirichella

Fotografare per me significa osservare attentamente. Studiare le linee e i colori del soggetto inquadrato; perdere un’infinità di tempo a guardare, prima di scattare. Quel tempo che senza una macchina al collo si riduce in un attimo, l’attimo fugace della vita di ogni giorno che passa fra strade, piazze, sguardi, persone, e non perde tempo a tornare indietro. Cosi’ il mio occhio in barba al tempo e’ tornato indietro e ha cominciato a ragionare, creando similitudini e metafore come la parola stessa.

Tornando spesso ai Giardini Ravino ad Ischia e ai Giardini d’Ottone all’isola d’Elba ho osservato agavi, palme e cactus rari; mentre scattavo le ho viste trasformate: altre immagini si sostituivano a quelle reali, un po’ confuse, ma simili ad un caleidoscopio. La camera chiara e’ venuta in mio aiuto, modificando le immagini. Come un caleidoscopio filtra la realtà senza lasciare traccia, cosi’ il mio occhio trasforma le piante senza modificarle ma girandole come una ghiera, posizionandole in modo da creare forme diverse.
L’oggetto caleidoscopio e la pianta del cactus in una parola sola: -Caleidocactus-.
Giuliano Montieri

Inaugurazione 10 marzo ore 19

Giu Box Gallery
via Bonito 21/b – Napoli
Orario: lun-ven 16-19, sabato su appuntamento
Ingresso libero

9 marzo, 2010

Il Cineforum del Dottor Freud

Postato in l'altrarte da Antonella

Ideata da Ignazio Senatore, psichiatra e critico cinematografico, ed in collaborazione con accordi @ DISACCORDI, è giunta alla IV Edizione la rassegna cinematografica “ Il Cineforum del Dottor Freud”, che si terrà al Penguin Café, in Via Santa Lucia 88, Napoli dal 10 al 13 marzo 2010, e prevede la proiezione di due pellicole al giorno, alle ore 16.00 ed alle 18.30.

La rappresentazione del femminile al cinema è il filo conduttore della rassegna e sullo schermo compaiono dei personaggi femminili vividi e pulsanti, teneri e disperati, alla costante ricerca della propria identità.

Le otto pellicole della rassegna raschiano dalla prima all’ultima scena l’anima dello spettatore e strizzano l’occhio alla cinematografia nostrana fino a lambire quelle europee ed a stelle e strisce.

Apre la rassegna il tenero e melanconico “Il matrimonio di Lorna” di Jean Pierre e Luc Dardenne a cui segue l’aspro ed abrasivo “Quattro minuti” di Chris Kraus.

Seguiranno “La donna di Gilles” di Frédéric Fonteyne, “The mother” di Roger Michell, “The secretary“di Steven Shainberg, “The burning plain” di Guillermo Arriaga. Chiudono i folgoranti “Nelle tue mani” di Peter Del Monte e “Giulia non esce la sera” di Giuseppe Piccioni

Le pellicole saranno presentate da Titta Fiore, Maria Liguori, Laura Angiulli, Agi Berta, Teresa Mancini, Costanza Falanga, Natascia Festa e Cristina Donadio.

Ad arricchire la Rassegna la presentazione il 13 marzo alle ore 18.00 del volume “Cinema Mente e Corpo”di Ignazio Senatore (Zephyro Editore) che propone la recensione di più di 500 di pellicole legate alle diverse patologie mentali. L’ingresso alla rassegna è gratuito fino ad esaurimento posti.

Info: http://www.cinemaepsicoanalisi.com e Penguin Cafè – Tel. 081 7646815

6 marzo, 2010

Santa Napoli

Postato in eventi napoletani da Antonella

Venerdi’ 5 marzo, presso la Galleria del Giardino dell’Accademia di Belle Arti di Napoli (Via Costantinopoli 107), il direttore Giovanna Cassese inaugura -Santa Napoli-, una collettiva di giovani artisti allievi dell’Accademia a cura di Marco Di Capua e Valerio Rivosecchi che – con il contributo dei corsi di Pittura (Gaetano Sgambati), Decorazione (Guglielmo Longobardo), Scenografia (Tonino Di Ronza), Progettazione grafica per l’editoria (Enrica D’Aguanno) – hanno provato a trasformare la Galleria del Giardino in una sorta di Cappella Multireligiosa molto meticcia, anzi: assolutamente bastarda.

-Santa Napoli- – scrivono i curatori Di Capua e Rivosecchi – e’ una mostra dedicata a tutto cio’ che a Napoli mostra i segni, le immagini, le tracce nascoste della religiosità. Cio’ considerando, soprattutto, come si viva in tempi di pluralità delle fedi, tra contaminazione e conflitto, assimilazione e fanatismo, e quanto una città come Napoli, che al caos ha da sempre tributato il suo piu’ autentico culto, raccolga nelle sue strade il fluire di questa religiosità plurale, di questa religione allargata che conta sulla capacità, e ormai anche sul dovere, di pensare per stratificazioni, intrecci, mescolanze, coabitazioni etc.

Dai culti misterici piu’ remoti, dalle superstizioni antiche e contemporanee ai trionfi del cattolicesimo, fino alla contemporanea presenza di vicini ed estremi orienti (Islam, Induismo, Buddhismo etc.) che qua e là mostrano la visibilità della loro devozione, Napoli offre agli occhi degli artisti una specie di cantiere apertissimo, un vasto giacimento di forme, icone, temi, volti, gesti, riti, racconti, o anche il pretesto per inventarne di nuovi.

Opere di: Paolo Aiello, Martina Benedetti, Loreta Cardillo, Maria Di Sena, Renato Esposito, Fausto Fiato, Flavio Gemma, Vincenzo Sannino, Raffaele Veneruso, Andreas Zampella

-La Domenica in Accademia-

Al via domenica 28 febbraio, dalle ore 10 alle ore 13.30 -La Domenica in Accademia-, il ciclo di aperture domenicali della Galleria e della Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti che, ogni ultimo domenica del mese (sino a giugno prossimo, con apertura straordinaria tutte le domeniche in occasione del Maggio dei Monumenti), sarà aperta al pubblico – sempre con ingresso gratuito – per valorizzare al meglio il patrimonio della Pinacoteca e della Gipsoteca dell’Istituto.

Un’iniziativa pensata per far conoscere meglio ai napoletani e ai forestieri l’architettura dell’antico convento sede dell’Accademia di Belle Arti di Napoli fondata nel 1752 da Carlo di Borbone e le sue preziose collezioni artistiche. Per l’occasione, ogni domenica sarà caratterizzata da un denso programma di iniziative tematiche (come laboratori didattici per adulti o bambini, approfondimenti, letture di testi letterari o performance) che vede coinvolti gli stessi studenti dell’Accademia.

Anteprima stampa e incontro con gli studenti: venerdi’ 5 marzo ore 10.30
Inaugurazione: venerdi’ 5 marzo ore 12

Galleria del Giardino – Accademia di Belle Arti
via Costantinopoli, 107/A, Napoli
Orari dal Lunedi’ al Venerdi’, 10-13. Sabato ore 10-13
Ingresso libero

6 marzo, 2010

Cromatica della fantasia

Postato in eventi napoletani da Antonella

Sabato 6 marzo presso il PAN|Palazzo delle Arti di Napoli, alla presenza della vedova di Gianni Rodari, Maria Teresa Ferretti Rodari e il direttore del Centro Studi Gianni Rodari di Orvieto Mario Di Rienzo, prende il via la mostra Cromatica della fantasia che apre la sesta edizione del progetto Girogirotondo, cambia il mondo dell’associazione culturale Kolibri’.

Cromatica della fantasia e’ un triplice percorso espositivo, con due mostre (una inedita, in anteprima nazionale, con prestiti d’epoca) dedicate a Gianni Rodari, grande e poliedrico autore del Novecento, e la terza al mondo di Stefi, la bambina irriverente che mette a nudo le ipocrisie degli adulti, creata da Grazia Nidasio.

La rassegna e’ il primo grande evento nazionale che apre l’anno delle celebrazioni per Gianni Rodari, organizzato dall’associazione Kolibri’ che e’ anche capofila del Coordinamento campano omaggio a Rodari (COR), che riunisce otto realtà impegnate da anni su questi temi in Campania.

Alle 17.30 l’incontro inaugurale aperto al pubblico, alla presenza del Sindaco Rosa Russo Iervolino, degli assessori comunali alla Cultura e all’Istruzione Nicola Oddati e Gioia Rispoli, dell’assessore regionale all’Istruzione Corrado Gabriele e di Angela Cortese, accanto a tutti gli esponenti delle associazioni del COR e ai protagonisti del percorso espositivo. Per l’occasione, sono previsti alcuni momenti spettacolari per grandi e piccoli a cura dell’artista Salvatore Gatto. La rassegna resterà al Pan (sale del II piano) fino al 5 aprile 2010 (ingresso libero, chiuso il martedi’).

Da domenica 7 marzo (ore 11) l’avvio dei reading/laboratori creativi per grandi e bambini, con attori e illustratori de Le Nuvole e di Kolibri’.

Inaugurazione sabato 6 marzo alle 17.30

Palazzo delle Arti di Napoli – PAN
via dei Mille, 60 Napoli
ingresso libero

4 marzo, 2010

Marzo Donna 2010

Postato in eventi napoletani da Antonella

Nell’ambito della manifestazione “Città: femminile, plurale ” Marzo Donna
2010
promossa da: Comune di Napoli – Assessorato Pari Opportunità con il Forum
Pari
Opportunità del Comune di Napoli e con il Comitato Tecnico Scientifico
“Città: Femminile, Plurale ” sarà inaugurata sabato 6 marzo alle ore 10.00
presso le
Antisale dei Baroni la Mostra Fotografica di Rita Chiliberti e Mostra di
Pittura di Patrizia Balzerano a cura della Libera Associazione di artiste
“Onda Rosa”.

Le opere d’arte dell’artista Patrizia Balzerano sono ricche di immagini
festose, la sua pittura ha come scenario la città di Napoli, i suoi angoli più
belli e famosi: luoghi da sempre cari all’artista, dipinti non senza una dolce
vena nostalgica. La cura del particolare è forse la proprietà più incisiva
dello stile di Patrizia,che riesce a cogliere dei semplici attimi di vita
quotidiana,dimostrando, nel fissarli su tela,una necessaria e costante
preparazione tecnica.
I quadri di Patrizia Balzerano sono realizzati con la tecnica dell’olio su
tela e figurano in numerose collezioni private in Italia, Germania, Austria e
Stati Uniti.
Il nome di Patrizia Balzerano è citato in prestigiosi annuari e cataloghi
d’arte moderna e contemporanea.

Le fotografie di Rita Chiliberti mostrano, invece,interni ben delimitati,
spazi compiuti e incombenti, tratti netti e marcati per narrare drammi borghesi
dalle sfumature inquietanti con finali sempre aperti, donne solitarie, pensose,
vulnerabili, comparse eppure protagoniste della scena da cui si sviluppano,
nella fantasia di chi osserva, racconti immaginari.

La mostra avrà termine il 13 marzo alle ore 19.00.

4 marzo, 2010

POLITIK

Postato in eventi napoletani da Antonella

Domenica 7 marzo alle 18.30, fino al 7 aprile, il museo CAM presenta negli spazi della CAM’s Factory la mostra POLITIK | arte dentro e fuori il sistema. L’evento propone alcune opere di artisti che si sono espressi in polemica con un’ideologia o con le istituzioni utilizzando molteplici linguaggi. I lavori esposti giocano con i materiali e attraverso grandi metafore Pop pongono domande sulle icone delle ideologie politiche.
In mostra svettano bandiere lavorate come patchwork, quale testimonianza dei tormenti subiti dai popoli sotto le dittature, mentre trapela l’angoscia dai volti di chi ha lottato per dire la verità e si è dissolto nell’oblio, offuscato dalla forza del potere politico. La testa di Marx irrompe in una vetrina in saldo, lo specchio della libera circolazione delle merci, infrangendone ancora una volta l’integrità. Il bacio gay, dell’opera censurata e mai esposta a Milano nella mostra Arte e omosessualità, si pone sullo sfondo della bandiera italiana, che diviene scenario politico per l’affermazione omosessuale. In un’altra istallazione una voce recita l’Apologia di Socrate, la famosa difesa del filosofo dalle accuse di contestazione alle leggi divine, mentre una immagine del nostro premier sorride compiacente alle parole che il greco proferì in sua tutela. Non manca la provocazione verso le posture degli uomini di potere, dalle sfilate del successo alle improbabili compagnie appariscenti e vacue. L’ironia si concretizza in uno dei video in cui un artista si aggira, ignorato dai passanti, per le strade della città in una macchina lussuosa salutando, come se fosse un presidente in parata. Non mancano i ritratti dei grandi delle nazioni occidentali, i potenti, che insieme alla speranza di un miglioramento politico si portano dietro un passato di conquiste coloniali bagnate nel sangue.
L’arte di governare gli stati, la POLITIK, si trasforma al CAM, diventa arte da museo, arte che parla dei governi. Proprio della commistione tra arte e politica si discuterà nella presentazione della mostra a cui interverrà Vincenzo De Luca, candidato alla presidenza della Regione Campania.

CAM | Casoria Contemporary Art Museum Via Duca D’Aosta 63/A 80026 Casoria/Napoli/Italia Tel/Fax: +39 0817576167 martedì- mercoledì- giovedì- domenica 10.00/13.00 sabato 17.00/20.00

6 febbraio, 2010

Wicked patterns (cattivi schemi)

Postato in eventi napoletani da Antonella

Il 5 febbraio, T293 inaugura la prima mostra personale di Helen Marten intitolata ‘wicked patterns’ (cattivi schemi). La mostra prende il titolo da una dichiarazione che descrive le applicazioni decorative della formica nei mobili Memphis. Avvolte in queste parole vi sono associazioni in caduta libera: riferimenti al Cubismo, Futurismo, Art Deco, graffiti, alla giungla e alla città, alla fantascienza, ai cartoni animati, alle stampe africane, e ai fumetti giapponesi – un labirinto infinito di marchi, loghi e grafica da cui lanciarsi.

Con il termine ‘wicked’ tocchiamo vari signigificati linguistici, dall’esperssione -cool’ di -cattivissimo’ del linguaggio colloquiale, passando per il linguaggio degli SMS (WKD!), fino al perverso, patetico e diabolicamente giocoso signifcato di cattivo comportamento. Questo sfocato, sovrapposto andirivieni di arte e storia del design fornisce un vocabolario già saturo di immagini da mettere insieme. Ed e’ da questo riarrangiare e riassorbire roba e quantità stranote di riferimenti culturali, che l’opera trova il suo senso dell’umorismo.

L’araldica, gli allucinogeni e le -emoticon’ scivolano attraverso le sacre linee del modernismo fino alla banalità della produzione di massa; le tendenze corporative crollano sotto la pignoleria ornamentale ed il valore d’uso viene mimetizzato sotto una cacofonia di modelli e colori. Il lavoro e’ rafforzato anche da un interesse feticistico nei materiali e nella manualità, entrambi messi insieme con uno -sputo’ di tipo estetico, e la leccata, lucida brillantezza della fabbricazione industriale: le superfici lisce si alternano ad arrrangiamenti rovinosi, cenni architettonici siedono accanto ad immondizia, fragilità, ossessività e una sorta di grafica erotica. Simboli e personalità sono designati, solo per essere riassegnati o manipolati attraverso livelli ulteriori di dettagli di materia.

‘George Nelson’, fa un richiamo scherzoso al padre del modernismo americano, mentre due sculture che fanno riferimento a delle sedie accennano a un dialogo umoristico tra autori canonizzati (Rietveld + Wegner). Tintin di Herge’ fonde la piu’ famosa delle euro-centriche sillhouettes con l’iconografia delle compagnie aeree, sollevando questioni di interesse politico e culturale. L’artista fa un omaggio allo spirito punk del fai da te e all’esuberanza di strada, e difende i giochi infantili da dilettanti. Continuamente spinta, allungata ed esagerata, l’atmosfera che ne risulta e’ lasciata ai capricci del gusto, del ritmo e dello stile.

Helen Marten, Nata nel 1985, si e’ diplomata presso la Ruskin School of Drawing and Fine Art, Oxford.
Vive e lavora a Londra.

Inaugurazione 5 Febbraio 2010, alle 19

T293, Via Tribunali 293, Napoli
oario: mart-sab 12-19
ingresso libero

6 febbraio, 2010

Toy-Tano

Postato in eventi napoletani da Antonella

Venerdi’ 5.2.2010 ore 19:00 si inaugura -TOY-TANO-, la collettiva organizzata da ALESSANDRO COCCHIA c/o -PURP- (vico Carceri San Felice n. 23 – Napoli. Info: 328/3565201, www.alessandrococchia.com), visitabile sino al 26.2.2010 dal lunedi’ al sabato, dalle 17:30 alle 20:30. Ingresso libero.

La nuova collettiva voluta da Cocchia, coinvolgendo alcune tra le personalità piu’ originali ed estrose della scena artistica napoletana, mira a cogliere una tendenza già diffusa all’estero, quella degli -Art Toys-, e farla propria, sino a rielaborarla in maniera inedita e a comunicarla al tessuto piu’ vivido e fertile della città. Questo l’intento che ha animato il designer napoletano nell’allestimento presso la sua factory. Accanto a cio’, pero’, un altro scopo: quello di raccogliere fondi, col ricavato della vendita dei pezzi in mostra, da devolvere alla O.N.L.U.S. -Roadway for Others-, e in particolare al progetto -Roadway for Africa-, per rifornire di farmaci una clinica in Senegal nata beneficamente e operante sul territorio (http://www.roadwayforafrica.com).

Cosi’, per una causa piu’ che altruistica, una quanto mai varia teoria di -Art Toys- sarà protagonista del corpus espositivo. Gli -Art Toys- sono pura -follia decorativa’, nuova ossessione per i collezionisti, che orbitano tra street art, trend creativi underground, web culture, sintassi comunicative non ortodosse, ma sperimentali, con un occhio al Nord Europa e al Giappone, e un altro alle capitali USA. MUNNY e DUNNY, due modelli della Kidrobot (insieme a Toy2R, due tra i marchi produttori piu’ forti nel settore), altro non sono che pupazzi (banalizzandoli, cosi’ li si potrebbe definire!) di varie dimensioni (dai 7 ai 50 cm di altezza), nati dall’idea dell’artista newyorchese Tristan Eaton e del proprietario della Kidrobot Paul Budnitz, e dopo poco esplosi come fenomeno di massa che dagli appassionati si sta diffondendo, tramite il web, in tutto il mondo. Grande spinta a cio’ e’ stata data dall’intervento su questi -mini-fantocci-giocattolo’ di creativi come Gary Baseman e Jeremyville (il primo ad aver curato una pubblicazione sugli Art Toys), che hanno illustrato, dipinto, personalizzato i modelli neutri, rendendoli pezzi d’arte e da collezionismo unici, o a tiratura rigorosamente limitata. In una parola, li hanno – come si direbbe in inglese – -customizzati-, modificandoli secondo il proprio gusto e stile, facendoli diventare veri e propri oggetti d’arte, con cui in vari paesi vengono organizzate mostre ed esposizioni.

Lo sguardo lungo di Cocchia, creativo al passo coi tempi e perfettamente calato in una cultura globale, ha saputo afferrare questo trend, riproponendolo ad artisti nostrani: graphic designer, fotografi, chef, tatuatori, body artist, creativi, illustratori, writer e videomaker. Ed ecco il risultato: ognuno, secondo le proprie ascendenze e inclinazioni, ha personalizzato il suo MUNNY, conferendogli esclusività. Maria Luisa Firpo, Mario Avallone, Mimmo Moxedano, Alessandro Cocchia, Roberta Della Volpe, Dadà Di Donna, Sayrel Silva, Fabio Fumo, Ruben Sebastien, Pasqualone, Ognissanti, Iabo e Amedeo Califano sono riusciti a travasare il proprio linguaggio artistico in queste creazioni. Cosi’ sono nati piccoli Munny floreali, altri travestiti da Stalin-Star, altri ancora incartati con involucri di pregiati cioccolatini francesi artigianali e poi messi in una rete da caciocavallo, minuscole donne manga, ironiche, irriverenti e aggressivamente provocatorie, alcuni che ricordano gli omini di -Mario Bros-. E oltre. Avveniristici esploratori/esploratrici pronti all’allunaggio con stendardi autobiografici, bambolottini che fanno piercing e tatuaggi, Munny ricoperti da inserti di giornale e carta, o con vere e proprie armature di ferro con elmo e alabarda, sino all’apoteosi del tipico San Gennaro di Cocchia, con tanto di tiara e bastone pastorale in rame. Del resto, già dal titolo della mostra s’intravede la miscela di ironia e inventiva: gioco e giocattolo (Toy) che dall’estero qui a Napoli si veste del tipico diminutivo partenopeo -Tano-, per creare un calembour che riecheggia, in assonanza col logo -Purp-, il suo parente stretto, il -totano’

-PURP-, SAVE THE FANTASY FACTORY
Il nome -Purp- non e’ una scelta causale: e’ la perfetta unione dell’ironia -made in Naples’ (‘O Purp, il polpo, per i partenopei!) e una nuance cromatica, -purple’, viola, cara a Cocchia. Nel cuore antico della città uno spazio giovane, dinamico, versatile, pronto a recepire e rielaborare in maniera inedita i trend piu’ originali della street culture e di svariate forme d’arte e comunicazione provenienti dalle capitali nordeuropee e delle megalopoli statunitensi. Un’officina creativa in cui colore e immaginazione la fanno da padroni e le idee piu’ innovative vengono accolte, sviluppate e diffuse. Uno spazio espositivo che non ha la presunzione di definirsi gallery, ma che ha tutte le caratteristiche di una fucina in cui estro e inventiva vengono privilegiati in una felice sinergia tra illustrazione, cinema, pittura, fumetto, cartoon e graffiti. Il motto della factory e’ -Save The Fantasy-, per chi non ha nessuna intenzione di rinunciare alla magia del gioco e del fantastico.

Inaugurazione 5 febbraio ore 19

Purp
vico Carceri San Felice, 23 – Napoli
Orario: dalle 17:30 alle 20:30, domenica chiuso
Ingresso libero

24 gennaio, 2010

Roccaforte

Postato in eventi napoletani da Antonella

roccaforteDiciotto grandi opere fotografiche ed un’installazione di sette lightboxes di vari formati costituiscono Roccaforte, personale dell’artista siracusano Davide Bramante, curata da Raffaella Morra e Loredana Troise ed organizzata dall’associazione E-M ARTS nei superbi spazi seicenteschi di Palazzo Ruffo di Bagnara, sede della Fondazione Morra.

Dopo la mostra My own Rave (1999), presentata nello storico spazio di via Calabritto, Davide Bramante torna ad esibire le sue opere a Napoli: i suoi scatti descrivono le principali città del mondo, da Napoli a Torino, dal Cairo a Madrid, da New York a Pechino, da Parigi a Londra.

Davide Bramante: -Basta una mia foto per ricostruire il corpo di un’interna città (-) In passato ho piu’ volte detto e scritto che il mio modo di fotografare e’ identico al mio modo di pensare, vivere, sognare, sperare, tutto si sovrappone in un unicum- Prediligo la fotografia perche’ per forza-causa maggiore e’ il mezzo con cui riesco a rendere con immediatezza (1/250 – 1/500 di secondo) le mie idee-.

Ogni immagine in mostra e’ ottenuta analogicamente e giustappone piu’ vedute, e’ una somma potente che Bramante progetta mentalmente scattando sullo stesso negativo piu’ frazioni di visioni.

Una piazza, un monumento, alcune trame di basalto, il cielo e la notte, frattali di genius loci, storie referenziali, colori e odori, etnografia: ogni città, scrive Bramante, -e’ il luogo della nostra visione, cosa che in passato poteva essere la natura e il suo mondo, la reale immagine della contemporaneità perche’ essa e’ fatta come le mie immagini-.

Le opere, realizzate con la tecnica dell’esposizione multipla in fase di ripresa e montate sotto plexiglass, svelano tutti i meticolosi dettagli che compongono la visione dell’artista.

L’addizione multi-focale di dettagli e luoghi inquadrati in un climax ascendente, rende seducente il percorso espositivo, la cui lettura costituisce una -scoperta- lungo un’esegesi ed una decodifica emozionale dall’esito inaspettato. Si affonda in qualche cosa che e’ naturalmente fuori dell’ordinario, in una fitta rete da percepire nella sua struggente ambiguità temporale: –A volte mixo queste cose e non capisco se vado in avanti o indietro nel tempo e nello spazio-, aggiunge l’artista.

Il titolo della mostra Roccaforte e’ stato scelto da Davide Bramante per accentuare la relazione con Napoli, che ha rappresentato sempre un punto di riferimento ed un’imprescindibile occasione creativa nel corso degli anni, sin dalla prima personale.

-Non e’ possibile pensare al lavoro di Davide Bramante- – affermano le curatrici – -come una forma di descrizione tesa a svelare la nuda vita, ma come un codice rappresentativo che riduce la sintassi ad una serie di dati logici ricchi di significati connotativi-.

Davide Bramante (1970) e’ nato a Siracusa dove di recente e’ tornato a vivere dopo tredici anni trascorsi tra Torino, Roma, Bologna, Milano e New York. Dal 1991 realizza video, installazioni e fotografie. Diplomatosi all’Accademia Albertina (Torino) e all’Accademia Fidia (Cosenza), e’ stato visiting artist alla Franklin Furnace Foundation (New York) e ha esposto con mostre personali a Napoli, Roma, Pescara, Modica, Firenze, Isernia, Milano, Catania, Palermo, Bologna, Il Cairo, Lisbona, Amsterdam. Tra le fiere d’arte internazionali, ha partecipato a diverse edizioni di Art Basel, Art Cologne, Artissima, MiArt, Artefiera, Art Verona, ARCO, FIAC, Palm Beach 3, Paris Photo, Scope.

Inaugurazione venerdi’ 22 gennaio ore 19

Fondazione Morra
Palazzo Ruffo di Bagnara, piazza Dante 89, Napoli
Orari di apertura della mostra: lunedi’ – venerdi’, h. 10 – 19/ sabato su appuntamento
Giorno di chiusura: domenica
Ingresso libero

18 gennaio, 2010

Vedere l’invisibile

Postato in eventi napoletani da Antonella

santarelliLe Sale delle Terrazze di Castel dell’Ovo ospitano HIDDENART – Vedere l’invisibile, esposizione personale dell’artista Diego Santanelli, a cura di Paolo Levi.

La mostra, promossa dal Comune di Napoli e realizzata con la collaborazione di E. Marinella srl, Istituto di Vigilanza La Leonessa e Villa Vittoria, documenta l’inedita ricerca pittorica dell’artista, fondata sul rapporto tra mutazione e immutabilità, e sviluppata grazie a innovativi pigmenti termosensibili che cambiano colore in base alla temperatura dell’ambiente.

Nell’ambito della sua ricerca, unica a livello internazionale, Santanelli ha definito e affinato particolari vernici cangianti che conferiscono a tutta l’opera la facoltà di mutare aspetto nel tempo. Le immagini sulle tele trattate con tali vernici non permangono, ma appaiono e scompaiono in base alle sollecitazioni di caldo o freddo, generando visioni e svelando messaggi inattesi.

La sua pittura e’ composta da una materia tonale che si presenta come un sipario, pensato per nascondere icone dell’immaginario collettivo provenienti dal mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo, e lasciarle trasparire a seguito di una stimolazione termica. I volti di Andy Warhol, Gandhi, Mick Jagger o Michael Jackson, dapprima invisibili, allusi o evocati da particolari e dettagli, divengono soggetti delle opere attraverso un processo ambientale di ri-creazione del visibile che coinvolge lo spettatore, trasformandolo da osservatore a parte attiva dell’evento artistico.
La mostra sarà visitabile dal 17 gennaio al 13 febbraio 2010; dal lunedi’ al sabato ore 10,00 -13,00 e 14,00 – 17,30; domenica e festivi ore 10,00 – 13,00. Ingresso gratuito

Inaugurazione 16 gennaio 2010

Castel dell’Ovo
via Caracciolo di Bella (Borgo Marinari) – Napoli
Orario: dal lunedi’ al sabato ore 10,00 -13,00 e 14,00 – 17,30; domenica e festivi ore 10,00 – 13,00.
Ingresso libero